|
|
Newsletter
|
Per ricevere i Santi di oggi inserisci la tua mail:
|
|
E-Mail: [email protected]
|
|
|
Beato Riccardo Bere Sacerdote certosino, martire
Festa:
9 agosto
|
|
>>> Visualizza la Scheda del Gruppo cui appartiene
Glastonbury (Somerset, Inghilterra), fine del XV sec. - Londra, Inghilterra, 9 agosto 1537
Nipote dell'omonimo abate di Glastonbury (1494-1525), fu educato nella celebre abbazia e proseguì gli studi a Oxford. Lo zio tentò di avviarlo al matrimonio con Jane Samuel di Mells, sua pupilla, ma Richard rifiutò e si trasferì a Londra, dove iniziò gli studi giuridici presso l'Inns of Chancery. Nel febbraio 1523 li abbandonò per entrare nella Certosa di Londra. Dopo il rifiuto della comunità di riconoscere l'Atto di Supremazia di Enrico VIII, fu arrestato nel 1537 con altri certosini e rinchiuso nel carcere di Newgate. Ridotto allo stremo da fame e privazioni, morì il 9 agosto 1537. Fu beatificato da Leone XIII il 20 dicembre 1886.
Etimologia: Dal germanico e significa 'forte nel comando', 'potente per il coraggio'.
Emblema: Abito certosino, palma del martirio, catene, carcere.
Martirologio Romano: A Londra in Inghilterra, beato Riccardo Bere, sacerdote e martire, che, su ordine del re Enrico VIII, morì per aver difeso la fedeltà verso il Romano Pontefice e il matrimonio cristiano insieme ai confratelli della Certosa della città, logorato per lungo tempo dalle disumane condizioni del carcere e dalla fame.
|
Le notizie sulla nascita di Riccardo Bere sono scarse. È generalmente ritenuto nipote dell'omonimo Richard Bere, autorevole abate benedettino della celebre abbazia di Glastonbury tra il 1494 e il 1525. Ricevette la propria formazione presso la scuola monastica dell'abbazia, uno dei principali centri culturali dell'Inghilterra dell'epoca. Successivamente proseguì gli studi all'Università di Oxford, dove acquisì una solida preparazione nelle arti liberali. Lo zio avrebbe desiderato indirizzarlo verso il matrimonio con Jane Samuel, giovane della quale era tutore, ma Riccardo rifiutò questa prospettiva scegliendo un cammino diverso.
La scelta della Certosa Trasferitosi a Londra, iniziò studi giuridici presso una delle Inns of Chancery, istituzioni preparatorie alla formazione degli avvocati. Anche questa strada, tuttavia, non lo soddisfece. Nel febbraio 1523 entrò nella Certosa di Londra, il principale monastero certosino inglese, dove abbracciò la rigorosa spiritualità dell'Ordine fondato da san Bruno. I certosini conducevano una vita di estrema austerità, silenzio, preghiera e contemplazione, lontana dagli incarichi pubblici e profondamente radicata nella ricerca di Dio. Riccardo fu ordinato sacerdote e trascorse gli anni successivi nella quiete monastica, ignaro che gli eventi politici avrebbero presto sconvolto anche la clausura.
Lo scisma di Enrico VIII Negli anni Trenta del Cinquecento il conflitto tra Enrico VIII e il papato sfociò nella separazione della Chiesa inglese da Roma. Con l'Atto di Supremazia del 1534 il sovrano si proclamò capo supremo della Chiesa d'Inghilterra, pretendendo che ecclesiastici e religiosi riconoscessero ufficialmente questa nuova autorità. I certosini londinesi furono tra i più decisi oppositori della riforma religiosa imposta dalla Corona. La loro posizione non aveva carattere politico, ma nasceva dalla convinzione che il primato della Chiesa universale appartenesse esclusivamente al Romano Pontefice. Già nel 1535 tre priori certosini - Giovanni Houghton, Roberto Lawrence e Agostino Webster - erano stati messi a morte insieme ad altri martiri. La loro esecuzione non riuscì però a piegare la comunità monastica.
Arresto e prigionia Nel 1537 gli emissari di Thomas Cromwell tornarono alla Certosa per ottenere la sottomissione definitiva dei religiosi. Di fronte all'ennesimo rifiuto furono arrestati dieci monaci, tra i quali Riccardo Bere. I religiosi vennero rinchiusi nella prigione londinese di Newgate, tristemente nota per le condizioni disumane. Furono lasciati quasi completamente senza cibo, incatenati e privati delle cure più elementari. Lo scopo era costringerli a cedere senza ricorrere immediatamente a un processo pubblico. Secondo le fonti, sette compagni morirono già nel giugno del 1537. Riccardo sopravvisse ancora alcune settimane, probabilmente perché mantenuto artificialmente in vita dai carcerieri, ma le privazioni finirono ugualmente per sopraffarlo.
Il martirio Riccardo Bere morì nel carcere di Newgate il 9 agosto 1537, consumato dalla fame, dalle malattie e dalle sofferenze. La sua morte costituisce una delle forme più crudeli del martirio inglese del XVI secolo: non una rapida esecuzione, ma una lenta eliminazione attraverso condizioni di detenzione volutamente insostenibili. La sua testimonianza si unisce a quella degli altri certosini che affrontarono la persecuzione senza rinnegare la comunione con la Chiesa di Roma.
Culto Il culto dei martiri inglesi si sviluppò gradualmente nei secoli successivi alla Riforma. Riccardo Bere fu beatificato il 20 dicembre 1886 da papa Leone XIII insieme ad altri martiri delle persecuzioni inglesi del XVI e XVII secolo. Il Martirologio Romano lo ricorda il 9 agosto con queste parole, in sintesi: sacerdote certosino che, per ordine del re Enrico VIII, morì dopo una lunga prigionia per aver difeso la fedeltà al Romano Pontefice e il matrimonio cristiano.
Autore: Giampietro Cattini
|
|
|
|
Album Immagini
|