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Beate Maria di Gesù Bambino Badillou y Bullit e 4 compagne Martiri Scolopie

Festa: 8 agosto

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† El Saler presso Valencia, Spagna, 8 agosto 1936

Le beate Maria di Gesù Bambino Badillou y Bullit e quattro compagne furono cinque religiose dell’Istituto delle Figlie di Maria delle Scuole Pie, comunemente conosciute come Scolopie, uccise durante la persecuzione religiosa che accompagnò la guerra civile spagnola. La loro vicenda rappresenta una testimonianza della vita consacrata femminile nella Spagna degli anni Trenta del Novecento, caratterizzata dall’impegno educativo verso le giovani e dalla fedeltà alla propria vocazione anche in un periodo di violenze e profonde divisioni sociali. Le cinque religiose appartenevano alla comunità scolopia di Valencia, impegnata nell’istruzione e nella formazione cristiana delle ragazze. Quando nel 1936 la situazione politica degenerò e molte comunità religiose furono colpite dalla persecuzione, esse furono costrette ad abbandonare il collegio e cercarono rifugio presso alcune famiglie amiche. Catturate a causa della loro appartenenza religiosa, furono condotte presso la zona del Saler, nei pressi di Valencia, dove vennero uccise l’8 agosto 1936.

Emblema: Abito religioso scolopio, palma del martirio.

Martirologio Romano: A Valencia, sempre in Spagna, beate Maria di Gesù Bambino Baldillou y Bullit e compagne, vergini dell’Istituto delle Figlie di Maria delle Scuole Pie e martiri, che nella stessa persecuzione sotto la violenza dei nemici della Chiesa andarono gloriosamente incontro a Cristo Sposo.


Le vicende delle cinque martiri si collocano nel complesso contesto della Spagna degli anni Trenta. Dopo la proclamazione della Seconda Repubblica nel 1931, i rapporti tra istituzioni statali e Chiesa cattolica divennero progressivamente difficili. Alcuni provvedimenti politici e sociali alimentarono un clima di contrapposizione, mentre settori anticlericali radicali considerarono gli istituti religiosi come simboli del potere ecclesiastico.
Con lo scoppio della guerra civile nel luglio 1936, molte regioni della Spagna furono attraversate da violenze contro persone e istituzioni religiose. Numerosi sacerdoti, religiosi e laici cattolici furono uccisi durante quel periodo. Nel territorio valenciano si verificarono numerosi episodi di persecuzione contro membri della Chiesa.
In questo contesto maturò la vicenda delle cinque Scolopie di Valencia.

L’Istituto delle Figlie di Maria delle Scuole Pie
Le religiose appartenevano alle Figlie di Maria delle Scuole Pie, congregazione femminile nata dall’esperienza spirituale legata a san Giuseppe Calasanzio, fondatore degli Scolopi e grande promotore dell’educazione cristiana dei giovani.
La vocazione delle Scolopie era principalmente educativa: attraverso scuole e collegi offrivano formazione umana e religiosa alle bambine e alle ragazze, seguendo il principio secondo cui l’istruzione rappresentava uno strumento fondamentale per la crescita della persona.
La comunità di Valencia, dove le cinque religiose prestarono servizio, era un ambiente dedicato alla formazione delle giovani. La loro vita quotidiana era fatta di insegnamento, preghiera, lavori comunitari e assistenza alle alunne.

Le cinque martiri

Beata Maria di Gesù Bambino Badillou y Bullit
Maria Badillou y Bullit nacque il 6 febbraio 1905 a Balaguer, nella provincia di Lérida. Trascorse nella sua terra natale l’infanzia e la giovinezza, maturando progressivamente la vocazione religiosa.
A diciannove anni entrò nel noviziato delle Scolopie di Masnou, presso Barcellona. Emise la professione religiosa il 18 aprile 1927 assumendo il nome di suor Maria di Gesù Bambino.
Destinata al collegio scolopio di Valencia, vi rimase fino alla morte occupandosi soprattutto dei servizi domestici della comunità. La sua vita religiosa fu caratterizzata dalla semplicità, dalla disponibilità e dalla gioia nel servizio quotidiano. Per le consorelle e per le alunne rappresentò un esempio di dedizione nascosta ma costante.
Aveva soltanto 31 anni quando affrontò il martirio.

Beata Presentazione della Sacra Famiglia (Pascuala) Gallén y Martí
Presentación Gallén y Martí nacque il 20 novembre 1872 in una famiglia profondamente religiosa. Quattro figlie della sua famiglia abbracciarono la vita consacrata: tre entrarono nelle Scolopie e una nelle Figlie della Carità.
Entrò nell’Istituto delle Scolopie insieme alla sorella Josefa. Compì il noviziato a San Martín de Provensals ed emise la professione religiosa il 30 agosto 1892.
Prestò servizio per alcuni anni nel collegio di Olesa de Montserrat, quindi fu trasferita a Valencia, dove rimase per gran parte della sua vita.
Era conosciuta per l’umiltà, lo spirito di sacrificio e la disponibilità verso tutti. Nel 1936 aveva 64 anni.

