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> Home > Sezione G > Beato Giacomo da Ghazir (Khalil Al-Haddad) Condividi su Facebook

Beato Giacomo da Ghazir (Khalil Al-Haddad) Sacerdote cappuccino, Fondatore

Festa: 26 giugno

Ghazir, Libano, 1 febbraio 1875 - Beirut, Libano, 26 giugno 1954

Nato in Libano nel 1875, dedicò la sua vita al sollievo dei più bisognosi, incarnando i principi di carità francescana. Sacerdote cappuccino dal 1901, operò in Libano, Palestina, Iran e Siria, fondando scuole, ospedali e orfanotrofi. La sua instancabile predicazione, raccolta in 24 volumi di discorsi in arabo, lo rese un riferimento spirituale per molte comunità. Nel 1930, fondò la Congregazione delle Suore Francescane della Croce del Libano, dedicate all'assistenza di disabili, anziani e orfani. Ispirato dalla figura di Cristo sofferente, El-Haddad, soprannominato "il Don Bosco del Libano", trovò nella croce la "teologia e prassi" della sua esistenza. Beatificato nel 2008.



Nato in Libano il 1° febbraio 1875, terzo di cinque figli, Abuna Yaaqub El-Haddad sin da giovane si distinse per la sua profonda sensibilità verso le sofferenze altrui e per un forte desiderio di spendersi per il bene del prossimo. Un'inclinazione che lo portò, durante un soggiorno in Egitto nel 1892 dove lavorava come insegnante, a cogliere la chiamata sacerdotale. Entrato nel convento cappuccino di Khashbau l'anno seguente, completò il suo percorso di formazione religiosa professando i voti perpetui nel 1898 e venendo ordinato sacerdote nel 1901.
Destinato al monastero di Bab Idriss a Beirut, Abuna Yaaqub non si limitò ad assolvere ai suoi doveri religiosi, ma si distinse per il suo zelo e la sua dedizione all'insegnamento e all'assistenza sociale. In particolare, si adoperò con instancabile impegno per la costruzione di scuole elementari nelle zone rurali, offrendo ai bambini un'opportunità di istruzione e di riscatto sociale. La sua lungimiranza lo spinse inoltre a fondare il Terz'Ordine francescano sia per uomini che per donne, contribuendo a diffondere i valori di carità e solidarietà tra i laici.
Seguendo le orme di San Francesco d'Assisi, Abuna Yaaqub fece della carità la stella polare della sua esistenza. La sua sollecitudine verso le necessità fisiche e morali del prossimo lo rese un punto di riferimento inestimabile per i più bisognosi. Si prodigava per offrire sostegno e conforto ai malati, agli emarginati e a tutti coloro che si trovavano in condizioni di difficoltà.
Nel periodo immediatamente successivo alla Prima Guerra Mondiale, Abuna Yaaqub diede vita ad un'opera che avrebbe segnato per sempre il suo impegno nel campo sociale: l'acquisto della collina di Jall-Eddib. Su questo luogo, fece erigere una chiesa e una croce, che divennero presto un simbolo di speranza e di accoglienza. La collina si trasformò in un vero e proprio centro di riferimento per sacerdoti malati, persone in cerca di assistenza e pellegrini devoti.
Per dare continuità alla sua missione di carità e per garantire un futuro stabile alle sue opere, nel 1930 Abuna Yaaqub fondò la congregazione religiosa delle Suore Francescane della Croce del Libano. Animate dai suoi stessi principi di dedizione e compassione, le suore si dedicarono con instancabile impegno all'accudimento di disabili, malati mentali, anziani e persone abbandonate, offrendo loro cure amorevoli e supporto concreto. Non mancarono inoltre di occuparsi dell'educazione degli orfani, sottraendoli ad un futuro incerto e offrendo loro la possibilità di costruirsi una vita migliore.
L'instancabile opera di Abuna Yaaqub non si limitò al Libano. Come sottolineato da Padre Florio Tessari, postulatore della Causa di Beatificazione, la sua instancabile predicazione si estese a Palestina, Iran e Siria, raggiungendo i cuori di migliaia di persone con il suo messaggio di fede e di speranza. I suoi 24 volumi manoscritti di discorsi in arabo rappresentano una preziosa testimonianza della sua eloquenza e del suo profondo legame con la parola del Vangelo.
Attivo anche nel campo sociale, Abuna Yaaqub non si risparmiò nella fondazione di scuole, ospedali e orfanotrofi, contribuendo in modo significativo al miglioramento delle condizioni di vita delle comunità più emarginate. La sua dedizione al prossimo e le sue opere di beneficenza, ispirate da un profondo cristocentrismo francescano, gli valsero il titolo di "un altro San Vincenzo de' Paoli", "il Don Bosco" e "il San Giuseppe Cottolengo del Libano".
Profondamente unito al Cristo sofferente, Abuna Yaaqub trovava nella Croce la fonte della sua forza e della sua ispirazione. Come da lui stesso scritto: "Niente cielo senza croce. Chi vuole il cielo senza sofferenza, è come chi vuole comprare merci senza pagare". Questa convinzione profonda permeava ogni aspetto della sua vita e del suo operato, spingendolo ad abbracciare la sofferenza come mezzo di redenzione e di crescita spirituale.
Abuna Yaaqub El-Haddad si spense il 26 giugno 1954, stringendo a sé una croce, simbolo della sua fede incrollabile e del suo amore per il prossimo. Beatificato il 22 giugno 2008, la sua figura rimane un'esemplare testimonianza di come la fede possa tradursi in opere concrete di carità e di servizio al prossimo.


Autore:
Franco Dieghi

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Aggiunto/modificato il 2008-06-23

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