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Beato Francesco Carlés Gonzalez Sacerdote francescano, martire

Festa: 22 settembre

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Requeixo, Pontecesures, Pontevedra, Galizia, Spagna, 14 gennaio 1894 - Azuaga, Badajoz, Estremadura, Spagna, 22 settembre 1936

Fu un sacerdote dell’Ordine dei Frati Minori appartenente alla Provincia francescana di Granada. Nato nel 1894 a Requeixo, presso Pontecesures, entrò ancora adolescente nel collegio missionario francescano di Chipiona, dove compì la formazione religiosa e gli studi ecclesiastici. Ordinato sacerdote nel 1917, esercitò dapprima il ministero in Spagna e poi trascorse dodici anni nella Custodia di Terra Santa, prestando servizio a Gerusalemme, Betlemme e Ain Karem e successivamente in Siria, dove studiò l’arabo e svolse il ministero pastorale. Rientrato in Spagna nel 1934, fu destinato nel 1935 al convento di Fuente Obejuna, dove lo sorprese la guerra civile. Arrestato con gli altri religiosi della comunità, fu trasferito nella prigione di Azuaga e, nella notte tra il 21 e il 22 settembre 1936, condotto al cimitero e fucilato insieme ad alcuni compagni. La sua qualifica di martire appartiene al riconoscimento ecclesiale del gruppo dei sette francescani di Fuente Obejuna, beatificati nel 2007. La sua vicenda presenta quindi due aspetti strettamente collegati: una vita sacerdotale segnata dalla lunga esperienza missionaria in Terra Santa e in Siria e la morte violenta subita durante la persecuzione religiosa che accompagnò la guerra civile spagnola.



Francisco Jesús Carlés González nacque il 14 gennaio 1894 a Porto de Arriba, nel luogo di Requeixo, appartenente alla parrocchia di San Xulián di Pontecesures, nella provincia galiziana di Pontevedra. Fu battezzato nello stesso giorno nella cappella di San Julián. Le fonti locali conservano anche i nomi dei genitori, Secundino Carlés Caeiro e Manuela González García, entrambi originari di Requeixo.
La documentazione relativa ai primi anni della sua vita è prevalentemente di carattere locale. È attestato che entrò ancora giovane nell’ambiente della formazione francescana e che, a quindici anni, si trasferì al collegio missionario di Chipiona, in provincia di Cadice, destinato alla preparazione dei religiosi per le missioni di Terra Santa e del Marocco.

La formazione francescana a Chipiona
Il 19 marzo 1909, festa di san Giuseppe, Carlés vestì l’abito francescano a Chipiona. Il 28 marzo 1910 emise la professione semplice e il 12 aprile 1913 quella solenne. Nel medesimo collegio compì gli studi ecclesiastici, seguendo il normale percorso di formazione previsto per i religiosi destinati al sacerdozio.
Ricevette l’ordinazione sacerdotale il 2 giugno 1917 nella cattedrale di Córdoba. L’ordinazione fu conferita dal vescovo Ramón Guillamet y Coma. La sua prima destinazione ministeriale fu il convento francescano di Fuente Obejuna, nella provincia di Córdoba, dove rimase per alcuni anni.

La missione in Terra Santa
Dopo il primo periodo di ministero in Spagna, i superiori lo destinarono alla Custodia di Terra Santa. La documentazione francescana indica il 26 luglio 1922 come data del suo arrivo nella missione; alcune fonti locali riportano invece il 26 giugno dello stesso anno. La prima data è quella riportata dalla fonte francescana più direttamente dedicata ai sette martiri e viene qui preferita.
Durante il primo periodo trascorso in Oriente prestò servizio presso alcuni dei principali luoghi affidati alla Custodia: il Santo Sepolcro di Gerusalemme, Betlemme e Ain Karem. L’esperienza dei Luoghi Santi costituì una parte importante del suo ministero sacerdotale, prima del successivo trasferimento in Siria.

Gli anni in Siria
Carlés fu inviato ad Aleppo per lo studio dell’arabo. La conoscenza della lingua gli consentì di assumere incarichi pastorali in un contesto nel quale la capacità di comunicare direttamente con le popolazioni locali era particolarmente importante. Le fonti francescane ricordano inoltre la sua conoscenza del francese e dell’italiano.
Dopo il periodo di studio ad Aleppo fu nominato coadiutore nella missione di Knaye e successivamente coadiutore ad Aleppo. Nel 1928 ricevette l’incarico di superiore e parroco della nuova residenza di Er-Ram. Rimase in Siria fino al 1931.
Quell’anno tornò nell’area di Gerusalemme come parroco della residenza di San Giovanni in Montana, identificata con Ain Karem. Vi rimase per circa tre anni. Nel complesso, il servizio nella Custodia di Terra Santa durò dodici anni e rappresentò la parte più lunga e caratteristica del suo ministero sacerdotale.

