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Yurreta, Biscaglia, Paesi Baschi, Spagna, 11 aprile 1870 - Azuaga, Badajoz, Estremadura, Spagna, 22 settembre 1936
Fu un religioso laico dei Frati Minori, originario della Biscaglia, che trascorse gran parte della sua vita religiosa al servizio delle comunità francescane in Spagna e nelle missioni del Marocco. Nato a Yurreta l’11 aprile 1870 con il nome di León, entrò nel collegio missionario francescano di Chipiona e assunse il nome religioso di Michele. Dopo la professione semplice nel 1890 e quella solenne nel 1893, fu destinato per quasi undici anni alla missione francescana in Marocco, svolgendovi diversi incarichi. Tornato in Spagna, si dedicò anche all’assistenza degli ammalati e nel 1918, durante la grave epidemia influenzale, si distinse per la cura prestata ai contagiati. Dal 1919 visse nella comunità di Fuente Obejuna, dove svolse soprattutto il servizio di sacrestano. Durante la persecuzione religiosa che accompagnò la guerra civile spagnola, fu arrestato insieme agli altri religiosi della comunità e trasferito ad Azuaga. Qui fu ucciso nella notte del 22 settembre 1936. La sua vicenda è documentata soprattutto attraverso gli atti della causa di beatificazione e le fonti relative alla comunità francescana di Fuente Obejuna. La Chiesa lo ha riconosciuto martire della fede e lo ha beatificato nel 2007 insieme agli altri sei francescani della comunità.
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Michele Zarragua Iturrizaga nacque a Yurreta, nella Biscaglia, l’11 aprile 1870. Le fonti francescane riferiscono che al battesimo gli fu imposto il nome di León e che proveniva da una famiglia cattolica. La documentazione ufficiale della Santa Sede conferma il luogo e la data di nascita, mentre le fonti biografiche francescane forniscono ulteriori particolari sulla sua prima formazione. A diciannove anni lasciò la vita secolare ed entrò nel collegio dei missionari francescani di Chipiona, in Andalusia, istituzione collegata alla formazione dei religiosi destinati alle missioni. Nel 1889 ricevette l’abito francescano assumendo il nome di Michele. Dopo il noviziato emise la professione semplice il 7 settembre 1890. La professione solenne è attestata dalla documentazione ufficiale della Santa Sede nel 1893. La sequenza delle date è importante perché alcune pubblicazioni divulgative riportano in modo inesatto il 1895 come anno della professione solenne. La documentazione ufficiale vaticana, invece, indica chiaramente il 1893; il 1895 corrisponde al momento della sua partenza per la missione marocchina secondo le fonti francescane più dettagliate.
Gli anni della missione in Marocco Dopo la professione solenne, Zarragua rimase ancora per un periodo nel collegio di Nostra Signora della Regla a Chipiona. Nel 1895 fu quindi destinato alla missione francescana del Marocco. Vi rimase quasi undici anni, svolgendo diversi servizi nelle case della missione. Non risulta che fosse sacerdote: la documentazione ufficiale lo qualifica come religioso e ricorda genericamente le varie mansioni affidategli in Marocco. Questo aspetto è significativo perché la sua vicenda non è quella di un predicatore o di un ministro ordinato, ma di un frate laico impegnato soprattutto nei servizi quotidiani della vita comunitaria. Nel 1906 rientrò in Spagna e tornò al collegio di Chipiona. Tra il 1911 e il 1915 risiedette nella comunità francescana di Lebrija, per poi ritornare a Chipiona.
L’assistenza agli ammalati Un episodio ricordato con particolare insistenza dalle fonti francescane riguarda l’epidemia influenzale del 1918. A Chipiona Zarragua si dedicò all’assistenza di numerose persone colpite dalla malattia, in un periodo nel quale l’epidemia provocò un elevato numero di vittime in Spagna e in molti altri Paesi. Le fonti che ricordano la sua attività parlano di una particolare abnegazione nell’assistenza agli ammalati. Questo dato appartiene alla memoria biografica trasmessa dalla famiglia francescana e non va trasformato in una ricostruzione più ampia di quanto le fonti consentano. È tuttavia un elemento coerente con il profilo di religioso dedito ai servizi concreti della comunità e all’aiuto del prossimo.
