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Bellreguard, Valencia, Spagna, 24 agosto 1903 - La Pedrera, Gandía, Spagna, 4 ottobre 1936
Fu un sacerdote diocesano dell'arcidiocesi di Valencia, nato a Bellreguard nel 1903 e ordinato presbitero nel 1930. Il suo ministero pastorale si svolse soprattutto nelle località di Catamarruch e Margarida, nell'attuale provincia di Alicante, dove le fonti agiografiche ricordano in particolare la catechesi, la cura della vita religiosa delle comunità e l'attenzione verso le persone più povere. Nell'estate del 1936, durante la persecuzione religiosa sviluppatasi nel contesto della guerra civile spagnola, lasciò la sede del proprio ministero e tornò a Bellreguard presso la famiglia. Il 4 ottobre fu arrestato, condotto a Gandía e ucciso a La Pedrera. Il suo martirio fu riconosciuto dalla Chiesa nell'ambito della causa dei 233 martiri beatificati da Giovanni Paolo II l'11 marzo 2001. Il Martirologio Romano lo commemora il 4 ottobre come presbitero e martire.
Etimologia: Dall'ebraico Yosef, generalmente interpretato come 'egli aggiungerà' o 'possa egli aggiungere'.
Martirologio Romano: Vicino alla città di Gandía nello stesso territorio in Spagna, beato Giuseppe Canet Giner, sacerdote e martire, che per la sua fedeltà a Cristo meritò di essere associato al sacrificio del Salvatore.
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Giuseppe Canet Giner nacque a Bellreguard, nella provincia di Valencia, il 24 agosto 1903. Le fonti agiografiche lo descrivono come appartenente a una famiglia di condizioni modeste. Entrò nel Colegio de Vocaciones Eclesiásticas e proseguì la formazione nel Seminario di Valencia, preparandosi al sacerdozio diocesano. Il 23 dicembre 1930 ricevette l'ordinazione sacerdotale. Il dato dell'ordinazione nel 1930 è confermato anche dal Martirologio Romano, che lo presenta come sacerdote diocesano e ne collega la memoria al 4 ottobre.
Il ministero a Catamarruch e Margarida Dopo l'ordinazione, Canet Giner fu destinato come vicario a Catamarruch, località oggi appartenente al comune di Planes, nella provincia di Alicante, e svolse contemporaneamente il servizio pastorale nella vicina Margarida. Le due comunità appartenevano all'arcidiocesi di Valencia. Le fonti agiografiche ricordano soprattutto la sua attenzione alla catechesi e alla formazione religiosa dei fedeli, insieme alla promozione della devozione mariana e del Sacro Cuore di Gesù. Il Martirologio Romano sintetizza questo periodo ricordandolo come vicario di Catamarruch e sottolineando la sua vita povera tra i poveri. Una fonte agiografica più tarda riferisce che Canet Giner avrebbe espresso ai propri parrocchiani la volontà di condividere la loro condizione di povertà. La formulazione, tramandata nella letteratura devozionale, non è attestata nelle fonti pontificie disponibili e non può essere considerata una citazione contemporanea documentata. Rimane tuttavia coerente con la caratterizzazione della sua vita pastorale tramandata dalle fonti successive.
Il ritorno a Bellreguard Con l'inizio della guerra civile spagnola e l'intensificarsi della persecuzione religiosa nell'estate del 1936, la situazione dei sacerdoti dell'arcidiocesi di Valencia divenne particolarmente pericolosa. Il processo canonico relativo ai sacerdoti diocesani valenciani comprende Canet Giner tra i 37 presbiteri diocesani inseriti nella causa. Canet Giner lasciò quindi il territorio nel quale aveva esercitato il ministero pastorale e tornò a Bellreguard presso i genitori. Le fonti biografiche riferiscono che rimase con la famiglia fino all'arresto del 4 ottobre 1936.
Arresto e morte Il 4 ottobre 1936 Giuseppe Canet Giner fu arrestato a Bellreguard. Secondo la tradizione biografica trasmessa dalle fonti successive, fu condotto al quartier generale delle milizie a Gandía e successivamente trasferito a La Pedrera, dove venne fucilato. Il luogo e la data della morte sono concordemente riportati nelle fonti ecclesiastiche e nei repertori dei martiri valenciani. Il Martirologio Romano colloca la sua morte a La Pedrera di Gandía il 4 ottobre 1936 e lo presenta come sacerdote e martire. La formulazione liturgica ufficiale collega il martirio alla fedeltà a Cristo. I dettagli relativi alle modalità dell'arresto, ai maltrattamenti subiti durante il trasferimento e alla permanenza nel quartiere generale delle milizie provengono soprattutto da fonti agiografiche posteriori. Tali particolari non sono necessari per stabilire la realtà storica della morte e non risultano esposti nella documentazione pontificia con lo stesso grado di precisione.
