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Allariz, Spagna, 15 aprile 1890 - Madrid, Spagna, 25 settembre 1936
Fu un religioso coadiutore della Società Salesiana di San Giovanni Bosco, nato il 15 aprile 1890 a Calsadoira, nella parrocchia di San Xoán de Seoane-Allariz, in diocesi di Ourense. Entrato ancora giovane nell’ambiente salesiano, compì il percorso formativo tra Écija, Siviglia e San José del Valle e professò come salesiano nel 1909. Per oltre vent’anni svolse il suo servizio in diverse opere della congregazione, soprattutto nell’ambito educativo, passando per Málaga, Carmona, Siviglia, Barakaldo, Salamanca, Madrid e Santander. Le testimonianze salesiane lo ricordano come un educatore attivo, paziente e molto vicino ai giovani, caratterizzato da semplicità, allegria e intensa vita religiosa. La guerra civile spagnola interruppe bruscamente la sua attività. Quando la comunità salesiana di Santander fu dispersa, Cid Rodríguez cercò rifugio presso alcuni parenti a Bilbao, nel quartiere di Basurto. Qui fu riconosciuto come religioso e arrestato nella notte del 25 settembre 1936. Da quel momento non si possiedono notizie certe sulla sua sorte e non è stato individuato il luogo della sua sepoltura. La Chiesa cattolica ha riconosciuto il suo martirio e lo ha beatificato a Roma nel 2007 insieme agli altri membri della causa salesiana.
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Antonio Cid Rodríguez nacque il 15 aprile 1890 a Calsadoira, nella parrocchia di San Xoán de Seoane-Allariz, nel territorio della diocesi di Ourense. Le fonti ecclesiastiche della diocesi di Ourense lo indicano costantemente con questa origine e con la medesima data di nascita. La documentazione disponibile consente quindi di considerare il dato anagrafico sostanzialmente sicuro. Le testimonianze locali posteriori alla beatificazione descrivono l’ambiente familiare come profondamente religioso, ma questi elementi appartengono soprattutto alla memoria biografica salesiana e non sono accompagnati, nelle fonti oggi facilmente accessibili, da una documentazione familiare estesa. È pertanto prudente non ricostruire oltre ciò che le fonti consentono di stabilire.
La formazione salesiana La sua vocazione maturò nella Società Salesiana di San Giovanni Bosco. Secondo la tradizione biografica salesiana, Antonio trascorse circa tre anni nell’aspirantato di Écija prima di passare a Siviglia per il noviziato. La sua formazione proseguì a San José del Valle, dove emise la professione religiosa nel 1909. Rimase in quella casa fino al 1911. La qualifica di coadiutore, propria della tradizione salesiana, indica un religioso non sacerdote inserito pienamente nella congregazione e impegnato nelle attività educative, formative e pratiche delle opere di Don Bosco. Nel caso di Antonio Cid Rodríguez la documentazione disponibile lo presenta precisamente come coadiutore e, negli atti ufficiali della causa, come membro professo della Società Salesiana.
Gli anni nelle opere salesiane Dopo la professione, Cid Rodríguez fu destinato a diverse comunità. Le fonti salesiane ricordano la sua presenza a Málaga, Carmona, Siviglia, nella casa di San Benito de Calatrava, e a Barakaldo. In seguito lavorò a Salamanca, dove trascorse diversi anni, prima nella casa di San Benito e poi nel collegio María Auxiliadora. La sua attività fu soprattutto collegata all’educazione dei giovani. Una testimonianza pubblicata dalla diocesi di Ourense lo descrive come un salesiano attivo e un buon pedagogo, dotato di carattere allegro e particolarmente impegnato nella formazione dei ragazzi. La stessa testimonianza sottolinea la sua umiltà, la semplicità nei rapporti personali e la devozione al Rosario. Si tratta di una memoria spirituale elaborata nell’ambiente ecclesiale che promosse e accompagnò la causa, utile soprattutto per comprendere come fosse ricordato dai suoi confratelli e dalle comunità salesiane.
