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San Giovanni Lloyd Sacerdote e martire
Festa:
22 luglio
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Galles, circa 1638 - Cardiff, Galles, 22 luglio 1679
Nativo del Brecknockshire ed appartenente ad un'antica famiglia gallese,
ben poche notizie si hanno circa la vita e la sua attività. Unici dati
sicuri sono tuttavia l'ingresso nel 1649, sotto il nome fittizio di
Floyd, nel collegio inglese di Valladolid, in Spagna, dove ricevette la
sacra ordinazione il 7 giugno 1653. Compiuti gli studi di filosofia e
teologia, venne subito avviato alle missioni inglesi, per cui rimpatriò
il 17 aprile 1654, andandosi a stabilire nel natio Galles, che per quasi
venticinque anni fu campo della sua continua e fervida attività
sacerdotale. Tutto comunque s'ignora del lavoro missionario di Lloyd e
sconosciute rimangono anche le stesse circostanze della sua cattura,
avvenuta sulla fine del 1678 in casa di un certo Turberville a Penllyne
nella contea di Glamorgan. Il Lloyd è una delle tante vittime della
spietata persecuzione causata dalla presunta congiura papista (Popish
plot) ideata dal tristo avventuriero inglese Titus Oates. Rinchiuso in
una segreta del castello di Carditi, il beato divise la prigionia con il
gesuita Filippo Evans, che ve lo aveva di poco preceduto, rimanendo
entrambi lì segregati per oltre cinque mesi, prima che i persecutori
riuscissero ad indurre qualcuno a testimoniare contro di loro.
Processati finalmente il 5 maggio 1679, furono tutti e due dichiarati
rei di alto tradimento per essere ordinati sacerdoti all'estero e per
aver poi esercitato in patria le funzioni del loro ministero contro il
divieto posto dalle leggi allora vigenti, venendo quindi condannati a
morte per impiccagione e successivo squartamento. L'esecuzione della
sentenza ebbe tuttavia luogo oltre due mesi e mezzo più tardi, perché
sia l'uno che l'altro salirono il patibolo a Cardiff il 22 luglio 1679.
Prima di essere giustiziato arringò la folla circostante, esponendo le
vere ragioni della loro morte in un breve discorso. Beatificato da Pio
XI il 15 dicembre 1929, il martire Lloyd viene commemorato il 22 luglio.
Etimologia: Dall’ebraico Yehohanan, Dio ha avuto misericordia, il Signore è benevolo.
Emblema: Palma del martirio, veste sacerdotale, patibolo, corda, libro del Vangelo.
Martirologio Romano: A Cardiff in Galles, santi Filippo Evans, della Compagnia di Gesù, e Giovanni Lloyd, sacerdoti e martiri, che sotto il re Carlo II furono impiccati nello stesso giorno per aver esercitato il loro sacerdozio in patria.
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La vita di Giovanni Lloyd si svolse durante un periodo di profonde tensioni religiose. Dopo la Riforma inglese del XVI secolo, il cattolicesimo era stato progressivamente messo fuori legge. Pur con fasi di maggiore tolleranza, durante il regno di Carlo II le autorità continuarono a considerare i sacerdoti cattolici come potenziali nemici dello Stato. La situazione precipitò nel 1678, quando il falso “Popish Plot”, ideato da Titus Oates, diffuse nel Paese il timore di una presunta congiura cattolica per assassinare il sovrano. Sebbene l’accusa fosse infondata, il clima di isteria provocò numerosi arresti, processi sommari ed esecuzioni di sacerdoti innocenti. Fu proprio in questa fase che Giovanni Lloyd affrontò gli ultimi mesi della propria vita.
Origini e formazione Le notizie sulle origini familiari sono limitate. Giovanni nacque probabilmente nel Brecknockshire, nel Galles meridionale, intorno al 1638, da una famiglia rimasta fedele alla tradizione cattolica nonostante le persecuzioni. Come molti giovani inglesi e gallesi destinati al sacerdozio, lasciò clandestinamente la patria per raggiungere il Collegio Inglese di Valladolid, in Spagna, una delle principali istituzioni fondate per preparare sacerdoti destinati alla missione nelle isole britanniche. Ricevette una solida formazione filosofica e teologica, caratterizzata da un forte spirito missionario. Fu ordinato sacerdote nel 1668.
L’ingresso nella Compagnia di Gesù Pochi anni dopo l’ordinazione entrò nella Compagnia di Gesù. I gesuiti svolgevano un ruolo fondamentale nella cura pastorale dei cattolici inglesi e gallesi, operando quasi sempre in clandestinità. La loro preparazione culturale e spirituale consentiva di affrontare una missione particolarmente difficile, nella quale ogni spostamento poteva comportare l’arresto. Anche Giovanni Lloyd accettò consapevolmente questa scelta, sapendo che il ritorno in patria avrebbe potuto condurlo al martirio.
Il ministero clandestino nel Galles Rientrato nel Galles verso il 1673, operò soprattutto nelle contee meridionali. Celebrava la Messa nelle abitazioni private, amministrava i sacramenti, visitava gli ammalati e manteneva vivi i rapporti tra le piccole comunità cattoliche rimaste fedeli a Roma. Il suo apostolato richiedeva continui spostamenti e grande prudenza. Le abitazioni delle famiglie cattoliche disponevano spesso di nascondigli destinati a proteggere i sacerdoti durante le perquisizioni. Nonostante tali precauzioni, il rischio di essere denunciati era costante. Le testimonianze concordano nel descriverlo come sacerdote mite, prudente e profondamente dedito al ministero pastorale.
Arresto e processo Nel novembre 1678 Giovanni Lloyd fu arrestato durante l’ondata repressiva seguita al presunto “Complotto Papista”. Fu rinchiuso nel castello di Cardiff. Il processo si svolse nell’estate del 1679. L’accusa non riguardava delitti comuni né atti di violenza, ma il semplice fatto di essere sacerdote cattolico ordinato all’estero e di aver esercitato il ministero in territorio inglese e gallese, attività considerate alto tradimento dalle leggi vigenti. Le prove erano fondate soprattutto sulla sua identità sacerdotale. Come altri martiri del periodo, non rinnegò la propria fede né cercò compromessi per ottenere la libertà.
Il martirio La condanna fu eseguita il 22 luglio 1679 a Cardiff. Subì il supplizio previsto per i condannati per alto tradimento: impiccagione, sventramento e squartamento. Alcune testimonianze riferiscono che il boia abbreviò almeno in parte le sofferenze, lasciandolo morire prima delle mutilazioni finali, pratica che talvolta avveniva per pietà. Morì proclamando la propria innocenza rispetto a qualsiasi congiura politica e dichiarando di essere condannato esclusivamente per la propria fede cattolica e per il ministero sacerdotale.
Il culto La memoria di Giovanni Lloyd rimase viva soprattutto nelle comunità cattoliche del Galles. Papa Pio XI lo beatificò il 13 dicembre 1929 insieme ad altri martiri inglesi e gallesi. Il 25 ottobre 1970 papa Paolo VI lo iscrisse nel catalogo dei santi tra i Quaranta Martiri d’Inghilterra e Galles, gruppo che comprende uomini e donne appartenenti a differenti condizioni sociali, uccisi tra il 1535 e il 1679 durante le persecuzioni religiose. La memoria liturgica ricorre il 22 luglio, anniversario del martirio.
Autore: Giampietro Cattini
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