|
|
Newsletter
|
Per ricevere i Santi di oggi inserisci la tua mail:
|
|
E-Mail: [email protected]
|
|
|
Beato Giusto Arevalo Mora Sacerdote e martire
Festa:
19 agosto
|
|
>>> Visualizza la Scheda del Gruppo cui appartiene
Miguelturra, Spagna, 19 giugno 1869 - Valdepeñas, Spagna, 19 agosto 1936
Sacerdote diocesano della diocesi di Ciudad Real, nato a Miguelturra nel 1869 e ordinato presbitero nel 1895. Per oltre quarant'anni esercitò il ministero in diverse comunità della provincia, dedicandosi soprattutto alla pastorale parrocchiale e all'educazione cristiana. Negli ultimi anni fu cappellano del Collegio San José dei Fratelli delle Scuole Cristiane a Santa Cruz de Mudela, dove era conosciuto per il carattere mite, la disponibilità e lo zelo pastorale. Allo scoppio della guerra civile spagnola, nel luglio 1936, la situazione della Chiesa nella provincia di Ciudad Real divenne rapidamente drammatica. Arévalo Mora non abbandonò il luogo del suo ministero. Fu arrestato insieme ad altri sacerdoti e ai Fratelli delle Scuole Cristiane della comunità di Santa Cruz de Mudela. Rinchiuso dapprima nella prigione locale e poi nel pósito, un deposito di cereali trasformato in carcere, subì per giorni umiliazioni e maltrattamenti. Nella notte tra il 18 e il 19 agosto 1936 fu condotto al cimitero di Valdepeñas e ucciso insieme ai sacerdoti Félix González Bustos e Pedro Buitrago Morales e a cinque Fratelli delle Scuole Cristiane. La Chiesa cattolica ha riconosciuto la sua morte come martirio in odio alla fede. Fu beatificato a Roma il 28 ottobre 2007 insieme ad altri 497 martiri della persecuzione religiosa in Spagna.
Etimologia: Dal latino iustus, 'giusto', 'retto', 'conforme alla giustizia'.
Emblema: Abito sacerdotale, crocifisso.
|
Giusto Arévalo Mora nacque a Miguelturra, nella provincia di Ciudad Real, il 19 luglio 1869. La data è attestata dalla documentazione relativa alla causa di beatificazione e dalle pubblicazioni dedicate ai martiri della diocesi di Ciudad Real. Alcune fonti locali riportano erroneamente il 19 febbraio, ma la documentazione agiografica e gli elenchi ufficiali dei martiri indicano il 19 luglio 1869. Fu orientato al sacerdozio e compì la propria formazione ecclesiastica nella diocesi di Ciudad Real. Ricevette l'ordinazione sacerdotale l'8 giugno 1895. Aveva dunque venticinque anni e si avviava a un lungo ministero che si sarebbe protratto per oltre quattro decenni.
Un lungo ministero sacerdotale Nei primi anni di sacerdozio Arévalo Mora esercitò il ministero in diverse località della diocesi. Le fonti ricordano in particolare gli incarichi di coadiutore a Luciana e Guadalmez e successivamente a Torralba de Calatrava. In seguito fu destinato a Santa Cruz de Mudela, dove avrebbe trascorso una parte significativa della sua vita sacerdotale. Il suo ministero si svolse in un'epoca di profonde trasformazioni sociali e politiche della Spagna. Alla pastorale ordinaria nelle parrocchie si aggiunse progressivamente una particolare attenzione all'educazione cristiana, soprattutto attraverso il rapporto con i Fratelli delle Scuole Cristiane. Le testimonianze raccolte durante il procedimento di beatificazione lo descrivono come un sacerdote dal carattere buono, affabile e servizievole. Si tratta di elementi che non devono essere interpretati come semplici formule devozionali: sono coerenti con la memoria lasciata nella comunità di Santa Cruz de Mudela e con le testimonianze utilizzate nel riconoscimento del suo martirio.
Il Collegio San José Arévalo Mora divenne cappellano del Collegio San José, affidato ai Fratelli delle Scuole Cristiane a Santa Cruz de Mudela. La sua presenza mise in relazione il ministero sacerdotale diocesano con l'opera educativa dei religiosi. Il collegio rappresentava una delle realtà cattoliche più significative della località. Vi operava una comunità di cinque Fratelli delle Scuole Cristiane, che sarebbero stati anch'essi uccisi durante la persecuzione del 1936. Successivamente il sacerdote Pedro Buitrago Morales assunse l'incarico di cappellano del collegio, mentre Arévalo Mora rimase legato alla comunità e al ministero sacerdotale locale. Le fonti ricordano la stretta collaborazione tra Arévalo, Buitrago e il parroco Félix González Bustos. La loro vicenda mostra come il martirio di Santa Cruz de Mudela non riguardò un singolo sacerdote isolato, ma un gruppo di ecclesiastici e religiosi che esercitavano insieme il ministero pastorale e l'attività educativa.
