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Beato Matteo Garolera Masferrer Coadiutore salesiano, martire

Festa: 1 ottobre

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San Miguel de Olladels, Spagna, 11 novembre 1888 - Madrid, Spagna, 1 o 2 ottobre 1936

Fu un coadiutore della Società di San Francesco di Sales, appartenente alla comunità salesiana della casa di Ronda de Atocha a Madrid, ucciso durante la persecuzione religiosa che accompagnò la guerra civile spagnola. Nato nel 1888 in una località della provincia di Girona il cui toponimo è trasmesso dalle fonti con forme non perfettamente identificabili, entrò nella famiglia salesiana da adulto e nel 1916 emise la professione religiosa come coadiutore. Dopo diversi incarichi nelle case salesiane di Sarrià, La Coruña e Orense, dal 1929 risiedette nella casa di Madrid-Atocha, dove si occupava anche della raccolta delle offerte dei cooperatori. Nell’estate del 1936, dopo l’assalto alla casa salesiana, fu costretto a vivere nascosto in diverse abitazioni e pensioni della capitale. La documentazione relativa alle sue ultime ore è incompleta: è attestato il suo arresto il 1° ottobre 1936 e la causa di beatificazione lo considera martire, ma le fonti non concordano perfettamente sulla data materiale della morte, indicata dal decreto liturgico del gruppo al 1° ottobre e da alcuni repertori salesiani al 2 ottobre. La Chiesa cattolica lo ha beatificato il 28 ottobre 2007 insieme a Enrique Saiz Aparicio e ai suoi 62 compagni salesiani.

Etimologia: Dall’ebraico Mattityahu, interpretato come ‘dono di YHWH’ o ‘dono di Dio’.


Matteo Garolera Masferrer nacque l’11 novembre 1888 in una località indicata nelle fonti come San Miquel de Olladels, San Miguel de Oladella o con forme analoghe, nella provincia di Girona, in Catalogna. La difficoltà di identificare con sicurezza il toponimo consiglia prudenza: una fonte moderna ha osservato che ‘San Miguel de Oladells’ non risulta come comune attuale e ha ipotizzato una possibile connessione con Sant Miquel de Cladells, nel territorio di Santa Coloma de Farners. Tale proposta, tuttavia, non è sufficiente per sostituire il toponimo tramandato dalle fonti biografiche.
La documentazione disponibile indica che Garolera si avvicinò alla famiglia salesiana in età adulta. A circa venticinque anni entrò come domestico nella casa salesiana di Sarrià, a Barcellona. Il contatto con l’ambiente della comunità, descritto nelle fonti come determinante per la sua scelta, lo condusse al noviziato di Carabanchel Alto, presso Madrid. Nel 1916 emise la professione religiosa come coadiutore salesiano. I coadiutori costituivano, nella tradizione di san Giovanni Bosco, la componente religiosa non sacerdotale della Società Salesiana, impegnata nella vita comunitaria, nell’educazione, nell’assistenza e nelle attività pratiche delle opere salesiane.

Gli anni nelle case salesiane
Dopo la professione, Garolera trascorse circa un anno a Sarrià. Dal 1917 al 1923 fu destinato alla casa salesiana di La Coruña; successivamente trascorse sei anni a Orense. Nel 1929 arrivò nella casa di Madrid-Atocha, dove sarebbe rimasto fino alla persecuzione del 1936. Le fonti salesiane ricordano in particolare il suo incarico nella raccolta delle offerte dei cooperatori legati alla casa di Atocha.
La sua biografia documentata non presenta incarichi di particolare rilievo istituzionale. È invece significativa la continuità della sua presenza nelle comunità salesiane e il carattere ordinario del suo servizio. Proprio questa dimensione aiuta a comprendere la fisionomia di Garolera come coadiutore: non sacerdote, ma religioso pienamente inserito nella vita apostolica e comunitaria dell’opera salesiana.

