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Beato Emanuele Basulto Jimenez Vescovo e martire
Festa:
12 agosto
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Adanero, Spagna, 17 maggio 1869 - El Pozo del Tio Raimundo, Spagna, 12 agosto 1936
Entrò nel Seminario conciliare di Ávila nel 1880 e fu ordinato sacerdote nel 1892. Dopo il primo incarico pastorale a Narros del Puerto conseguì la licenza in Teologia a Salamanca e quella in Diritto all'Università di Valladolid. Ricoprì numerosi incarichi pastorali e accademici, distinguendosi come docente, canonico della cattedrale di San Isidro a Madrid e promotore di opere sociali cattoliche. Nominato vescovo di Lugo nel 1910 e poi di Jaén, si dedicò alla formazione del clero, alla catechesi e all'Azione Cattolica. Allo scoppio della guerra civile rifiutò di lasciare la diocesi. Arrestato il 2 agosto 1936, fu condotto a Vallecas, presso Madrid, dove venne fucilato insieme ad altri sacerdoti e laici, offrendo la vita in testimonianza della fede.
Etimologia: Dall'ebraico 'Immānû 'El, cioè 'Dio è con noi'.
Emblema: Abiti vescovili, croce pettorale, pastorale, palma del martirio.
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Manuel Basulto Jiménez nacque il 17 gennaio 1869 ad Adanero, nella provincia di Ávila, in una famiglia profondamente cristiana. Fin da giovane manifestò inclinazione per gli studi ecclesiastici e frequentò il seminario della diocesi di Ávila, distinguendosi per serietà, intelligenza e disciplina. Fu ordinato sacerdote il 15 marzo 1893. Nei primi anni di ministero svolse diversi incarichi pastorali e di insegnamento, acquistando fama di sacerdote equilibrato, colto e dotato di notevoli capacità organizzative.
L'episcopato Il 6 dicembre 1909 san Pio X lo nominò vescovo di Lugo. Ricevette la consacrazione episcopale il 15 gennaio 1910 dal cardinale Antonio Vico. Durante il suo governo pastorale si dedicò soprattutto alla formazione del clero, alla promozione della vita sacramentale e alla cura delle istituzioni educative. Nel 1922 fu trasferito alla diocesi di Jaén, una delle più estese dell'Andalusia. Anche qui si impegnò nel rinnovamento pastorale, nella visita delle parrocchie, nel sostegno alle vocazioni sacerdotali e nella diffusione dell'Azione Cattolica. Era considerato un vescovo vicino ai sacerdoti e molto presente nella vita della diocesi.
La situazione della Spagna Negli anni Trenta la Seconda Repubblica spagnola attraversò un periodo di crescente polarizzazione politica e sociale. In molte regioni aumentarono le tensioni anticlericali, accompagnate dalla distruzione di edifici religiosi, violenze contro sacerdoti e religiosi e limitazioni alla presenza pubblica della Chiesa. Con l'inizio della guerra civile, nel luglio 1936, la persecuzione religiosa si intensificò rapidamente. Numerosi ecclesiastici furono arrestati o uccisi esclusivamente per la loro appartenenza alla Chiesa cattolica.
L'arresto Nei primi giorni della guerra civile molti suggerirono al vescovo di lasciare Jaén. Egli preferì restare accanto al proprio popolo, ritenendo che un pastore non dovesse abbandonare il gregge nel momento del pericolo. Il 2 agosto 1936 fu arrestato insieme al vicario generale don Félix Pérez Portela. Entrambi furono incarcerati e successivamente trasferiti con altri detenuti verso Madrid. Secondo numerose testimonianze, durante la prigionia mantenne grande serenità, incoraggiando i compagni e continuando a pregare.
Il martirio Nella notte tra l'11 e il 12 agosto 1936 il convoglio ferroviario sul quale viaggiavano i prigionieri raggiunse Vallecas, allora nei pressi di Madrid. Il treno sarebbe passato alla storia come il Tren de la Muerte, poiché decine di detenuti vennero fatti scendere e immediatamente fucilati. Tra essi vi erano il vescovo Basulto e il vicario generale Pérez Portela. Morirono professando la propria fede e rifiutando qualsiasi rinnegamento della missione episcopale. Il loro sacrificio fu ricordato fin dall'immediato dopoguerra come una delle pagine più drammatiche della persecuzione religiosa in Spagna.
Il riconoscimento del martirio La fama del loro martirio rimase viva nella diocesi di Jaén per decenni. Conclusa l'istruttoria canonica, la Santa Sede riconobbe ufficialmente che l'uccisione era avvenuta in odium fidei. Il 28 marzo 2013 papa Francesco autorizzò la promulgazione del decreto sul martirio. Il 13 ottobre 2013 Emanuele Basulto Jiménez fu beatificato a Tarragona insieme ad altri numerosi martiri della persecuzione religiosa spagnola del XX secolo.
Autore: Giampietro Cattini
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