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† Scytlecester, Inghilterra, 23 settembre 788
Figlio di Oswulf, Alfwold succedette sul trono di Northumbria a Aethelred, figlio di Moll Aetchwald, cacciato in esilio nel 779, probabilmente per aver fatto assassinare alcuni nobili della sua corte. Dopo aver assistito nel 787 al concilio di Northumbria, Alfwold il 23 settembre 788 o 789 fu ucciso a Scytlecester, vittima di una congiura ordita dal nobile Sicgan. Il suo corpo, trasportato ad Hexham (Northumberland), fu sepolto con grandi onori nella chiesa di S. Andrea apostolo, e sul luogo della sua morte, indicato secondo la leggenda da una luce miracolosa, fu eretta una chiesa in onore di s. Cutberto, vescovo e di s. Oswald, re e martire. Il Ferrari, sulla scorta della prima edizione del Martirologio Anglicano, celebrò Alfwold come martire il 6 aprile, sotto il nome di Ethelwold. Ma nella seconda edizione del citato Martirologio, la festa di Alfwold passò al 23 settembre, data della sua morte. Questa trasposizione, apparentemente ingiustificata, denota una qualche incertezza circa il culto di Alfwold, di cui, tra l'altro, non esiste alcuna prova sicura : infatti la chiesa che sorse sul luogo dove Alfwold fu ucciso, non fu dedicata a lui, ma ad altri. I Bollandisti sono piuttosto propensi a non accettare il culto di Alfwold.
Etimologia: Ælfwald è generalmente interpretato come composto dagli elementi ælf, «elfo», e weald/wald, «potere», «dominio» o «sovrano».
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Alfwold (Ælfwald I, Alfwald, Alfwold, Elwald, Ælfwold) compare nella storia della Northumbria in un momento di forte instabilità. Le famiglie aristocratiche e dinastiche che aspiravano al controllo del regno si contendevano il potere attraverso deposizioni, esili e uccisioni. Il predecessore di Ælfwald, Æthelred figlio di Æthelwald Moll, era stato deposto nel 779. Il trono passò allora a Ælfwald, che apparteneva alla discendenza di Eadberht. Le fonti genealogiche e narrative posteriori lo presentano come figlio di Oswulf, re di Northumbria assassinato nel 759, e quindi come membro di una delle principali linee della dinastia northumbriana. L'identificazione è generalmente accolta dagli storici, ma non disponiamo di una fonte contemporanea che descriva la sua nascita o la sua famiglia in modo completo. Anche la data di nascita è ignota. Il nuovo re non ereditò un regno pacificato. Poco dopo la sua ascesa, infatti, continuarono le tensioni tra i principali gruppi aristocratici. Nel 780 un uomo di rilievo chiamato Bearn, definito patricius del re, fu fatto bruciare vivo a Seletun da due potenti ealdormen, Osbald e Æthelheard. L'episodio mostra quanto fosse fragile l'autorità monarchica e quanto grande fosse il peso politico dei nobili armati.
Un re inserito nella vita della Chiesa La documentazione relativa al regno di Alfwold diventa particolarmente interessante quando si considera il rapporto tra monarchia e Chiesa. Nel 786 giunsero in Inghilterra i legati inviati da papa Adriano I, Giorgio, vescovo di Ostia, e Teofilatto, vescovo di Todi. La missione aveva lo scopo di rafforzare i rapporti con le Chiese anglosassoni e di promuovere norme disciplinari e politiche coerenti con l'ordinamento ecclesiastico romano. Giorgio si recò in Northumbria e convocò un concilio al quale parteciparono il re Ælfwald, l'arcivescovo di York Eanbald e numerosi esponenti ecclesiastici e laici. Il rapporto del legato costituisce una delle fonti contemporanee più importanti per la conoscenza della Northumbria di quel periodo. Tra i partecipanti figurava anche Sicga, indicato come Sigha patricius. Il titolo mostra che egli apparteneva ai più alti livelli dell'aristocrazia del regno. Il particolare acquista un significato drammatico perché proprio Sicga sarebbe diventato, appena due anni più tardi, l'uomo responsabile dell'assassinio del sovrano. I provvedimenti del concilio affrontavano anche la questione della fedeltà al re e condannavano la congiura e l'uccisione del sovrano. La vicenda successiva di Alfwold dimostra quanto fosse difficile applicare nella pratica questi principi in una società nella quale i rapporti tra il re e i grandi aristocratici erano continuamente sottoposti a tensioni.
