Home . Per Nome . Per Data . Patronati . Diz.Nomi . Ricerca . Ultimi . Più visitati



Newsletter
Per ricevere i Santi di oggi
inserisci la tua mail:


E-Mail: [email protected]


> Home > Sezione I santi che iniziano con la lettera S > Beato Salvatore Fernandez Perez Condividi su Facebook

Beato Salvatore Fernandez Perez Sacerdote salesiano, martire

Festa: 18 settembre

>>> Visualizza la Scheda del Gruppo cui appartiene

San Pedro de Creciente, Spagna, 29 luglio 1870 - Madrid, Spagna, 18 settembre 1936

Nacque a San Pedro de Creciente, nella provincia di Pontevedra, il 29 luglio 1870. A diciannove anni entrò nelle opere salesiane di Sarrià, presso Barcellona, dove compì il noviziato e l'8 dicembre 1891 emise la professione religiosa. Dopo gli studi filosofici fu destinato a Santander e il 19 settembre 1896 ricevette l'ordinazione sacerdotale. Per quasi quarant'anni svolse il ministero in diverse opere salesiane della Spagna, alternando incarichi educativi, direttivi e pastorali a un lungo servizio come confessore. Fu a Málaga, Vigo, Santander, Orense, Baracaldo e Allariz, fino ad arrivare a Madrid, dove dal 1935 prestò servizio come confessore nella casa salesiana di Estrecho. Le fonti lo descrivono come un sacerdote dal carattere gioviale, entusiasta e disponibile, dedito al ministero con spirito di sacrificio. Nel luglio 1936, all'inizio della guerra civile spagnola, la comunità salesiana di Estrecho fu assalita e Fernández venne arrestato e successivamente liberato. Costretto a nascondersi, trovò rifugio in diverse abitazioni e infine in una pensione di Madrid. Il 18 settembre fu riconosciuto come sacerdote, arrestato e condotto prima nella checa di Méndez Álvaro e poi in quella di Fomento. Morì fucilato quello stesso giorno. Nel 2007 fu beatificato da Benedetto XVI insieme agli altri martiri della persecuzione religiosa in Spagna.

Etimologia: Dal latino 'Salvator', cioè colui che salva.


Salvador Fernández Pérez nacque il 29 luglio 1870 a San Pedro de Creciente, in Galizia. Fu battezzato nello stesso giorno della nascita. A diciannove anni entrò nelle scuole salesiane di Sarrià, presso Barcellona, ambiente nel quale maturò la propria vocazione alla vita religiosa e al sacerdozio.
L'8 dicembre 1891, nella stessa opera salesiana, emise la professione religiosa. La sua formazione proseguì con gli studi filosofici e quindi con la preparazione al sacerdozio. Dopo gli studi fu destinato all'oratorio Don Bosco di Santander, dove il 19 settembre 1896 ricevette l'ordinazione sacerdotale.
La sua scelta salesiana si collocò così nella fase di consolidamento della presenza di Don Bosco in Spagna, dove le comunità della congregazione avevano sviluppato soprattutto l'educazione dei giovani, gli oratori e le opere popolari. Fernández avrebbe trascorso il resto della sua vita all'interno di questa realtà, assumendo progressivamente responsabilità pastorali sempre più importanti.

Un lungo servizio salesiano
Dopo l'ordinazione sacerdotale iniziò il ministero a Málaga, dove rimase circa due anni. Passò quindi a Vigo-San Matías e successivamente a Santander, dove svolse il proprio servizio nella casa Don Bosco e nella casa María Auxiliadora.
Tra il 1910 e il 1913 fu direttore a Orense. Tornò poi a Vigo-San Matías e, dal 1915 al 1922, operò a Baracaldo. Terminato questo periodo, rientrò a Orense con l'incarico di confessore.
Dal 1924 al 1928 fu incaricato dell'opera salesiana di Allariz. Successivamente ricoprì per alcuni anni l'incarico di direttore e prefetto della casa di Orense. Tra il 1931 e il 1935 tornò a Baracaldo come confessore.
Questa lunga successione di incarichi mostra una figura non legata a una sola comunità, ma inserita nella rete delle opere salesiane della Spagna. Il suo ministero fu prevalentemente pastorale ed educativo e le testimonianze sulla sua personalità insistono sul carattere gioviale, sull'entusiasmo e sulla disponibilità verso gli altri.

