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Pietro Cifone Laico

Festa: Testimoni

28 aprile 1894 - 19 giugno 1984


Nasce a Rocchetta e Croce il 28 Aprile del 1894. E’ il terzogenito dei cinque figli di Francesco e Luigia Palmieri, umili e modesti contadini. Riceve un’educazione forte caratterizzata dal valore della famiglia, dalla laboriosità, dal senso del sacrificio e dall’attenzione ad ogni urgenza di carità. Da giovane, come tanti suoi coetanei,  è credente ma poco praticante. Sarà nel 1913 l’incontro con don Carlo Zona, giovane parroco del paese, ad aprire per lui un nuovo e luminoso capitolo della sua vita. Si lascia contagiare dal suo entusiasmo, dalla sua grande fede e dalla sua generosità verso tutti e la sua vita cambia radicalmente. L’anno seguente è chiamato alle armi e incorporato al III Reggimento di Fortezza con deposito a Gaeta. Il 20 Agosto del 1915 è inviato sul fronte di Gorizia, Carso e Piave e il 10 Gennaio del 1916 viene aggregato alla 77ma Brigata dei Bombardieri. Si fa notare subito dai superiori per l’intraprendenza e il coraggio nonché per il suo spiccato senso del dovere e l’amor patrio, noncurante del pericolo e sempre disponibile nell’aiutare i suoi compagni e perciò viene promosso Caporal Maggiore. Ripete spesso, specialmente nei momenti difficili o quando vede cadere i suoi soldati sotto i colpi delle granate: “Ho sentito la mano di Dio su di me e ho confidato in lui”. Vede in quegli uomini dei compagni e dei fratelli da sorvegliare ed accudire amorevolmente e cerca in tutti i modi di accontentarli. Un giorno, mentre infuriano i bombardamenti e scarseggiano perciò le provviste e i generi di conforto i suoi compagni vogliono fumare ma nessuno ha il coraggio di uscire allo scoperto. Pietro, senza pensarci due volte esce in cerca di tabacco. Ritorna poco dopo e si ferma al riparo di un grande sasso poco distante dalla trincea a dividere le sigarette al fine di evitare malcontenti o litigi, quando all’improvviso una granata colpisce il ricovero ed è la fine per tutti i suoi soldati. Questo fatto segna in modo indelebile la sua vita: è quella mano di Dio, provvidente e amorevole, a tenerlo al riparo da ogni pericolo. Dio ha altri e nuovi progetti per lui. Lo spirito patriottico Pietro non lo lascerà mai, anzi lo conserva fino alla fine della vita. Questi fatti sono tramandati ai figli e colorano le storie che racconta ai nipotini. Ogni anno, anche quando le forze vengono a mancargli, è solito ritornare il 4 Novembre al Sacrario di Re di Puglia per ricordare quei valorosi e fedeli compagni.
Ritornato a casa riprende la vita di sempre ma con una presenza in più. Infatti ritorna a Rocchetta anche il suo amico sacerdote don Carlo, arruolato come cappellano nella X Sanità di Napoli e poi mandato al confine dove resterà fino al febbraio del 1919. In lui Pietro trova il maestro, il consigliere e l’amico. Ama intrattenersi con lui ore ed ore e a volte fino a tarda sera. Parlano, condividono le dure giornate di lavoro nei campi e della vita pastorale e cullano progetti per i ragazzi e i giovani del paese. Propongono il cammino di Azione Cattolica e la risposta è immediatamente positiva: tutti i ragazzi e i giovani del paese vi aderiscono e Pietro ricopre l’incarico di presidente. All’Azione Cattolica dona davvero tutto se stesso e sovente lascia tutto per partecipare alle varie assemblee o per raggiungere Roma e prendere parte ai convegni e agli esercizi spirituali. Aderisce con i suoi giovani ad ogni sorta di iniziativa diocesana e nazionale. Questi si distinguono sempre e ovunque per disciplina e cultura religiosa: partecipano alle gare di catechismo regionali e nazionali e conquistano tre volte il gagliardetto. Insieme a don Carlo tutte le domeniche tiene il “circolo” dove non manca la catechesi e la preghiera.
Nel Novembre del 1921 sposa Maria Laurenza dalla quale avrà dieci figli: una vera e propria benedizione. E’ tutto preso dal lavoro con tante bocche da sfamare ma nonostante non trascura i suoi impegni cristiani e i giovani del circolo. La famiglia è per lui una vocazione e si sente chiamato da Dio a donarsi senza sosta e misura. E’ un padre amorevole ed esemplare, autorevole ma non autoritario. Si dedica all’educazione dei figli con passione e inculca in tutti i valori della fede, della famiglia, del lavoro e della giustizia. Infonde il segreto della preghiera ed è luminoso per tutti il suo esempio. La sera non si va a letto senza aver prima recitato il Rosario e spesso, intorno al fuoco, con il piccolo di turno sulle ginocchia legge passi del Vangelo o la vita dei santi e specialmente quella di S. Domenico Savio. Partecipa con tutta la famiglia alla prima Messa domenicale e non tralascia mai la pratica dei primi Venerdì del mese. A sera, nonostante esausto per il duro lavoro nei campi, mentre tutti dormono, si inginocchia ai piedi del letto e prega silenziosamente.
La porta della sua casa è sempre aperta e tutti per lui sono importanti per dignità e valore. Accoglie tutti con gioia e per tutti ha una parola benevola o di conforto. Il suo calesse è sempre in moto per accompagnare gratuitamente i malati dal medico, i compaesani alla stazione o semplicemente a fare compere. Molti bisognosi bussano alla sua porta e nessuno va via senza aver mangiato e preso qualcosa anche per il resto della famiglia.
Intanto inizia la Seconda Guerra Mondiale e trascorre ore e ore del giorno a fare da sentinella per capire la traiettoria delle granate in modo da proteggere la sua famiglia. Nessuna bomba cadrà sulla sua casa. Si dà da fare per gli sfollati, li accoglie nella sua casa e condivide con loro quanto ha. Adotta per quaranta giorni 7 soldati disertori, li nasconde in una grotta lungo il ruscello che lambisce la sua casa e noncurante delle bombe, con lo stesso impavido coraggio di soldato, porta loro cibo e vestiario.
Forte è la sua devozione alla Beata Vergine Maria tanto che nel 1954, con il parroco don Arcangelo Mercone, si improvvisa a Muratore e con il resto della comunità edifica una cappella dedicata alla Madonna ancora oggi meta di numerosi pellegrini.
Muore il 19 Giugno del 1984. Tutti lo ricordano per il suo esempio di fede, umiltà e di carità operosa.


Fonte:
www.azionecattolica.it

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Aggiunto/modificato il 2010-04-20

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