Il rapporto con Roma e l'ambiente di York La posizione di Alfwold all'interno della rete ecclesiastica northumbriana emerge anche dai rapporti con Alcuino di York. Il celebre maestro e futuro consigliere di Carlo Magno era uno dei principali intellettuali della Northumbria e operava nell'ambiente della scuola e della Chiesa di York. La documentazione relativa alla missione pontificia del 786 mostra che Alcuino fu coinvolto negli eventi diplomatici che collegavano la corte northumbriana, York, Roma e il regno dei Franchi. La presenza di Alfwold in questo quadro permette di collocare il suo regno non in una periferia isolata, ma all'interno della complessa rete politica e culturale dell'Europa cristiana dell'VIII secolo. Il suo regno, tuttavia, rimase politicamente fragile. Le fonti non conservano una serie continua di provvedimenti o imprese militari attribuibili al sovrano. Il dato più sicuro è proprio questa relativa scarsità di informazioni, che rende necessario evitare ricostruzioni troppo dettagliate della sua attività.
La congiura di Sicga Il 23 settembre 788 la vicenda di Ælfwald ebbe una conclusione violenta. La Cronaca anglosassone registra che il re dei Northumbriani fu ucciso da Sicga. Il luogo è indicato come Scythlecester o Scythlescester, toponimo che non può essere identificato con assoluta certezza. Una parte della tradizione storiografica lo identifica con Chesters, antico forte romano di Cilurnum presso il Vallo di Adriano. L'ipotesi è plausibile per la posizione geografica e per la tradizione successiva, ma non deve essere trasformata in una certezza assoluta. Le fonti successive, in particolare la tradizione conservata da Simeone di Durham, precisano che l'assassinio fu il risultato di una congiura guidata da Sicga. Il fatto che Sicga fosse stato uno dei grandi personaggi presenti al concilio del 786 rende la vicenda particolarmente significativa: l'uomo che aveva partecipato a un'assemblea nella quale era stata ribadita la condanna della violenza contro il sovrano divenne poi il suo assassino. Non conosciamo con certezza le motivazioni personali e politiche della congiura. È possibile inserirla nel quadro delle rivalità dinastiche della Northumbria, ma non disponiamo di elementi sufficienti per attribuire a Sicga un preciso programma politico o per indicare con certezza eventuali mandanti.
La morte e la sepoltura a Hexham La Cronaca anglosassone riferisce che, dopo l'assassinio, Ælfwald fu sepolto a Hexham. La tradizione successiva precisa che il corpo fu portato nella chiesa di sant'Andrea apostolo, presso il centro monastico di Hexham. Hexham occupava una posizione importante nella Northumbria settentrionale. Il monastero era stato fondato da Wilfrid nel VII secolo e conservava una forte memoria della tradizione ecclesiastica northumbriana. La sepoltura di Ælfwald in questo luogo contribuì a legare la memoria del sovrano alla comunità ecclesiastica locale. La stessa Cronaca anglosassone aggiunge un particolare straordinario: nel luogo dell'assassinio sarebbe stata vista ripetutamente una luce celeste. È importante distinguere il dato documentario dalla sua interpretazione. La fonte testimonia l'esistenza della tradizione della luce miracolosa, ma non permette di stabilire storicamente l'origine o la natura del fenomeno.
La memoria di un re assassinato Il racconto della morte di Ælfwald assunse progressivamente un carattere agiografico. La morte violenta di un sovrano, la sepoltura in un importante centro ecclesiastico e il racconto della luce celeste costituivano elementi favorevoli alla formazione di una memoria sacra. La tradizione di Hexham arrivò a considerare Ælfwald un santo. Tuttavia, la documentazione sulla formazione del culto non è paragonabile a quella disponibile per santi northumbriani meglio documentati. Non conosciamo una Vita antica di Ælfwald né possediamo una documentazione continua che descriva un processo di canonizzazione o una traslazione solenne delle sue reliquie. È quindi più corretto parlare di un culto locale sviluppatosi attorno alla sua memoria che immaginare una canonizzazione formale secondo procedure molto posteriori.
