Beati Riccardo de los Rios Fabregat, Giuliano Rodriguez Sanchez e Giuseppe Gimene
Sacerdoti salesiani e martiri
Festa: 9 dicembre
Nascita-morte: † Picadero de Paterna, Valencia, Spagna, 9 dicembre 1936
Nascita - morte:
† Picadero de Paterna, Valencia, Spagna, 9 dicembre 1936
Festa:
9 dicembre
Emblema:
Abito salesiano e palma del martirio.
Categoria: I santi che iniziano con la lettera R
Calendario: I santi del 9 dicembre
Martirologio Romano
Furono tre sacerdoti della Società di San Francesco di Sales uccisi il 9 dicembre 1936 a Paterna, presso Valencia, durante la guerra civile spagnola. Provenivano da città diverse e avevano seguito percorsi distinti nella formazione e nell’apostolato salesiano, ma condivisero l’ultima fase della persecuzione religiosa e la morte violenta. Recaredo, nato a Bétera nel 1893, era sacerdote dal 1917 e aveva svolto incarichi educativi e direttivi; Julián, nato a Salamanca nel 1896, era sacerdote dal 1930; José, nato a Cartagena nel 1904, era stato ordinato nel 1934 e aveva lavorato soprattutto ad Alcoy. La documentazione ecclesiastica li colloca fra i trentadue martiri salesiani compresi nella beatificazione dei 233 martiri celebrata da Giovanni Paolo II l’11 marzo 2001. Il loro ricordo comune nel Martirologio Romano è fissato al 9 dicembre, anniversario della morte. La loro vicenda va ricostruita distinguendo le notizie individuali conservate dalla tradizione salesiana dagli atti ufficiali relativi al gruppo: la comune qualifica di martiri è certa sul piano del riconoscimento ecclesiastico, mentre alcuni particolari degli arresti e della detenzione richiedono prudenza documentaria.
Biografia
A cura di Giampietro Cattini
Il contesto: la presenza salesiana e la Spagna del 1936
La vicenda dei tre sacerdoti si colloca nella storia delle comunità salesiane spagnole e nella crisi che culminò nella guerra civile iniziata nel luglio 1936. La congregazione fondata da Giovanni Bosco era presente in diverse città della Spagna con scuole, opere educative e comunità religiose. I sacerdoti e i confratelli che vi operavano erano impegnati nell'istruzione, nella formazione cristiana e nella vita sacramentale. Per comprendere il loro martirio è necessario tenere insieme due piani: la concreta situazione di violenza politica e anticlericale sviluppatasi in alcune zone durante il conflitto e la valutazione ecclesiastica del movente religioso della loro uccisione.
Nell'area valenciana, rimasta allora sotto il controllo repubblicano, la disgregazione dell'ordine pubblico e l'azione di gruppi armati resero particolarmente vulnerabili ecclesiastici, religiosi e istituzioni cattoliche. La persecuzione non deve essere descritta come un fenomeno uniforme in tutta la Spagna né attribuita indistintamente a ogni sostenitore della Repubblica. Per i tre salesiani, il dato decisivo è che la loro morte fu esaminata nell'ambito di una causa ecclesiastica di martirio, poi conclusa con il riconoscimento e la beatificazione.
Il gruppo salesiano cui appartenevano comprendeva religiosi di diverse comunità, oltre a figure di altre condizioni ecclesiali. La memoria ufficiale li associa alla causa di Giuseppe Calasanz Marqués e trentuno compagni, inserita nella più ampia celebrazione dei 233 martiri del 2001. I tre sacerdoti ricordati insieme il 9 dicembre costituiscono quindi un gruppo liturgico definito dalla data e dal luogo della morte, non una comunità separata o una causa autonoma.
Recaredo de los Ríos Fabregat
Il primo dei tre è registrato nei documenti ufficiali con il nome spagnolo Recaredo de los Ríos Fabregat. Nacque a Bétera, nella provincia di Valencia, l'11 gennaio 1893. La forma italiana «Riccardo» e la corrispondente forma spagnola «Ricardo», presenti in alcuni martirologi e repertori, non devono far supporre l'esistenza di un secondo martire: si tratta dello stesso salesiano. Il suo nome di battesimo, Recaredo, è quello riportato nella documentazione vaticana della beatificazione e negli elenchi salesiani.
