|
>>> Visualizza la Scheda del Gruppo cui appartiene
Ceánuri, Vizcaya, Paesi Baschi, Spagna, 15 luglio 1893 - Azuaga, Badajoz, Estremadura, Spagna, 22 settembre 1936
Felice Echevarria Goriostiaga fu un sacerdote dell'Ordine dei Frati Minori, originario di Ceánuri, nel territorio basco, che svolse gran parte del suo ministero nell'insegnamento, nella formazione dei giovani e nella pastorale francescana. Entrato ancora adolescente nel collegio serafico di Chipiona, fu ordinato sacerdote nel 1916 e ricoprì successivamente incarichi di insegnante, rettore, vicario e superiore. Nel 1933 cercò di raggiungere una terra di missione, ma una grave malattia gli impedì di proseguire il progetto. Tornato in Spagna, nel dicembre dello stesso anno fu nominato guardiano del convento francescano di Fuente Obejuna, dove si trovava allo scoppio della persecuzione religiosa del 1936. Arrestato con gli altri religiosi della comunità, fu trasferito nella prigione di Azuaga. La Santa Sede ha riconosciuto come martirio la morte sua e dei sei compagni, avvenuta tra il 21 e il 22 settembre 1936. La causa di beatificazione, iniziata nel 1964, si concluse con il decreto sul martirio promulgato nel 2006 e con la beatificazione celebrata da Benedetto XVI nel 2007. La sua memoria liturgica ufficiale con il Gruppo è il 6 novembre.
|
Felice Echevarria Goriostiaga nacque a Ceánuri, nella provincia di Vizcaya, il 15 luglio 1893. Era il maggiore di sei figli di Atanasio Echevarria e Teodora Goriostiaga. La famiglia ebbe una particolare presenza francescana: oltre a Felice, anche i fratelli Luis e Augustin intrapresero la vita religiosa come missionari francescani. La documentazione disponibile conferma soprattutto questo dato familiare e il successivo itinerario religioso di Felice, mentre le descrizioni tradizionali della sua prima infanzia, frequenti nelle biografie devozionali, vanno considerate con maggiore prudenza. A undici anni entrò nel collegio serafico di Chipiona, nella provincia di Cadice, dove compì gli studi umanistici e iniziò la formazione francescana. Il 5 settembre 1908 vestì l'abito dell'Ordine e il 6 settembre 1909 emise la professione semplice. Proseguì quindi gli studi filosofici e teologici e il 7 settembre 1912 pronunciò la professione solenne. Il percorso formativo si concluse con l'ordinazione sacerdotale, ricevuta il 16 luglio 1916 nella chiesa di Santa Maria della Regla a Chipiona da monsignor Francisco Cervera, vicario apostolico del Marocco. Questi dati sono attestati sia dalla documentazione della causa di beatificazione sia dalle fonti francescane.
Insegnante e formatore Dopo l'ordinazione, Echevarria fu destinato dapprima alle fraternità di Vélez-Málaga e, nel 1918, a Lebrija. Nel capitolo provinciale celebrato a Chipiona nell'aprile 1919 ricevette diversi incarichi presso il collegio serafico: fu rettore e professore, oltre a occuparsi dell'organo e del canto nel santuario di Nostra Signora della Regla. Nel 1921 passò a Estepa, ma l'anno seguente tornò a Chipiona come vicario del collegio. Qui assunse anche la direzione del Terz'Ordine francescano, delle scuole domenicali e della Pia Unione di Sant'Antonio. Dal 1922 al 1926 insegnò teologia dogmatica; nei corsi successivi si dedicò invece alla letteratura universale e spagnola. La varietà degli incarichi affidatigli mostra il rilievo che la sua provincia religiosa attribuiva alla sua preparazione culturale e alla sua capacità organizzativa.
San Pantaleón de Aras Nel 1930 gli fu affidato un nuovo compito formativo. Il 16 novembre di quell'anno divenne il primo superiore e rettore del collegio di San Pantaleón de Aras, nel territorio di Santander, appena inaugurato dalla provincia francescana. Rimase alla guida dell'istituto fino al luglio 1932 e vi continuò poi per un ulteriore anno come vicario. All'attività educativa affiancò quella pastorale: predicazione, amministrazione dei sacramenti e servizio alla comunità cristiana locale. Le fonti francescane ricordano quindi una figura nella quale l'insegnamento e il governo religioso erano strettamente collegati al ministero sacerdotale.
