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Servo di Dio Santo Benigno Rosario Grech (detto Patri Malta) Religioso

Festa: .

Malta, 5 Settembre 1723 - Ciminna, Palermo, 18 Novembre 1793

In Ciminna (Palermo), nella cripta della Chiesa del Ss.mo Salvatore (detta comunemente di San Domenico (ora dentro la chiesa) viene conservato il corpo quasi intatto di un Padre Domenicano (con i suoi abiti sacri), da quasi due secoli, il popolo ciminnese tramanda la “fama di santità” di quel religioso. Comunemente è detto il “Patri Malta”, ma si tratta di P. Santo Benigno Grech O.P. di origine maltese morto in Ciminna nel 1793. Di lui si raccontano cose meravigliose, si parla di grazie e di miracoli ove da oltre 40 anni è incominciato il cammino verso la Beatificazione.


Biografia

P.Santo Benigno Rosario Grech nacque il 5 settembre del 1723 da Vittorio Grech e dalla sua moglie Adreana e fu battezzato nella chiesa parrocchiale di San Lorenzo in Birgu - Malta, “sub conditione” forse perché il neonato, per il pericolo di morte, era stato già battezzato dalla levatrice. Egli apparteneva ad un mobilissimo casato e fu educato alla virtù e al sapere.
A 17 anni troviamo il Grech aspirante all’Ordine Domenicano, ma a Malta nessun convento poteva accettarlo, perché tutti contenevano già il massimo dei religiosi consentito dalle leggi. Fu necessario rivolgersi al convento di Aidone in Sicilia; i padri di Aidone risposero, il 13 maggio1745 che l’avrebbero accettato volentieri pro filio del loro convento. Così, ottenuta licenza dal P. Giuseppe Pizzuto , Provinciale di Sicilia; ( 22 Settembre 1745 ), il Vicario Provinciale di Malta lo ammise all’abito domenicano. La vestizione avvenne, il 1° dicembre 1745, nel Convento di S. Maria della Grotta, in Rabato per le mani di quel priore P. Serafino Portelli, fungendo da testimoni il Maestro dei Novizi P. Tommaso Muscat e il Sottomaestro P. Domenico Genovese.
Emessi i voti il Grech fu inviato in Sicilia a compiere gli studi ecclesiastici: ha dapprima visitato il convento di Aidone per farsi conoscere dai confratelli che l’avevano accolto come membro di quella comunità. Poi pare che si trasferisse a Palermo, in Santa Zita o in San Domenico, compiendovi, tra il 1747 e 1751, gli studi filosofici e, in parte almeno quelli teologici. Egli avrebbe dovuto compiere l’ultimo anno di studio formale in preparazione al lettorato nel convento di S. Zita ma, forse ragioni di salute, il Rev.mo P. Maestro Generale, che col citato doc. del 22 agosto 1753 lo dispensava <> che esso doveva compiere. Gli esami di lettorato gli ha compiuti invece nel convento di S. Domenico in Palermo, conseguito il lettorato il Grech tra il 1757 e il 1758 ritorna in patria ( Malta ) per cominciare il tirocinio d’insegnamento nel convento di Portosalvo, ove esercita pure l’ufficio di Sacrista maggiore, ma anche, più tardi quello di parroco.
Nel 1778 veniva eletto priore al Convento di dell’Annunziata di Vittoriosa continuando il suo insegnamento a Portosalvo fin dal 1779, da allora il pio religioso non lascerà più la terra Sicula, infatti da Taormina ove è stato eletto Priore passa al Convento di S. Zita a Palermo.
Da Palermo per interessamento del ciminnese P. Baccelliere Vincenzo Brancato viene inviato a Ciminna, e a Ciminna il P. Grech resterà circa dieci anni fino alla morte. Il buon Padre continua il suo insegnamento e viene eletto più tardi anche Priore del Convento SS.mo Salvatore, infatti tra i domenicani di quel convento erano sorti gravi problemi tanto da provocare delle Autorità. Per ovviare a questo increscioso provvedimento i Superiori della Provincia e gli stessi religiosi ciminnesi designarono come loro superiore il P. Grech, che godeva molta stima e autorità nell’ambiente secolare. L’opera del p. Santo nel ristabilire la concordia tra i confratelli ebbe esito felice a tal punto che ultimato il triennio come Priore del convento il Capitano, i Giurati e il Sindaco di Ciminna andarono fin alla Capitolo della Provincia Meridionale per chiedere che il P.Grech fosse stato riconfermato di nuovo Superiore del convento ma il Capitolo, per la sopravvenuta morte del p. Grech nominò priore P. Ludovico Gargano.
Riguardante la morte del Grech non si sapeva con certezza la sua morte che era sta collocata tra il maggio o giugno del 1793, ma l’autore dell’iscrizione apposta all’antico quadro del Grech ci informa in modo perentorio che egli è morto il 18 novembre del 1793.

Le Virtù Eroiche

La tradizione è unanime e si compia in queste parole: il P.Grech era un “Santo”, né documenti storici e le testimonianze coeve sono discordi da queste voce anonima di popolo. Ubbidientissimo fu ai Superiori comandi, rassegnato alle divine disposizioni; osservantissimo delle regole e costituzioni, la sua dottrina pareva ispirata, prodigioso nei fatti e la sua parola miracolosa nella predicazione instancabile nelle fatiche della cristiana pietà.. Le sue passeggiate furono nelle aperte campagne e solitario; ma sempre stava con la mente elevata a Dio. La sua conversazione per lo più si ristringeva a giochi puerili cogli innocenti e cogli uccelli e con le colombe quasi a confondere la sua semplicità con quella di essi. Qualche volta, si racconta che li rimproverava dicendo di aver mangiato troppo e lo stesso lo faceva cogli uccelli che gli venivano fino in cella. Andando nelle pubbliche vie, raccoglieva le spighe le stropicciava, e poi chiamandoli essi veniva a magiare nella sua mano.
Vestiva in carne di ruvidissima lana e si crede probabilmente che tenne i cilizi, che però dopo la sua morte non si trovarono più; non lavò mai il suo vestito né l’abito, quale portò sempre il medesimo, e nonostante era pulito fino alla sua morte, ma più ore al giorno e della notte stava a piedi del Tabernacolo del SS.mo Sacramento e del Crocifisso Signore e di Maria SS.ma del Rosario orando fervorosamente; di fatti eroici e miracolosi ce ne tanto da raccontare uno di questi è stato sicuramente la cosiddetta “Bilocazione” ( trovarsi in due posti contemporaneamente infatti i ciminnesi racconta che il P.Santo era stato invitato in due famiglie diverse e il P. Santo si presentò contemporaneamente il giorno dopo si videro e si raccontarono che il P. Santo era sta a casa loro e tutti e due restarono molto meravigliati di questo avvenimento, un altro prodigioso evento molto importante fu durante il suo trapasso quando le campane del convento suonarono da sole a “Martorio”.
I Ciminnesi vanno santamente orgogliosi di possedere i resti mortali di un così illustre religioso, Dio stesso ci ha affidato questo inestimabile tesoro e i fedeli del luogo fanno voti affinché venga riconosciuto questo nuovo celeste Patrono.


Fonte:
dal Manoscritto di Frà Matteo Coniglione O.P.

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Aggiunto/modificato il 2009-10-10

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