Secondo la biografia conservata dalla congregazione, fu allievo del collegio salesiano di Valencia e manifestò presto la propria vocazione. Emise la professione religiosa nel 1909 e ricevette l'ordinazione sacerdotale nel 1917. La sequenza delle due date, attestata nelle sintesi salesiane, mostra una formazione iniziata in giovane età. La documentazione divulgativa lo descrive dotato di intelligenza, attitudini artistiche e capacità oratorie; tali apprezzamenti sono testimonianze della memoria interna alla congregazione, non valutazioni indipendenti misurabili.
Prestò servizio in varie case salesiane: Sarrià, presso Barcellona, Huesca, El Campello, Villena, Alicante e Valencia. Questi trasferimenti indicano una partecipazione prolungata alla rete educativa dell'istituto. Alcune ricostruzioni gli attribuiscono responsabilità direttive a Villena e Alicante. In assenza di una cronologia amministrativa completa, non è opportuno assegnare anni precisi a ogni destinazione o descrivere incarichi ulteriori non documentati.
La memoria salesiana ricorda un episodio di minacce e violenze contro la scuola di Alicante nel 1931, durante il quale Recaredo avrebbe mantenuto un atteggiamento sereno. Il racconto è significativo per la tradizione della congregazione, ma non permette, da solo, di ricostruire tutti i particolari dell'assalto né di identificare individualmente gli aggressori. Non deve inoltre essere confuso con gli eventi del 1936, nei quali trovò la morte.
Giuliano Rodríguez Sánchez
Julián Rodríguez Sánchez nacque a Salamanca il 16 ottobre 1896. La forma italiana Giuliano traduce il nome spagnolo Julián. Entrò nella Società Salesiana e pronunciò la professione religiosa nel 1917. Gli elenchi ufficiali della congregazione indicano la sua ordinazione sacerdotale nel 1930. Alcune brevi biografie riportano invece il 1931: la divergenza va segnalata, dando preferenza al dato contenuto nella documentazione salesiana istituzionale, senza presentare la questione come definitivamente risolta da registri d'ordinazione qui non disponibili.
La memoria biografica lo descrive come religioso dedito al lavoro, alla preghiera e al servizio degli altri. Si tratta di un profilo essenziale, coerente con l'immagine conservata dai confratelli, ma povero di dettagli verificabili circa gli specifici incarichi ricoperti e le case in cui operò. Non è quindi possibile ricostruire con precisione un itinerario professionale comparabile a quello tramandato per Recaredo.
Un episodio, riferito dalle biografie salesiane, lo distingue: durante le persecuzioni avrebbe rifiutato di continuare a nascondersi presso persone che lo avevano accolto, per non esporle a rappresaglie, e si sarebbe presentato alle autorità. Seguì la detenzione. La notizia illumina il modo in cui la tradizione religiosa interpreta la sua scelta, ma non consente di precisare, senza ulteriore documentazione, la data della consegna, l'identità degli ospitanti o la successione completa dei luoghi di custodia. La prudenza su tali circostanze non diminuisce il dato certo della sua morte violenta il 9 dicembre 1936.
Giuseppe Giménez López
José Giménez López nacque a Cartagena, nella regione di Murcia, il 31 ottobre 1904. Rimasto orfano del padre o di un genitore in tenera età secondo le sintesi biografiche, viene ricordato come allievo dei salesiani di Alicante. La formulazione più diffusa lo dice orfano a cinque anni, ma non specifica in modo sufficientemente uniforme la situazione familiare; è pertanto preferibile non ampliare quel particolare con ricostruzioni ipotetiche.
La sua professione salesiana è datata al 19 luglio 1925 e l'ordinazione sacerdotale al 1934. Questi dati sono tramandati nelle biografie istituzionali. La sua attività apostolica è legata in modo particolare ad Alcoy, nella provincia di Alicante, dove svolse un ministero educativo ricordato con apprezzamento. Le testimonianze interne alla congregazione lo presentano come insegnante entusiasta, dal carattere gioviale e disponibile. Tali qualificazioni appartengono al ricordo dei confratelli e degli ambienti educativi, non a una ricostruzione psicologica indipendente.
