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Giuseppe Cordero Lanza di Montezemolo Martire

Festa: Testimoni

Roma, 26 maggio 1901 – 24 marzo 1944


Appartenente a nobile famiglia piemontese di antiche tradizioni militari, era studente al Politecnico di Torino allorché, non ancora diciottenne, partecipò volontario alla prima guerra mondiale in un battaglione di marcia del 1° reggimento alpini. Ripresi gli studi e conseguita la laurea in ingegneria civile, si dedicò in Genova alla professione. In seguito a concorso venne poi nominato tenente del genio in servizio permanente effettivo e promosso capitano nel 1928, fu insegnante alla Scuola di applicazione. Frequentati i corsi della Scuola di Guerra, fu chiamato nel 1935 allo Stato Maggiore e conseguì la promozione a maggiore a scelta l’anno dopo. Comandò poi un battaglione genio telegrafisti in Spagna dove fu capo di Stato Maggiore di una brigata “Frecce Nere”. Rimpatriato e nominato insegnante aggiunto alla Scuola di Guerra, rientrò nello Stato Maggiore nel 1939 col grado di tenente colonnello e nel giugno 1940 fu chiamato a far parte del Comando Supremo. Distintosi in diverse missioni in Africa Settentrionale e promosso colonnello nel giugno 1943, lasciò il Comando Supremo per assumere il comando dell’11° raggruppamento genio motocorazzato.
Costituitosi il comando della Città aperta in Roma dopo l’armistizio, gli venne affidata la direzione dell’Ufficio affari civili. Da questo momento ebbe inizio la sua fervida attività diretta a riunire le forze disperse e ad organizzarle in una compagine risoluta. I nazifascisti, furibondi, lo cercano dappertutto; mettono su Montezemolo una grossa taglia. Infine riescono a sorprendere il colonnello nella casa del tenente Filippo De Grenet, che è uno dei suoi principali collaboratori. Arrestato con De Grenet, Montezemolo finisce, con il suo subalterno, nel comando della polizia tedesca di via Tasso. I due ufficiali vengono torturati, ma non parlano. Al colonnello vengono strappati ad uno ad uno i denti; poi i carnefici passano alle unghie dei piedi. Nella motivazione della ricompensa al valore è scritto che l’alto ufficiale, "sottoposto alle più inumane torture, manteneva l’assoluto segreto, salvando così l’organizzazione e la vita ai propri collaboratori". Due mesi è durato il calvario di Montezemolo, poi lui e De Grenet finirono trucidati, con altre 333 persone, alle Fosse Ardeatine.
Tecnico di valore, fu autore di numerose pubblicazioni sulla scienza delle costruzioni e collaboratore di riviste e giornali di carattere tecnico.
La Medaglia d'Oro al valor militare gli fu concessa con la seguente motivazione: "Ufficiale superiore dotato di eccezionali qualità morali, intellettuali e di carattere, dopo l’armistizio, fedele al Governo del Re ed al proprio dovere di soldato, organizzava, in zona controllata dai tedeschi, un’efficace resistenza armata contro il tradizionale nemico. Per oltre quattro mesi dirigeva, con fede ed entusiasmo inesauribili, la attività informativa e le organizzazioni patriote della zona romana. Con opera assidua e con sagace tempestività, eludendo l’accanita vigilanza avversaria, forniva al Comando Supremo alleato ed italiano numerose e preziose informazioni operative, manteneva viva e fattiva l’agitazione dei patrioti italiani, preparava animi, volontà e mezzi per il giorno della riscossa, con una attività personale senza soste, tra rischi continui. Arrestato dalla sbirraglia nazi-fascista e sottoposto alle più inumane torture, manteneva l’assoluto segreto circa il movimento da lui creato, perfezionato e diretto, salvando così l’organizzazione e la vita ai propri collaboratori. In occasione di una esecuzione sommaria di rappresaglia nemica, veniva allineato con le vittime designate nelle adiacenze delle catacombe romane e barbaramente trucidato. Chiudeva così, nella luce purissima del martirio, una vita eroicamente, interamente e nobilmente spesa al servizio della Patria." Roma, Catacombe di san Calisto, 24 marzo 1944
Luigi Accattoli lo ha annoverato nella sua opera edita da San Paolo tra i "Nuovi Martiri" italiani del XX secolo.
Il figlio del Generale, Andrea Cordero Lanza di Montezemolo, è stato nominato Cardinale di Santa Romana Chiesa ed oggi è Arciprete dellaa Basilica Papale di San Paolo Fuori le Mura in Roma.

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Aggiunto/modificato il 2009-06-08

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