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Beato Francesco Giuseppe de la Rochefoucauld Vescovo e martire

Festa: 2 settembre

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Angoulême, Francia, 1736 - Parigi, 2 settembre 1792

Nato ad Angoulême nel 1736, ricevette la formazione al seminario di Saint-Sulpice a Parigi e intraprese una carriera ecclesiastica che lo portò, nel 1772, alla sede di Beauvais. Vescovo-conte e pari di Francia, partecipò alla vita pubblica dell'ultimo periodo dell'Ancien Régime e nel 1789 fu eletto deputato del clero agli Stati generali per il baliaggio di Clermont-en-Beauvaisis. La Rivoluzione francese trasformò radicalmente la sua esistenza. Di fronte alla Costituzione civile del clero, rifiutò il giuramento imposto ai sacerdoti e difese la comunione con la Chiesa di Roma. Dopo aver lasciato Beauvais, cercò rifugio insieme al fratello Pierre-Louis, vescovo di Saintes. Arrestato nell'estate del 1792, fu rinchiuso nell'ex convento dei Carmelitani di Parigi. Il 2 settembre, durante i massacri nelle prigioni parigine, fu ucciso insieme al fratello, all'arcivescovo di Arles Jean-Marie du Lau e a numerosi sacerdoti e religiosi. La Chiesa lo considera martire della fede e papa Pio XI lo beatificò il 17 ottobre 1926 insieme ad altri 190 cattolici vittime dei massacri di settembre.

Etimologia: Francesco, dal latino Franciscus, 'franco', 'appartenente al popolo dei Franchi'; Giuseppe deriva dall'ebraico Yosef, 'Dio aggiunga', 'Dio accresca'.

Emblema: Abito episcopale, mitra, pastorale.

Martirologio Romano: A Parigi in Francia, passione dei beati martiri Giovanni Maria du Lau d’Allemans, Francesco Giuseppe e Pietro Ludovico de la Rochefoucauld, vescovi, e novantatrè compagni, chierici o religiosi, che, radunati nel convento dei Carmelitani, furono trucidati per Cristo in odio alla religione per essersi rifiutati di prestare l’empio giuramento imposto al clero durante la rivoluzione francese.


François-Joseph de La Rochefoucauld-Bayers nacque ad Angoulême il 28 febbraio 1736. Apparteneva a un ramo cadetto dell'antica famiglia dei La Rochefoucauld. Era figlio di Jean-Charles François de La Rochefoucauld, signore di Maumont, Magnac, Barre e Le Vivier, e di Marguerite des Escots. La sua famiglia, inserita nell'aristocrazia francese, lo destinò alla vita ecclesiastica. La data del 28 febbraio 1736 è quella documentata dalla banca dati dell'Assemblée nationale e da una ricerca genealogica specialistica; alcune pubblicazioni più antiche riportano invece il 1735 o altre date, probabilmente per errori di trascrizione.
Ricevette la formazione sacerdotale al seminario di Saint-Sulpice di Parigi, dove entrò il 20 ottobre 1757. L'ambiente sulpiziano ebbe un ruolo importante nella formazione del futuro vescovo, inserendolo nella tradizione del clero francese caratterizzata da una solida preparazione teologica e pastorale.

Dalla formazione ecclesiastica all'episcopato
Prima dell'episcopato ricoprì diversi incarichi ecclesiastici. Le fonti ricordano fra l'altro il priorato di Lanville, nella diocesi di Angoulême, e l'arcidiaconato del Vexin nella diocesi di Rouen. Nel 1772 il cardinale Étienne-René Potier de Gesvres, che aveva retto la diocesi di Beauvais, lasciò il governo della sede a favore di La Rochefoucauld.
La nomina episcopale avvenne nel 1772. La consacrazione fu conferita dal cardinale de Gesvres e Francesco Giuseppe divenne vescovo-conte di Beauvais e pari di Francia. Le fonti non sono completamente uniformi nell'indicare le date precise delle diverse tappe della nomina e della consacrazione, ma concordano sull'ingresso di La Rochefoucauld nella sede di Beauvais nel 1772.
Come vescovo, esercitò il governo della diocesi negli ultimi decenni dell'Ancien Régime, in un periodo nel quale la Chiesa francese era sottoposta a tensioni culturali e politiche sempre più forti. Una testimonianza concreta della sua attività pastorale è il Rituale Bellovacense, pubblicato a Beauvais nel 1783 per sua autorità e con la collaborazione del capitolo della cattedrale. Il volume documenta l'attenzione riservata alla disciplina liturgica e alla vita sacramentale della diocesi.