Le vicende della famiglia La morte di Ælfwald non pose fine alle lotte dinastiche. Dopo il suo assassinio gli succedette Osred, figlio di Alhred e indicato dalle fonti come suo nepos, termine che può significare «nipote» ma anche, in determinati contesti, un parente più ampio. La sorte dei figli di Ælfwald fu tragica. Le fonti posteriori ricordano Ælf e Ælfwine, che nel 791 furono uccisi per ordine di Æthelred, il sovrano che aveva precedentemente governato la Northumbria e che tornò al potere dopo la breve parentesi di Osred. Questi eventi mostrano come l'assassinio di Ælfwald facesse parte di una lunga sequenza di violenze dinastiche. La morte del re non rappresentò un episodio isolato, ma un passaggio nella lotta tra differenti gruppi della nobiltà northumbriana.
Il paradosso del concilio del 786 Uno degli elementi più significativi della vicenda di Ælfwald è il contrasto tra il concilio del 786 e il suo assassinio. Il concilio convocato sotto la presidenza del legato pontificio Giorgio di Ostia aveva riaffermato principi contrari alla congiura contro il sovrano. Tra i protagonisti della vita politica del regno vi era proprio Sicga, che poco dopo avrebbe guidato la congiura contro Ælfwald. Il contrasto non dimostra necessariamente che il concilio fosse inefficace. Mostra piuttosto quanto fosse profonda la distanza tra le norme ideali della regalità cristiana e la realtà politica della Northumbria dell'VIII secolo.
Ælfwald e il problema delle fonti Una questione importante riguarda il modo in cui le fonti successive descrivono Ælfwald come sovrano giusto e pio. Simeone di Durham, nella Historia Regum, gli attribuisce caratteristiche molto positive. Tuttavia, la moderna critica delle fonti ha osservato che alcune notizie della Historia Regum relative ad Ælfwald potrebbero derivare da interpolazioni o rielaborazioni effettuate nell'ambiente di Hexham in epoca molto più tarda. Questo elemento è fondamentale per non confondere la memoria del santo con la testimonianza contemporanea. Il fatto che la comunità di Hexham abbia conservato una memoria favorevole del sovrano è storicamente significativo; non significa però che ogni particolare elogiativo tramandato dalla storiografia medievale rifletta direttamente la realtà dell'VIII secolo.
Il culto a Hexham La relazione tra Ælfwald e Hexham è uno degli aspetti più interessanti della sua storia. La Cronaca anglosassone documenta la sepoltura del re a Hexham, mentre le tradizioni successive collegano la sua memoria sacra alla comunità monastica. La vicenda dimostra come, nell'Inghilterra altomedievale, il luogo di sepoltura potesse avere un ruolo decisivo nella costruzione della memoria di un personaggio. Nel caso di Ælfwald, la documentazione sulla persona storica è relativamente limitata, mentre la memoria legata alla sua sepoltura e al racconto della luce miracolosa permette di comprendere meglio il processo attraverso il quale un sovrano assassinato poteva essere ricordato come figura sacra.
La monetazione Il regno di Ælfwald è documentato anche dalla monetazione northumbriana. Gli sono attribuiti rari sceat d'argento e emissioni monetarie che costituiscono una testimonianza materiale del suo governo. Alcune monete portano il nome del sovrano e sono importanti non soltanto per la storia economica, ma anche perché costituiscono una documentazione contemporanea indipendente dalla tradizione narrativa. La monetazione conferma quindi l'esistenza storica e l'effettiva esercitazione dell'autorità regia di Ælfwald, anche se non fornisce informazioni dirette sulla sua vita personale o sulle circostanze della sua morte.