Beata Josefa di San Giovanni della Croce Gallén y Martí
Josefa Gallén y Martí, sorella di suor Presentazione della Sacra Famiglia, nacque il 30 agosto 1877. Anche lei sentì presto la chiamata alla consacrazione religiosa ed entrò tra le Figlie di Maria delle Scuole Pie.
Dopo la formazione religiosa svolse il suo apostolato in diverse comunità scolopie, dedicandosi all’insegnamento e all’educazione delle ragazze. La sua vita fu caratterizzata da un profondo senso del dovere, dalla carità verso le alunne e dalla fedeltà alla spiritualità dell’Istituto.
Le testimonianze raccolte durante il processo di beatificazione hanno sottolineato il suo carattere mite, la capacità di sacrificio e la serenità con cui affrontò il periodo di persecuzione.
Nel 1936, quando la comunità fu dispersa, rimase unita alle altre religiose. La scelta di condividere la sorte delle compagne fu interpretata dalla Chiesa come un’espressione della sua fedeltà alla vocazione fino al dono della vita.
Aveva 58 anni al momento del martirio.

Beata Maria del Pilar di San Francesco Borgia Martínez y García
Maria del Pilar Martínez y García nacque il 4 giugno 1877 a Saragozza. Entrò nelle Figlie di Maria delle Scuole Pie attratta dalla missione educativa dell’Istituto e dalla spiritualità di san Giuseppe Calasanzio.
Dopo la professione religiosa esercitò diversi incarichi nelle comunità scolopie, dedicandosi soprattutto all’insegnamento. Possedeva una particolare attenzione verso le giovani affidate alla sua cura e un forte senso della responsabilità educativa.
Le persone che la conobbero ricordarono la sua bontà, il suo equilibrio e la sua capacità di vivere la vita religiosa con profondità e semplicità.
Quando nel 1936 la situazione divenne pericolosa, accettò di affrontare le conseguenze della persecuzione insieme alle altre consorelle. Morì a 59 anni, lasciando la testimonianza di una vita interamente consacrata al servizio educativo.

Beata Teresa del Bambino Gesù García y García
Teresa García y García nacque il 7 febbraio 1881. Entrata tra le Scolopie, consacrò la propria esistenza alla missione educativa dell’Istituto.
Era conosciuta per il suo spirito religioso, la sua dedizione al lavoro e la vicinanza alle giovani affidate alla comunità. La sua vocazione scolopia si inseriva nella tradizione fondata da san Giuseppe Calasanzio: educare la persona nella sua integralità, unendo formazione culturale e crescita spirituale.
Negli anni difficili della guerra civile rimase fedele alla comunità. Anche quando il collegio venne chiuso e le religiose furono costrette a disperdersi, continuò a vivere secondo la propria consacrazione.
Fu arrestata insieme alle altre Scolopie e condotta al luogo dell’esecuzione. Morì l’8 agosto 1936 all’età di 55 anni.

La dispersione della comunità e la cattura
Nel luglio 1936, con l’inizio della guerra civile spagnola, la situazione a Valencia divenne rapidamente drammatica per gli istituti religiosi. Le comunità furono sottoposte a pressioni, i conventi e i collegi vennero occupati o chiusi e molti consacrati furono costretti a cercare rifugio presso abitazioni private.
Le cinque Scolopie lasciarono il loro ambiente abituale e cercarono ospitalità in luoghi sicuri, mantenendo tuttavia i legami spirituali e fraterni che le univano.
Secondo le testimonianze raccolte nel processo canonico, esse furono riconosciute come religiose e arrestate proprio per la loro appartenenza all’Istituto. Non furono accusate di attività politica o militare: la loro condanna fu legata esclusivamente alla loro identità religiosa.
Questo elemento ebbe un ruolo centrale nel riconoscimento ecclesiale del martirio.

Il martirio a El Saler
Le cinque religiose furono condotte nella zona di El Saler, località costiera situata a sud di Valencia. Qui furono uccise l’8 agosto 1936.
Le circostanze precise dell’esecuzione sono state ricostruite attraverso le testimonianze raccolte negli anni successivi. La tradizione della congregazione riferisce che affrontarono la morte unite nella preghiera e nella fiducia in Dio.
La Chiesa, dopo un accurato esame delle prove raccolte, riconobbe che la loro morte avvenne in odio alla fede (in odium fidei), cioè come conseguenza diretta della loro testimonianza cristiana e della loro consacrazione religiosa.
Il loro martirio non fu un episodio isolato, ma si inserisce nella più ampia persecuzione religiosa che colpì numerosi membri della Chiesa cattolica durante la guerra civile spagnola.