Il ritorno in Spagna
Nel settembre 1934, concluso il periodo di servizio nella Custodia di Terra Santa, Carlés rientrò in Spagna. Il 30 gennaio 1935 arrivò al collegio francescano di Chipiona. Pochi mesi più tardi, nel maggio 1935, fu destinato nuovamente al convento di Fuente Obejuna.
La sua permanenza nella comunità sarebbe stata breve. Il convento ospitava una fraternità della Provincia francescana di Granada e vi si trovavano, oltre a Carlés, altri religiosi che avrebbero condiviso con lui la sorte durante la persecuzione del 1936.

L’arresto e la morte ad Azuaga
Allo scoppio della guerra civile, nel luglio 1936, il convento di Fuente Obejuna fu sottoposto a perquisizioni. Il 27 luglio i francescani furono allontanati dal convento con il pretesto di proteggerli e vennero dapprima trattenuti nelle locali officine telegrafiche e successivamente trasferiti in un edificio adibito a prigione.
Il 20 settembre furono trasferiti ad Azuaga, nella provincia di Badajoz, insieme a numerosi laici. I religiosi furono rinchiusi nella prigione municipale.
Il primo dei sette francescani a essere ucciso fu José María Azurmendi, nel pomeriggio del 21 settembre. Nella notte dello stesso giorno, cinque religiosi, tra cui Francisco Carlés, furono prelevati dalla prigione e condotti al cimitero di Azuaga. Carlés, insieme a Luis Echevarría, Antonio Sáez de Ibarra, Miguel Zarragua e Simón Miguel Rodríguez, fu fucilato nelle prime ore del 22 settembre 1936. Aveva quarantadue anni, ventisei anni di vita religiosa e diciannove di sacerdozio.
Il superiore della comunità, Félix Echevarría, rimase ancora in prigione e fu ucciso successivamente, sempre il 22 settembre. I sette religiosi sono pertanto ricordati insieme come i martiri francescani di Fuente Obejuna.

Le reliquie e la memoria
Dopo la conquista di Fuente Obejuna da parte delle forze nazionaliste, i resti dei sette francescani furono trasferiti il 2 dicembre 1936 dal cimitero di Azuaga al convento di San Francisco di Fuente Obejuna. In seguito furono sottoposti a ricognizione e studio nel quadro delle indagini preparatorie alla causa di beatificazione.
Nel 2007 furono nuovamente esumati e sottoposti alle procedure previste nell’ambito della causa. Le reliquie furono quindi collocate in apposite urne e conservate presso la chiesa di San Francisco di Fuente Obejuna.
Una parte delle reliquie di Francesco Jesús Carlés fu successivamente portata nella sua terra d’origine. La comunità parrocchiale di San Xulián di Pontecesures ne ricevette una reliquia nel 2010, mentre la memoria del beato è rimasta particolarmente legata alla parrocchia nella quale era stato battezzato.

La beatificazione
Francesco Carlés fu beatificato insieme agli altri sei francescani di Fuente Obejuna il 28 ottobre 2007 in Piazza San Pietro, a Roma, nell’ambito della grande celebrazione che portò alla beatificazione di 498 martiri della persecuzione religiosa in Spagna nel XX secolo.
La causa del gruppo fu formalmente indicata nella Lettera apostolica di Benedetto XVI come quella del sacerdote professo dell’Ordine dei Frati Minori Félix Echevarría Gorostiaga e di sei compagni. La stessa Lettera apostolica stabilì la loro iscrizione nel catalogo dei beati. La celebrazione fu presieduta, in nome del Papa, dal cardinale José Saraiva Martins, allora prefetto della Congregazione delle Cause dei Santi.
La beatificazione non fu quindi il risultato di una celebrazione individuale dedicata esclusivamente a Carlés, ma del riconoscimento ecclesiale di un gruppo di martiri appartenenti alla medesima fraternità e vittime della stessa persecuzione.