Il vescovo e la Rivoluzione
La convocazione degli Stati generali nel 1789 coinvolse direttamente anche La Rochefoucauld. Il 13 marzo 1789 fu eletto dal baliaggio di Clermont-en-Beauvaisis deputato del clero agli Stati generali. Il suo atteggiamento politico rimase legato alla concezione tradizionale della società e alla difesa delle prerogative dell'ordine ecclesiastico.
Il 20 giugno 1789 dichiarò formalmente di non poter partecipare alle deliberazioni dell'Assemblea senza nuovi poteri da parte dei suoi elettori, poiché i mandati ricevuti imponevano di conservare la distinzione tra i tre ordini. La sua posizione lo collocò nella corrente più conservatrice del clero.
La Rivoluzione, tuttavia, non rimase una questione esclusivamente politica. Con la Costituzione civile del clero del 1790, l'Assemblea nazionale introdusse una profonda riorganizzazione della Chiesa francese, subordinando l'organizzazione ecclesiastica alle nuove strutture dello Stato. Il giuramento costituzionale divenne il punto di rottura tra il clero favorevole alla nuova legislazione e quello che rimaneva fedele alla disciplina della Chiesa di Roma.
La Rochefoucauld rifiutò il giuramento costituzionale. Una lettera attribuita al vescovo e conservata nei repertori bibliografici è esplicitamente collegata al suo esilio e al rifiuto di prestare il giuramento. La sua posizione ebbe conseguenze dirette anche sul suo rapporto con la diocesi.

L'abbandono di Beauvais
Il progressivo irrigidimento della situazione politica rese sempre più difficile l'esercizio dell'autorità episcopale. La diocesi di Beauvais conobbe la presenza di un vescovo costituzionale, Jean-Baptiste Massieu, mentre La Rochefoucauld rimase fedele alla gerarchia ecclesiastica precedente.
Nel frattempo la monarchia francese entrava nella fase decisiva della sua crisi. L'abolizione della monarchia, il 10 agosto 1792, aprì una fase di estrema violenza politica. Numerosi sacerdoti e religiosi considerati sospetti o refrattari furono arrestati a Parigi. Circa 350 ecclesiastici finirono allora in diverse prigioni della capitale.
La Rochefoucauld si era intanto rifugiato insieme al fratello Pierre-Louis, vescovo di Saintes, presso la loro sorella, badessa dell'abbazia di Notre-Dame di Soissons. La permanenza fuori Parigi non garantì loro la sicurezza. Furono individuati e ricondotti nella capitale.

La prigionia ai Carmes
Francesco Giuseppe fu arrestato nell'agosto 1792 e rinchiuso nell'ex convento dei Carmelitani di rue de Vaugirard, trasformato in prigione. Le fonti parlamentari indicano il suo arresto nell'agosto, mentre alcune ricostruzioni precisano la data del 13 agosto. Il fratello Pierre-Louis, vescovo di Saintes, chiese di condividere la sorte del fratello e rimase anch'egli nella prigione dei Carmes.
Nel convento erano detenuti numerosi ecclesiastici che avevano rifiutato il giuramento costituzionale. Tra loro si trovavano tre vescovi: Jean-Marie du Lau d'Allemans, arcivescovo di Arles, Francesco Giuseppe de La Rochefoucauld, vescovo di Beauvais, e Pierre-Louis de La Rochefoucauld, vescovo di Saintes.
Le testimonianze relative ai Carmes descrivono un'atmosfera particolare tra i prigionieri. Il 2 settembre 1792 la folla fece irruzione nel convento. Secondo la testimonianza di un sacerdote sopravvissuto, all'interno del recinto i prigionieri si raccolsero intorno ai loro vescovi mentre all'esterno cresceva il tumulto. La strage iniziò nel giardino e proseguì nei pressi della cappella.

