San Benedetto di Como

Vescovo

Festa: 3 ottobre

Nascita-morte: VII-VIII secolo

Nascita - morte:
VII-VIII secolo

Festa:
3 ottobre

Etimologia:
Dal latino Benedictus, participio di benedicere, 'benedire', con il significato di 'benedetto', 'colui che è benedetto'.

Categoria: I santi che iniziano con la lettera B

Calendario: I santi del 3 ottobre

E' ricordato come vescovo della sede lariana e appartiene al gruppo di presuli dell'epoca altomedievale la cui successione episcopale è conservata soprattutto da cataloghi compilati molti secoli dopo gli eventi. La sua collocazione cronologica è pertanto incerta: il catalogo dei vescovi di Como lo pone al ventunesimo posto, immediatamente prima di san Flaviano II e alcune generazioni prima di Adeodato, attestato nel primo quarto dell'VIII secolo. La tradizione storiografica lo colloca generalmente tra la fine del VII e l'inizio dell'VIII secolo. Non sono conosciuti con sicurezza né il luogo e la data della nascita né gli estremi del suo episcopato e della sua morte. Anche la sua vicenda personale è quasi completamente priva di notizie narrative. La memoria liturgica cade il 3 ottobre. La venerazione di Benedetto si sviluppò in epoca relativamente tarda rispetto alla sua presunta epoca di vita e si collegò alla memoria dei vescovi santi della Chiesa comasca. La tradizione lo considera sepolto nella chiesa dei Santi Apostoli, l'attuale basilica di Sant'Abbondio.

Biografia

A cura di Giampietro Cattini

Benedetto compare nella successione degli antichi vescovi di Como con il nome di Benedetto I. Il principale problema storico consiste nel fatto che il catalogo episcopale comasco, per la parte relativa all'alto Medioevo, conserva numerosi nomi che non sono confermati da documenti contemporanei. La cronotassi antica fu ricostruita nel XVI secolo da Benedetto Giovio, che utilizzò una precedente serie episcopale dei vescovi comaschi. Il catalogo, composto da Giovio nel 1532 e pubblicato a Venezia nel 1629, colloca Benedetto al ventunesimo posto della successione episcopale.
Benedetto precede nella lista san Flaviano II e il vescovo Adeodato. Quest'ultimo è generalmente collocato nel primo quarto dell'VIII secolo e la sua attività è collegata all'anno 721. Se la successione conservata dal catalogo riflette effettivamente l'ordine storico dei vescovi, Benedetto deve essere collocato nella parte finale del VII secolo oppure all'inizio dell'VIII. Si tratta tuttavia di una deduzione cronologica, non di una datazione direttamente attestata da documenti relativi a Benedetto.
Non sono conosciuti il luogo di nascita, la famiglia di origine, la formazione e le circostanze che precedettero la sua elezione alla sede episcopale di Como. Non risultano episodi biografici sufficientemente antichi e indipendenti da permettere una ricostruzione della sua attività pastorale.

La successione episcopale
La posizione di Benedetto nella cronotassi è significativa perché appartiene alla fase nella quale la documentazione sulla diocesi di Como diventa particolarmente lacunosa. La serie dei vescovi anteriori all'VIII secolo comprende numerosi personaggi conosciuti quasi esclusivamente attraverso la tradizione della cronotassi locale. Le fonti documentarie contemporanee attestano soltanto alcuni dei presuli ricordati dal catalogo.
Gli estremi dell'episcopato attribuiti a Benedetto da Ferdinando Ughelli non risultano sostenuti da prove sufficienti. La tradizione moderna ha pertanto mantenuto una datazione generica al VII-VIII secolo, evitando di fissare arbitrariamente gli anni dell'episcopato.
Anche l'ordine preciso tra Benedetto e i vescovi immediatamente successivi deve essere considerato con prudenza. Il catalogo comasco costituisce infatti una fonte importante per la memoria della successione episcopale, ma non può essere utilizzato come se fosse una serie documentaria contemporanea agli eventi.

La morte e la sepoltura
Non è conosciuta la data della morte di Benedetto. La tradizione lo considera morto a Como e sepolto nella chiesa dei Santi Apostoli, edificio che in seguito assunse la dedicazione a sant'Abbondio e che oggi costituisce la basilica di Sant'Abbondio.
Il collegamento con la basilica deve essere distinto dalla storia dell'edificio. La chiesa paleocristiana fu originariamente dedicata ai santi Pietro e Paolo e soltanto successivamente assunse la dedicazione a sant'Abbondio, il vescovo di Como che vi era stato sepolto. Le fonti storico-architettoniche collocano la fondazione del complesso nel V secolo e attestano l'esistenza della dedicazione ai santi Pietro e Paolo prima dell'età carolingia.
La tradizione relativa alla sepoltura di Benedetto non consente quindi di ricostruire con precisione le circostanze della sua morte né di stabilire con certezza l'identificazione materiale delle sue reliquie.