A Madrid, nella casa di Estrecho
Nel 1935 Fernández fu destinato a Madrid, alla casa salesiana di San Juan Bautista, conosciuta anche come Estrecho o Cuatro Caminos. Vi esercitò soprattutto il ministero di confessore.
La casa di Estrecho apparteneva alla realtà salesiana di Madrid e ospitava una comunità religiosa impegnata nell'educazione e nell'assistenza pastorale. All'inizio della guerra civile spagnola la situazione della capitale precipitò rapidamente. Gli edifici religiosi divennero in diversi casi bersaglio di assalti e numerosi religiosi furono costretti ad abbandonare le proprie comunità.
Il 19 luglio 1936 anche il collegio salesiano di Estrecho fu assalito. Fernández, insieme agli altri salesiani della comunità, fu condotto alla Dirección General de Seguridad. In seguito venne liberato e cercò rifugio presso alcuni parenti.

La clandestinità e l'arresto
La dispersione della comunità salesiana rese difficile per Fernández trovare un luogo stabile nel quale nascondersi. Dopo alcuni rifugi temporanei, il 28 agosto 1936 egli trovò sistemazione presso la pensione Manzano, in calle Libertad 12, nel centro di Madrid.
Vi rimase fino al 18 settembre. Quel giorno alcuni miliziani si presentarono nella pensione e lo identificarono come sacerdote. Fu arrestato e trasferito dapprima alla checa di Méndez Álvaro e successivamente a quella di Fomento.
Le fonti concordano sul fatto che la sua condizione sacerdotale ebbe un ruolo determinante nell'arresto e nella successiva uccisione. La documentazione ufficiale della causa salesiana registra infatti Fernández tra i sacerdoti della comunità di Estrecho uccisi nel corso della persecuzione religiosa del 1936.

Il martirio
Il 18 settembre 1936 Salvador Fernández Pérez fu fucilato a Madrid. Le fonti disponibili non consentono di stabilire con certezza il luogo preciso dell'esecuzione. Anche la documentazione vaticana relativa alla causa si limita a registrare che il sacerdote fu ucciso mediante fucilazione in quella data.
La vicenda di Fernández si inserisce nella persecuzione religiosa che accompagnò i primi mesi della guerra civile spagnola. La sua morte fu riconosciuta dalla Chiesa come martirio, cioè come testimonianza della fede fino alla perdita della vita.
Una particolare testimonianza della sua uccisione è costituita da una fotografia del cadavere che, secondo la documentazione storica salesiana, fu resa pubblica presso la Dirección General de Seguridad alcuni giorni dopo la morte. L'immagine contribuì anche all'identificazione del religioso.

Il riconoscimento del martirio e la beatificazione
Salvador Fernández Pérez fu inserito nella causa riguardante i martiri salesiani della persecuzione religiosa in Spagna. La Santa Sede lo annovera tra i sacerdoti della comunità salesiana di Estrecho che subirono il martirio nel 1936.
Il 28 ottobre 2007 fu beatificato a Roma insieme a 497 altri martiri della persecuzione religiosa in Spagna. La celebrazione fu compiuta per mandato di papa Benedetto XVI dal cardinale José Saraiva Martins, allora prefetto della Congregazione delle Cause dei Santi.
Il riconoscimento ecclesiale non riguarda soltanto la morte violenta, ma la morte subita in odio alla fede e in fedeltà alla propria condizione cristiana. Fernández è pertanto venerato come beato e martire.