Curiosità - Ælfwald è uno dei pochi sovrani northumbriani dell'VIII secolo per i quali la Cronaca anglosassone conserva una notizia esplicita dell'assassinio e della successiva sepoltura. - Il suo assassino Sicga era stato tra i principali esponenti laici presenti al concilio northumbriano del 786 convocato dal legato pontificio Giorgio di Ostia. - La Cronaca anglosassone collega al luogo dell'assassinio una «luce celeste» che sarebbe stata vista frequentemente. Questo elemento appartiene alla memoria miracolosa trasmessa dalla fonte e non può essere trattato come un fatto soprannaturale storicamente verificabile. - Il nome Ælfwald è attestato in numerose forme medievali e moderne, tra cui Alfwald, Alfwold ed Elwald. È importante non confondere questo sovrano con Ælfwald II, un altro re di Northumbria vissuto all'inizio del IX secolo. - La memoria di Ælfwald come santo sembra essere rimasta soprattutto legata a Hexham e non produsse una documentazione cultuale paragonabile a quella dei maggiori santi della Northumbria.
Cronologia - 779: Ælfwald sale al trono di Northumbria dopo la deposizione di Æthelred. - 780: il potente patricius Bearn viene ucciso e bruciato a Seletun da esponenti dell'aristocrazia. - 786: il legato pontificio Giorgio di Ostia convoca in Northumbria un concilio al quale partecipano Ælfwald, l'arcivescovo Eanbald e importanti esponenti ecclesiastici e laici, tra cui Sicga. - 788: Ælfwald viene assassinato da Sicga a Scythlecester, località non identificata con certezza, il 23 settembre. - 788: il corpo di Ælfwald viene sepolto a Hexham; la Cronaca anglosassone riferisce di una luce celeste apparsa nel luogo dell'assassinio. - 788-789: Osred, figlio di Alhred e parente di Ælfwald, gli succede sul trono. - 791: i figli di Ælfwald, Ælf e Ælfwine, vengono uccisi durante la nuova fase della lotta dinastica. - 793: Sicga, indicato dalle fonti come responsabile dell'assassinio di Ælfwald, muore; la tradizione di Simeone di Durham interpreta la sua morte come suicidio.
Valutazione storico-critica - L'esistenza storica di Ælfwald, il suo regno in Northumbria e la sua morte violenta sono ben attestati. La Cronaca anglosassone costituisce una fonte particolarmente importante e relativamente vicina agli avvenimenti. - La data della morte è il 23 settembre 788 secondo la ricostruzione cronologica comunemente accettata. Il fatto che la notizia compaia sotto l'anno 789 in alcuni manoscritti della Cronaca anglosassone spiega alcune oscillazioni cronologiche presenti nella tradizione moderna, ma non rende necessario spostare la data della morte al 789. - L'identificazione di Scythlecester con Chesters presso il Vallo di Adriano è plausibile ma non certa. È quindi preferibile presentare Chesters come probabile localizzazione e non come dato definitivamente acquisito. - L'attribuzione ad Ælfwald della discendenza da Oswulf è generalmente accettata dagli studiosi, ma le informazioni genealogiche dettagliate provengono soprattutto da fonti posteriori e devono essere trattate con prudenza. - Il coinvolgimento di Ælfwald nel concilio del 786 è storicamente significativo e documentato dalla relazione della missione pontificia. La presenza nello stesso contesto di Sicga rende particolarmente rilevante il successivo assassinio. - La descrizione di Ælfwald come re «giusto» e «pio» appartiene soprattutto alla tradizione storiografica successiva. La critica moderna ha rilevato che alcune notizie della Historia Regum relative al sovrano possono essere state elaborate nell'ambiente di Hexham in epoca tarda. - La sepoltura a Hexham è documentata dalla tradizione cronachistica ed è fondamentale per comprendere lo sviluppo della sua memoria cultuale. Non sono invece sufficientemente documentate successive traslazioni o una storia completa delle reliquie. - Il racconto della luce celeste nel luogo dell'assassinio appartiene alla tradizione agiografica attestata dalla Cronaca anglosassone. Deve essere distinto dal fatto storico dell'assassinio. - La venerazione di Ælfwald come santo e martire è legata soprattutto alla tradizione locale di Hexham. Non emerge una procedura formale di canonizzazione paragonabile ai processi ecclesiastici moderni; è quindi più corretto parlare di culto locale e di memoria martiriale. - La stessa consistenza storica del culto è stata giudicata con prudenza dalla tradizione bollandista. La presenza di un assassinio e di una sepoltura venerata non è sufficiente, da sola, a ricostruire un culto antico continuo e ampiamente attestato. - Nel complesso, la documentazione consente di ricostruire con buona sicurezza il re, il suo regno, il contesto politico, il concilio del 786, l'assassinio del 788 e la sepoltura a Hexham. Molto meno sicure sono invece le informazioni sulla sua vita personale, sulla sua spiritualità, sulle motivazioni precise della congiura e sulle successive vicende delle reliquie.