A Fuente Obejuna All’inizio del 1919 Zarragua fu trasferito al convento francescano di Fuente Obejuna, nella provincia di Cordova. Vi rimase fino alla morte. Nella comunità svolse soprattutto il servizio di sacrestano, occupandosi delle incombenze connesse alla vita quotidiana della chiesa e del convento. Le fonti francescane lo ricordano come un religioso umile, disponibile e diligente nei servizi che gli venivano affidati. Proprio la semplicità del suo ministero quotidiano costituisce uno degli elementi caratteristici della sua figura. Nel convento di Fuente Obejuna viveva con altri sei francescani: Félix Echevarría Gorostiaga, superiore della comunità, suo fratello Luis, José María Azurmendi Larrínaga, Francisco Carlés González, Antonio Sáez de Ibarra López e il giovane Simón Miguel Rodríguez. La comunità comprendeva quindi religiosi con esperienze diverse, alcuni sacerdoti e altri fratelli laici.
La persecuzione religiosa Nel luglio 1936, con lo scoppio della guerra civile spagnola, la comunità francescana di Fuente Obejuna fu coinvolta nella persecuzione religiosa che colpì numerosi membri del clero e degli ordini religiosi. I frati furono costretti ad abbandonare il convento e vennero sottoposti a detenzione. Secondo la ricostruzione ufficiale della causa, i sette religiosi furono arrestati e successivamente trasferiti ad Azuaga, nella provincia di Badajoz. La documentazione ecclesiastica che ha sostenuto la causa di beatificazione considera la loro morte nel quadro della persecuzione contro la Chiesa cattolica durante la guerra civile. Per Zarragua, come per gli altri sei compagni, la condizione religiosa ebbe un ruolo determinante nella vicenda che condusse alla morte.
Il trasferimento ad Azuaga Nella notte del 20 settembre i religiosi furono trasferiti da Fuente Obejuna verso Azuaga insieme ad alcuni laici. Furono rinchiusi nella prigione locale. Il primo dei sette a essere ucciso fu José María Azurmendi, nel pomeriggio del 21 settembre. Gli altri religiosi, tra cui Zarragua, furono condotti nella notte verso il cimitero di Azuaga. Le fonti relative alla causa ricordano che i religiosi furono sottoposti a pressioni perché rinnegassero la fede e che rimasero fermi nella loro professione religiosa. La Santa Sede ha riconosciuto la morte dell’intero gruppo come autentico martirio. Zarragua fu ucciso nella notte del 22 settembre 1936. Aveva sessantasei anni ed era il più anziano, o tra i più anziani, dei sette francescani della comunità.
La memoria dei martiri di Fuente Obejuna La memoria dei sette religiosi rimase legata alla comunità di Fuente Obejuna e alla diocesi di Badajoz. La fama di martirio, consolidatasi negli anni successivi alla loro morte, portò all’apertura della causa di beatificazione. Il Processo Ordinario fu celebrato nel 1964 e la validità giuridica degli atti fu riconosciuta con decreto del 19 giugno 1992. Il Congresso Peculiare dei Consultori teologi, il 17 febbraio 2004, e la Sessione Ordinaria dei Cardinali e Vescovi, il 17 maggio 2005, riconobbero il carattere martiriale della loro morte. Il decreto sul martirio fu promulgato il 28 aprile 2006. Il 1° giugno 2007 Benedetto XVI stabilì che la beatificazione sarebbe stata celebrata a Roma il 28 ottobre dello stesso anno.
