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Beato Carmelo Giovanni Perez Rodriguez Suddiacono salesiano, martire

Festa: 1 ottobre

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Vimianzo, Spagna, 11 febbraio 1908 - Madrid, Spagna, 1 ottobre 1936

Fu un religioso salesiano spagnolo, originario di Vimianzo, in Galizia, che nel 1936 si trovava a Madrid dopo avere appena concluso a Torino il terzo anno degli studi teologici ed essere stato ordinato suddiacono. Nato l’11 febbraio 1908, entrò ancora bambino nell’ambiente salesiano di Vigo, compì il noviziato a Carabanchel Alto e nel 1927 emise la professione religiosa. Dal 1933 proseguì la formazione teologica nel seminario internazionale della Crocetta, a Torino, ricevendo il suddiaconato il 5 luglio 1936. Tornato a Carabanchel Alto per le vacanze estive, fu coinvolto nella persecuzione religiosa che colpì i Salesiani di Madrid dopo l’inizio della guerra civile spagnola. Rifugiatosi nella pensione Nofuentes, in via Puebla, fu arrestato il 1 ottobre 1936 insieme ad altri religiosi e condotto fuori dalla pensione con i due salesiani Juan e Higinio de Mata Díez. Il luogo preciso della loro morte non è stato identificato. La Santa Sede ha riconosciuto il loro martirio, avvenuto in odio alla fede, inserendolo nella causa di Enrique Saiz Aparicio e 62 compagni, beatificati da Benedetto XVI il 28 ottobre 2007.

Etimologia: Carmelo dall’ebraico Karmel, con il significato di giardino, frutteto o vigna fertile. Juan, equivalente spagnolo di Giovanni, deriva dall’ebraico Yohanan e significa Dio ha avuto misericordia o Dio è benevolo.

Emblema: Abito o insegne salesiane, libro, palma del martirio.


Carmelo Juan Pérez Rodríguez nacque a Vimianzo, nella provincia di A Coruña, l’11 febbraio 1908. Le fonti locali concordano sulla data di nascita. Una ricerca sulla documentazione parrocchiale riferisce inoltre che fu battezzato il giorno successivo, il 12 febbraio. La stessa documentazione avrebbe registrato inizialmente il nome di Modesto, successivamente corretto nel 1930 con quello di Carmelo Juan. Questo particolare è interessante perché mostra come anche il nome con il quale il futuro martire è conosciuto nella documentazione possa avere avuto una storia anagrafica non del tutto lineare.
Le notizie sulla sua famiglia e sui primi anni sono invece limitate. La tradizione locale colloca la casa natale nella zona di A Torre e collega la famiglia alla località di Bribes, ma questi elementi appartengono soprattutto alla memoria locale e non devono essere trasformati in una ricostruzione genealogica più ampia di quanto consentano le fonti.
Quando aveva circa dieci anni entrò nel collegio salesiano di Vigo. L’ingresso precoce nell’ambiente di Don Bosco costituisce il primo dato documentato della sua formazione religiosa e spiega il successivo percorso all’interno della Congregazione salesiana.

La formazione salesiana
Carmelo compì il noviziato a Carabanchel Alto, presso Madrid, ed emise la professione religiosa nel 1927. Le fonti salesiane più diffuse indicano l’anno 1927 per la professione; una fonte riporta con maggiore precisione la data del 10 luglio. Il suo percorso formativo si svolse quindi interamente all’interno della Congregazione, prima in Spagna e poi nel centro internazionale di formazione teologica di Torino.
Nel 1933 iniziò gli studi teologici presso il seminario internazionale salesiano della Crocetta, a Torino. L’istituzione torinese aveva un’importanza particolare nella formazione dei giovani salesiani destinati al sacerdozio e riuniva religiosi provenienti da diversi Paesi. Carmelo vi trascorse gli anni necessari alla preparazione teologica prima del ritorno in Spagna nell’estate del 1936.
Al termine del terzo anno di teologia ricevette il suddiaconato il 5 luglio 1936. Questo dato è particolarmente significativo per la sua vicenda personale: Carmelo non era ancora sacerdote, ma aveva già raggiunto una fase avanzata del cammino verso il presbiterato. La documentazione ufficiale della causa lo identifica infatti come professus, subdiaconus, cioè religioso professo e suddiacono.
Dopo l’ordinazione suddiaconale tornò a Carabanchel Alto per le vacanze estive. Il rientro avvenne pochi giorni prima dell’esplosione della guerra civile e della violenta persecuzione religiosa che colpì numerose comunità ecclesiali nelle zone interessate dal conflitto.