La causa di beatificazione Giuseppe Canet Giner fu inserito nella causa dei sacerdoti diocesani, laici e donne dell'arcidiocesi di Valencia comprendente complessivamente 233 martiri. Nel documento pontificio relativo alla beatificazione è indicato al numero 30 dell'elenco dei 37 sacerdoti diocesani valenciani. La stessa documentazione precisa che la causa fu istruita nell'arcidiocesi di Valencia e che il decreto sul martirio fu promulgato il 18 dicembre 2000. Il 11 marzo 2001, nella basilica di San Pietro, Giovanni Paolo II pronunciò la formula di beatificazione di Giuseppe Aparicio Sanz e dei suoi 232 compagni. Giuseppe Canet Giner fu quindi riconosciuto ufficialmente come beato e martire insieme agli altri membri della causa. La beatificazione riguardò il riconoscimento del martirio e non richiese un decreto relativo a un miracolo individuale. Giuseppe Canet Giner è pertanto venerato come beato martire e non come santo canonizzato.
Memoria liturgica e culto La memoria liturgica individuale di Giuseppe Canet Giner ricorre il 4 ottobre. Il Martirologio Romano lo colloca a Gandía nella regione di Valencia e lo commemora insieme ai beati Enrique Morant Pellicer e Alfredo Pellicer Muñoz, anch'essi morti il 4 ottobre 1936. La celebrazione collettiva dei 233 martiri beatificati nel 2001 fu invece fissata inizialmente al 22 settembre nei documenti della beatificazione. La memoria individuale di Canet Giner è indicata il 4 ottobre nei repertori liturgici e nel Martirologio Romano. La sepoltura del beato è indicata nella chiesa parrocchiale di San Michele Arcangelo a Bellreguard.
Curiosità La morte di Giuseppe Canet Giner avvenne nel giorno della festa di san Francesco d'Assisi, il 4 ottobre 1936. Nella stessa giornata morì a Bellreguard anche il beato Alfredo Pellicer Muñoz, religioso francescano e membro della medesima grande causa di martiri valenciani.
Cronologia - 24 agosto 1903 - Nasce a Bellreguard, nella provincia di Valencia. - 1930 - Completa la formazione ecclesiastica nel Seminario di Valencia e riceve l'ordinazione sacerdotale il 23 dicembre. - 1930-1936 - Esercita il ministero come vicario a Catamarruch e svolge contemporaneamente il servizio pastorale a Margarida. - Estate 1936 - Lascia il territorio del proprio ministero a causa della persecuzione religiosa e torna a Bellreguard presso la famiglia. - 4 ottobre 1936 - Viene arrestato, trasferito a Gandía e ucciso a La Pedrera. - 1957-1971 - Si svolge il processo ordinario informativo relativo alla causa dei sacerdoti diocesani, uomini e donne di Azione Cattolica dell'arcidiocesi di Valencia. - 15 maggio 1998 - La Congregazione delle Cause dei Santi riconosce l'autorità e il valore dei processi informativi relativi alla causa. - 18 dicembre 2000 - Viene promulgato il decreto sul martirio dei 233 Servi di Dio della causa. - 11 marzo 2001 - Giovanni Paolo II lo beatifica a Roma insieme a Giuseppe Aparicio Sanz e agli altri 231 compagni della causa.