Salamanca, Madrid e Santander La permanenza a Salamanca occupò una parte significativa della sua vita religiosa. Successivamente fu destinato all’oratorio Don Bosco di Santander e quindi alla casa salesiana di Madrid-Atocha. La documentazione biografica salesiana colloca poi il suo servizio nella casa di Madrid-Estrecho, oggi ricordata anche con il nome di Cuatro Caminos. Nel 1931 ritornò a Santander, dove trascorse gli ultimi anni prima dello scoppio della guerra civile. A Santander faceva parte della comunità del collegio María Auxiliadora. La presenza salesiana nella città risaliva alla fine dell’Ottocento e nel 1936 comprendeva diverse opere educative. La situazione cambiò radicalmente con lo scoppio della guerra civile e con l’inasprimento della persecuzione contro numerosi membri degli istituti religiosi. Uno studio dedicato ai religiosi impegnati nell’insegnamento vittime della repressione in Cantabria ricorda che le opere salesiane furono requisite e che i membri delle comunità furono costretti a disperdersi.
La dispersione della comunità Nel corso dell’estate del 1936 i salesiani di Santander dovettero abbandonare progressivamente le proprie case. Anche Antonio Cid Rodríguez lasciò la comunità. Le fonti concordano sul fatto che cercò rifugio a Bilbao presso alcuni parenti residenti a Basurto. Questo passaggio è importante perché collega direttamente la sua vicenda alla dispersione della comunità salesiana di Santander. Bilbao si trovava allora in una situazione estremamente instabile. Nel contesto della guerra civile, la persecuzione religiosa assunse forme diverse a seconda delle zone e dei momenti. Per Cid Rodríguez il fattore determinante fu la sua identificazione come religioso salesiano. Le testimonianze posteriori riferiscono che nella casa dove si era rifugiato furono rinvenuti un crocifisso e altri oggetti religiosi. Questo episodio è tramandato dalla letteratura agiografica successiva, mentre la documentazione ufficiale della causa si limita a certificare il suo martirio il 25 settembre 1936.
L’arresto e la morte La notte del 25 settembre 1936 alcuni uomini armati si presentarono nella casa dove Antonio si trovava. Secondo la tradizione biografica salesiana, durante la perquisizione furono trovati oggetti religiosi e il religioso venne riconosciuto come salesiano. Fu quindi condotto via. Da quel momento non si ebbero più notizie certe sulla sua sorte e il suo corpo non è stato identificato. La data del 25 settembre 1936 è particolarmente solida. Non deriva soltanto dalle biografie divulgative: compare nella documentazione ufficiale della Santa Sede relativa alla causa di Enrique Sáiz Aparicio e 62 compagni, nella quale Antonio Cid Rodríguez è indicato come coadiutore della comunità salesiana di Santander e per lui viene registrata la morte il 25 settembre 1936. Anche la diocesi di Ourense e la documentazione episcopale spagnola confermano la stessa data e Bilbao come luogo del martirio. Alcune pubblicazioni successive riportano il 26 settembre come data della morte, probabilmente considerando l’eventuale esecuzione avvenuta nelle ore successive all’arresto notturno. Tale indicazione non deve però prevalere sulla documentazione ufficiale della causa, che registra il 25 settembre. La scheda deve quindi mantenere il 25 settembre 1936 come data storicamente più autorevole.
Il riconoscimento del martirio La causa di Antonio Cid Rodríguez fu unita a quella di Enrique Sáiz Aparicio e di altri 62 compagni appartenenti alla Famiglia Salesiana. Il gruppo comprendeva salesiani sacerdoti, coadiutori, seminaristi e altri membri legati alle opere salesiane di Madrid e Siviglia. Il riconoscimento ecclesiale non si basò sulla ricostruzione di una lunga biografia individuale, ma sul riconoscimento del martirio dei singoli membri della causa. La documentazione della Santa Sede afferma che questi salesiani diedero la vita rimanendo fedeli a Dio e alla Chiesa durante la persecuzione del 1936. Il decreto sul martirio fu approvato da Benedetto XVI nel 2006. Il 28 ottobre 2007, a Roma, i 63 membri della causa furono beatificati insieme agli altri gruppi compresi nella grande celebrazione dei 498 martiri spagnoli. La Santa Sede li inserì così ufficialmente nel catalogo dei beati. La beatificazione non implica la ricostruzione certa di ogni particolare delle circostanze materiali della morte. Nel caso di Cid Rodríguez rimane infatti una lacuna documentaria significativa riguardo al luogo preciso dell’uccisione e alla sorte del corpo. Ciò non impedisce alla Chiesa di riconoscere il martirio, poiché il procedimento canonico ha valutato le prove relative alla causa della morte e alla sua relazione con la persecuzione religiosa.