Un francescano tra Spagna e Medio Oriente
L’aspetto più caratteristico della vicenda di Carlés è la lunga parentesi missionaria compresa tra il 1922 e il 1934. Non si trattò soltanto di una permanenza nei Luoghi Santi: dopo il servizio a Gerusalemme, Betlemme e Ain Karem, il frate fu inviato in Siria e preparato allo studio dell’arabo ad Aleppo. La successiva responsabilità pastorale a Knaye, Aleppo ed Er-Ram mostra come la sua attività fosse inserita nella concreta organizzazione missionaria della Custodia.
La conoscenza dell’arabo, del francese e dell’italiano costituisce uno degli elementi meno comuni della sua biografia e contribuisce a distinguere la sua esperienza da quella di molti altri religiosi appartenenti al gruppo dei martiri di Fuente Obejuna.

I sette francescani di Fuente Obejuna
Francesco Carlés apparteneva a una comunità composta da sette francescani: Félix Echevarría Gorostiaga, José María Azurmendi Mugarza, Luis Echevarría Gorostiaga, Francisco Carlés González, Simón Miguel Rodríguez, Miguel Zarragua Iturrízaga e Antonio Sáez de Ibarra López de Arcaute.
Sei di essi furono uccisi tra la sera del 21 e la mattina del 22 settembre 1936 ad Azuaga; José María Azurmendi era stato assassinato nella prigione il 21 settembre. La memoria liturgica del gruppo è collegata soprattutto al 22 settembre, data nella quale sono ricordati i principali martiri della comunità.

Il culto nella terra d’origine
La memoria di Carlés si è mantenuta in modo particolare a Pontecesures, dove la parrocchia di San Xulián di Requeixo conserva il legame con il luogo della sua nascita e del suo battesimo. La presentazione pubblica di una sua reliquia contribuì a consolidare questo legame tra la memoria locale e quella dell’Ordine francescano.
La presenza della reliquia non deve essere confusa con una prova di particolari fenomeni miracolosi: costituisce soprattutto una testimonianza materiale della continuità della memoria del beato e del suo culto.

Curiosità
    • Carlés ricevette l’abito francescano il 19 marzo 1909, festa di san Giuseppe, a Chipiona.
    • Trascorse dodici anni nella Custodia di Terra Santa, dal 1922 al 1934, alternando il servizio nei Luoghi Santi al ministero in Siria.
    • Durante la permanenza ad Aleppo studiò l’arabo e arrivò a conoscere anche il francese e l’italiano.
    • Fu l’unico dei sette martiri francescani di Fuente Obejuna originario della Galizia.
    • Una reliquia del beato è stata riportata nella sua comunità d’origine di Pontecesures, rafforzando il legame tra la memoria del martire e la parrocchia nella quale era stato battezzato.

Cronologia
    • 14 gennaio 1894: nasce a Porto de Arriba, nel luogo di Requeixo, presso Pontecesures, nella provincia di Pontevedra.
    • 14 gennaio 1894: viene battezzato nella cappella di San Julián di Requeixo.
    • 19 marzo 1909: veste l’abito francescano nel collegio missionario di Chipiona.
    • 28 marzo 1910: emette la professione semplice.
    • 12 aprile 1913: emette la professione solenne.
    • 2 giugno 1917: viene ordinato sacerdote nella cattedrale di Córdoba.
    • 1919 circa: è destinato al convento francescano di Fuente Obejuna.
    • 26 luglio 1922: secondo la fonte francescana, giunge nella Custodia di Terra Santa.
    • 1922-1931: presta servizio nei Luoghi Santi e in Siria.
    • 1928: è nominato superiore e parroco della nuova residenza di Er-Ram.
    • 1931: viene trasferito come parroco a San Giovanni in Montana, presso Ain Karem.
    • Settembre 1934: rientra in Spagna dopo dodici anni di servizio nella Custodia di Terra Santa.
    • 30 gennaio 1935: giunge al collegio francescano di Chipiona.
    • Maggio 1935: viene destinato al convento di Fuente Obejuna.
    • 20 settembre 1936: è trasferito ad Azuaga insieme agli altri francescani e a numerosi laici.
    • 21 settembre 1936: José María Azurmendi viene ucciso nella prigione di Azuaga.
    • 22 settembre 1936: Francesco Carlés e altri quattro francescani vengono fucilati nel cimitero di Azuaga; nello stesso giorno muoiono anche gli altri membri della comunità.
    • 2 dicembre 1936: i resti dei sette francescani vengono trasferiti al convento di Fuente Obejuna.
    • 28 ottobre 2007: Francesco Carlés e i suoi sei compagni vengono beatificati a Roma.
    • 2010: una reliquia del beato viene portata nella parrocchia di San Xulián di Pontecesures.