Valutazione storico-critica - L'identificazione di Giuseppe Canet Giner è solida. Il Vaticano lo registra come sacerdote diocesano, nato a Bellreguard il 24 agosto 1903 e morto a Gandía il 4 ottobre 1936; il suo nome compare inoltre nell'elenco ufficiale dei 37 sacerdoti diocesani valenciani della causa. - La data di nascita del 24 agosto 1903 è nettamente preferibile alla data del 4 agosto riportata da alcune fonti secondarie. La data del 24 agosto è attestata nella documentazione vaticana relativa alla causa e nei repertori ecclesiastici derivati da essa. - L'ordinazione sacerdotale nel 1930 e il ministero a Catamarruch sono concordemente attestati. La data precisa del 23 dicembre 1930 proviene dalla tradizione biografica pubblicata nell'area agiografica e non è riportata nel breve profilo individuale della documentazione pontificia. - La morte a La Pedrera di Gandía il 4 ottobre 1936 è particolarmente ben attestata. Il luogo e la data compaiono nella documentazione vaticana, nel Martirologio Romano e nei repertori dei martiri valenciani. - La qualifica di martire non deriva soltanto dalla tradizione devozionale: il martirio fu oggetto della causa canonica e di uno specifico decreto della Congregazione delle Cause dei Santi promulgato il 18 dicembre 2000. - I particolari più narrativi relativi all'arresto, ai maltrattamenti e al trasferimento appartengono soprattutto alla tradizione biografica successiva e presentano un grado documentario inferiore rispetto alle date fondamentali, al luogo della morte e al riconoscimento canonico del martirio. - Le fonti ecclesiastiche concordano nel collocare il suo ministero nel contesto della persecuzione religiosa del 1936 e nel riconoscere la sua morte come martirio cristiano. Le interpretazioni più generali sulle cause e sulle dinamiche della persecuzione appartengono invece alla storiografia sulla guerra civile spagnola e non possono essere ricavate dalla sola biografia di Canet Giner. - La documentazione liturgica distingue la memoria individuale del 4 ottobre dalla celebrazione collettiva del gruppo dei 233 martiri fissata nel documento di beatificazione al 22 settembre. - Non risultano documentati miracoli individuali attribuiti a Giuseppe Canet Giner ai fini della beatificazione, poiché il riconoscimento ecclesiastico è fondato sul martirio. Non risultano inoltre un patronato specifico o una canonizzazione successiva.
Fonti e bibliografia essenziale - Santa Sede, Acta Apostolicae Sedis, vol. XCIV, 2002, pp. 255-256: documento ufficiale relativo alla beatificazione di Giuseppe Aparicio Sanz e dei 232 compagni; comprende l'elenco dei 37 sacerdoti diocesani valenciani, il nome di Giuseppe Canet Giner, il decreto sul martirio e la formula di beatificazione. - Giovanni Paolo II, Omelia per la beatificazione di José Aparicio Sanz e 232 compagni, Roma, 11 marzo 2001: contesto ecclesiale della causa e dati relativi ai martiri valenciani. - Martyrologium Romanum, Editio altera, Typis Vaticanis, 2004, p. 462: memoria del beato Giuseppe Canet Giner il 4 ottobre e indicazione del martirio a La Pedrera di Gandía. - Vicente Cárcel Ortí - Ramón Fita Revert, Mártires valencianos del siglo XX, Valencia, Edicep, 1998: repertorio dedicato ai martiri valenciani del XX secolo. - Vicente Cárcel Ortí, Mártires españoles del siglo XX, Madrid, Biblioteca de Autores Cristianos, 1995: repertorio biografico dei martiri spagnoli beatificati da Giovanni Paolo II. - Antonio Montero Moreno, Historia de la persecución religiosa en España, 1936-1939, Madrid, Editorial Católica, 1961: studio generale sulla persecuzione religiosa durante la guerra civile spagnola. Autore: Giampietro Cattini
Giuseppe Canet Giner nacque il 24 agosto 1903 a Bellreguard, in provincia di Valencia, in una famiglia di umili e povere origini.
Fin da ragazzo entrò nel collegio delle vocazioni, per proseguire gli studi di teologia nel seminario di Valencia.
Don Giuseppe Canet Giner dopo esser stato ordinato sacerdote nel 1930, fu destinato a Catamarruch come vicario, e contemporaneamente prestava servizio anche a Margarida.
Da sacerdote è sempre stato povero tra i poveri, guadagnandosi la fiducia e la benevolenza di tuti i suoi parrocchiani.
Don Giuseppe in parrocchia ha incoraggiato la catechesi e la vita spirituale. Ha sempre valorizzato trai suoi parrocchiani la devozione mariana e quella al Sacro Cuore di Gesù.
Allo scoppio della rivoluzione del 1936 dovette lasciare la parrocchia e tornare dai suoi genitori. Il 4 ottobre quando fu stato arrestato e portato via, maltrattandolo come se fosse un criminale, era dai suoi genitori.
Don Giuseppe, prima è stato condotto nella sede delle milizie rivoluzionarie di Gandía, e nello stesso giorno, il 4 ottobre 1936, fu portato luogo chiamato La Pedrera dove è stato fucilato.
Giuseppe Canet Giner è stato beatificato nel gruppo dei 233 martiri a Valencia da San Giovanni Paolo II l'11 marzo 2001. La sua festa è stata fissata il 4 ottobre, giorno del suo martirio.
Autore: Mauro Bonato
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