Il martirio
Il 2 settembre 1792 Francesco Giuseppe de La Rochefoucauld fu ucciso nel massacro dei Carmes. Morì insieme al fratello Pierre-Louis, all'arcivescovo Jean-Marie du Lau e a numerosi sacerdoti, religiosi e altri ecclesiastici.
Il Martirologio Romano colloca la sua passione a Parigi nel contesto della persecuzione religiosa durante la Rivoluzione francese e lo ricorda insieme ai due vescovi e ai compagni martiri. La memoria liturgica è fissata al 2 settembre.
La morte di La Rochefoucauld va quindi collocata nel più ampio contesto dei massacri di settembre. Tra il 2 e il 5 settembre 1792 gruppi armati entrarono in diverse prigioni parigine e uccisero numerosi detenuti. La Chiesa ha riconosciuto come martiri 191 vittime cattoliche di quelle giornate, appartenenti soprattutto al clero e agli ordini religiosi.
Non si tratta dunque di una morte isolata, ma dell'epilogo di un conflitto che aveva contrapposto una parte del clero francese rivoluzionario alla Chiesa rimasta fedele alla propria tradizione canonica e al papa. Nel caso di La Rochefoucauld, il rifiuto del giuramento costituzionale costituisce l'elemento centrale della vicenda riconosciuta dalla Chiesa nel processo di beatificazione.

La memoria dei martiri
I corpi delle vittime furono inizialmente sepolti in fosse comuni. Per i martiri dei Carmes, la tradizione storica individua nel cimitero di Saint-Sulpice a Vaugirard uno dei luoghi della prima sepoltura. In seguito le reliquie dei martiri furono raccolte e conservate presso il complesso di Saint-Joseph-des-Carmes a Parigi. Ancora oggi l'ossario costituisce uno dei principali luoghi della memoria dei martiri di settembre.
Il culto ecclesiale fu riconosciuto ufficialmente nel XX secolo. Il 17 ottobre 1926 papa Pio XI beatificò 191 vittime cattoliche dei massacri di settembre. Fra esse erano compresi i tre vescovi che avevano guidato idealmente il gruppo dei martiri dei Carmes: Jean-Marie du Lau, Francesco Giuseppe de La Rochefoucauld e Pierre-Louis de La Rochefoucauld.
Il gruppo dei 191 comprendeva sacerdoti, diaconi, religiosi, un seminarista e alcuni laici. La loro commemorazione liturgica è collegata alle diverse giornate e ai diversi luoghi dei massacri. Il 2 settembre il Martirologio Romano ricorda in particolare i martiri legati alla strage dei Carmes.

Il significato del martirio
La figura di Francesco Giuseppe de La Rochefoucauld si colloca all'incrocio fra la storia religiosa e quella politica della Francia rivoluzionaria. Prima della Rivoluzione fu un vescovo appartenente all'aristocrazia ecclesiastica dell'Ancien Régime e partecipò alla vita pubblica come pari di Francia e deputato del clero. La sua opposizione alla Costituzione civile del clero non può quindi essere separata dal più ampio conflitto tra l'organizzazione rivoluzionaria dello Stato e l'ordinamento tradizionale della Chiesa.
La beatificazione del 1926 non intese semplicemente celebrare una posizione politica dell'Ancien Régime. Il riconoscimento ecclesiale del martirio si fondò invece sulla morte subita nel contesto della persecuzione religiosa e sulla fedeltà alla Chiesa espressa nel rifiuto del giuramento costituzionale. La distinzione è importante per comprendere correttamente la figura storica del beato.
La sua vicenda mostra inoltre quanto rapidamente, in pochi anni, una posizione episcopale di grande rilievo potesse trasformarsi in una condizione di clandestinità, prigionia e infine morte violenta. Da vescovo-conte di Beauvais e membro dell'élite ecclesiastica francese, La Rochefoucauld divenne uno dei testimoni più noti della crisi della Chiesa francese durante la Rivoluzione.

Rapporti con il fratello Pierre-Louis
Uno degli elementi più caratteristici della sua biografia è il rapporto con il fratello minore Pierre-Louis, anch'egli vescovo e anch'egli beatificato come martire.
Pierre-Louis era vescovo di Saintes dal 1781. I due fratelli condivisero l'opposizione alla Costituzione civile del clero, il rifugio presso la sorella badessa di Notre-Dame di Soissons, il ritorno a Parigi e infine la prigionia. Pierre-Louis chiese inoltre di condividere la detenzione del fratello. Entrambi morirono nei massacri dei Carmes il 2 settembre 1792.
La loro morte insieme costituisce uno degli aspetti più noti della memoria dei Martiri di settembre e spiega anche la frequente rappresentazione dei due fratelli affiancati nelle pubblicazioni e nella devozione locale.