Fonti e bibliografia essenziale - Anglo-Saxon Chronicle, manoscritto D, Cotton Tiberius B IV, annali relativi al 788/789, per l'assassinio di Ælfwald, la luce celeste e la sepoltura a Hexham. - Swanton, Michael, The Anglo-Saxon Chronicle, London, Phoenix Press, 1996, per l'edizione e la traduzione moderna della cronaca anglosassone. - Symeon of Durham, Historia Regum, in Thomas Arnold (a cura di), Symeonis Monachi Opera Omnia, vol. II, London, Rolls Series, 1885, per la tradizione relativa ad Ælfwald, alla congiura di Sicga e alla sepoltura a Hexham. - Dümmler, Ernst et al. (a cura di), Epistolae Karolini aevi, II, Berlin, Monumenta Germaniae Historica, per la documentazione epistolare dell'età carolingia e i riferimenti a Sicga e alla Northumbria. - Higham, N. J., The Kingdom of Northumbria AD 350-1100, Stroud, Sutton, 1993, per il quadro politico, ecclesiastico e territoriale della Northumbria altomedievale. - Kirby, D. P., The Earliest English Kings, London, Unwin Hyman, 1991, per la ricostruzione della successione dei sovrani anglosassoni e della crisi politica northumbriana dell'VIII secolo. - Williams, Ann, Smyth, Alfred P., Kirby, D. P., A Biographical Dictionary of Dark Age Britain: England, Scotland and Wales c. 500-c. 1050, London, Seaby, 1991, per la ricostruzione prosopografica di Ælfwald e dei principali personaggi della sua epoca. - Yorke, Barbara, The Conversion of Britain: Religion, Politics and Society in Britain, 600-800, London, Longman, 2006, per il rapporto tra istituzioni ecclesiastiche, società e potere politico nell'Inghilterra altomedievale. - Stenton, F. M., Anglo-Saxon England, Oxford, Oxford University Press, 2001, per il quadro generale della storia politica e religiosa dell'Inghilterra anglosassone. - Story, J. E., Charlemagne and Northumbria: The Influence of Francia on Northumbrian Politics in the Later Eighth and Early Ninth Centuries, tesi di dottorato, University of Durham, 1995, per i rapporti tra Northumbria, papato e mondo franco e per l'analisi della documentazione relativa alla missione di Giorgio di Ostia. - Creeke, A. B., “The Regal Sceatta and Styca Series of Northumbria”, British Numismatic Journal, 1, 1903-1904, pp. 65-96, per la monetazione dei sovrani northumbriani e le emissioni attribuite ad Ælfwald. - Metcalf, D. M., Thrymsas and Sceattas in the Ashmolean Museum, Oxford, Oxford, Royal Numismatic Society and Ashmolean Museum, 1993, per lo studio della monetazione anglosassone e northumbriana. - Acta Sanctorum, repertori bollandisti relativi ai santi inglesi, per il problema storico del culto e della tradizione agiografica di Ælfwald. - Testore, Celestino, “Sant' Alfwold”, scheda agiografica tradizionale, per il confronto con la precedente tradizione divulgativa e per l'individuazione delle principali questioni relative al culto, senza assumerne automaticamente le informazioni come documentazione indipendente.
Autore: Giampietro Cattini
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