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Beata Maria Tanaura Martire giapponese

Festa: 10 settembre

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Nagasaki, Giappone, 1577 ca - Nagasaki, Giappone, 10 settembre 1622

Nata a Nagasaki intorno al 1577, in un periodo in cui il Giappone era ancora parzialmente aperto all'evangelizzazione, Maria crebbe in una comunità cristiana fervente, plasmata dall'insegnamento dei primi missionari gesuiti e francescani. La sua esistenza, come quella di molti altri fedeli dell'arcipelago, fu radicalmente sconvolta dall'inasprimento delle leggi anti-cristiane all'inizio del XVII secolo, che miravano a sradicare completamente la nuova religione. Rimasta vedova, Maria non scelse la via della fuga né quella dell'apostasia formale, ma rimase saldamente ancorata alla sua fede, diventando un punto di riferimento spirituale per la comunità locale costretta alla clandestinità. Il 10 settembre 1622, in quella che passò alla storia come la strage del "Grande Martirio di Nagasaki", Maria fu arrestata, sottoposta a dure prigionie e infine decapitata sul colle di Nishizaka. Morì insieme a decine di altri cristiani, tra cui illustri missionari europei e umili fedeli locali. Beatificata da Papa Pio IX nel 1867 insieme ad altri 204 martiri giapponesi.

Etimologia: Maria, dall'ebraico Miryam, 'amata da Dio' o 'signora'.

Emblema: Palma del martirio, abito tradizionale giapponese femminile, sguardo rivolto al cielo.


Maria (o Marina) Tanaura vide la luce a Nagasaki intorno al 1577. La città, in quel periodo, era il cuore pulsante del cristianesimo giapponese, un porto cosmopolita dove missionari europei e convertiti locali avevano costruito una comunità fiorente. Maria ricevette il battesimo e un'educazione cristiana solida, assorbendo i valori del Vangelo in un contesto culturale che iniziava a mostrare le prime crepe nella tolleranza religiosa. La sua vita familiare si svolse secondo le tradizioni dell'epoca, ma la fede divenne presto il perno della sua esistenza. Rimasta vedova in giovane età, Maria non si ritirò nella disperazione, ma trasformò il suo dolore in una rinnovata dedizione spirituale, sostenendo i fedeli più fragili nella comunità.

La persecuzione e l'arresto
All'inizio del XVII secolo, lo shogunato Tokugawa, temendo l'influenza politica e culturale delle potenze europee, emanò editti sempre più severi contro il cristianesimo. Nel 1614, l'espulsione dei missionari e la distruzione delle chiese segnarono l'inizio di una caccia sistematica ai fedeli. Maria, come molti altri, fu costretta a vivere la sua fede in segreto. Nonostante il pericolo costante di delazione, continuò a partecipare alle riunioni clandestine e a praticare i sacramenti per quanto possibile. La sua determinazione non passò inosservata alle autorità locali, che nel 1622 intensificarono le retate per dare un esempio pubblico e dissuadere qualsiasi forma di resistenza. Maria fu arrestata insieme a un gruppo di cristiani, inclusi religiosi e laici, e rinchiusa in condizioni disumane in attesa del giudizio.

Il martirio di Nishizaka
Il 10 settembre 1622, Nagasaki fu teatro di quello che le cronache dell'epoca definirono il "Grande Martirio". Cinquantacinque cristiani, tra cui i gesuiti Carlo Spinola e Girolamo de Angelis, furono condotti sul colle di Nishizaka, il luogo tradizionale delle esecuzioni. Maria Tanaura, all'età di circa quarantacinque anni, affrontò la prova con dignità e serenità. Secondo le testimonianze dell'epoca, i martiri furono decapitati uno dopo l'altro. Maria non pronunciò parole di odio verso i suoi carnefici, ma offrì la sua vita in unione con il sacrificio di Cristo. La sua morte, insieme a quella dei suoi compagni, segnò un punto di non ritorno nella storia del cristianesimo giapponese, ma anche l'inizio di una testimonianza che avrebbe attraversato i secoli.

Il Grande Martirio del 1622
L'eccidio del 10 settembre 1622 è considerato uno degli eventi più significativi della persecuzione in Giappone. Le vittime appartenevano a diverse estrazioni sociali e nazionalità, dimostrando l'universalità della fede cristiana. Maria Tanaura è ricordata in questo gruppo come simbolo della tenacia delle vedove e delle donne laiche, che spesso rimasero l'ultimo baluardo della trasmissione della fede nelle famiglie, specialmente quando i sacerdoti furono costretti alla clandestinità o all'esilio.

Culto e venerazione
La causa di beatificazione dei martiri giapponesi fu promossa con forza nel XIX secolo. Il 7 luglio 1867, Papa Pio IX proclamò la beatificazione di 205 martiri, tra cui Maria Tanaura. La sua memoria liturgica è fissata al 10 settembre, giorno del suo martirio. Le sue reliquie, insieme a quelle di altri martiri, sono venerate a Nagasaki, presso il Museo e Monumento dei Ventisei Martiri, che commemora tutte le vittime delle persecuzioni.

Cronologia
- 1577 circa: Nascita a Nagasaki, Giappone.
- Fine XVI secolo: Battesimo e formazione cristiana nella comunità locale.
- Inizio XVII secolo: Rimane vedova e si dedica alla vita spirituale e al sostegno della comunità.
- 1614: Inizio della grande persecuzione anti-cristiana con l'espulsione dei missionari.
- 1622: Arresto e dura prigionia a Nagasaki.
- 10 settembre 1622: Martirio per decapitazione sul colle di Nishizaka.
- 7 luglio 1867: Beatificazione da parte di Papa Pio IX insieme ai 205 Martiri del Giappone.


Autore:
Enrico Quiri

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Aggiunto/modificato il 2026-09-02

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