La beatificazione Il 28 ottobre 2007 Michele Zarragua fu proclamato beato insieme a Félix Echevarría Gorostiaga e agli altri cinque compagni francescani. La celebrazione ebbe luogo a Roma nel contesto della grande beatificazione dei 498 martiri della persecuzione religiosa in Spagna. La documentazione ufficiale della Santa Sede presenta i sette religiosi come membri dell’Ordine dei Frati Minori e riconosce il loro martirio avvenuto tra il 21 e il 22 settembre 1936 ad Azuaga. La memoria liturgica di Michele Zarragua ricorre il 22 settembre.
Un frate ricordato per i servizi quotidiani La figura di Zarragua presenta una caratteristica diversa da quella di molti altri martiri religiosi della guerra civile spagnola. La documentazione ufficiale non lo ricorda per incarichi di governo, attività intellettuale o ministero sacerdotale. La sua identità è quella di un religioso laico, impegnato soprattutto nei servizi necessari alla vita delle comunità francescane. Il servizio di sacrestano svolto per molti anni a Fuente Obejuna rappresenta quindi una parte essenziale della sua biografia. La sua vicenda mostra come, all’interno della comunità francescana, anche mansioni apparentemente semplici costituissero una componente stabile della vita religiosa.
La missione marocchina Gli anni trascorsi in Marocco costituiscono il periodo più lungo della vita religiosa di Zarragua fuori dalla Spagna. La documentazione della Santa Sede parla di diverse mansioni affidategli nella missione marocchina, mentre le fonti francescane ricordano una permanenza di quasi undici anni. Le fonti disponibili non consentono però di ricostruire con sufficiente precisione i singoli luoghi nei quali prestò servizio, né di attribuirgli specifiche attività missionarie. È quindi preferibile non trasformare genericamente la sua presenza in Marocco in una biografia missionaria dettagliata che le fonti non permettono di documentare.
I resti dei sette martiri Dopo la morte, i resti dei sette francescani furono ricondotti a Fuente Obejuna. Nel 2007, alla vigilia della beatificazione, furono riesumati e sottoposti alle procedure previste per l’esame e la conservazione delle reliquie. La vicenda delle reliquie è quindi strettamente collegata alla storia della memoria dei sette martiri nella loro comunità di origine religiosa.
Curiosità • Michele Zarragua ricevette al battesimo il nome di León e assunse il nome di Michele entrando nella vita francescana. • Fu il più anziano dei sette francescani della comunità di Fuente Obejuna, essendo nato nel 1870. • La sua professione religiosa solenne risale al 1893, mentre alcune fonti divulgative hanno erroneamente indicato il 1895. • Trascorse quasi undici anni nella missione francescana del Marocco. • Durante l’epidemia influenzale del 1918 si dedicò all’assistenza degli ammalati a Chipiona. • Per gli ultimi diciassette anni circa della sua vita fu legato alla comunità francescana di Fuente Obejuna, dove svolse il servizio di sacrestano. • Fu beatificato insieme ad altri 497 martiri della persecuzione religiosa in Spagna il 28 ottobre 2007.
Cronologia • 11 aprile 1870 - Nasce a Yurreta, nella Biscaglia, con il nome di León. • 1889 - Riceve l’abito francescano nel collegio di Chipiona e assume il nome religioso di Michele. • 7 settembre 1890 - Emette la professione religiosa semplice. • 1893 - Emette la professione religiosa solenne. • 1895 - Viene destinato alla missione francescana in Marocco. • 1906 - Rientra in Spagna e torna a Chipiona. • 1911-1915 - Risiede nella comunità francescana di Lebrija. • 1918 - A Chipiona presta assistenza agli ammalati durante la grave epidemia influenzale. • Inizio 1919 - Viene trasferito al convento francescano di Fuente Obejuna. • Luglio 1936 - La comunità francescana di Fuente Obejuna viene coinvolta nella persecuzione religiosa. • 20 settembre 1936 - I religiosi vengono trasferiti ad Azuaga e rinchiusi nella prigione locale. • 21 settembre 1936 - Viene ucciso José María Azurmendi. • 22 settembre 1936 - Michele Zarragua e gli altri compagni vengono uccisi ad Azuaga. • 1964 - Viene celebrato il Processo Ordinario della causa di beatificazione. • 19 giugno 1992 - La Santa Sede riconosce la validità giuridica del processo. • 28 aprile 2006 - Viene promulgato il decreto sul martirio. • 28 ottobre 2007 - Michele Zarragua viene beatificato a Roma da Benedetto XVI. • 22 settembre - Memoria liturgica del Beato Michele Zarragua Iturrizaga.