Il desiderio missionario e il ritorno in Spagna Echevarria nutriva il desiderio di dedicarsi all'attività missionaria. Nel 1933 ottenne di essere destinato al Marocco e partì il 16 settembre. L'esperienza fu però brevissima: una grave e prolungata malattia febbrile, contratta dopo l'arrivo a Tetuán secondo la tradizione francescana, gli impedì di proseguire il servizio missionario e lo costrinse a rientrare in Spagna nel dicembre dello stesso anno. Il 16 dicembre 1933 venne nominato guardiano del convento di Fuente Obejuna, nella provincia di Córdoba. Il nuovo incarico rappresentò l'ultima fase della sua vita. Le fonti ricordano una intensa attività pastorale, comprendente la predicazione, il confessionale e l'assistenza alle associazioni e ai gruppi presenti nella comunità. La documentazione ufficiale della Santa Sede, più sintetica, conferma che fu guardiano del convento e che vi rimase fino alla persecuzione del 1936.
La persecuzione a Fuente Obejuna Nel luglio 1936 la situazione politica e religiosa della Spagna precipitò con l'inizio della guerra civile. La comunità francescana di Fuente Obejuna fu sottoposta a perquisizioni e successivamente privata della libertà. I religiosi vennero inizialmente trattenuti in luoghi di detenzione improvvisati e, il 20 settembre, furono trasferiti insieme a un gruppo di laici ad Azuaga, nella provincia di Badajoz. Qui furono rinchiusi nella prigione locale. La Santa Sede, nel decreto di beatificazione, non presenta la vicenda come una generica morte avvenuta durante la guerra civile, ma individua nella loro morte gli elementi del martirio: i religiosi furono sottoposti a pressioni e violenze perché rinnegassero la fede e si rifiutarono di bestemmiare il nome di Dio. Il riconoscimento ecclesiale del martirio costituisce quindi il fondamento specifico della beatificazione.
La morte ad Azuaga Il primo dei sette religiosi a essere ucciso fu José María Azurmendi, il 21 settembre 1936. Gli altri cinque frati detenuti insieme a lui furono condotti fuori dalla prigione nella notte e uccisi all'alba del 22 settembre nel cimitero di Azuaga. Felice rimase invece ancora nella prigione. Le fonti francescane riportano, sulla base di una testimonianza attribuita a un miliziano, particolari estremamente crudi sulle torture inflitte al guardiano del convento. Tali dettagli fanno parte della documentazione tradizionale utilizzata nella ricostruzione della persecuzione, ma non è necessario trasformare ogni particolare della narrazione agiografica in un dato storico indipendentemente verificato. È invece documentato il punto essenziale: Echevarria fu sottoposto a violenze, rifiutò di rinnegare la fede e morì ad Azuaga il 22 settembre 1936. La Santa Sede ha riconosciuto il carattere martiriale della sua morte. Aveva 43 anni. La tradizione francescana indica in 27 gli anni trascorsi nella vita religiosa e in 20 quelli trascorsi dal momento dell'ordinazione sacerdotale. La sua morte venne immediatamente collegata a quella degli altri sei religiosi della comunità, con i quali è stata successivamente trattata nell'unica causa di beatificazione.
La memoria e le reliquie La memoria dei sette francescani si sviluppò fin dagli anni successivi alla loro morte. I loro resti furono trasferiti da Azuaga a Fuente Obejuna e successivamente conservati presso la chiesa di San Francesco. Le fonti locali ricordano la presenza di una cripta dedicata ai martiri e la venerazione delle loro reliquie. Nel 2007, alla vigilia della beatificazione, i resti furono sottoposti a una nuova procedura di esumazione, studio e trattamento, nell'ambito delle attività connesse alla causa. La storia delle reliquie è significativa perché mostra come la memoria di Echevarria sia rimasta strettamente legata alla comunità di Fuente Obejuna. Anche dopo la beatificazione, la celebrazione locale dei sette martiri ha continuato a essere associata alla chiesa di San Francesco e alla cripta nella quale sono custoditi i resti.
