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> Home > Sezione I santi che iniziano con la lettera C > Beato Carlos Jorge (Dalmacio Bellota Perez) Condividi su Facebook

Beato Carlos Jorge (Dalmacio Bellota Perez) Religioso lasalliano, martire

Festa: 7 agosto

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Cucho, Spagna, 10 ottobre 1888 - Boca de Congosto, Spagna, 6/7 agosto 1936

Entrò all'Aspirantato di Bujedo a 12 anni. Vestì l'abito al Noviziato di Bujedo il 2 febbraio 1925. Iniziò il suo apostolato nel Collegio Maravillas, di Madrid, fino a quando fu incendiato nel 1931. Allora fu inviato alla Comunità di Cuevas, ad Almeria. L'anno dopo rientrò a Madrid nella scuola di Chamberi. Con i cambiamenti del 1933 fu destinato a Consuegra, dove lo sorprese la persecuzione religiosa. Arrestato il 21 luglio 1936 insieme ai Fratelli della sua Comunità, fu ucciso nella notte tra il 6 e il 7 agosto in un luogo chiamato "Boca del Congosto", a Los Yébenes, in provincia di Toledo. Fratel Carlos aveva 27 anni. Beatificato il 18 ottobre 2007.

Etimologia: Dal germanico Karl, uomo libero, uomo forte.

Emblema: Abito dei Fratelli delle Scuole Cristiane, palma del martirio, croce, libro o strumenti dell'insegnamento.


Dalmacio Bellota Pérez nacque il 22 novembre 1908 a Capillas, nella provincia di Palencia, in Castiglia e León. Il paese apparteneva a una regione profondamente agricola e tradizionalmente cattolica, nella quale le famiglie consideravano l'istruzione e la pratica religiosa elementi fondamentali della formazione dei giovani.
Le notizie sulla sua infanzia sono scarse, come avviene per molti martiri della Guerra Civile spagnola. Le fonti concordano però nel descriverlo come un ragazzo serio, generoso e dotato di viva sensibilità religiosa. Fin da giovane maturò il desiderio di consacrare la propria vita all'educazione cristiana attraverso l'Istituto fondato da san Giovanni Battista de La Salle.

La vocazione lasalliana
Entrò nel noviziato di Bujedo il 2 febbraio 1925, assumendo il nome religioso di Carlos Jorge.
La formazione lasalliana era particolarmente rigorosa. Oltre alla preparazione spirituale, i futuri Fratelli ricevevano un'approfondita formazione pedagogica, convinti che l'insegnamento costituisse una vera missione ecclesiale.
Carlos Jorge assimilò pienamente questo ideale. La scuola non rappresentava soltanto il luogo dove trasmettere conoscenze, ma l'ambiente nel quale accompagnare la crescita umana e cristiana dei giovani, specialmente dei meno abbienti.

I primi incarichi
Terminato il periodo di formazione, iniziò l'attività educativa presso il prestigioso Collegio Nuestra Señora de las Maravillas di Madrid.
L'ambiente politico della Spagna stava tuttavia cambiando rapidamente. La proclamazione della Seconda Repubblica nel 1931 inaugurò una stagione di forte tensione nei rapporti tra Stato e Chiesa. In diverse città si verificarono incendi di edifici religiosi e numerose opere educative cattoliche subirono attacchi o devastazioni. Anche il collegio nel quale operava Carlos Jorge venne gravemente colpito dagli episodi anticlericali del 1931.
Successivamente fu destinato alla comunità di Cuevas de Almanzora, in Andalusia, dove continuò il ministero educativo, distinguendosi per disponibilità e spirito di servizio.
Nel 1935 venne trasferito alla scuola della Fondación Díaz-Cordovés di Consuegra, nella provincia di Toledo, dove avrebbe vissuto l'ultimo anno della propria vita.