La persecuzione a Madrid
Nel luglio 1936 la comunità salesiana di Carabanchel Alto fu travolta dagli eventi. La casa venne assalita e i religiosi furono costretti ad abbandonare la normale vita comunitaria. Carmelo condivise le vicissitudini di numerosi confratelli della stessa comunità e cercò rifugio a Madrid.
La ricostruzione salesiana della persecuzione riferisce che, dopo essere passato attraverso la Direzione Generale di Sicurezza, Carmelo trovò rifugio nella pensione Nofuentes, situata in via Puebla 17. Nello stesso edificio erano presenti altri salesiani e persone legate alla comunità di Carabanchel Alto.
La pensione costituì uno dei diversi luoghi nei quali i religiosi cercarono temporaneamente protezione. La clandestinità, tuttavia, non offriva una sicurezza reale: il riconoscimento della loro condizione religiosa poteva comportare l’arresto e l’uccisione. La documentazione successiva sulla causa di beatificazione ha inserito Carmelo tra i membri della comunità di Carabanchel Alto che morirono nel corso della persecuzione.

L’arresto del 1 ottobre 1936
Il 1 ottobre 1936 alcuni miliziani si presentarono alla pensione Nofuentes. Secondo la ricostruzione tramandata dalla documentazione salesiana, Carmelo fu riconosciuto come religioso e venne arrestato insieme ad altre persone presenti nell’edificio. Tra gli arrestati vi erano anche Juan de Mata Díez e suo cugino Higinio de Mata Díez, entrambi appartenenti all’ambiente salesiano.
La parte conclusiva della vicenda rimane però priva di una documentazione materiale completa. Secondo la ricostruzione salesiana, quando il gruppo fu fatto uscire dalla pensione, Carmelo, Juan e Higinio furono caricati su un’automobile e condotti verso una destinazione che non è stata identificata. Le fonti parlano con prudenza di un luogo sconosciuto nel quale sarebbero stati fucilati. La documentazione ufficiale della causa stabilisce comunque la data della morte di Carmelo al 1 ottobre 1936.
È quindi opportuno distinguere i due livelli della documentazione: la morte di Carmelo il 1 ottobre 1936 è un dato acquisito dalla causa ecclesiastica; il luogo preciso dell’esecuzione e tutti i dettagli delle sue ultime ore non sono invece documentati con la stessa certezza.

Il riconoscimento del martirio
Carmelo Juan Pérez Rodríguez fu inserito nella causa collettiva di Enrique Saiz Aparicio e 62 compagni, comprendente salesiani appartenenti alle ispettorie di Madrid e Siviglia e alcune persone legate alla Famiglia Salesiana.
La causa ebbe una lunga storia. Il primo processo ordinario nell’arcidiocesi di Madrid era stato avviato nel 1956, mentre nel 1957 venne avviato un secondo processo relativo ai martiri di quella circoscrizione. Nel 1985 la Congregazione per le Cause dei Santi autorizzò l’unificazione delle due cause. I relativi procedimenti furono successivamente riconosciuti validi e la documentazione fu sottoposta all’esame previsto per il riconoscimento del martirio.
Il Congresso peculiare dei teologi si pronunciò favorevolmente il 23 novembre 2004 e la Sessione ordinaria dei cardinali e vescovi ebbe luogo il 6 maggio 2006. Il decreto sul martirio fu promulgato il 26 giugno 2006. In tale decreto la morte dei Servi di Dio fu riconosciuta come avvenuta in odio alla fede.
La beatificazione fu celebrata a Roma il 28 ottobre 2007 da papa Benedetto XVI. Carmelo fu così riconosciuto pubblicamente come uno dei 498 martiri beatificati in quella celebrazione, appartenenti a diverse cause relative alla persecuzione religiosa degli anni Trenta in Spagna.