Un educatore salesiano più che un sacerdote Antonio Cid Rodríguez non fu sacerdote. Apparteneva alla categoria dei coadiutori salesiani, una componente essenziale della prima espansione della congregazione fondata da san Giovanni Bosco. Il suo profilo è quindi quello di un religioso impegnato soprattutto nell’educazione e nella vita quotidiana delle opere salesiane. Le testimonianze ecclesiali successive lo ricordano proprio per la sua attività pedagogica e per il rapporto con i ragazzi. La sua vicenda mostra così che la persecuzione contro i salesiani non colpì soltanto sacerdoti e responsabili delle comunità, ma anche religiosi laici che svolgevano quotidianamente attività educative. Nel gruppo di 63 martiri salesiani beatificati nel 2007 erano infatti presenti 18 coadiutori, oltre a sacerdoti, seminaristi e altri membri della Famiglia Salesiana.
La comunità salesiana di Santander La vicenda di Cid Rodríguez è strettamente collegata alla storia della presenza salesiana a Santander. Gli studi sulla repressione religiosa in Cantabria ricordano che i salesiani erano presenti in città fin dal 1892 e disponevano di due collegi. Con l’inizio della guerra civile le opere furono requisite e le comunità si dispersero. Due membri legati alla comunità salesiana di Santander furono vittime della persecuzione: il sacerdote Andrés Gómez Sáez e il coadiutore Antonio Cid Rodríguez.
La memoria di un martire senza tomba Uno degli aspetti più caratteristici della vicenda di Antonio Cid Rodríguez è l’assenza di una tomba identificata. Dopo il suo arresto del 25 settembre 1936 non si ebbero più notizie certe e le ricerche successive non permisero di stabilire con precisione dove fosse stato ucciso né dove fosse stato sepolto. Per questo, nella sua memoria prevale la testimonianza del martirio più che quella legata a una reliquia corporea. La situazione distingue Cid Rodríguez da altri martiri salesiani dello stesso gruppo, i cui resti furono identificati e successivamente trasferiti in luoghi di culto. Nel suo caso non risulta documentata una simile traslazione.
Curiosità - Antonio Cid Rodríguez nacque nello stesso territorio di Allariz dal quale provennero altri salesiani martiri beatificati nel 2007. La diocesi di Ourense ricorda infatti numerosi suoi figli tra i membri della grande celebrazione romana del 28 ottobre 2007. - Nella causa salesiana Antonio Cid Rodríguez compare come membro della comunità di Santander, mentre molti degli altri martiri della stessa causa appartenevano alle comunità di Madrid, Salamanca, Mohernando, Ronda o Siviglia. - La data del 25 settembre, riportata anche in diverse fonti locali come giorno del martirio, non coincide con la memoria liturgica comune stabilita dalla Santa Sede per i 498 martiri beatificati nel 2007, fissata al 6 novembre.
Cronologia - 15 aprile 1890: nasce a Calsadoira, nella parrocchia di San Xoán de Seoane-Allariz, diocesi di Ourense. - Primi anni del Novecento: compie la formazione salesiana tra Écija e Siviglia. - 1909: emette la professione religiosa come salesiano a San José del Valle. - 1909-1936: svolge il servizio educativo in diverse opere salesiane, tra Málaga, Carmona, Siviglia, Barakaldo, Salamanca, Madrid e Santander. - 1931: torna a Santander, dove rimane fino alla dispersione della comunità provocata dalla guerra civile. - Settembre 1936: lascia Santander e si rifugia presso parenti a Bilbao, nel quartiere di Basurto. - 25 settembre 1936: viene arrestato a Bilbao e subisce il martirio; la documentazione ufficiale della Santa Sede registra questa data come quella della sua morte. - 26 giugno 2006: viene riconosciuto il martirio del gruppo di Enrique Sáiz Aparicio e 62 compagni. - 28 ottobre 2007: viene beatificato a Roma insieme agli altri 498 martiri spagnoli proclamati beati in quella celebrazione. - 6 novembre: la Santa Sede stabilisce questa data come memoria liturgica comune dei 498 martiri beatificati nel 2007.
