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Suor Anna Giuliana (Caterina) Gonzaga Arciduchessa d'Austria, religiosa servita

Festa: Testimoni

Mantova, 16 novembre 1566- Innsbruck, Austria, 3 agosto 1621


Anna Caterina nacque a Mantova il 16 novembre 1566, figlia del Duca Guglielmo III Gonzaga e di Eleonora d’Austria, al fonte battesimale ebbe come padrino Filippo II di Spagna. Insieme ai due fratelli crebbe in una famiglia molto religiosa, in particolare la madre trasmise loro un grande amore per la Madonna. All’età di cinque anni Anna Caterina cadde gravemente malata, trascorsi due anni di grandi sofferenze, i genitori la affidarono totalmente alla Vergine Maria. Anna guarì, maturando così, fin dall’infanzia, un grande senso di pietà. A nove anni, mentre era in camera, sentì la presenza della Madonna, ma solo dopo molti anni comprese il senso di ciò che quel giorno le capitò. Nel 1580 lo zio Ferdinando II d’Austria rimase vedovo e dalla sorella Maddalena fu esortato a risposarsi proprio con la nipote Anna Caterina. Tali matrimoni non erano a quei tempi un fatto eccezionale. Il 1° gennaio 1582 arrivò la proposta ufficiale e la giovane accettò, per obbedire ai genitori. Prima di partire per Innsbruck, sua nuova patria, chiese al padre di soddisfare tre desideri: liberare quindici prigionieri, donare denaro a quindici mendicanti e fornire l’arredo a quindici chiese. Il 14 maggio fu celebrato il solenne matrimonio e Anna Caterina, a soli 16 anni, divenne Arciduchessa d’Austria. Nel volgere di pochi anni diede alla luce tre figlie: Eleonora nel 1583 (che però morì in tenera età), Maria nel 1584 e Anna nel 1585. In occasione della prima gravidanza persuase il marito a fabbricare una chiesa simile alla S. Casa di Loreto e, in seguito, un luogo che ricordasse il Sepolcro del Salvatore. Favorì quindi l’edificazione del primo monastero di Padri Cappuccini del Tirolo e, d’accordo col marito, introdusse la Controriforma e l'insediamento di nuovi ordini religiosi. Ferdinando amava le figlie, ma non vide realizzato il desiderio di avere un figlio maschio che gli succedesse al trono. Anna ebbe sempre cura del marito, fino alla morte che prematura lo colse nel 1595. Giovane vedova, cadde sulle sue spalle una grande responsabilità, ma ebbe maggior libertà di praticare le sue devozioni. Se prima indossava la corona regale e molti gioielli, mise in testa un velo nero e al collo un rosario. Era ricchissima, ma visse in stanze piccole e semplici, adiacenti ad una grande cappella che fece appositamente costruire. L’atmosfera che si respirava a palazzo pareva quella di un chiostro. Accolse molti poveri e li servì personalmente, visitava insieme alle figlie gli ammalati, donò grandi somme a conventi nella zona di Innsbruch e di Mantova. Nel 1606, il giorno della festa dell’Annunciazione, mentre era in preghiera nella sua cappella, ebbe l’ispirazione di costruire un grande monastero. Con l’approvazione di Papa Paolo V, il 2 Luglio 1607, alla presenza del vescovo di Bressanone Christoph von Spaur IV, di Massimiliano III d’Austria e del margravio di Burgau fu posta la prima pietra. Molti però furono gli oppositori, anche influenti, a tale costruzione, adducendo motivi economici. Anna ne soffrì, anche nel fisico, si sentì però rassicurata dalla Vergine Maria e, ristabilitasi, volle con maggior determinazione portare a termine il progetto. Un giorno una frana colpì alcuni operai, ma nessuno riportò conseguenze serie e ciò fece tacere molti degli oppositori.
La profonda spiritualità di Anna Caterina fu diretta da un frate di "grande virtù", il cappuccino di origini mantovane padre Barchi, che conseguentemente avrebbe avuto un ruolo determinante per lo sviluppo dell’Ordine dei Servi di Maria. Numerosi Ordini religiosi chiesero il possesso del grande monastero in costruzione, ma l'Arciduchessa volle ponderare la decisione. Dopo aver pregato la Vergine SS., sentì che doveva essere affidato alle sue “Serve”, ignorando però l’esistenza della Suore Serve di Maria. La provvidenza volle che nel 1611 passasse per Innsbruck, di ritorno dalla Germania, padre Pietro Martire Felini che, accompagnato da padre Barchi, visitò il monastero. Rivelò quindi che le "Serve di Maria" appartenevano al suo Ordine e tramite padre Barchi l'Arciduchessa subito poté incontrarlo. Fu accolto come un messaggero dal Cielo. Terminati i lavori il monastero fu affidato alle Serve di Maria. La stessa Gonzaga, di ritorno da un viaggio a Vienna dove la figlia Anna era convolata a nozze con l'imperatore Mattia d'Asburgo, prese il velo insieme all’altra figlia Maria, aggiungendo, al suo, il nome Giuliana, caro ai Servi di Maria. Finalmente coronava un desiderio che aveva nel cuor fin dall’adolescenza. Anche padre Barchi, in seguito, si fece servita professando  il 10 ottobre 1612. In seguito sarà nominato Vicario Generale dell’Ordine per la Germania. Nel 1613 l'Arciduchessa iniziò la costruzione di una chiesa a fianco del convento dei Serviti, su modello degli Eremiti di Monte Senario. Un altro religioso, dopo aver conosciuto l'Arciduchessa, ormai divenuta suor Anna Giuliana, svolse un ruolo importante: il giovane esule irlandese Cherubino O’ Dale. Giunto a Innsbruck, venne adottato dall'Arciduchessa Anna Caterina, figlia di Madre Anna Giuliana. Quest’ultima, nel 1616, dopo aver fondato a Innsbruck due conventi dì Suore Serve dì Maria (uno del II Ordine e l'altro del III Ordine), fondò anche un Convento di Servi di Maria del I Ordine. O' Dale fu uno dei primi quattro postulanti che, il 17 gennaio 1617, ricevettero l'abito. Suor Anna Giuliana morì il 3 agosto 1621, assistita dal padre Barchi. O’ Dale, divenuto sacerdote, all'inizio del 1624, fu confessore dell'Arciduchessa Anna Caterina, zelante propagatore dell'Ordine in Germania e in Austria (fondò il Convento di Vienna e fu superiore a Praga e a Vienna). I due sacerdoti che maggiormente conobbero suor Anna Giuliana, divennero anche i suoi primi biografi. Giuseppe Maria Barchi ne pubblicò La Vita nel 1643, padre O’ Dale editò un’altra biografia nel 1672. Furono testimoni diretti del suo carisma e la proposero come modello per lo stato verginale, coniugale, quindi vedovile e infine monacale.


Autore:
Daniele Bolognini

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Aggiunto/modificato il 2012-12-15

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