Il problema della cronotassi comasca
La cronotassi dei vescovi di Como antecedenti all'età carolingia presenta notevoli difficoltà. La serie utilizzata dagli studiosi deriva in larga misura da cataloghi episcopali medievali e dalla loro rielaborazione in epoca moderna. Benedetto Giovio utilizzò nel XVI secolo una precedente serie episcopale, fatta risalire alla raccolta predisposta nel XIV secolo sotto il vescovo Bonifacio Quadri.
La stessa tradizione episcopale comasca conserva per questo periodo numerosi nomi privi di attestazioni contemporanee. Benedetto appartiene precisamente a questa fascia documentaria problematica. La sua esistenza come figura della tradizione episcopale comasca è attestata dalla cronotassi, mentre mancano documenti coevi che permettano di ricostruirne biografia ed episcopato.

La chiesa di San Benedetto a Como
Una tradizione locale ha collegato a Benedetto una chiesa a lui dedicata a Como. L'attribuzione della fondazione al vescovo non è però storicamente sostenibile: la costruzione dell'edificio oggi ricordato con questo titolo risale al XIV secolo, dunque molti secoli dopo l'epoca alla quale viene assegnato Benedetto.
La chiesa di San Benedetto è comunque documentata nella storia urbana di Como. La sua presenza nella pieve di Zezio, nel quartiere di Porta Monastero, è attestata almeno dalla fine del XIII secolo; la parrocchia è documentata anche in epoche successive, fino alla soppressione del 1788.

Curiosità
- Il nome Benedetto corrisponde al latino Benedictus e richiama direttamente il verbo benedicere, 'benedire'.
- Benedetto occupa il ventunesimo posto nel catalogo antico dei vescovi di Como; il successivo san Flaviano II occupa il ventiduesimo e Adeodato il ventitreesimo.
- Gli Acta Sanctorum registrano Benedetto come 'Benedictus, episcopus Comensis' e lo collocano tra i personaggi ricordati nel materiale agiografico relativo alla Chiesa comasca.

Cronologia
- VII-VIII secolo - Benedetto è collocato dalla tradizione episcopale comasca tra i vescovi della sede lariana.
- fine VII secolo-inizio VIII secolo - Periodo generalmente proposto per l'episcopato di Benedetto sulla base della posizione occupata nella successione episcopale e della collocazione cronologica dei vescovi successivi.
- periodo successivo alla morte - La tradizione collega la sua sepoltura alla chiesa dei Santi Apostoli, divenuta in seguito basilica di Sant'Abbondio.
- 1532 - Benedetto Giovio compila il catalogo dei vescovi di Como nel quale Benedetto occupa il ventunesimo posto.
- 1629 - Viene pubblicato a Venezia il catalogo episcopale di Giovio.

Valutazione storico-critica
- Benedetto è identificato dalla tradizione episcopale comasca come vescovo di Como, ma la sua biografia individuale è estremamente povera di testimonianze.
- La collocazione nel VII-VIII secolo deriva soprattutto dalla posizione occupata nel catalogo episcopale comasco e dal confronto con i vescovi successivi. Non sono documentati con certezza né l'anno di nascita né quello della morte né gli estremi dell'episcopato.
- Gli estremi cronologici attribuiti a Benedetto da Ughelli non risultano sostenuti da prove sufficienti.
- Il catalogo episcopale comasco conserva una memoria storica significativa, ma per l'alto Medioevo molti dei nomi riportati non sono confermati dalle fonti coeve.
- La tradizione della sepoltura nella chiesa dei Santi Apostoli, oggi basilica di Sant'Abbondio, appartiene alla storia del culto e della memoria locale, ma non permette di ricostruire le circostanze della morte né di identificare con certezza i resti attribuiti al vescovo.
- L'attribuzione a Benedetto della fondazione della chiesa di San Benedetto a Como non è storicamente sostenibile: l'edificio attuale risale al XIV secolo.
- La memoria liturgica del 3 ottobre è attestata nella tradizione agiografica relativa a Benedetto.
- Non risultano una beatificazione o una canonizzazione formale riferibili a Benedetto. La sua qualificazione come santo appartiene alla tradizione cultuale locale.

Fonti e bibliografia essenziale
- Benedetto Giovio, Novocomensis historiae patriae libri duo, Como, 1532. Il catalogo episcopale elaborato da Giovio costituisce una delle principali fonti per la successione dei vescovi comaschi dell'alto Medioevo.
- Ferdinando Ughelli, Italia sacra sive de episcopis Italiae et insularum adiacentium, vol. V, Venezia, 1720, pp. 255-322. L'opera fornisce gli estremi tradizionalmente attribuiti ai vescovi di Como, compreso Benedetto.
- Acta Sanctorum, materiale relativo ai santi di Como e alla memoria di Benedetto, Benedictus, episcopus Comensis.
- Rodolfo Maiocchi, Storia dei vescovi di Como, Milano, Società Editrice Vita e Pensiero, 1929.
- G. Turazza, La successione dei vescovi di Como dal 379 al 1930, Como, Arti Grafiche Emo Cavalleri, 1930.
- Sistema Informativo Unificato per le Soprintendenze Archivistiche, scheda della Parrocchia di San Benedetto in Como, secoli XVI-XVIII.
- Lombardia Beni Culturali, scheda della basilica di Sant'Abbondio di Como, con la ricostruzione storico-architettonica del complesso e delle sue dedicazioni.

Aggiunto/modificato il 17 settembre 2026