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Beato Guglielmo Greenwood Sacerdote certosino, martire

Festa: 6 giugno

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Yorkshire, Inghilterra, 1490 circa - 6 giugno 1539

Nato nello Yorkshire intorno al 1490, Guglielmo Greenwood divenne monaco certosino a Londra, dedicandosi con fervore alla preghiera, allo studio e al lavoro manuale. La sua incrollabile fede lo portò ad essere ordinato sacerdote e a guidare spiritualmente i suoi confratelli. Durante il regno di Enrico VIII, rifiutandosi di riconoscere il re come capo supremo della Chiesa e di piegarsi al nuovo credo imposto, fu arrestato e imprigionato nella Torre di Londra. Nonostante le dure condizioni carcerarie, la fame e le malattie, Guglielmo rimase saldo nella sua fede, offrendo le sue sofferenze come sacrificio. Morì il 6 giugno 1539.

Martirologio Romano: A Londra in Inghilterra, beato Guglielmo Greenwood, martire, monaco della Certosa di questa città, che per la sua tenace fedeltà alla Chiesa subì sotto il re Enrico VIII il martirio, morendo consunto dalla sordidezza del carcere, dalla fame e dalle malattie.


La vita terrena del Beato Guglielmo Greenwood è avvolta da un velo di mistero. Le informazioni su di lui sono frammentarie e spesso contraddittorie. Si presume che sia nato a Yorkshrie, in Inghilterra, intorno al 1490. Fin da giovane, mostrò una profonda inclinazione verso la vita religiosa, tanto da entrare a far parte della Certosa di Londra, una comunità monastica nota per il suo rigore e la sua devozione.
All'interno delle mura della Certosa, Guglielmo crebbe spiritualmente, nutrendo la sua fede con la preghiera, lo studio e il lavoro manuale. La sua dedizione e il suo esempio lo portarono a ricevere l'ordinazione sacerdotale, assumendo con fervore il compito di guida spirituale per i suoi confratelli.
Durante il regno di Enrico VIII, l'Inghilterra attraversò un periodo di profondi sconvolgimenti religiosi. Il re, desideroso di svincolarsi dall'autorità papale e affermare la propria supremazia sulla Chiesa, diede avvio a una serie di persecuzioni contro i cattolici che non si piegavano al suo nuovo credo. Guglielmo Greenwood, fedele ai suoi voti e al suo credo, non si piegò alle pressioni del sovrano, rifiutando di riconoscere il re come capo supremo della Chiesa.
Per la sua incrollabile fedeltà, Guglielmo fu arrestato e imprigionato nella Torre di Londra, dove subì un duro trattamento. Le condizioni carcerarie, la fame e le malattie logorarono il suo fisico, ma non riuscirono a piegare il suo spirito. Guglielmo rimase saldo nella sua fede, offrendo le sue sofferenze come sacrificio per la Chiesa e per la salvezza della sua anima.
Il 6 giugno 1539, dopo un lungo periodo di prigionia e di tormenti, Guglielmo Greenwood spirò. La sua morte fu un martirio silenzioso, lontano dai clamori del mondo, ma non per questo meno significativo. La sua testimonianza di fede divenne un faro di speranza per i cattolici inglesi perseguitati, offrendo loro un esempio di coraggio e di incrollabile devozione.
Nel 1888, Papa Leone XIII proclamò Guglielmo Greenwood Beato, riconoscendolo come martire della fede cattolica. La sua memoria è venerata dai certosini e dai cattolici di tutto il mondo, come esempio di fedeltà a Dio e di incrollabile impegno per la verità.


Autore:
Franco Dieghi

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Aggiunto/modificato il 2024-05-10

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