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> Home > Sezione I santi che iniziano con la lettera L > Beati Lucio Martinez Mancebo e 7 compagni Condividi su Facebook

Beati Lucio Martinez Mancebo e 7 compagni Domenicani, martiri

Festa: 29 luglio

>>> Visualizza la Scheda del Gruppo cui appartiene

† Calanda, Teruel, Spagna, luglio-agosto 1936

I beati Lucio Martínez Mancebo e sette compagni appartengono al vasto gruppo dei martiri della persecuzione religiosa che devastò la Spagna durante la guerra civile del 1936. Erano sei religiosi dell'Ordine dei Predicatori e un sacerdote diocesano che condivisero la stessa sorte a Calanda, nella provincia di Teruel, rimanendo fedeli alla propria vocazione sacerdotale fino alla morte. La loro testimonianza non fu legata ad attività politiche o militari, bensì esclusivamente alla loro identità ecclesiale, che in quel contesto divenne motivo di persecuzione. Arrestati in giorni diversi, subirono interrogatori, umiliazioni e infine l'esecuzione, affrontata con serenità e con il perdono verso i persecutori secondo numerose testimonianze raccolte nei processi canonici. La Chiesa li ha riconosciuti martiri in odium fidei e li ha beatificati nel 2001 insieme ad altri numerosi testimoni della fede uccisi durante la medesima persecuzione. 

Etimologia: Lucio: dal latino lux, luce, significa luminoso, splendente.

Emblema: Palma del martirio, abito domenicano, croce.

Martirologio Romano: A Calanda vicino a Teruel sempre in Spagna, beati Lucio Martínez Mancebo, sacerdote dell’Ordine dei Predicatori, e compagni, martiri, che, sorretti dalla forza di Cristo, morirono nella medesima persecuzione.


Negli anni Trenta la Seconda Repubblica spagnola attraversò una fase di crescente instabilità politica e sociale. Dopo il colpo di Stato del luglio 1936 il Paese precipitò nella guerra civile. In numerose aree controllate dalle milizie repubblicane si sviluppò una violenta persecuzione contro il clero, i religiosi e molti fedeli laici, identificati come simboli della Chiesa cattolica. Migliaia di sacerdoti, religiosi e religiose furono uccisi senza processo esclusivamente per la loro appartenenza ecclesiale. La Chiesa cattolica ha riconosciuto molti di essi come martiri della fede.

Lucio Martínez Mancebo
Fra Lucio Martínez Mancebo era sacerdote domenicano. Svolgeva il proprio ministero nella comunità religiosa distinguendosi per la vita di preghiera, la predicazione e il servizio pastorale. Con lo scoppio della persecuzione fu costretto ad abbandonare il convento insieme ai confratelli. Non cercò di rinnegare la propria identità sacerdotale né di sottrarsi alla missione affidatagli.

I sette compagni
Con lui condivisero il martirio:
- Antonio López Couceiro, sacerdote domenicano;
- Felicísimo Díez González, sacerdote domenicano;
- Saturio Rey Robles, sacerdote domenicano;
- Tirso Manrique Melero, sacerdote domenicano;
- Gumersindo Soto Barros, religioso domenicano;
- Lamberto de Navascués y de Juan, religioso domenicano;
- Emanuele Albert Ginés, sacerdote diocesano.
Pur provenendo da esperienze diverse, erano accomunati da una profonda dedizione al ministero e alla vita ecclesiale.

Arresto e martirio
Dopo l'inizio della guerra civile i religiosi furono individuati e arrestati a causa della loro condizione di sacerdoti e religiosi. Vennero condotti a Calanda, dove subirono la prigionia e furono successivamente fucilati senza alcun regolare procedimento giudiziario.
Le testimonianze raccolte durante il processo di beatificazione descrivono un atteggiamento di grande serenità spirituale. I martiri affrontarono la morte pregando, professando la fede cristiana e manifestando sentimenti di perdono verso i propri uccisori. La Chiesa ha riconosciuto che la loro uccisione avvenne esclusivamente per odio alla fede cristiana, elemento essenziale per il riconoscimento del martirio.

Il riconoscimento ecclesiale
Terminata la guerra civile, le diocesi interessate e l'Ordine dei Predicatori iniziarono a raccogliere documenti e testimonianze. Il processo canonico mise in evidenza la costanza nella fede e l'assenza di motivazioni politiche nella loro condanna.
San Giovanni Paolo II li proclamò beati l'11 marzo 2001, inserendoli nel grande gruppo dei martiri spagnoli del XX secolo, indicando nella loro vicenda una testimonianza di fedeltà a Cristo e di riconciliazione.





Questo gruppo si compone di questi martiri:
- Lucio Martinez Mancebo, sacerdote domenicano, nato a Vegas del Contado (Spagna) il 28 luglio 1902;
- Antonio Lopez Couceiro, sacerdote domenicano, nato a El Ferrol (Spagna) il 15 novembre 1869;
- Felicissimo Diez Gonzalez, sacerdote domenicano, nato a Devesa de Curueño (Spagna) il 26 novembre 1907;
- Saturio Rey Robles, sacerdote domenicano, nato a Devesa de Curueño (Spagna), il 21 dicembre 1907;
- Tirso Manrique Melero, sacerdote domenicano, nato a Alfaro (Spagna) il 26 gennaio 1877;
- Gumersindo Soto Barros, cooperatore domenicano, nato ad Amil (Spagna) il 21 ottobre 1869;
- Lamberto de Navascués y de Juan, novizio cooperatore domenicano, nato a Zaragoza (Spagna) il 18 maggio 1911;
- Emanuele Albert Gines, sacerdote diocesano, nato a Calanda (Spagna) il 3 ottobre 1867.


Autore:
Giampietro Cattini

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Aggiunto/modificato il 2026-07-23

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