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Servo di Dio Agustì Mas Folch Sacerdote oratoriano, martire

Festa: .

Barcellona, Spagna, 6 dicembre 1866 - Montcada, Spagna, 16 marzo 1937

Agustì Mas Folch fu un sacerdote della Congregazione dell’Oratorio di San Filippo Neri, appartenente alla sede di Barcellona. Liturgista specializzato nel canto gregoriano, nonché autore e traduttore di numerose opere divulgative, si distinse per l’austerità di vita e per il ministero di direttore spirituale. Tra le anime che beneficò con la sua assistenza spicca quella di Antoni Gaudi, il celebre architetto ideatore del Tempio Espiatorio della Sagrada Família, del quale fu il secondo direttore spirituale. Nominato vicario episcopale della diocesi di Barcellona allo scoppio della guerra civile spagnola, padre Mas, che era già Preposito della locale Congregazione filippina, non poté assumere pienamente l’incarico perché ormai settantenne. Rifugiatosi in una casa privata, venne scoperto e condotto in prigione. Morì, insieme ad altri tre sacerdoti, il 16 marzo 1937. Fa parte del gruppo dei cosiddetti “Dodici martiri della Basilica della Sagrada Família”, il cui processo diocesano sul martirio si è svolto a Barcellona dal 5 febbraio 2008 al 17 gennaio 2012.