La memoria e le reliquie
Dopo la guerra i resti di Salvador Fernández furono identificati e sono oggi custoditi nel panteon salesiano del cimitero di Carabanchel, a Madrid. La presenza dei suoi resti accanto a quelli di altri salesiani martiri conserva la memoria della comunità di Estrecho e della persecuzione subita dai religiosi salesiani durante il conflitto.
La devozione verso il martire galiziano è rimasta viva anche nella sua terra d'origine. Nella chiesa di San Pedro de Creciente, legata alla sua memoria e alla sua storia personale, è stata collocata una reliquia insigne del beato.
La sua figura continua così a essere ricordata soprattutto attraverso la testimonianza sacerdotale e salesiana: una lunga esistenza trascorsa nel ministero, conclusa con la morte violenta durante uno dei periodi più drammatici della storia religiosa della Spagna contemporanea.

La comunità salesiana di Estrecho
Fernández apparteneva alla comunità salesiana del collegio San Juan Bautista di Madrid, conosciuto come Estrecho o Cuatro Caminos. Nella stessa comunità morirono altri salesiani, tra i quali i sacerdoti Sabino Hernández Laso e Pío Conde Conde e il coadiutore Nicolás de la Torre Merino. La documentazione della Santa Sede colloca esplicitamente Fernández nella comunità di Estrecho e registra la sua morte il 18 settembre 1936.

Il significato del martirio
Nel caso di Salvador Fernández il martirio non va separato dalla sua lunga vita sacerdotale. Prima della persecuzione egli aveva trascorso circa quarant'anni nel servizio salesiano, in diverse città e con incarichi differenti. La morte del 1936 rappresentò quindi l'ultimo capitolo di una vita interamente dedicata al ministero sacerdotale.
La documentazione storica permette di distinguere con chiarezza gli elementi verificabili della vicenda dagli aspetti devozionali elaborati successivamente. È documentato l'arresto, il riconoscimento della sua condizione sacerdotale, la detenzione e la morte per fucilazione. Non è invece possibile stabilire con certezza il luogo preciso dell'esecuzione né ricostruire in ogni dettaglio le sue ultime ore.

La memoria salesiana
La memoria di Fernández è rimasta particolarmente legata alla congregazione salesiana. Anche il Bollettino Salesiano ha conservato nel tempo testimonianze di persone che attribuivano alla sua intercessione grazie ricevute, segno della progressiva diffusione della sua fama di santità dopo la morte.
Tali testimonianze appartengono alla storia della devozione e non costituiscono, di per sé, prove storiche di miracoli riconosciuti dalla Chiesa.

Curiosità
- Fernández fu uno dei salesiani della comunità di Estrecho uccisi durante i primi mesi della guerra civile spagnola.
- La sua morte è stata documentata anche attraverso una fotografia del cadavere, utilizzata per la sua identificazione.
- I suoi resti sono conservati nel panteon salesiano del cimitero di Carabanchel, a Madrid.
- Nella sua terra d'origine è venerata una reliquia insigne del beato.
- Prima dell'arrivo a Madrid aveva svolto per decenni il ministero in numerose opere salesiane della Spagna, da Málaga alla Galizia, dal Santander ai Paesi Baschi.

Cronologia
- 29 luglio 1870: nasce a San Pedro de Creciente, nella provincia di Pontevedra.
- 1889: entra nelle scuole salesiane di Sarrià.
- 8 dicembre 1891: emette la professione religiosa salesiana.
- 19 settembre 1896: viene ordinato sacerdote a Santander.
- 1910-1913: è direttore della casa salesiana di Orense.
- 1924-1928: dirige l'opera salesiana di Allariz.
- 1931-1935: svolge il ministero di confessore a Baracaldo.
- 1935: viene destinato alla casa salesiana di Estrecho, a Madrid.
- 19 luglio 1936: in seguito all'assalto alla casa salesiana viene arrestato e successivamente liberato.
- 18 settembre 1936: viene nuovamente arrestato, riconosciuto come sacerdote e ucciso per fucilazione a Madrid.
- 28 ottobre 2007: viene beatificato a Roma da papa Benedetto XVI insieme agli altri 497 martiri del gruppo.


Autore:
Giampietro Cattini

______________________________
Aggiunto/modificato il 2026-09-08

___________________________________________
Translate this page (italian > english) with Google

Album Immagini


Home . Per Nome . Per Data . Patronati . Diz.Nomi . Ricerca . Ultimi . Più visitati