La comunità di Carabanchel Alto
La vicenda di Carmelo è strettamente legata alla comunità salesiana di Carabanchel Alto. La documentazione ufficiale della causa elenca dieci membri della comunità che morirono martiri nel 1936. Tra essi figurano il direttore Enrique Saiz Aparicio, il sacerdote Félix González Tejedor, i coadiutori Juan Codera Marqués e Pablo Gracia Sánchez, i seminaristi Virgilio Edreira Mosquera, Teódulo González Fernández e Carmelo Pérez Rodríguez, oltre ad altri giovani e collaboratori.
Carmelo occupa quindi una posizione particolare all’interno della vicenda della casa: era uno studente di teologia ormai prossimo al sacerdozio e appena ordinato suddiacono. La documentazione della Santa Sede lo identifica esplicitamente in questi termini e non come sacerdote, distinzione che è importante mantenere nella redazione biografica.

Il rapporto con Juan e Higinio de Mata Díez
La sorte di Carmelo fu strettamente intrecciata a quella dei cugini Juan e Higinio de Mata Díez. I tre furono arrestati nello stesso contesto e, secondo la ricostruzione salesiana, furono fatti salire insieme sull’automobile che li portò verso il luogo dell’esecuzione. La data del 1 ottobre 1936 è comune ai tre.
Questa coincidenza spiega anche perché nelle commemorazioni del 1 ottobre i tre siano frequentemente ricordati insieme. Il Martirologio Romano, nella tradizione liturgica riportata dalle fonti ufficiali di lingua portoghese, li ricorda a Madrid come martiri della persecuzione religiosa.

Curiosità
- Una ricerca locale sulla documentazione parrocchiale riferisce che Carmelo fu battezzato il giorno successivo alla nascita e che il registro battesimale riportò inizialmente il nome di Modesto, corretto nel 1930 in Carmelo Juan. È un particolare documentario interessante, ma non modifica l’identificazione storica del beato.
- Carmelo ricevette il suddiaconato il 5 luglio 1936, soltanto pochi mesi prima della morte. La sua vicenda si interruppe quindi quando era ancora nella fase conclusiva della formazione sacerdotale.
- Il suo nome è legato alla memoria religiosa contemporanea di Vimianzo, dove dopo la beatificazione furono promosse iniziative commemorative e venne realizzata una scultura dedicata al beato.

Cronologia
- 11 febbraio 1908: nasce a Vimianzo, in Galizia.
- 12 febbraio 1908: secondo la documentazione parrocchiale riferita da una fonte locale, riceve il battesimo.
- 1918 circa: entra nel collegio salesiano di Vigo, all’età di circa dieci anni.
- 1927: emette la professione religiosa salesiana a Carabanchel Alto.
- 1933: inizia gli studi teologici presso il seminario internazionale salesiano della Crocetta, a Torino.
- 5 luglio 1936: riceve il suddiaconato al termine del terzo anno di teologia.
- Luglio 1936: torna a Carabanchel Alto e viene coinvolto nella persecuzione contro i religiosi.
- Estate 1936: trova rifugio a Madrid, infine nella pensione Nofuentes di via Puebla 17.
- 1 ottobre 1936: viene arrestato e ucciso a Madrid. Il luogo preciso dell’esecuzione non è documentato.
- 26 giugno 2006: viene promulgato il decreto pontificio sul martirio.
- 28 ottobre 2007: viene beatificato a Roma da papa Benedetto XVI.