Il processo di beatificazione
La causa di beatificazione delle cinque Scolopie fu inserita nel grande insieme delle cause relative ai martiri della persecuzione religiosa in Spagna negli anni Trenta.
L’indagine ecclesiastica esaminò la loro vita, la reputazione di santità, le circostanze della morte e soprattutto il motivo dell’uccisione.
Il riconoscimento del martirio non richiese l’accertamento di miracoli, poiché nella disciplina della Chiesa il martirio stesso costituisce il titolo per la beatificazione.
Il decreto sul martirio fu approvato dalla Santa Sede e le cinque religiose furono beatificate da papa Giovanni Paolo II l’11 marzo 2001 insieme ad altri numerosi martiri della Chiesa spagnola.

Una testimonianza nella complessità della guerra civile spagnola
La vicenda delle beate Maria di Gesù Bambino Badillou y Bullit e compagne deve essere collocata nel contesto storico della guerra civile spagnola, un periodo caratterizzato da profonde tensioni ideologiche, violenze e persecuzioni da parte di diversi schieramenti.
Dal punto di vista storico, la loro uccisione appartiene agli episodi di violenza anticlericale che colpirono numerosi membri della Chiesa cattolica nelle zone controllate dai gruppi rivoluzionari durante il conflitto.
Dal punto di vista ecclesiale, la loro beatificazione si fonda esclusivamente sul riconoscimento del martirio cristiano: esse furono uccise in quanto religiose e testimoni della fede.
La memoria delle cinque Scolopie non viene quindi proposta come elemento di contrapposizione politica, ma come testimonianza religiosa della dignità della persona e della libertà della coscienza davanti alla violenza.

Autore: Giampietro Cattini
 


 

Suor Maria Baldillou y Ballet, nacque il 6 febbraio 1905 a Balaguer (Lérida) dove trascorse l’infanzia e giovinezza. A 19 anni entrò nel Noviziato delle Scolopie di Marnou (Barcellona), dove fece la professione il 18 aprile 1927. Destinata al collegio di Valencia vi rimase fino alla sua morte, occupandosi delle faccende domestiche; fu per le consorelle e per le alunne un modello di vita tutta dedicata a Dio, nella semplicità e nell’allegria dell’educazione quotidiana.
Aveva 31 anni quando nel 1936 il Signore la chiamò e fu subito pronta all’incontro definitivo con Lui.

Suor Presentación Gallén y Marti, nacque il 20 novembre 1872 in una famiglia dove la benedizione di Dio fu abbondante, le quattro figlie divennero tutte religiose, tre Scolopie e una Figlia della Carità. Con la sorella Josefa fece il noviziato a San Martín di Provensals e la professione a 20 anni il 30 agosto 1892.
Lavorò per sette anni nel Collegio di Olesa di Montserrat, dopo fu destinata a quello di Valencia dove restò, fedele e operosa, per tutta la vita.
Semplice e modesta, umile e servizievole, la sua caratteristica fu lo spirito di sacrificio; quando nel 1936 donò la sua vita affrontando il martirio, aveva 64 anni.

Suor Maria Luisa Girón y Romera, nacque il 25 agosto 1887 a Bujalance (Cordoba), fu alunna nel Collegio Scolopio della stessa città e nel 1916 entrò nel Noviziato di Carabanchel e facendo la professione il 31 marzo del 1918.
La maggior parte della sua vita religiosa la trascorse nella lontana Cuba e poi dal 1934 al 1936 fra le bambine di Valencia, facendosi notare per il suo spirito andaluso. Sempre con il sorriso sulle labbra ed una serenità ammirevole; rispose alla chiamata del Signore nel 1936, quando aveva 49 anni e 18 di professione.

Suor Carmen Gómez y Lezaun, nacque ad Eulz (Navarra) il 27 luglio 1869, ubbidiente alla chiamata del Signore, entrò nel noviziato di Carabanchel dove fece la professione l’8 settembre del 1895 e nello stesso giorno fu destinata al grande Collegio di Valencia.
Qui vi rimase per 41 anni unendo lavoro e preghiera nell’intensa vita scolopica; trasformò la sua portineria, dove era un continuo andirvieni di alunne e genitori, in una Betania in cui si avvertiva la presenza del Signore. Fu uccisa che aveva 67 anni.

Suor Clemencia Riba y Mestres, nacque l’8 ottobre 1893 ad Igualada (Barcellona), fu alunna del Collegio guidato dalle Scolopie, nella cui Congregazione entrò a 26 anni, nel 1918.
Dopo una breve permanenza nella Casa di Saragozza, fu destinata al Collegio di Valencia; fu per tutte una sorella affettuosa, per le alunne una madre premurosa.
Trasportata con le altre sulla spiaggia del Saler, fu martirizzata che aveva 41 anni.


Autore:
Antonio Borrelli

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Aggiunto/modificato il 2026-07-30

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