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Suor Elisabetta Franchi

Festa: Testimoni

12 febbraio 1934 - 22 luglio 1961


“Il Signore è il mio Pastore, non manco di nulla”

Speranza, è il nome che, al fonte battesimale, viene dato ad Elisabetta nel febbraio del 1934. Speranza, forse perché è la virtù dei tempi difficili, specialmente per chi lavora la terra per trarne il necessario sostentamento. Ma anche per chi, guardando allo svolgersi della storia, vi riconosce i segni della cura amorevole di Dio Padre, che ha tanto amato il mondo da donare a noi il suo Figlio, Gesù, il bel Pastore.
Speranza, divenuta sr Elisabetta con la professione religiosa, esprime, nei gesti e nel sorriso, nella gratuità della sua vita donata, la bontà e la mitezza proprie di chi si prende cura degli altri, dimenticando se stessa.

L’ambiente di vita
 
“Su pascoli erbosi mi fa riposare”

Il 6 maggio 1933, Anna Maria Cisorio e Giuseppe Franchi si sposano a Belfiore d’Adige e vanno ad abitare a Gargagnago (VR), dove trovano una buona terra da coltivare.
 Gli abitanti del piccolo borgo sono persone semplici e laboriose, che vivono di poche cose e di fiducioso abbandono nella Provvidenza. Hanno imparato a trarre dalla fede e dal lavoro nei campi il nutrimento per vivere e crescere serenamente.
La parrocchia, dedicata a Maria, Madre di Misericordia, è lo spazio vitale per vivere la fede e la carità cristiana. Sotto lo sguardo di Maria si può accogliere e amare la vita, anche nella sua durezza, e si apprende la sapienza e la bellezza del quotidiano.
Speranza è il primo frutto dell’amore di Anna Maria e di Giuseppe. Nasce il 12 febbraio 1934, cresce, semplice e gioiosa, insieme ai tre fratelli e alle due sorelle che potranno godere della sua cura di sorella maggiore.
Fin da piccola gusta la preghiera, accompagnando la mamma a Messa, ma anche trovando qualche angolino della casa in cui fermarsi a “pensare a Dio”.
Da ragazza, frequentando l’Azione Cattolica, si prende cura delle Piccolissime, conquistate dalla sua bontà e dal suo sorriso.

La chiamata...
 
“Ad acque tranquille mi conduce, mi guida per il giusto cammino”

Il Pastore Gesù l’attira con la sua bellezza, la seduce con la sua bontà e Speranza arde dal desiderio di essere tutta sua e comincia a sognare una vita con Lui. Così un giorno sente dire che due amiche sono entrate tra le Pastorelle. Un nome che l’incuriosisce: Che suore sono? Si dedicano alla cura pastorale in collaborazione con i Pastori della Chiesa. Sono state fondate nel 1938 dal Beato Giacomo Alberione.
Sono di Gesù buon Pastore, per questo possono rendere viva la Sua presenza in mezzo al popolo cristiano.
Speranza, che da tempo prega per avere luce dal Signore, intuisce che questa è la sua vocazione e il 17 marzo 1954 entra tra le Pastorelle, ad Albano Laziale.

... e la risposta

“Tu sei con me! Il tuo bastone e il tuo vincastro mi danno sicurezza”

Il 3 settembre 1957 Speranza riceve un nome nuovo: Elisabetta, legandosi al Signore con la professione religiosa. Lei, così solare e aperta al sorriso riceve la missione di comunicare la gioia messianica che lo Spirito suscita nel cuore della Madre del Signore.
Gioia da comunicare a tutti coloro che gli saranno affidati nella parrocchia in cui viene inviata, S. Maria Maddalena, di Corbola (Ro).

Un nuovo SÌ
 
“Se anche dovessi camminare per una valle oscura, non temo alcun male…”

Per quattro anni Elisabetta si dedica ai più piccoli, alle loro famiglie, ai giovani in cerca di sogni da realizzare. Per tutti c’è ascolto, accoglienza, un sorriso, una parola essenziale e sapiente: è la primavera della sua vita religiosa. Una primavera piena di promesse e di speranze!
Nella primavera del 1961, Elisabetta riceve una nuova chiamata: portare presto a compimento il dono della sua vita, seguire il Pastore nella sua Pasqua. Nel suo giovane corpo si è insediato, silenziosamente ma inesorabilmente, un tumore addominale. Quando viene fatta la diagnosi le rimangono pochi giorni di vita. Elisabetta l’accoglie senza sorpresa, quasi come per un appuntamento atteso, e manifesta così piena disponibilità a donare tutto quanto le viene chiesto, tutta la vita.
 
L'incontro
 
“Mi prepari una mensa, il mio calice trabocca…”

Si prepara all’incontro con l’Amato, accogliendo anche la sofferenza con il sorriso abituale, sulle sue labbra fiorisce il “grazie” per ogni cosa, l’offerta per le intenzioni che le vengono affidate.
La Madre del Signore le viene incontro, nel momento supremo per condurla alle nozze, il 22 luglio, giorno in cui la Chiesa fa memoria di S. Maria Maddalena, colei che per prima ha visto il Signore Risorto.

Il suo messaggio spirituale
 
“Dio ama chi dona con gioia” (2 Cor 9:7)

La vita di sr Elisabetta è stata solo questo: un dono d’Amore a Cristo e al suo corpo che è la Chiesa. Un dono totale compiuto nella gioia dello Spirito. Un dono fedele in risposta alla fedeltà di Dio:
- In famiglia: aiutando fin da piccola nei lavori di casa, nell’accudire ai fratelli, nello studio.
- Nella comunità parrocchiale d’origine: con la partecipazione diligente, puntuale alle celebrazioni, la collaborazione alla formazione nella catechesi e nell’Azione Cattolica.
- In Congregazione: nell’accogliere con semplicità ed umiltà la formazione; nel compiere bene gli impegni a lei  assegnati; nell’amore alla preghiera e al sacrificio.
- Nella Chiesa locale: educando con gratuità e gioia i piccoli della scuola materna, formando i ragazzi con l’esempio e la catechesi, visitando i malati, le famiglie.
- Nella malattia: accogliendo con pazienza e serenità la sofferenza, l’aggravarsi del male, disponendosi alla grande obbedienza della morte, nella fiducia dell’incontro con il bel Pastore Gesù.
 
PREGHIERA PER INVOCARE GRAZIE
PER INTERCESSIONE DI Sr. ELISABETTA

 
Trinità Santissima, Ti benediciamo
per i doni di grazia
concessi a sr Elisabetta Franchi.
Nella tua bontà l’hai chiamata
alla sequela di Cristo buon Pastore
tra le Suore Pastorelle.
La sua breve vita è per tutti esempio
di totale dedizione a Dio e di
amorevole cura dei bambini e dei malati.
Per sua intercessione
Ti chiediamo di custodire con amore
i piccoli che sono tra noi e di accogliere
con fede tutto il volere di Dio e il mistero
della sofferenza quando tocca la nostra vita.
Concedi la grazia
che invochiamo con fiducia …
Amen!

Pater, Ave, gloria

Con approvazione ecclesiastica. Verona, 22 gennaio 2008
Mons. Giuseppe Pellegrini – Vicario Generale di Verona


Fonte:
www.pastorelle.org

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Aggiunto/modificato il 2010-09-01

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