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Beato Giacomo I d’Aragona Re, cofondatore dei Mercedari

Festa: 23 luglio

† 1276

Famoso Re d’Aragona, il Beato Giacomo I°, fu cofondatore con San Pietro Nolasco dell’Ordine Mercedario, il monarca come rito del cerimoniale nell’atto della fondazione, consegnò ai cavalieri lo scudo con le quattro sbarre rosse come emblema della monarchia che unito poi alla croce della cattedrale formerà lo stemma proprio dell’Ordine. Consegnò poi l’ospedale di Sant’Eulalia di Barcellona, che servì come primo convento dei mercedari e casa di accoglienza degli schiavi redenti. Piissimo sovrano, riportò molte vittorie sugli invasori mori, fu di grandissimo aiuto all’Ordine e dedicò molte chiese alla Madonna. Morì santamente nell’anno 1276.
L’Ordine lo festeggia il 23 luglio.



Fu il primo re che permise ai regni iberici orientali di espandere i loro domini  impostando un' unità politica che si può definire il primo abbozzo del futuro regno di Spagna. Giacomo I fu figlio del re d'Aragona Pietro II  il Cattolico e di Maria di Montpellier. Il suo regno fu caratterizzato sia da conquiste e rafforzamento del potere regio sia da una politica interna propositiva senza repressioni promuovendo lo sviluppo di uno Stato di diritto. La sua attività politica si è contraddistinta nel consolidare e espandere i domini sul Mediterraneo riconquistando da una parte i territori iberici dominati dai musulmani, dall'altra definendo i confini con la Francia.
Il  padre,  morì nel 1213, a Muret durante una battaglia contro Simone di Monfort per proteggere i territori occitani governati dai suoi vassalli. Giacomo, che era presente sul campo di battaglia, venne fatto inizialmente prigioniero ma  nel 1214, sotto pressione del Papa Innocenzo III, fu liberato e riconsegnato agli aragonesi .
Durante la sua infanzia rimase sotto la tutela dei Cavalieri templari.
Nel 1218 fondò a Barcellona insieme a San Pietro Nolasco, l'Ordine religioso dei Mercedari sotto proptezione della Madonna, nato per soccorrere i cristiani fatti schiavi dai saraceni e liberarli . L'ordine fu approvato da papa Gregorio IX nel 1235. Nelle insegne Giacomo concesse i pali rossi in campo d'oro del regno d'Aragona e la croce della cattedrale di Barcellona.
Nel febbraio del 1221, si sposò con Eleonora di Castiglia, figlia del re di Castiglia Alfonso VIII e di Eleonora Plantageneta. Il matrimonio fu annullato però nel 1229 per consanguineità.
I primi anni di regno furono contrassegnati da faticose dispute di potere con alcuni nobili aragonesi che lo fecero perfino prigioniero nel 1224. Nel 1227 attraverso il concordato di Alcalá si pose fine alle ambizioni di alcuni nobili di prendere la corona.
La stabilità politica interna, permise a Giacomo I di proteggere i  mercanti di Barcellona  Tarragona e  Tortosa dai pirati musulmani di Maiorca; nel 1229 la stessa isola fu conquistata (solo un piccolo nucleo di resistenza musulmana rimase attiva fino al 1232). Maiorca fu allora ripopolata da catalani del nord  (provenienti specialmente dall'attuale Rossiglione francese). L'isola di Minorca invece venne conquistata solo nel 1287 ad opera di Alfonso III e ripopolata da catalani.
Dal 1232 al 1238, Giacomo I con l'aiuto del nobile Blasco de Alagon e il maestro degli ospedalieri Hugo de Folcalquer, iniziò la conquista di Valencia. Nel 1245 ci fu la decisiva capitolazione del regno musulmano ad opera degli aragonesi con l'aiuto del regno di Castiglia. I mori si rivoltarono diverse volte e Giacomo rispettò le tradizioni e gli usi locali.
Dal 1232 al 1242 convocò due concili istituendo l'inquisizione ad opera di Raimondo di Peñafort. Questa prima inquisizione non fu particolarmente ostile tanto che anche gli ebrei non furono perseguitati. Incaricò negli stessi  anni il vescovo e giurista Vidal de Canelles, di redarre trattati di diritto (Compilacion de Canellas o de Huesca) ricchi di buon senso ed equità che si imposero come regolamenti generali dello Stato.
Nel 1235 si sposò con la principessa ungherese Violante (Jolanda) figlia del re Andrea II ed ebbe come figlio Pietro III il futuro re, e Giacomo II .
Nel 1241 ereditò dal cugino Nuño Sánchez le contee di Rossiglione e Cerdanya e la viscontea di Fenolleda attualmente in Francia, mentre non riuscì a tornare in possesso di Carcassone e della contea di Tolosa spodestate nel 1213 da Simone di Monfort e divenute ormai  feudo del re di Francia.
Nel 1258 con il trattato di Corbeil, Giacomo rinunciò definitivamente a tutta l'Occitania (territorio appartenuto agli antichi Conti di Barcellona) mantenendo solo Montpellier, Luigi IX re di Francia, rinunciò alla Catalogna e il Rossignone.
Nel 1269 Giacomo I volle intraprendere una crociata in Terra Santa partendo da Barcellona, ma la sua flotta, dispersa da una tempesta, si rifugiò in prossimità di Montpellier. Giacomo decise di desistere sul suo intento e annullò l'impresa, inviò solo una parte dell'esercito per aiutare la città di Acri contro gli assalti saraceni.  Probabilmente grazie al suo aiuto, la città riuscì a resistere ancora come ultimo baluardo cristiano in Terra Santa. Nel 1274, propose un'altra spedizione in Terra Santa, ma il concilio di Lione non accolse il suo proposito.
Giacomo I morì a Valencia nel 1276 lasciando al figlio Pietro III  il regno di Aragona e di Valencia e la Catalogna e a Giacomo II il nuovo regno di Maiorca e la signoria di Montpellier.


Fonte:
www.canelles.it

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Aggiunto/modificato il 2010-07-19

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