La causa di beatificazione La fama di martirio dei sette religiosi si consolidò nel tempo. Il vescovo di Badajoz diede inizio alla causa di beatificazione nel 1964 attraverso il processo ordinario. La validità giuridica di tale processo fu riconosciuta con decreto del 19 giugno 1992. Nel 2004 i consultori teologi della Congregazione delle Cause dei Santi esaminarono la causa e, il 17 maggio 2005, i cardinali e i vescovi membri della Congregazione riconobbero la morte dei sette Servi di Dio come vero martirio. Benedetto XVI autorizzò la promulgazione del decreto sul martirio il 28 aprile 2006 e stabilì successivamente che la beatificazione fosse celebrata a Roma. Il 28 ottobre 2007, in piazza San Pietro, il cardinale José Saraiva Martins lesse, a nome di Benedetto XVI, le lettere apostoliche con le quali Felice Echevarria Goriostiaga e i sei compagni furono iscritti nell'albo dei beati. La celebrazione faceva parte della grande beatificazione di 498 martiri della persecuzione religiosa del XX secolo in Spagna.
Il martirio come elemento centrale della causa La causa di Felice Echevarria non si fondò sulla ricostruzione di una vita eccezionale sotto il profilo spirituale o intellettuale, ma sulla verifica del martirio. La Santa Sede stabilì che i sette religiosi avevano subito la morte in odio alla fede e dopo essersi rifiutati di rinnegare Dio. Questo spiega anche perché la documentazione ufficiale della beatificazione sia concentrata soprattutto sulle circostanze della persecuzione e della morte.
Un sacerdote con una forte vocazione educativa Un elemento meno evidente nelle sintesi dedicate al martire è la lunga attività di Echevarria come educatore. Prima degli ultimi anni trascorsi a Fuente Obejuna, egli insegnò filosofia e teologia nell'ambito della formazione francescana, fu rettore di collegi, direttore di associazioni e responsabile di istituzioni educative. La sua vicenda non può quindi essere ridotta agli ultimi giorni del 1936: per circa vent'anni di sacerdozio svolse soprattutto un'attività di formazione religiosa e culturale.
Il fallimento del progetto missionario Il desiderio di partire per una missione costituisce un altro elemento caratteristico della sua biografia. Nel 1933 Echevarria riuscì effettivamente a essere destinato al Marocco, ma una grave malattia gli impedì di continuare. La sua esperienza missionaria rimase quindi soltanto un breve episodio, mentre il suo ministero si concluse nella comunità di Fuente Obejuna. La documentazione ufficiale della Santa Sede conferma esplicitamente che desiderava annunciare il Vangelo in terra di missione ma non poté realizzare questo progetto.
Il rapporto con gli altri sei martiri Echevarria è inseparabile, nella memoria ecclesiale e nella causa di beatificazione, dagli altri sei francescani della comunità di Fuente Obejuna: il fratello Luis Echevarria, José Azurmendi Larrínaga, Francisco Carlés González, Antonio Sáez de Ibarra López, Miguel Zarragua Iturrízaga e Simón Miguel Rodríguez. La Santa Sede li ha beatificati insieme e la loro festa è inserita nella memoria dei martiri del XX secolo in Spagna.
Curiosità - Felice era il maggiore di sei fratelli e almeno tre di essi, Felice, Luis e Augustin, entrarono nella vita francescana. - Prima di diventare guardiano a Fuente Obejuna fu insegnante di teologia dogmatica e di letteratura universale e spagnola. - Nel 1930 fu il primo superiore e rettore del collegio francescano di San Pantaleón de Aras. - Il progetto di partire per il Marocco nel 1933 dovette essere abbandonato a causa di una grave malattia. - La sua memoria liturgica ufficiale non coincide con il 22 settembre, giorno del martirio, ma con il 6 novembre, data stabilita per la celebrazione dei martiri del XX secolo in Spagna.
