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San Verono di Lembeek

30 marzo

863 circa

Le prime notizie di San Verono, patrono di Lembeek, risalgono al monaco Olberto che, nel XI secolo, narrò la sua "inventio" e i miracoli a lui attribuiti. Secondo la tradizione, Verono, figlio di Ludovico II il Germanico, rinunciò ai beni terreni per giungere a Lembeek, dove visse come umile garzone di fattoria fino alla sua morte prematura. La sua tomba, rimasta a lungo dimenticata, fu miracolosamente rivelata al curato del villaggio, dando inizio a un culto che si diffuse rapidamente. La figura di Santa Verona, sorella di Verono, è ancora più enigmatica. La sua esistenza è incerta e si basa principalmente su leggende che la vedono pellegrina alla ricerca del fratello, fondatrice di abbazie e badessa a Magonza.



Santi VERONO, patrono di LEMBEEK, e VERONA, sua sorella.

Verono sarebbe vissuto nel sec. IX, ma la prima testimonianza della sua esistenza ci è giunta due secoli dopo per opera del monaco Olberto (m. 1048), abate di Gembloux, famoso fondatore, scrittore e bibliotecario. Ca. il 1020 egli redasse una "Historia inventionis et miraculorum S. Veroni». Vi apprendiamo che nel 1004 il curato di Lembeek, villaggio situato vicino ad Had nel Brabante, ebbe parecchi avvertimenti in sogno dallo stesso s. Verono di non lasciare più oltre dimenticata la sua tomba, di cui gli rivelò il luogo preciso. Alcuni scavi condotti portarono alla luce il corpo ed anche una piastrina con il nome del santo e la data della sua morte, il 15 delle calende di febbraio (= 18 gennaio). Le reliquie, piamente raccolte, attirarono numerosi pellegrini e le guarigioni miracolose non cessarono più. Per maggiore sicurezza le reliquie furono trasportate nel 1012 presso le canonichesse di S. Waudru a Mons. In seguito la maggior parte di esse fu portata a Lembeek.
Il mistero che circondava la vita di s. Verono suscitò naturalmente alcune leggende: Ludovico II il Germanico (m. 876), re dei Franchi orientali avrebbe avuto, oltre ai figli di cui parla la storia due gemelli da lui chiamati Verono e Verona. Il primo, disprezzando i piaceri della terra, abbandonò il palazzo dei suoi genitori, partì in pellegrinaggio e giunse a Lembeek. Dopo aver servito come garzone di fattoria durante cinque anni, morì ca. nell'863 avendo appena venti anni.
La festa cade il 31 gennaio e il 30 marzo. Lo si invoca contro il mal di testa. La manifestazione più nota del suo culto a Lembeek è la processione annuale semi religiosa e semi folcloristica, il secondo giorno di Pasqua.
Viene rappresentato come un pellegrino che calpesta con un piede le insegne della regalità.

Avendo appreso in modo soprannaturale la morte del fratello, Verona si mise alla ricerca della tomba di lui. Arrivata a Leefdaal, piccolo villaggio presso Lovanio, le fu indicato il luogo. Ritornando da Lembeek nella sua patria, Verona prese il velo, fondò parecchie abbazie e divenne badessa. Sarebbe morta a Magonza nell'anno 870, ma sepolta a Leefdaal. Da tempo immemorabile è venerata in una cappella che porta il suo nome: Vronenberg.
Viene invocata contro le febbri.
La sua festa cade il 29 agosto. La sola statua che possediamo la rappresenta come badessa. La sua esistenza è problematica. Tuttavia alcuni scavi condotti nel 1951 nella cappella di Vronenberg portarono alla luce alcune fondamenta risalenti al 900 ca. e un sarcofago carolingio purtroppo vuoto.


Autore:
Karel Van den Bergh

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Aggiunto/modificato il 2007-10-25

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