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Beato Riccardo Thirkeld Sacerdote e martire

Festa: 29 maggio

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† 29 maggio 1583

Studiò al Queen’s College di Oxford nel 1564-1565, da cui partì per Reims, dove fu ordinato sacerdote il 18 aprile 1579. Partì il 23 maggio per esercitare il ministero a York o dintorni, che prestò anche come confessore della venerabile Margaret Clitheroe. Alla vigilia dell'Annunciazione del 1583 fu arrestato durante la visita a uno dei prigionieri cattolici dell’Ousebridge Kidcote, a York, subito confessando il suo sacerdozio, sia alle guardie che lo avevano arrestato, sia al sindaco di fronte al quale egli era portato, e per la notte fu alloggiato nella casa del sommo sceriffo. Il giorno dopo si svolse il suo processo, al quale riuscì a comparire in abito talare e berretta. L’imputazione era di aver riconciliato sudditi della Regina alla Chiesa di Roma. Fu riconosciuto colpevole il 27 maggio e condannato 28 maggio. Trascorse la notte istruendo i suoi compagni di prigione, e la mattina della sua condanna difendendo la fede e la costanza di quelli che venivano portati alla sbarra. Non risultano dettagli sulla sua esecuzione. Rimangono sei sue lettere, che sono state trascritte da Dom Bede Camm.

Martirologio Romano: A York in Inghilterra, beato Riccardo Thirkeld, sacerdote e martire, che, condannato a morte sotto la regina Elisabetta I perché sacerdote e per aver riconciliato molti con la Chiesa cattolica, fu consegnato al supplizio del patibolo.


Nato in Inghilterra in una data imprecisata, Riccardo Thirkeld intraprese gli studi al Queen's College di Oxford nel 1564. Tuttavia, il clima religioso dell'epoca, caratterizzato da forti tensioni tra cattolicesimo e protestantesimo, lo spinse a cercare rifugio in Francia. A Reims, nel 1579, ricevette l'ordinazione sacerdotale, confermando la sua devozione alla fede cattolica.
Nel 1579, Riccardo Thirkeld fece ritorno in Inghilterra, consapevole dei rischi che correva, per esercitare il suo ministero sacerdotale nella regione di York. La sua missione si concentrava sulla cura spirituale dei cattolici perseguitati, offrendo loro conforto e sostegno in un periodo di grande incertezza e repressione.
Tuttavia, la sua attività non passò inosservata. Nel 1583, durante una visita a un prigioniero cattolico, Riccardo fu arrestato dalle autorità. L'accusa era pesante: aver riconciliato sudditi della Regina Elisabetta I alla Chiesa di Roma, un atto considerato un reato grave in quel contesto storico.
Nonostante il pericolo imminente, Riccardo Thirkeld affrontò il processo con coraggio e fermezza. Rifiutò di abiurare la sua fede e difese con ardore le sue convinzioni religiose. Il 27 maggio 1583 fu condannato a morte per tradimento.
Il 29 maggio 1683, Riccardo Thirkeld salì sul patibolo consapevole del destino che lo attendeva. Affrontò la morte con serenità e compostezza, offrendo la sua vita in testimonianza della sua incrollabile fede. La sua esecuzione lo elevò al rango di martire, confermando il suo ruolo di esempio di coraggio e dedizione per le generazioni successive.
Le sei lettere di Riccardo Thirkeld, sopravvissute fino ai giorni nostri, offrono una preziosa testimonianza della sua profonda fede e della sua incrollabile convinzione.


Autore:
Franco Dieghi

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Aggiunto/modificato il 2024-05-06

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