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Venerabile Alfano (Giuseppe Carlo) Vaser Religioso

Festa: .

Hône, Aosta, 10 settembre 1873 - Ventimiglia, Imperia, 1 marzo 1943

Fratel Alfano (al secolo Giuseppe Carlo Vaser), valdostano di nascita ed origini, fu religioso professo dei Fratelli Maristi delle Scuole. Papa Giovanni Paolo II lo ha dichiarato “venerabile” il 22 gennaio 1991.

Etimologia: Alfano = da Alfeo, bianchiccio, nome medioevale


Nacque nella località di montagna detta Salazia, in un casolare di Pomboset (Valle d'Aosta), il 17 sett. 1873. Gente semplice e laboriosa, ma soprattutto profondamente cristiana, il padre pose il neonato in una cesta e lo portò a Hóne, distante tre ore di cammino, per il battesimo e l'iscrizione nei registri. A. crebbe vivace e intelligente e nell'età dell'adolescenza senti il desiderio della vocazione religiosa. Nel 1866 parti per la scuola apostolica dei Piccoli Fratelli di Maria, in compagnia di fr. Ubaldo, che girava per la Valle in cerca di vocazioni. Giunsero a St-Paul-trois-Chàteaux, in Provenza, dove A. compi il postulato e il noviziato. La sua prima destinazione fu il collegio S. Leone Magno di Roma, dove, pur attendendo all'insegnamento, continuò gli studi, per rendersi più idoneo alla sua missione. Nel 1894 potè fare la professione religiosa, che rese completa nel 1907, con il voto di stabilità e di fedeltà perpetua al suo istituto, divenendo cosi il primo fratello marista italiano. Dal 1903 al 1922, la fiducia dei superiori gli affidò un ufficio importante, quello di maestro dei novizi, dapprima a Mondovì e poi a Ventimiglia, dove si erano raccolti i confratelli di Francia, cacciati da leggi inique contro la scuola cattolica. Paterno e severo al tempo stesso, fu un grande formatore di anime giovanili, anche quando, dopo una breve parentesi al collegio di via Casaregis di Genova, ritornò a Ventimiglia, quale direttore degli studi. La sua vita fu interamente dedicata alla preghiera, allo studio e all'apostolato dell'educazione della gioventù. Fu un fratello martire del dovere quotidiano e le sue virtù preferite furono l'umiltà, la semplicità e la modestia, le tre violette dell'istituto. Si spense in concetto di santità a Ventimiglia il 1° mar. 1943 e la sua salma riposa nella tomba dei fratelli maristi di Ventimiglia. Il processo diocesano si è svolto dal 1951 al 1955 e la sua causa attende a Roma il regolare decreto di introduzione.


Autore:
Luigi Chierotti


Fonte:
Bibliotheca Sanctorum

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Aggiunto/modificato il 2008-11-30

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