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Beato Cecilio Vega Dominguez Suddiacono, religioso e martire

Festa: 24 luglio

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Villamor de Órbigo, Spagna, 8 settembre 1913 - Pozuelo de Alarcon, Spagna, 24 luglio 1936

Beatificato il 17 dicembre 2011.



Dati biografici

Nacque a Villamor de Orbigo, provincia di Leòn e diocesi di Astorga l’8 settembre 1913. I suoi genitori furono Juan e Micaela, umili lavoratori che vivevano del lavoro nei campi. Di buona condotta morale e caritatevoli verso i compaesani. Era una famiglia numerosa,  nove figli, e profondamente cristiana. Cecilio iniziò il noviziato il 14 agosto 1930. Il giorno 15 dell’anno successivo fa la sua prima oblazione e passa a Pozuelo per proseguire gli studi ecclesiastici. Il 23 dicembre 1934 fa la sua oblazione perpetua e prende gli ordini minori (attuali ministeri). Anche lui, come Manuel Gutierrez, dopo due giorni di incertezza, ansia e prepotenze  nel suo stesso convento, viene portato via dalla propria casa la notte del 24 luglio 1936 e fucilato all’alba a Casa de Campo. Aveva 23 anni. Era suddiacono ed era già alle porte del diaconato e del sacerdozio.

Testimonianze

Sua sorella Manuela ci racconta: “avevamo la Sagrada Familia (cappellina portatile) che veniva e che viene tutti i mesi per le case. Recitavamo il Rosario per tutto il tempo e, in estate, quando c’era molto lavoro da fare, nostro padre ci recitava il Rosario della Buona Morte, che era più breve. Ed ovviamente andavamo sempre a Messa.”

Quando era al seminario minore andava in vacanza in estate. Faceva da catechista nella parrocchia e lavorava con suo padre nel campo. Nella sua breve vita, in Cecilio emergono la sua costanza e tenacia contro difficoltà che continuava a trovare negli studi a causa di un incidente sfortunato nel lavoro agricolo che lo causò la perdita di un occhio.

Uomo dal gran cuore, docile, nobile, pio e franco. Di buon spirito nel convivere con gli altri. Durante l’anno di noviziato si dedica con entusiasmo ai compiti propri di quell’anno di intensa formazione per la vita religiosa. Questo atteggiamento suscita nei suoi formatori la ferma speranza che sarebbe diventato un buon religioso e zelante missionario. Sua sorella sottolinea la sua devozione verso la Vergine Santissima e l’Eucarestia.

Martirio

Sua nipote Virginia Domìnguez e sua sorella Manuela ci raccontano di in una lettera nella quale viene messa in evidenza la sua disposizione al martirio. In questo scritto, rispondendo all’invito di suo padre di ritornare a casa

perchè la guerra sta per esplodere e saranno bruciati i conventi

, Cecilio gli risponde che è

disposto a morire e che non abbandonerà la comunità.

Peccato che questa lettera preziosa sia sparita durante un incendio.

 

Il processo del suo martirio è del tutto similare a quelli precedenti.

 

Abbiamo il suo certificato di morte.


Fonte:
www.martiripozuelo.wordpress.com

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Aggiunto/modificato il 2012-08-12

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