Allo scoppio della guerra civile si trovava a Valencia, dove, secondo la tradizione biografica salesiana, partecipava agli esercizi spirituali. Fu arrestato nel contesto della repressione anticlericale. Una sintesi ricorda che venne scoperto insieme al sacerdote Antonio María Martín Hernández nel luogo in cui avevano trovato rifugio. Poiché i resoconti brevi non chiariscono ogni fase della successiva prigionia, non è corretto ricavarne una cronologia dettagliata degli interrogatori, delle accuse o dei trasferimenti. La sua giovane età, trentadue anni al momento della morte, emerge invece senza incertezza dalle date ufficiali.
La detenzione e l’uccisione a Paterna
Per i tre religiosi la documentazione relativa alla causa di beatificazione indica come data comune della morte il 9 dicembre 1936 e come luogo il Picadero de Paterna, presso Valencia. «Picadero» designa il luogo indicato dalle fonti come sede delle fucilazioni; Paterna è il comune valenciano al quale è associato. Il riferimento non deve essere scambiato con il luogo di nascita o con una sede salesiana.
Le ricostruzioni relative al gruppo di cinque salesiani uccisi in quella data menzionano una detenzione protratta per alcuni mesi, con passaggi nel complesso di San Miguel de los Reyes e nel carcere Modelo di Valencia. Accanto ai tre sacerdoti ricordati in questa scheda compaiono Antonio María Martín Hernández, sacerdote, e Agustín García Calvo, coadiutore salesiano. Le fonti istituzionali li presentano come cinque vittime della medesima esecuzione. Non tutti i particolari di arresto e trasferimento sono però ugualmente attestati per ciascuno: il percorso carcerario del gruppo non va automaticamente trasformato in un'identica biografia giudiziaria per ogni componente.
Il martirio, nel significato riconosciuto dalla Chiesa cattolica, non coincide semplicemente con l'essere vittima di una guerra o di un omicidio. Nel processo ecclesiastico è stata valutata la testimonianza della fede e la motivazione persecutoria della morte. La beatificazione conferma il giudizio della Chiesa sul martirio dei tre religiosi. Sul piano della ricerca storica, tuttavia, è opportuno evitare l'invenzione di ultime parole, gesti al momento della fucilazione, torture o dialoghi con gli esecutori, non documentati dalle fonti qui identificate.
La morte del 9 dicembre accomuna tre persone di età, provenienza e responsabilità diverse. La memoria liturgica unitaria conserva questo legame senza cancellare le rispettive identità. Recaredo aveva quarantatré anni, Julián quaranta e José trentadue. L'appartenenza alla congregazione e l'ordinazione sacerdotale sono dati comuni; l'esperienza individuale della vocazione e dell'apostolato resta distinta.
La beatificazione e la memoria ecclesiale
L'11 marzo 2001 Giovanni Paolo II presiedette a Roma la beatificazione di 233 martiri della persecuzione religiosa in Spagna. Tra essi figuravano i salesiani della causa di Giuseppe Calasanz Marqués e trentuno compagni, compresi Recaredo de los Ríos Fabregat, Julián Rodríguez Sánchez e José Giménez López. Non si trattò dunque della beatificazione di tre persone isolate, ma del riconoscimento inserito in una causa collettiva e in una celebrazione che riuniva più gruppi di martiri.
Un documento salesiano relativo alla causa menziona il decreto sul martirio del 20 dicembre 1999. Questo passaggio precedette la celebrazione del 2001 e appartiene all'iter ecclesiastico che consentì l'iscrizione dei religiosi nell'albo dei beati. Il titolo corretto per ciascuno è pertanto «beato», non «santo» canonizzato. Il Martirologio Romano li ricorda il 9 dicembre, a Paterna, qualificandoli sacerdoti salesiani e martiri.
La storia del loro culto è soprattutto legata alla memoria istituzionale della famiglia salesiana e alla commemorazione ecclesiale dei martiri del Novecento. La scheda martirologica ne sancisce l'identità e il giorno della memoria; non prova, di per sé, l'esistenza di un patronato specifico, di reliquie identificate o di un'iconografia tradizionale antica. Tali elementi, quando non riscontrabili in documentazione verificabile, devono rimanere non accertati.