L’assalto alla casa di Atocha
Nel luglio 1936 la situazione politica e religiosa spagnola precipitò rapidamente dopo l’insurrezione militare e l’inizio della guerra civile. Nelle zone rimaste sotto il controllo repubblicano si verificarono episodi di violenza contro membri del clero, religiosi e laici cattolici, nel quadro più ampio della persecuzione religiosa del 1936-1939.
La comunità salesiana di Ronda de Atocha, a Madrid, fu coinvolta direttamente nella persecuzione. Garolera si trovava nella casa quando questa fu assalita dalle milizie. Una tradizione biografica salesiana riferisce che egli fu allineato insieme agli altri religiosi contro una parete sotto la minaccia delle armi. In quella situazione estrasse il rosario e cominciò a pregare. Alla contestazione di chi riteneva imprudente quel gesto, gli viene attribuita la risposta secondo cui non vi era motivo di vergognarsi di mostrare ciò che erano. La stessa tradizione riferisce che, invitato a gettare il rosario, rifiutò e dichiarò che, se fosse stato ucciso, sarebbe andato prima in cielo.
Questo episodio appartiene alla memoria biografica salesiana e non possiede, nella documentazione oggi facilmente verificabile, lo stesso grado di certezza della professione religiosa, dell’appartenenza alla comunità di Atocha e dell’arresto. È quindi opportuno conservarlo come testimonianza della tradizione sul martirio di Garolera, senza utilizzarlo come resoconto processuale indipendentemente verificato.

La clandestinità a Madrid
L’intervento delle forze dell’ordine consentì ai salesiani di evitare temporaneamente l’uccisione. Garolera lasciò quindi la casa di Atocha e trovò dapprima rifugio presso la portineria della residenza dei conti di Plasencia, in calle Juan Bravo 32. Secondo la tradizione biografica, vi rimase per circa quindici giorni.
Successivamente si trasferì in calle Santa Isabel 40, presso una cooperatrice salesiana. Anche questo rifugio si rivelò però precario a causa dell’ostilità manifestata da alcuni abitanti dello stabile. Garolera cercò allora un altro luogo nel quale nascondersi e le fonti lo collocano infine presso la pensione Loyola, a Madrid.
La successione dei rifugi mostra una caratteristica comune alle vicende di molti religiosi perseguitati a Madrid nell’estate e nell’autunno del 1936: la necessità di abbandonare continuamente i luoghi nei quali avevano trovato ospitalità per evitare di compromettere la sicurezza delle persone che li proteggevano.

L’arresto e le ultime ore
Garolera fu arrestato il 1° ottobre 1936. Una testimonianza biografica riferisce che, al momento dell’interrogatorio, gli fu chiesto di mostrare i documenti e che egli presentò invece alcuni libri religiosi. La sua identificazione come religioso sarebbe stata resa evidente anche dal modo di parlare, tanto che uno dei miliziani avrebbe osservato che persino dal suo linguaggio si riconosceva che era un frate. Dopo l’arresto fu condotto alla cosiddetta checa di Fomento, uno dei luoghi di detenzione utilizzati durante la guerra civile a Madrid. La stessa fonte afferma che nella struttura incontrò altri salesiani precedentemente arrestati.
Da questo momento la documentazione diventa particolarmente incerta. Il sito del Dicastero delle Cause dei Santi, nella presentazione ufficiale del gruppo guidato da Enrique Saiz Aparicio, registra Matteo Garolera tra i membri della comunità salesiana di Ronda de Atocha e indica il 1° ottobre 1936 come giorno nel quale egli confessò la fede fino al sangue. Anche il Martirologio Romano, nella memoria del 1° ottobre, associa a Madrid Matteo Garolera, Carmelo Juan Pérez Rodríguez, Higinio de Mata Díez e Juan de Mata Díez, indicandoli come martiri della persecuzione religiosa del 1936.
Altri repertori, tra cui l’Annuario Salesiano e alcuni cataloghi agiografici, registrano invece per Garolera la data del 2 ottobre 1936. L’Annuario SDB 2024 indica infatti ‘2 ottobre 1936’ come data della morte a Madrid. Anche diversi repertori biografici riportano il 2 ottobre.
La discrepanza non deve essere nascosta. Il dato più sicuro è che Garolera fu arrestato il 1° ottobre e che morì a Madrid all’inizio di ottobre del 1936 nel contesto della persecuzione religiosa. La documentazione ufficiale della causa lo associa al martirio il 1° ottobre, mentre una parte della documentazione salesiana conserva il 2 ottobre come data della morte. Non è prudente ricostruire ulteriormente le sue ultime ore sulla base di testimonianze tarde o dipendenti dalla stessa tradizione.