Valutazione storico-critica
- La figura storica di Carmelo Juan Pérez Rodríguez è ben identificata: la documentazione ufficiale della causa lo presenta come religioso professo della Società di San Francesco di Sales e suddiacono, morto il 1 ottobre 1936.
- La data e il luogo generale della morte, Madrid, sono solidamente attestati dalla documentazione della causa. Rimane invece incerto il luogo concreto dell’esecuzione e non è prudente presentare come fatto documentato ogni dettaglio tramandato sulla sua ultima giornata.
- Le principali tappe della formazione salesiana, dall’ingresso a Vigo al noviziato di Carabanchel Alto, dalla professione religiosa agli studi teologici di Torino e al suddiaconato, sono concordanti nelle fonti salesiane utilizzate.
- Le informazioni sulla famiglia e sui primissimi anni sono molto più limitate. La notizia relativa al nome iniziale Modesto e alla successiva correzione in Carmelo Juan deriva da una ricerca locale sulla documentazione parrocchiale e va quindi distinta dai dati direttamente attestati dalla causa di beatificazione.
- La qualifica di martire non deriva semplicemente dalla tradizione devozionale: il martirio è stato formalmente riconosciuto dalla Santa Sede nel decreto del 26 giugno 2006, che riguardò Enrique Saiz Aparicio e 62 compagni.
- La vicenda individuale di Carmelo è scarsamente documentata rispetto a quella di alcuni altri membri della stessa causa. La ricostruzione più solida consiste quindi nel collegare la sua biografia essenziale alla storia documentata della comunità salesiana di Carabanchel Alto e alla persecuzione religiosa nella quale egli morì, senza attribuirgli episodi personali non sufficientemente attestati.
- La storia del culto è invece meglio documentata a partire dal processo di beatificazione, dal decreto sul martirio del 2006 e dalla beatificazione del 2007. La memoria liturgica del 1 ottobre è coerente con la data del martirio e con le fonti liturgiche che ricordano a Madrid Carmelo, Mateo Garolera, Higinio de Mata e Juan de Mata Díez.

Fonti e bibliografia essenziale
- Dicastero delle Cause dei Santi, Enrique Saiz Aparicio e 62 compagni, scheda ufficiale della Santa Sede sulla causa di beatificazione e sul riconoscimento del martirio, Vaticano.
- Congregazione delle Cause dei Santi, Decreto sul martirio dei Servi di Dio Enrique Saiz Aparicio e LXII compagni della Società di San Francesco di Sales, 26 giugno 2006, riprodotto negli Atti del Consiglio Generale dei Salesiani, n. 395.
- La Voz de Galicia, Una delegación de Vimianzo viajará a Roma para asistir a la beatificación de Carmelo Juan Pérez, 1 settembre 2007. Fonte utile soprattutto per la nascita a Vimianzo e per la memoria locale della beatificazione.
- Adiante Galicia, El mártir Carmelo Juan Pérez subirá al altar, 1 ottobre 2015. Fonte locale utilizzata per i dati relativi alla documentazione battesimale, all’infanzia a Vimianzo e alla formazione salesiana.
- Juan Melchor Bosco, Mártires de Cristo II, sezione dedicata a Carmelo Juan Pérez Rodríguez. Fonte salesiana secondaria utilizzata per la ricostruzione del percorso formativo, del ritorno da Torino, del rifugio nella pensione Nofuentes e dell’arresto del 1 ottobre 1936.
- Secretariado Nacional de Liturgia, Martyrologium Romanum, celebrazione del 1 ottobre, fonte liturgica online utilizzata per la memoria dei martiri salesiani Carmelo Juan Pérez Rodríguez, Mateo Garolera Masferrer, Higinio de Mata Díez e Juan de Mata Díez.


Autore:
Giampietro Cattini

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Aggiunto/modificato il 2026-09-16

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