Valutazione storico-critica • La nascita di Michele Zarragua a Yurreta l’11 aprile 1870 e la sua professione religiosa solenne nel 1893 sono dati solidamente documentati dalla documentazione ufficiale della Santa Sede. • La ricostruzione della sua vita religiosa è relativamente ben attestata per le principali tappe: ingresso a Chipiona, professione, permanenza in Marocco, ritorno in Spagna e servizio nella comunità di Fuente Obejuna. • Alcune fonti secondarie presentano date discordanti per la professione solenne. La documentazione vaticana, che costituisce la fonte di riferimento più autorevole per la causa, indica il 1893; questa data è pertanto da preferire. • I dettagli relativi alla sua attività quotidiana in Marocco e alla sua assistenza agli ammalati durante l’epidemia del 1918 derivano soprattutto dalla tradizione biografica francescana e devono essere mantenuti entro i limiti effettivamente attestati dalle fonti. • La morte di Zarragua nel contesto della persecuzione religiosa del 1936 è parte integrante della documentazione processuale. La Chiesa ha riconosciuto ufficialmente il carattere di vero martirio della sua morte. • La storia personale di Zarragua è più documentata per le principali tappe della vita religiosa che per la sua infanzia e per gli anni trascorsi in Marocco. Non sono quindi documentabili, con sufficiente sicurezza, ulteriori particolari biografici non riportati nella scheda. • La memoria di Zarragua è inseparabile da quella dei sette francescani di Fuente Obejuna, ma la sua figura conserva una fisionomia propria: quella di un religioso laico che per molti anni svolse umili servizi comunitari prima di morire durante la persecuzione. • La beatificazione del 2007 non costituisce una semplice conferma di una tradizione devozionale locale: fu preceduta da un processo canonico pluridecennale e dal riconoscimento formale del martirio da parte degli organismi competenti della Santa Sede.
Fonti e bibliografia essenziale • Dicastero delle Cause dei Santi, Félix Echevarría Gorostiaga e 6 compagni, scheda ufficiale della causa e della beatificazione, Città del Vaticano. • Benedetto XVI, Litterae Apostolicae quibus Venerabiles Servi Dei Félix Echevarría Gorostiaga et VI Socii, Ordinis Fratrum Minorum sodales, Beatorum decernuntur, in Acta Apostolicae Sedis, vol. CI, 2009, pp. 455-457. • Dicastero delle Cause dei Santi, Beatificazione, 28-10-2007, documentazione ufficiale della celebrazione dei 498 martiri spagnoli. • Franciscanos.org, Año Cristiano Franciscano, Día 22 de septiembre, sezione dedicata ai Beati Félix Echevarría e compagni, fonte francescana per la memoria biografica e liturgica. • Diocesi di Bilbao, Carta Pastoral del obispo de Bilbao ante las beatificaciones del 28 de octubre, 2007, con riferimento a Michele Zarragua tra i martiri originari della diocesi. • Hispania Mártir, Mediodía del 21 de septiembre, en la cárcel pacense de Azuaga, ricostruzione documentaria della detenzione, del trasferimento ad Azuaga e del martirio dei religiosi di Fuente Obejuna. • ODISUR, Siete franciscanos mártires de Fuente Obejuna (Córdoba), documentazione ecclesiale relativa alla vita religiosa e al martirio del gruppo. • Hagiopedia, Miguel Zarragúa, scheda biografica secondaria utile per il confronto delle diverse tradizioni relative alla formazione, alla missione in Marocco e agli incarichi svolti in Spagna.
Autore: Giampietro Cattini
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