Il loro esempio viene letto dalla spiritualità salesiana come testimonianza di fedeltà alla vocazione religiosa, all'educazione cristiana e al ministero sacerdotale in un contesto di violenza. Questa interpretazione spirituale è legittima nel quadro del culto, ma non sostituisce l'esame storico delle singole vicende. La distinzione consente di rispettare sia il giudizio ecclesiastico sia i limiti delle informazioni biografiche oggi accessibili.
Approfondimenti
Il nome del primo martire e la sua identificazione
Le fonti vaticane e salesiane impiegano Recaredo de los Ríos Fabregat, mentre il Martirologio in alcune versioni e il titolo italiano della scheda usano Riccardo. La corrispondenza è confermata dall’identità delle date, della congregazione e del luogo del martirio. Non si tratta di due sacerdoti diversi. Anche il cognome del terzo martire compare talvolta abbreviato in «Gimene» o «Giménez», ma la forma attestata nei documenti della beatificazione è José Giménez López.
La causa collettiva e il gruppo del 9 dicembre
La causa salesiana comprende trentadue persone, mentre la celebrazione dell’11 marzo 2001 riunì complessivamente 233 martiri. I tre sacerdoti del 9 dicembre furono uccisi nello stesso luogo e nella stessa data di altri due salesiani, Antonio María Martín Hernández e Agustín García Calvo. Il numero di tre nel loro elogio martirologico non esaurisce quindi il gruppo dei confratelli uccisi a Paterna quel giorno.
Cronologia
- 11 gennaio 1893: nascita di Recaredo de los Ríos Fabregat a Bétera.
- 16 ottobre 1896: nascita di Julián Rodríguez Sánchez a Salamanca.
- 31 ottobre 1904: nascita di José Giménez López a Cartagena.
- 1909: professione salesiana di Recaredo.
- 1917: ordinazione sacerdotale di Recaredo e professione salesiana di Julián.
- 19 luglio 1925: professione salesiana di José, secondo le biografie istituzionali.
- 1930: ordinazione sacerdotale di Julián secondo l’elenco salesiano ufficiale.
- 1934: ordinazione sacerdotale di José.
- 9 dicembre 1936: uccisione dei tre sacerdoti al Picadero de Paterna.
- 20 dicembre 1999: decreto sul martirio del gruppo, secondo la documentazione salesiana.
- 11 marzo 2001: beatificazione a Roma da parte di Giovanni Paolo II.
Valutazione storico-critica
- Sono solidamente documentati i nomi anagrafici, i luoghi e le date di nascita, la condizione di sacerdoti salesiani, la morte a Paterna il 9 dicembre 1936 e la beatificazione del 2001. La documentazione ufficiale vaticana costituisce il riferimento prioritario per l’identificazione; le fonti salesiane consentono di integrare i dati sulla formazione e sul ministero.
- Restano da trattare con cautela le qualità caratteriali attribuite ai tre religiosi, gli episodi di minacce, le circostanze particolari degli arresti e la sequenza individuale della detenzione, trasmessi soprattutto in biografie sintetiche della congregazione. Per Julián si registra una divergenza fra il 1930, indicato in una pubblicazione salesiana istituzionale per l’ordinazione, e il 1931 presente in alcune sintesi. Per Recaredo, il 1893 attestato dall’elenco vaticano prevale sul 1892 comparso in una pubblicazione salesiana. La grafia «Riccardo» non identifica un omonimo distinto da Recaredo.
Fonti e bibliografia essenziale
- Santa Sede, Ufficio delle Celebrazioni Liturgiche del Sommo Pontefice, José Aparicio Sanz e 232 compagni, martiri in Spagna, documentazione della beatificazione dell’11 marzo 2001.
- Direzione Generale Opere Don Bosco, Atti del Consiglio Generale, n. 370, anno 2000, documentazione sui martiri salesiani di Spagna.
- Famiglia Salesiana, La Familia Salesiana, repertorio dei santi e beati della famiglia salesiana, elenco aggiornato al 24 maggio 2020.
