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Beato Candido Castan San José Martire
Festa:
24 luglio
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Benifayó, Valencia, Spagna, 5 agosto 1894 - Pozuelo de Alarcon, Spagna, 24 luglio 1936
Non era sacerdote né religioso, ma un laico sposato, padre di famiglia e ferroviere. Uomo profondamente radicato nella fede, era conosciuto a Pozuelo de Alarcón per la sua partecipazione alla vita parrocchiale, la devozione eucaristica e la disponibilità verso il prossimo. Arrestato nei primi giorni della persecuzione anticristiana del luglio 1936, condivise la prigionia con i Missionari Oblati di Maria Immacolata e venne ucciso esclusivamente per la sua appartenenza alla Chiesa cattolica. La sua beatificazione, celebrata nel 2011 insieme a ventidue martiri oblati, ha restituito alla memoria ecclesiale la figura di un fedele laico che trasformò la fedeltà ordinaria al Vangelo nella testimonianza suprema del martirio.
Etimologia: Candido deriva dal latino candidus, 'splendente', 'luminoso', 'puro'.
Emblema: Abiti civili, rosario, palma del martirio.
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Candido Castán San José nacque il 5 agosto 1894 a Benifayó, nella provincia di Valencia. Crebbe in una famiglia cristiana che gli trasmise una solida educazione religiosa. Durante gli anni in cui il padre prestava servizio come capostazione a Miranda de Ebro frequentò il collegio dei Fratelli del Sacro Cuore, dove ricevette una formazione umana e spirituale destinata a segnare tutta la sua vita. Successivamente intraprese studi tecnici nel settore ferroviario, preparandosi a una carriera professionale che avrebbe svolto con competenza e senso del dovere.
Il lavoro e la vita familiare Entrò alle dipendenze della Compagnia delle Ferrovie del Nord della Spagna come impiegato e controllore ferroviario. Si sposò con Francisca Guiral Sorlí, originaria di Benicarló, e dalla loro unione nacquero due figli. La famiglia si stabilì a Pozuelo de Alarcón, nei pressi di Madrid, nella Colonia San José, dove Candido divenne una figura molto conosciuta dagli abitanti del quartiere ferroviario. Pur avendo ricoperto in passato incarichi di carattere sociale, negli anni immediatamente precedenti alla guerra rimase estraneo alla militanza politica. Anche i documenti del comitato rivoluzionario che ne decretò l'esecuzione lo identificarono semplicemente come ferroviere e cattolico praticante.
Un laico profondamente impegnato La caratteristica più significativa della sua vita fu la fede vissuta nella normalità. Partecipava quotidianamente alla vita della Chiesa, visitava ogni sera il Santissimo Sacramento e coltivava una particolare devozione alla Vergine Maria. Pregava abitualmente il Rosario in famiglia, coinvolgendo moglie e figli. Fu tra i principali promotori della costruzione di una cappella dedicata a san Giuseppe nella colonia dove abitava, affinché gli abitanti potessero partecipare più facilmente alla Messa domenicale. Collaborò inoltre con i Gesuiti di Madrid, che contribuirono ad arredare la nuova cappella con suppellettili liturgiche. La sua vita spirituale si esprimeva soprattutto attraverso l'Eucaristia, la preghiera familiare e la testimonianza discreta nel lavoro e nei rapporti quotidiani.
La persecuzione religiosa Nel luglio 1936, allo scoppio della Guerra Civile Spagnola, la situazione precipitò rapidamente anche a Pozuelo de Alarcón. Le milizie rivoluzionarie arrestarono numerosi religiosi, sacerdoti e fedeli laici. Candido fu catturato a causa della sua nota appartenenza alla comunità cattolica e venne rinchiuso nello scolasticato dei Missionari Oblati di Maria Immacolata, trasformato in carcere improvvisato. La documentazione disponibile concorda nel ritenere che la motivazione dell'arresto fosse esclusivamente religiosa.
Il martirio Nella notte tra il 23 e il 24 luglio 1936 Candido venne condotto fuori dal luogo di detenzione insieme a un gruppo di giovani Missionari Oblati. Fu fucilato nei pressi della Casa de Campo, tra Pozuelo de Alarcón e Madrid. Morì condividendo la sorte dei religiosi con i quali aveva trascorso gli ultimi giorni di prigionia. La Chiesa ha riconosciuto la sua morte come autentico martirio in odium fidei, cioè provocato dall'odio verso la fede cristiana.
Il culto Il processo canonico ha ricostruito con accuratezza la sua vita familiare, la sua testimonianza cristiana e le circostanze della morte. Il 17 dicembre 2011, nella cattedrale di Santa María la Real de la Almudena a Madrid, il cardinale Angelo Amato, a nome di papa Benedetto XVI, proclamò beati Candido Castán San José e ventidue Missionari Oblati di Maria Immacolata uccisi durante la persecuzione religiosa del 1936. La memoria liturgica è fissata al 24 luglio.
Rapporti con i Missionari Oblati Pur non appartenendo alla Congregazione dei Missionari Oblati di Maria Immacolata, mantenne con essa un rapporto molto stretto. Frequentava la cappella dello scolasticato oblato di Pozuelo e collaborava con i religiosi nelle attività della comunità. Proprio questa vicinanza gli costò l'arresto insieme agli Oblati e ne fece l'unico laico incluso nel gruppo dei ventitré martiri beatificati nel 2011.
Autore: Giampietro Cattini
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