Un vescovo anche attraverso le sue fonti liturgiche
La produzione documentaria collegata all'episcopato di La Rochefoucauld permette di conoscere qualcosa della sua attività prima della Rivoluzione. Il Rituale Bellovacense del 1783, pubblicato sotto la sua autorità, è una testimonianza concreta del governo liturgico della diocesi di Beauvais. Il volume contiene le disposizioni rituali utilizzate nella diocesi e testimonia l'esercizio ordinario della sua responsabilità episcopale.
Il testo è inoltre significativo per la storia della spiritualità del tempo. Una fonte ottocentesca che lo cita documenta, attraverso il rituale, la formulazione utilizzata a Beauvais per la festa della Concezione della Vergine Maria e la professione della dottrina dell'Immacolata Concezione.
Non si tratta di un'opera personale nel senso letterario del termine, ma di un documento pastorale emanato sotto la sua autorità episcopale. Esso contribuisce quindi a restituire alla figura del futuro martire una dimensione più ampia rispetto al solo episodio della sua morte.

Culto e beatificazione
La causa dei Martiri di settembre condusse al riconoscimento ecclesiale di 191 vittime. Il 17 ottobre 1926 Pio XI procedette alla beatificazione collettiva. Francesco Giuseppe de La Rochefoucauld fu incluso nel gruppo insieme al fratello Pierre-Louis, all'arcivescovo Jean-Marie du Lau e agli altri compagni.
Il 2 settembre è oggi la memoria liturgica dei Martiri di settembre ricordati dal Martirologio Romano. Il gruppo comprende numerosi sacerdoti e religiosi, e la commemorazione sottolinea la loro morte nel contesto della persecuzione religiosa durante la Rivoluzione francese.
Un elemento particolare riguarda san Salomone Leclercq, uno dei 191 beatificati nel 1926. Dopo il riconoscimento di un miracolo attribuito alla sua intercessione, egli è stato canonizzato da papa Francesco il 16 ottobre 2016. Francesco Giuseppe de La Rochefoucauld rimane invece venerato come beato.

Autore: Giampietro Cattini
 


 

Francois-Joseph de La Rouchefoucauld-Bayers nacque ad Angoulême nel 1736. Era figlio di Messire Jean de La Rochefoucauld, signore di Maumont, Magnac, Barre, le Vivier ed altre località, cavaliere degli ordini militari di Notre-Dame du Mont-Carmel e di St-Lazarre de Jérusalem, e di Marguerite des Escots. Destinato dai genitori alla carriera ecclesiastica, divenne vescovo-conte di Beauvais, nonchè pari di Francia, entrando nel parlamento come deputato del Clero di Clermont.
Rifiutò però la Costituzione civile del Clero, che prevedeva un giuramento di fedeltà allo stato, e guidò i sacerdoti della sua diocesi nella resistenza. Si rifugiò poi con suo fratello Pierre-Louis, vescovo di Saintes, dalla sorella badessa di Notre dame de Soissons. Ma la Rivoluzione Francese continuava ad infuriare ed essi furono scoperti. Francois-Joseph, incolpato d’intelligenza con il Comitato austriaco, fu arrestato il 13 agosto, mentre Pierre-Louis chiese di partegiare la sua prigionia e rifiutò di fuggire dal Carmelo di Parigi pochi giorni prima dell’eccidio. Proprio qui, infatti, il 2 settembre 1792 avenne il massacro di ben 95 martiri cristiani in odio alla loro fede, capeggiati dai due fratelli ed un altro vescovo, Jean-Marie du Lau d’Alleman.
Insieme con altre vittime della persecuzione religiosa morte in quei giorni a Parigi, per un totale di 191 persone, Francois-Joseph de La Rouchefoucauld-Maumont fu beatificato da Papa Pio XI il 17 ottobre 1926.


Autore:
Don Fabio Arduino

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Aggiunto/modificato il 2026-08-18

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