Valutazione storico-critica
    • La ricostruzione della vita di Francesco Carlés è relativamente ben documentata per quanto riguarda la formazione francescana, l’ordinazione sacerdotale, il servizio nella Custodia di Terra Santa e la morte del 22 settembre 1936. Le principali tappe biografiche sono concordanti nelle fonti francescane e locali.
    • Esiste una discordanza secondaria sulla data di arrivo nella Custodia di Terra Santa: una fonte locale indica il 26 giugno 1922, mentre la fonte francescana dedicata ai sette martiri indica il 26 luglio 1922. Quest’ultima data è stata preferita perché proviene dalla documentazione francescana specificamente dedicata al gruppo.
    • Alcuni dettagli relativi alla famiglia d’origine e alla prima infanzia provengono soprattutto dalla memoria parrocchiale di Pontecesures. Sono utilizzabili come dati di storia locale, ma hanno un peso documentario inferiore rispetto alle attestazioni ecclesiastiche e alla documentazione della famiglia religiosa.
    • La morte ad Azuaga e l’appartenenza di Carlés al gruppo dei sette francescani di Fuente Obejuna sono elementi solidamente attestati. La documentazione relativa alla detenzione e al trasferimento ad Azuaga permette di collocare il suo martirio nel contesto della persecuzione religiosa del 1936.
    • La qualifica di martire non deriva soltanto dalla tradizione devozionale: è stata oggetto del procedimento ecclesiastico conclusosi con la beatificazione del 28 ottobre 2007. Benedetto XVI inserì ufficialmente Félix Echevarría Gorostiaga e i suoi sei compagni nel catalogo dei beati.
    • La data del 22 settembre è legata alla morte di Carlés e degli altri compagni uccisi ad Azuaga. La Lettera apostolica del 2007 stabilì inoltre il 6 novembre come celebrazione comune dei 498 martiri beatificati in quell’occasione nei luoghi e nei modi previsti dal diritto.
    • Non risultano elementi sufficientemente documentati per attribuire a Carlés specifici miracoli, patronati personali o particolari fenomeni soprannaturali. La sua memoria è fondata soprattutto sulla vita sacerdotale e missionaria e sul riconoscimento ecclesiale del martirio.
    • La storia della sua memoria è particolarmente significativa a Pontecesures, dove la conservazione di una reliquia ha consolidato il rapporto tra il beato e la comunità nella quale nacque e fu battezzato.

Fonti e bibliografia essenziale
    • Benedetto XVI, Carta apostólica con la que el Sumo Pontífice Benedicto XVI inscribe en el catálogo de los beatos a 498 siervos de Dios mártires en España, Vaticano, 26 ottobre 2007, con particolare riferimento al gruppo di Félix Echevarría Gorostiaga e sei compagni dell’Ordine dei Frati Minori.
    • Año Cristiano Franciscano, 22 settembre, voce dedicata ai Beati Félix Echevarría e compagni martiri della Provincia francescana di Granada, fonte dell’Ordine dei Frati Minori.
    • Martirologio Romano, voce del 22 settembre e indice dei beati martiri spagnoli del XX secolo.
    • José Saraiva Martins, omelia per la beatificazione dei 498 martiri della persecuzione religiosa nella guerra civile spagnola, Piazza San Pietro, Roma, 28 ottobre 2007.
    • Benedetto XVI, Angelus, Piazza San Pietro, 28 ottobre 2007, intervento successivo alla beatificazione dei 498 martiri spagnoli.
    • Julián Barrio Barrio, documentazione pastorale dell’Arcidiocesi di Santiago de Compostela relativa ai martiri del XX secolo originari dell’arcidiocesi, 2007.
    • Documentazione della parrocchia di San Xulián di Pontecesures relativa a Francisco Jesús Carlés González, alla sua origine, al battesimo e alla successiva conservazione di una reliquia.
    • Documentazione relativa all’esumazione e alla ricognizione dei resti dei sette francescani martiri di Fuente Obejuna, 2007.


Autore:
Giampietro Cattini

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Aggiunto/modificato il 2026-09-11

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