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Beati Martiri Spagnoli Passionisti a Manzanares

Festa: 23 luglio

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† Manzanares (Ciudad Real), Castiglia-La Mancia, Spagna, 23 luglio 1936

I Beati Martiri Passionisti di Manzanares costituiscono il primo gruppo della celebre comunità passionista di Daimiel che venne quasi completamente annientata durante le prime settimane della Guerra Civile Spagnola. La loro vicenda rappresenta una delle pagine più drammatiche della persecuzione religiosa che accompagnò il conflitto scoppiato nel luglio 1936. Erano religiosi molto giovani: alcuni avevano poco più di diciannove anni. Appartenevano alla Congregazione della Passione di Gesù Cristo e conducevano una vita dedicata alla preghiera, alla formazione e all'apostolato. Quando l'ondata anticlericale investì la Spagna repubblicana, furono costretti ad abbandonare il convento di Daimiel insieme agli altri confratelli. Catturati dai miliziani, vennero condotti nei pressi di Manzanares e fucilati nella notte tra il 22 e il 23 luglio 1936. La Chiesa ha riconosciuto il loro sacrificio come autentico martirio "in odio alla fede". Essi non furono condannati per attività politiche o militari, ma per la loro identità di religiosi cattolici.

Martirologio Romano: Nella città di Manzanares nella Nuova Castiglia in Spagna, beati Niceforo di Gesù e Maria (Vincenzo) Díez Tejerina, sacerdote, e cinque compagni della Congregazione della Passione, martiri, che, in tempo di persecuzione, essendo rimasti fedeli alla vocazione religiosa, ricevettero la corona del martirio con la fucilazione. [I loro nomi sono: beati Giuseppe dei Sacri Cuori Estalayo García, Epifanio di San Michele Sierra Conde, Abilio della Croce Ramos y Ramos, Zaccaria del Santissimo Sacramento Fernández Crespo, Fulgenzio del Cuore di Maria Calvo Sánchez, religiosi.]


Negli anni Trenta del Novecento la Spagna attraversava una fase di profonda instabilità politica e sociale. Le tensioni tra forze rivoluzionarie, repubblicane, monarchiche e cattoliche si fecero sempre più aspre.
Dopo l'insurrezione militare del luglio 1936, il Paese precipitò nella guerra civile. In molte zone controllate dalle milizie rivoluzionarie si sviluppò una violenta persecuzione contro la Chiesa cattolica. Migliaia di sacerdoti, religiosi, religiose e laici furono arrestati o uccisi. In questo contesto maturò il martirio dei Passionisti di Daimiel.

La comunità passionista di Daimiel
Il convento passionista di Daimiel, nella provincia di Ciudad Real, ospitava una comunità composta da sacerdoti, religiosi professi e giovani studenti in formazione.
A guidarla era il provinciale padre Niceforo di Gesù e Maria, al secolo Vicente Díez Tejerina. Molti confratelli erano ancora chierici e seminaristi, animati dall'entusiasmo della vocazione religiosa.
La loro vita era scandita dalla spiritualità tipica passionista: contemplazione della Passione di Cristo, vita comunitaria, studio e apostolato. Nessuno immaginava che la comunità sarebbe stata dispersa nel giro di poche ore.

L'assalto al convento
Nella notte tra il 21 e il 22 luglio 1936 un gruppo armato circondò il convento di Daimiel.
I religiosi furono costretti ad abbandonare la casa. Alcuni cercarono rifugio presso famiglie amiche, altri si dispersero nelle campagne. La comunità venne di fatto smembrata.
Le testimonianze raccolte durante il processo di beatificazione mostrano come i Passionisti affrontarono quelle ore con grande serenità interiore. Molti erano consapevoli del rischio di essere uccisi. Alcuni avevano espresso in precedenza il desiderio di restare fedeli a Cristo anche a costo della vita.

La cattura e la fucilazione a Manzanares
Un primo gruppo composto da padre Niceforo e da cinque giovani religiosi venne intercettato dai miliziani e condotto nei pressi di Manzanares.
Nella notte del 23 luglio 1936 furono fucilati.
Le fonti concordano nel riconoscere che il motivo dell'esecuzione fu esclusivamente religioso. Essi vennero identificati come membri della Congregazione della Passione e considerati nemici per il solo fatto di appartenere alla Chiesa cattolica. La loro morte inaugurò la lunga serie di martiri passionisti che nei mesi successivi avrebbe colpito altri membri della stessa comunità.

I protagonisti del martirio

Beato Niceforo di Gesù e Maria
Nato a Herreruela nel 1893, era sacerdote passionista e provinciale della Provincia della Sacra Famiglia. Figura di grande equilibrio e autorevolezza, guidò i confratelli durante i momenti più difficili della persecuzione. Morì a quarantatré anni.

I giovani chierici
Accanto a lui morirono cinque giovani studenti passionisti:
Giuseppe dei Sacri Cuori Estalayo García
Epifanio di San Michele Sierra Conde
Abilio della Croce Ramos y Ramos
Zaccaria del Santissimo Sacramento Fernández Crespo
Fulgenzio del Cuore di Maria Calvo Sánchez
Alcuni non avevano ancora compiuto vent'anni. La loro giovane età rende ancora più impressionante la testimonianza offerta in quelle circostanze.

Il riconoscimento ecclesiale
Terminata la guerra civile, la Chiesa avviò la raccolta delle testimonianze riguardanti i Passionisti uccisi.
L'eroicità della loro testimonianza e il carattere chiaramente religioso della persecuzione portarono al riconoscimento del martirio.
Il 28 novembre 1988 venne promulgato il decreto sul martirio. Successivamente san Giovanni Paolo II celebrò la beatificazione il 1° ottobre 1989 in Piazza San Pietro. La memoria liturgica comune fu fissata al 23 luglio, anniversario del martirio del primo gruppo.

Componenti del gruppo:

Beato Niceforo di Gesù e Maria (Vincenzo Díez Tejerina), sacerdote
Beato Giuseppe dei Sacri Cuori (José Estalayo García), chierico
Beato Epifanio di San Michele (Epifanio Sierra Conde), chierico
Beato Abilio della Croce (Abilio Ramos y Ramos), chierico
Beato Zaccaria del Santissimo Sacramento (Zacarías Fernández Crespo), chierico
Beato Fulgenzio del Cuore di Maria (Fulgencio Calvo Sánchez), chierico


Autore:
Giampietro Cattini

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Aggiunto/modificato il 2026-07-16

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