Il martirio riconosciuto dalla Chiesa
La causa di beatificazione dei martiri salesiani delle province di Madrid e Siviglia fu riunita in un unico procedimento. Il gruppo comprendeva 63 membri della Società Salesiana appartenenti alle due province, tra i quali Garolera. Il Dicastero delle Cause dei Santi identifica esplicitamente il gruppo come quello dei salesiani che diedero la vita durante la persecuzione del 1936 e che furono riconosciuti martiri.
Nel 2006 fu promulgato il decreto sul martirio relativo alla causa; l’iter condusse alla beatificazione celebrata a Roma il 28 ottobre 2007. In quella occasione papa Benedetto XVI, attraverso il rito presieduto dal cardinale José Saraiva Martins, iscrisse nel numero dei beati Enrique Saiz Aparicio e i suoi 62 compagni della Società di San Francesco di Sales. La documentazione ufficiale della Santa Sede registra la beatificazione del gruppo e la qualifica dei suoi membri come martiri.
La beatificazione non riguarda quindi una valutazione isolata della sola vicenda individuale di Garolera, ma il riconoscimento ecclesiale del martirio di un gruppo di salesiani vittime della persecuzione religiosa in Spagna. Il suo nome compare negli elenchi ufficiali della Conferenza Episcopale Spagnola e negli elenchi della santità salesiana.

I martiri salesiani della comunità di Atocha
La vicenda di Matteo Garolera si comprende meglio considerando la sorte della comunità salesiana di Ronda de Atocha. Il procedimento ecclesiastico comprende diversi membri di quella stessa comunità: sacerdoti, seminaristi, coadiutori e un collaboratore laico. Il gruppo fu colpito in momenti diversi tra luglio e dicembre 1936. Il documento ufficiale del Dicastero delle Cause dei Santi colloca Garolera al quindicesimo posto nell’elenco dei martiri della comunità di Ronda de Atocha, accanto a figure come Emilio Arce Díez, Ramón Eirín Mayo, Anastasio Garzón González, Francisco José Martín López de Arróyave e Juan de Mata Díez.
La documentazione relativa a questi martiri mostra inoltre quanto fosse difficile ricostruire in ogni caso le circostanze precise delle uccisioni. Per alcuni sono conosciuti luogo e data della morte; per altri rimangono lacune. Nel caso di Garolera, l’incertezza sulla data esatta e soprattutto sul luogo concreto dell’esecuzione è parte integrante della documentazione storica disponibile.

Persona storica e memoria del martirio
La vicenda di Garolera è documentata soprattutto attraverso la memoria salesiana e attraverso gli atti ecclesiastici relativi alla causa dei martiri. Sono solidamente attestati la nascita nel 1888, la professione salesiana del 1916, la permanenza nelle diverse case salesiane e l’appartenenza alla comunità di Atocha nel 1936. Molto meno sicura è invece la ricostruzione dettagliata delle ultime ore.
Gli episodi del rosario, delle risposte rivolte ai miliziani e degli spostamenti tra i diversi rifugi devono perciò essere utilizzati con una distinzione metodologica: non sono necessariamente privi di valore storico, ma appartengono a una tradizione biografica successiva che deve essere distinta dalla documentazione ufficiale della causa e dalle fonti liturgiche.

Il problema del luogo di nascita
Un elemento particolarmente significativo, e poco evidente nelle schede divulgative, riguarda il luogo di nascita. Le fonti riportano forme diverse del toponimo, tra cui San Miquel de Olladels, San Miguel de Oladella e San Miquel de Olladells. Una pubblicazione moderna ha osservato che il luogo indicato in alcune liste non corrisponde a un comune attuale e ha proposto come possibile identificazione Sant Miquel de Cladells, nell’area di Santa Coloma de Farners. La presenza di questa ipotesi non è però sufficiente per trasformarla in un dato biografico certo.

Cronologia
- 11 novembre 1888: nasce in una località della provincia di Girona indicata nelle fonti come San Miguel de Oladella o San Miquel de Olladels.
- Circa 1913: entra come domestico nella casa salesiana di Sarrià, secondo la tradizione biografica salesiana.
- 1916: entra nel noviziato di Carabanchel Alto ed emette la professione religiosa come coadiutore salesiano.
- 1916-1917: rimane nella casa salesiana di Sarrià.
- 1917-1923: è destinato alla casa salesiana di La Coruña.
- 1923-1929: risiede nella casa salesiana di Orense.
- 1929-1936: appartiene alla comunità salesiana di Madrid-Atocha.
- Luglio 1936: subisce l’assalto alla casa salesiana di Atocha e inizia il periodo di clandestinità.
- Estate 1936: trova rifugio in diverse abitazioni e pensioni di Madrid.
- 1 ottobre 1936: viene arrestato; il documento ufficiale della causa colloca in questa data il suo martirio.
- 2 ottobre 1936: data della morte riportata dall’Annuario Salesiano e da diversi repertori; la discordanza con la data del 1° ottobre rimane non completamente risolta.
- 26 giugno 2006: viene promulgato il decreto sul martirio relativo al gruppo salesiano della causa.
- 28 ottobre 2007: viene beatificato a Roma da papa Benedetto XVI insieme a Enrique Saiz Aparicio e ai suoi 62 compagni salesiani.