Valutazione storico-critica - L’identità di Antonio Cid Rodríguez come religioso coadiutore salesiano, nato a Calsadoira il 15 aprile 1890 e appartenente alla comunità di Santander, è ben documentata da fonti ecclesiastiche e dagli atti della causa di beatificazione. - La sua attività nelle diverse case salesiane è documentata soprattutto attraverso fonti salesiane e diocesane successive. La successione degli incarichi è sufficientemente coerente, ma alcuni dettagli della cronologia interna delle singole destinazioni non sono altrettanto documentati da fonti primarie accessibili. - Il 25 settembre 1936 come data del martirio è particolarmente solido perché compare nella documentazione ufficiale della Santa Sede e nelle pubblicazioni della diocesi di Ourense. L’indicazione del 26 settembre presente in alcune fonti secondarie appare quindi meno attendibile. - Le circostanze precise dell’arresto, compreso il ritrovamento del crocifisso e di altri oggetti religiosi, appartengono alla tradizione biografica salesiana successiva e non sono dettagliate nel testo ufficiale della causa consultabile. Devono quindi essere presentate come testimonianza della tradizione, non come elementi documentari dello stesso livello della data del martirio. - La sorte materiale del corpo rimane incerta. Le fonti concordano sul fatto che dopo l’arresto non si ebbero più notizie certe e non risulta una sepoltura identificata. Non è quindi corretto attribuirgli una reliquia o un luogo di sepoltura preciso senza ulteriore documentazione. - La beatificazione del 28 ottobre 2007 è documentalmente certa. La Santa Sede inserì Antonio Cid Rodríguez nella causa di Enrique Sáiz Aparicio e 62 compagni e riconobbe il loro martirio durante la persecuzione religiosa in Spagna. - La data del 25 settembre va distinta dalla memoria liturgica comune del 6 novembre. La prima ricorda il giorno attribuito al suo martirio; la seconda è la data stabilita dalla Santa Sede per la celebrazione comune dei 498 martiri beatificati nel 2007. - Nel complesso, la figura storica di Antonio Cid Rodríguez è sufficientemente attestata per quanto riguarda nascita, appartenenza salesiana, attività nelle comunità, permanenza a Santander, trasferimento a Bilbao, arresto e riconoscimento ecclesiale del martirio. Rimangono invece lacune importanti sulle circostanze ultime della morte e sulla sorte del corpo.
Fonti e bibliografia essenziale - Dicastero delle Cause dei Santi, Enrique Saiz Aparicio e 62 compagni, scheda ufficiale della causa di beatificazione, con l’elenco dei membri e la registrazione del martirio di Antonio Cid Rodríguez il 25 settembre 1936. - Benedetto XVI, Carta apostolica con la que el Sumo Pontífice Benedicto XVI inscribe en el catálogo de los beatos a 498 siervos de Dios mártires en España, 26 ottobre 2007, fonte ufficiale per la beatificazione e per la memoria liturgica del 6 novembre. - Obispado de Ourense, Santos, scheda diocesana dedicata ai beati della diocesi, con i dati biografici essenziali di Antonio Cid Rodríguez e la conferma del martirio a Bilbao il 25 settembre 1936. - Obispado de Ourense, Boletín Oficial, ottobre 2007, documentazione diocesana preparatoria alla beatificazione, con l’indicazione di Calsadoira come luogo di nascita e di Bilbao come luogo del martirio. - Obispado de Ourense, Comunidade, n. 172, maggio 2008, testimonianza sulla figura di Antonio Cid Rodríguez, sulla sua attività educativa e sulla memoria della sua spiritualità. - Javier de la Torre, Religiosos dedicados a la enseñanza víctimas de la represión republicana en Cantabria, HAO, n. 29, 2012, pp. 163-176, per il contesto della dispersione dei salesiani di Santander e l’arresto di Antonio Cid Rodríguez a Bilbao. - Conferencia Episcopal Española, Mártires del siglo XX en España, repertorio documentario dei martiri del XX secolo in Spagna, che registra Antonio Cid Rodríguez tra i membri della causa salesiana beatificata il 28 ottobre 2007. - Salesianos de España, documentazione sulla memoria dei martiri salesiani spagnoli, utile per il contesto della causa di Enrique Sáiz Aparicio e 62 compagni e per la composizione del gruppo salesiano beatificato nel 2007.
Autore: Giampietro Cattini
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