La persecuzione religiosa del 1936 L'insurrezione militare del luglio 1936 e la successiva guerra civile provocarono in molte zone della Spagna una violenta persecuzione contro sacerdoti, religiosi e laici cattolici. Nella diocesi di Ciudad Real la persecuzione colpì numerosi membri del clero. A Santa Cruz de Mudela il Collegio San José fu sottoposto a controllo e i Fratelli delle Scuole Cristiane vennero arrestati. I cinque religiosi furono condotti nella prigione locale e successivamente trasferiti nel pósito, trasformato in luogo di detenzione. Anche i sacerdoti furono arrestati. Félix González Bustos e Pedro Buitrago Morales furono condotti in carcere il 3 agosto; Arévalo Mora fu a sua volta privato della libertà e rinchiuso con gli altri. Le fonti relative alla causa ricordano che i detenuti furono sottoposti a minacce, umiliazioni e castighi fisici e psicologici. Non risulta che Arévalo Mora abbia cercato di sottrarsi alla persecuzione abbandonando la comunità. Rimase invece insieme agli altri sacerdoti e religiosi. La sua permanenza in carcere assume quindi un particolare significato nel quadro della causa di beatificazione, che ha riconosciuto nel suo caso gli elementi propri del martirio cristiano.
Il carcere e la testimonianza della fede Le testimonianze sulla detenzione descrivono condizioni particolarmente dure. I sacerdoti e i religiosi vennero esposti a insulti, umiliazioni e maltrattamenti. Una testimonianza raccolta in relazione ai prigionieri racconta che ai detenuti venivano imposti anche lavori umilianti e prove fisiche estenuanti. Per Arévalo Mora, che aveva ormai sessantasette anni, la detenzione rappresentò l'ultimo periodo della sua lunga vita sacerdotale. La documentazione agiografica insiste soprattutto sul suo atteggiamento di fede e di pazienza durante la prigionia. Questo elemento è importante perché il riconoscimento ecclesiale del martirio non si fonda semplicemente sulla morte violenta, ma sulla connessione tra la morte subita e la fede cristiana professata dal candidato. La Chiesa ha pertanto considerato la sua morte non come un episodio genericamente riconducibile alla violenza della guerra civile, ma come una morte inflitta in un contesto di persecuzione religiosa.
Il martirio a Valdepeñas Nella notte tra il 18 e il 19 agosto 1936 gli otto prigionieri furono prelevati dal luogo di detenzione e condotti al cimitero di Valdepeñas. Con Giusto Arévalo Mora furono uccisi i sacerdoti diocesani Félix González Bustos e Pedro Buitrago Morales e cinque Fratelli delle Scuole Cristiane: Agapito León Olalla Aldea, Josafat Roque Corral González, Julio Alfonso Ruiz Peral, Dámaso Luis Martínez Martínez e Ladislao Luis Muñoz Antolín. Arévalo Mora aveva sessantasette anni. La data del martirio viene normalmente registrata come 19 agosto 1936, cioè la data in cui l'esecuzione è collocata nel calendario dei martiri e negli elenchi ecclesiastici. Alcune fonti descrivono invece l'evento come avvenuto nella notte del 18 agosto o tra il 18 e il 19 agosto. Non si tratta necessariamente di una contraddizione: l'azione ebbe inizio nella notte del 18 e si concluse nelle prime ore del 19. La scheda di Santi e Beati e gli elenchi ufficiali dei martiri indicano il 19 agosto. I corpi furono deposti in una fossa comune. In seguito la memoria dei martiri venne mantenuta dalle comunità di origine e dalla diocesi di Ciudad Real.
Il riconoscimento del martirio La causa di beatificazione di Giusto Arévalo Mora fu inserita nel più ampio procedimento relativo ai martiri della persecuzione religiosa spagnola del XX secolo. Il riconoscimento ecclesiale del martirio arrivò nel 2006, quando la Santa Sede autorizzò la promulgazione del decreto relativo a numerosi martiri uccisi durante la guerra civile spagnola. Arévalo Mora figura tra i sacerdoti diocesani riconosciuti martiri. La beatificazione ebbe luogo a Roma il 28 ottobre 2007. In quella celebrazione furono beatificati complessivamente 498 martiri della persecuzione religiosa spagnola. Giusto Arévalo Mora fu così proclamato Beato insieme a Félix González Bustos, Pedro Buitrago Morales e ai cinque Fratelli delle Scuole Cristiane uccisi con loro a Valdepeñas. Il riconoscimento ecclesiale non equivale a una canonizzazione. Giusto Arévalo Mora è pertanto venerato nella Chiesa cattolica come Beato, ma non come santo canonizzato.
Autore: Giampietro Cattini
|
|
|
|
Album Immagini
|