Valutazione storico-critica
- L’identità di Matteo Garolera Masferrer come coadiutore salesiano appartenente alla comunità di Ronda de Atocha è solidamente attestata dalla documentazione ufficiale della causa di beatificazione.
- La data di nascita dell’11 novembre 1888 è riportata da più repertori; il principale problema documentario riguarda invece il toponimo di nascita, trasmesso con forme differenti e non pienamente identificato con un comune attuale.
- La professione religiosa del 1916 e la successione delle destinazioni a Sarrià, La Coruña, Orense e Madrid sono elementi ricorrenti nella documentazione biografica salesiana.
- L’arresto del 1° ottobre 1936 è compatibile con la tradizione biografica e con il quadro documentario della causa; le circostanze precise della successiva uccisione rimangono invece meno definite.
- Esiste una divergenza significativa sulla data della morte: il documento ufficiale del Dicastero delle Cause dei Santi e il Martirologio Romano la collegano al 1° ottobre, mentre l’Annuario Salesiano e diversi repertori riportano il 2 ottobre. La scheda deve quindi conservare esplicitamente questa incertezza.
- L’episodio del rosario e le parole attribuite a Garolera durante l’assalto alla casa di Atocha appartengono alla memoria biografica salesiana. Sono significativi per la tradizione del martirio, ma non devono essere presentati come una trascrizione indipendentemente verificata di una testimonianza contemporanea.
- La Chiesa cattolica ha riconosciuto il suo martirio all’interno della causa di Enrique Saiz Aparicio e 62 compagni salesiani, beatificati a Roma il 28 ottobre 2007 da Benedetto XVI.
- Non risulta documentata una localizzazione certa dei suoi resti mortali. Per questo non è corretto attribuirgli una specifica sepoltura o una reliquia senza ulteriore documentazione.

Fonti e bibliografia essenziale
- Dicastero delle Cause dei Santi, Enrique Saiz Aparicio e 62 compagni, scheda ufficiale della causa e della beatificazione, Città del Vaticano. La pagina identifica Matteo Garolera come coadiutore della comunità salesiana di Ronda de Atocha e registra il 1° ottobre 1936 nel quadro del martirio.
- Benedetto XVI, Litterae Apostolicae, per la beatificazione di Enrique Saiz Aparicio e 62 compagni della Società di San Francesco di Sales, 28 ottobre 2007; testo pubblicato negli Acta Apostolicae Sedis, vol. 101, n. 12, 2009, pp. 1003-1010.
- Martyrologium Romanum, indice e memoria del 1° ottobre: Carmelo Juan Pérez Rodríguez, Matteo Garolera Masferrer, Higinio de Mata Díez e Juan de Mata Díez, Madrid, 1936.
- Conferencia Episcopal Española, Mártires del siglo XX en España. Quienes son y de dónde vienen, elenco ufficiale dei martiri, dove Matteo Garolera Masferrer figura come S.D.B., beatificato il 28 ottobre 2007.
- Archivio Salesiano, Annuario SDB 2024, elenco dei salesiani defunti: Mateo Garolera Masferrer, Madrid, 2 ottobre 1936, 48 anni.
- Enzo Bianco, La mano laica di don Bosco, Elle Di Ci, 1982, indice dei nominativi, p. 87, per il riferimento a Garolera Masferrer nel quadro dei coadiutori salesiani.
- Cristina Huete García, biografia di Matteo Garolera Masferrer pubblicata in Hagiopedia, con informazioni sulla formazione salesiana, sulle destinazioni e sulle vicende della persecuzione a Madrid. Fonte secondaria utile soprattutto per la ricostruzione narrativa, da utilizzare con le cautele indicate nella valutazione storico-critica.


Autore:
Giampietro Cattini

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Aggiunto/modificato il 2026-09-16

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