Cronologia - 15 luglio 1893 - Nasce a Ceánuri, nella provincia di Vizcaya. - 1908 - Entra nella formazione francescana e veste l'abito dell'Ordine. - 6 settembre 1909 - Emette la professione semplice. - 7 settembre 1912 - Emette la professione solenne. - 16 luglio 1916 - Viene ordinato sacerdote a Chipiona. - 1919 - Assume la direzione del collegio serafico di Chipiona. - 1922-1926 - Insegna teologia dogmatica a Chipiona. - 1926-1928 - Insegna letteratura universale e spagnola. - 16 novembre 1930 - Diventa primo superiore e rettore del collegio di San Pantaleón de Aras. - 16 settembre 1933 - Parte per il Marocco con l'intenzione di dedicarsi alla missione. - 16 dicembre 1933 - Viene nominato guardiano del convento di Fuente Obejuna. - 20 settembre 1936 - Viene trasferito con i confratelli alla prigione di Azuaga. - 21 settembre 1936 - Viene ucciso José María Azurmendi. - 22 settembre 1936 - Felice Echevarria e gli altri compagni subiscono il martirio ad Azuaga. - 28 aprile 2006 - Viene promulgato il decreto sul martirio. - 28 ottobre 2007 - Felice Echevarria e i sei compagni vengono beatificati a Roma da Benedetto XVI. - 6 novembre - Celebrazione liturgica dei martiri del XX secolo in Spagna.
Valutazione storico-critica - La documentazione relativa all'identità, alla nascita, alla professione religiosa, all'ordinazione sacerdotale e agli incarichi di Felice Echevarria è sufficientemente solida e trova conferma nella documentazione ufficiale della causa di beatificazione. - La sua attività di sacerdote ed educatore è documentata attraverso le fonti francescane e la sintesi biografica utilizzata dalla Santa Sede; risulta quindi possibile ricostruire con una certa precisione il suo itinerario religioso fino al 1936. - Le circostanze essenziali della morte sono storicamente consolidate: arresto, trasferimento ad Azuaga, rifiuto di rinnegare la fede e morte il 22 settembre 1936. Il carattere di vero martirio è stato formalmente riconosciuto dalla Congregazione delle Cause dei Santi. - I particolari più crudi relativi alle torture subite da Echevarria provengono soprattutto dalla tradizione testimoniale e dalle fonti francescane successive. È opportuno distinguerli dal nucleo storico più solido costituito dalla detenzione, dalle violenze e dalla morte per la fede. - La memoria dei sette francescani è documentata anche attraverso la storia delle loro reliquie e del culto locale a Fuente Obejuna. Le informazioni sulla custodia dei resti e sulle successive esumazioni sono però soprattutto di carattere locale e istituzionale. - Il riconoscimento ecclesiale del martirio e la beatificazione del 2007 costituiscono il punto più alto della storia documentata della loro memoria. La celebrazione ufficiale è il 6 novembre, mentre il 22 settembre rimane la data del martirio individuale di Felice.
Fonti e bibliografia essenziale - Benedetto XVI, Litterae Apostolicae. Felici Echevarría Gorostiaga, presbytero professo Ordinis Fratrum Minorum, et VI Sociis Beatorum martyrum honores decernuntur, 28 ottobre 2007, in Acta Apostolicae Sedis, vol. CI, 2009, n. 6, pp. 455-460. È la fonte ufficiale fondamentale per la beatificazione e per il riconoscimento del martirio. - Dicastero delle Cause dei Santi, Félix Echevarría Gorostiaga e 6 compagni, scheda ufficiale della causa di beatificazione. Contiene la sintesi della biografia, le tappe processuali e i dati ufficiali relativi al martirio e alla beatificazione. - Frati Minori - Provincia francescana, Beatos Félix Echevarría y Compañeros Mártires, fonte francescana per la ricostruzione dell'attività pastorale, educativa e conventuale e delle circostanze della persecuzione. - ODISUR - Archidiocesi di Córdoba, Siete franciscanos mártires de Fuente Obejuna (Córdoba), documentazione ecclesiastica relativa alla comunità di Fuente Obejuna, al martirio e alla storia delle reliquie. - Nieto Cumplido, Manuel - Sánchez García, Luis, La persecución religiosa en Córdoba (1931-1939), Córdoba, 1997, pp. 923-947, studio citato nella documentazione storica relativa ai sette francescani di Fuente Obejuna. - Acta Apostolicae Sedis, vol. CI, 2009, n. 6, pp. 455-460, testo ufficiale delle lettere apostoliche di beatificazione.
Autore: Giampietro Cattini
|