La persecuzione religiosa del 1936
Nel luglio del 1936 il colpo di Stato militare contro la Seconda Repubblica diede inizio alla Guerra Civile spagnola. In vaste aree rimaste sotto il controllo repubblicano, soprattutto nei primi mesi del conflitto, si sviluppò una violenta persecuzione contro il clero, i religiosi e numerosi fedeli laici, identificati come rappresentanti della Chiesa cattolica o ritenuti vicini alle sue istituzioni.
La provincia di Toledo fu tra le zone maggiormente colpite. Chiese, conventi e scuole confessionali vennero requisiti o incendiati; molti sacerdoti e religiosi furono arrestati senza processo. Le comunità lasalliane, dedite principalmente all'insegnamento, non furono risparmiate. I Fratelli delle Scuole Cristiane erano ben conosciuti per il loro servizio educativo e, proprio per questo, divennero facilmente individuabili.
A Consuegra, dove risiedeva la comunità di cui faceva parte fratel Carlos Jorge, il clima si fece rapidamente ostile. Dopo alcuni giorni di crescente tensione, i religiosi furono costretti ad abbandonare la scuola e cercarono rifugio presso persone amiche, nella speranza che la situazione si placasse. Tuttavia vennero presto individuati e arrestati. Le testimonianze raccolte nel processo di beatificazione concordano nel ritenere che l'unica ragione della loro cattura fosse la loro appartenenza all'Istituto lasalliano e la loro identità di religiosi.

L'arresto
Carlos Jorge fu incarcerato insieme ad altri confratelli della comunità di Consuegra. Le fonti descrivono giorni di grande incertezza, durante i quali i prigionieri ignoravano quale sarebbe stato il loro destino.
Pur consapevoli del grave pericolo, i Fratelli mantennero un atteggiamento di serenità. Pregavano insieme, si sostenevano reciprocamente e cercavano di infondere coraggio gli uni agli altri. Nessuna testimonianza riferisce tentativi di rinnegare la propria consacrazione religiosa per ottenere la libertà.
Anche in quelle circostanze Carlos Jorge continuò a vivere con semplicità il proprio ideale lasalliano. La sua fortezza non si manifestò attraverso gesti spettacolari, ma nella tranquilla accettazione degli eventi e nella fedeltà alla propria vocazione.

Il martirio
Nella notte tra il 6 e il 7 agosto 1936, un gruppo di miliziani prelevò i religiosi dal luogo di detenzione. Come avvenne per molti altri martiri della persecuzione spagnola, il trasferimento avvenne senza alcun procedimento giudiziario.
Condotti nei pressi della località di Boca de Congosto, lungo la strada che collega Consuegra e Los Yébenes, i Fratelli vennero fucilati.
Tra essi si trovava anche il ventisettenne fratel Carlos Jorge.
Le indagini storiche e canoniche svolte durante la causa di beatificazione hanno stabilito che l'uccisione fu determinata esclusivamente dall'odio verso la fede cristiana. Nessuno dei religiosi aveva preso parte ad attività politiche o militari, né risultano coinvolti in azioni estranee alla loro missione educativa.
Per questo motivo la Chiesa li riconosce come autentici martiri "in odium fidei".

Il riconoscimento del martirio
Negli anni successivi alla Guerra Civile furono raccolte numerose testimonianze sui religiosi uccisi nelle diverse comunità lasalliane di Spagna.
Il lavoro di ricostruzione storica risultò particolarmente accurato. Furono confrontati documenti civili, testimonianze dirette, registri dell'Istituto e atti processuali, ricostruendo con sufficiente precisione le circostanze della morte di ciascun religioso.
La causa dei martiri appartenenti ai Fratelli delle Scuole Cristiane confluirono nella più ampia causa dei martiri della persecuzione religiosa spagnola del XX secolo.
Il 28 ottobre 2007, durante il pontificato di Benedetto XVI, il cardinale José Saraiva Martins, prefetto della Congregazione delle Cause dei Santi e delegato pontificio, presiedette in piazza San Pietro la solenne celebrazione nella quale furono proclamati beati 498 martiri della Spagna, tra i quali figurava anche il beato Carlos Jorge.
Quella beatificazione rappresentò uno dei più numerosi riconoscimenti collettivi di martiri nella storia della Chiesa contemporanea e sottolineò il valore della testimonianza offerta da sacerdoti, religiosi, religiose e laici appartenenti a differenti diocesi e famiglie religiose.


Autore:
Giampietro Cattini

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Aggiunto/modificato il 2026-07-30

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