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San Leone I il Grande Imperatore

Festa: 20 gennaio (Chiese Orientali)

401 - 18 gennaio 474

Leone I di Bisanzio, noto anche come Leone il Trace, fu l'ultimo di una serie di imperatori posti sul trono da Aspare, l'Alano che serviva come comandante in capo dell'esercito. La sua incoronazione come imperatore, il 7 febbraio 457, fu la prima di cui si ha notizia che coinvolse il Patriarca di Costantinopoli. Leone I strinse un'alleanza con gli Isauriani e fu quindi in grado di eliminare Aspare. Il prezzo di questa alleanza fu il matrimonio della figlia di Leone con Tarasicodissa, capo degli Isauriani, che divenne imperatore bizantino con il nome di Zenone I, nel 474. Durante il regno di Leone, i Balcani vennero depredati diverse volte dai Goti e dagli Unni. Comunque, questi attaccanti non furono in grado di prendere Costantinopoli, grazie alle mura che erano state ricostruite e rinforzate durante il regno di Teodosio II, contro le quali non disponevano di una tecnologia adatta. Il suo regno fu degno di nota anche per la sua influenza sull'Impero Romano d'Occidente, segnato dalla sua nomina di Antemio come Imperatore Romano nel 467. Questi tentò di ampliare i suoi conseguimenti politici con una spedizione contro i Vandali nel 468, ma questa venne sconfitta a causa del tradimento e dell'incompetenza del cognato di Leone, Basilisco (che salirà a sua volta al trono di Bisanzio nel 475). Questo disastro prosciugò l'impero di uomini e denari. Mentre l'impero di Leone è ben noto per la sua tecnologia militare, ottenne importanti innovazioni anche in altri campi, tra i più curiosi una specie di fermaglio per raccogliere i documenti ufficiali. Leone morì di dissenteria il 18 gennaio 474. I sinassari greci riportano ancora oggi la sua memoria in data 20 gennaio.



Leone I, imperatore d'Oriente, fu soprannominato, dal luogo di origine, il Trace, e per le sue opere, con evidente esagerazione, il Grande. Apparteneva a un'oscura famiglia e, prima che imperatore, fu soldato e ricoprì la carica di tribuno militare. Al trono fu elevato alla morte di Marciano (457 d. C.), principalmente per il favore del patrizio Aspar che allora spadroneggiava a Costantinopoli e non poteva cingere egli stesso la corona perché ariano. Dopo l'acclamazione dell'esercito e la conferma del senato, Leone volle essere incoronato dal patriarca Anatolio e fu questa la prima consacrazione ecclesiastica di un imperatore romano. Leone fu un convinto fautore della confessione calcedonese che cercò di far trionfare in tutto l'impero, suscitando un vivo fermento nei centri monofisiti della Siria e dell'Egitto. In Alessandria l'opposizione assunse caratteri di estrema violenza e i monofisiti uccisero il patriarca ortodosso Croterio, elevando a quella sede Timoteo Elurus. Leone represse con fermezza il moto e, d'accordo col papa Leone I, depose ed esiliò Timoteo. Nei riguardi dell'Occidente, Leone s'ispirò al concetto di mantenere l'unità formale dell'impero, rifiutandosi di riconoscere come Augusti Maioriano e Livio Severo che considerò sempre come Cesari subordinati alla propria autorità. Alla morte di Severo (465) Leone assunse la potestà imperiale anche sull'Occidente lasciandone il governo al patrizio Ricimero; ma due anni dopo, sul punto di muover guerra ai Vandali, le cui incursioni si erano estese fino al Peloponneso, inviò in Roma il suo congiunto Antemio e lo elevò al trono. La guerra contro i Vandali, intrapresa con forze imponenti, ebbe un esito infelice. Dopo aver occupato la Sardegna e parte della Libia gl'imperiali furono sconfitti nelle acque di Cartagine e si ritirarono. Del rovescio in Costantinopoli si fece ricadere la colpa sull'ariano Aspar, che fu accusato di essere stato in segreti rapporti col re dei Vandali, e di ciò trasse profitto Leone per mandare a morte il potente ministro, la cui tutela gli era diventata troppo pesante. La morte di Aspar provocò una rivolta della guardia imperiale e un conflitto coi Goti; ma Leone, appoggiandosi su mercenarî isaurici, di cui era a capo suo genero Zenone, domò la rivolta e respinse i Goti dalla Tracia. Con ciò venne a cessare definitivamente l'influsso germanico alla corte di Costantinopoli. Leone morì il 3 febbraio 474.


Autore:
Angelo Pernice


Fonte:
www.treccani.it

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Aggiunto/modificato il 2020-04-19

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