Agustì Mas Folch nacque il 6 dicembre 1866 a Barcellona, figlio di Josep Mas e Antònia Folch, e ricevette il Battesimo tre giorni dopo, nella cattedrale di Barcellona. Fu chierichetto presso la sede dell’Oratorio di San Filippo Neri della sua città e lì avvertì la vocazione sacerdotale.
Entrò quindi nel Seminario di Barcellona, in vista dell’adesione alla Congregazione filippina. Ricevette il suddiaconato nelle tempora della Santissima Trinità del 1888, il diaconato nel maggio 1899 e il presbiterato nelle tempora di Pentecoste del 1890, a ventitré anni. Successivamente, passò all’Oratorio, i cui membri, detti “felipons”, centravano la propria attività sacerdotale sulla confessione e sulla direzione spirituale.
Alcuni anni dopo, verso il 1894, iniziò a frequentare l’ “Oratorio Parvo”, destinato ai laici, l’artista Antoni Gaudí, che era molto amico di un altro padre filippino, Lluís Maria de Valls i Riera, che scelse come direttore spirituale. Insieme a quel suo confratello e a un altro laico amico di Gaudì, Lluís Millet, fondatore dell’ «Orfeó Català», il giovane padre Mas si diede a una profonda opera di riscoperta del canto gregoriano e dei canti popolari liturgici in Catalogna.
Nominato membro della Commissione diocesana di Musica Sacra dal cardinal Casañas, vescovo di Barcellona, si occupò dell’edizione in caratteri gregoriani dei canti della Settimana Santa, nonostante l’assenza di tipografi specializzati in città e dei caratteri necessari per la composizione delle notazioni musicali.
Ben presto, la chiesa dell’Oratorio si distinse per il decoro con il quale era vissuta la liturgia, sulla scia del movimento liturgico di cui si era fatto portavoce dom Prosper Guéranger, abate del monastero benedettino di Solesmes, e dell’abbé Chartaud, del quale, nel 1894, padre Mas aveva tradotto in catalano l’opera «Chant Grégorien, Grammaire élémentaire».
Di conseguenza, la «Cappella Musicale San Filippo Neri» da lui fondata accolse con gioia il motu proprio «Tra le sollecitudini» del 22 novembre 1903, con cui san Pio X ristabilì ufficialmente il gregoriano come canto ufficiale della Chiesa latina. I Filippini di Barcellona furono quindi i primi in Catalogna a incoraggiare la partecipazione dei fedeli al canto liturgico, rispettando i voleri del Papa. Tuttavia, a causa di alcune differenze stilistiche, padre Mas venne messo ai margini del processo di restaurazione liturgica: i benedettini di Montserrat, guidati da dom Sunyol, aderivano alla corrente interpretativa che veniva da Solesmes, mentre lui adottava lo stile di Chartraud, che non usava il sistema ritmico adottato dai seguaci di dom Guéranger. A riguardo di ciò, lo stesso Gaudí dialogava spesso, forse anche in maniera accanita, con lui.
L’architetto perse il suo direttore spirituale non molto dopo: padre Lluís Maria de Valls, infatti, morì alle 5.30 di mercoledì 17 agosto 1921. Padre Mas, che stava per compiere cinquantacinque anni, lo sostituì in quella funzione forse già prima di quella data, a causa della malattia; Gaudí, invece, aveva sessantanove anni.
Non fu l’unico a beneficare dei suoi consigli: in particolare, molti giovani sacerdoti e seminaristi accorrevano al suo confessionale. Era anche apprezzato come censore ecclesiastico: la sua stanza, da cui usciva quasi esclusivamente per confessare e celebrare Messa, era stracolma di volumi di Teologia morale, alcuni dei quali con le “orecchie” nelle pagine più interessanti, nonché di testi da redigere e pagine di musica da controllare.
Si diede anche a compilare la cronaca storica dell’Oratorio di Barcellona, a partire dal 1694, anno di fondazione, e alla scrittura e traduzione di opere divulgative, tra le quali molte destinate all’infanzia. Non percepiva mai onorari, lasciandoli a disposizione degli editori.
Venne nominato Preposito dell’Oratorio di Barcellona nel 1933, quando la guerra civile iniziava ad avanzare. Quasi in tono di profezia, esclamava: «Incendieranno i templi, assassineranno i sacerdoti; si avvicina l’ora tremenda, col suo seguito di orrori indicibili». E terminava solitamente così: «Faranno ciò che vorranno».
Con lo scoppio della guerra e della persecuzione vera e propria, monsignor Manuel Irurita Almándoz, Vescovo di Barcellona, che pure ricorreva ai figli di San Filippo per la confessione, il 29 novembre 1936 nominò tre di loro come suoi vicari, a causa della situazione anomala: padre Mas, padre Artigues e padre Torrent. Tuttavia, a causa dell’età avanzata (aveva settant’anni), padre Mas non arrivò ad esercitare quell’incarico. Si rifugiò quindi nell’appartamento della signora Teresa Salarich, in calle dels Arcs 8, insieme a mosèn (titolo simile al nostro “don”) Eudald Canturri i Baró e a un altro, che lasciò il nascondiglio a dicembre.
Il 15 febbraio 1937 vennero scoperti da una pattuglia di anarchici e imprigionati, insieme alla padrona di casa, nella prigione di Sant Elies (oggi parrocchia di Santa Agnès). Un mese dopo, nella notte tra il 15 e il 16 marzo 1937, padre Mas, mosèn Canturri e altri due sacerdoti diocesani, Fidel Doce i Vázquez e Ramon Bordes i Mallol, vennero condotti fuori dal carcere, trasportati a Montcada e uccisi. Il cadavere di padre Mas, registrato nel cimitero di Montcada col numero 514, ricevette cristiana sepoltura grazie a padre Torrent, che acquistò una nicchia per lui; cinquant’anni dopo, passò all’ossario.
Padre Agustì Mas Folch è l’unico membro dell’Oratorio di Barcellona per cui è stato aperto un processo di beatificazione, anche se nella guerra civile caddero anche padre Josep Serra Altarriba e i fratelli laici Emili Prat Miquel e Joaquim Bellera Morera. Per la precisione, fa parte del gruppo capeggiato da mosèn Gil Parés i Vilasau e comprendente in tutto dodici potenziali martiri, popolarmente noti come “martiri della Basilica della Sagrada Família”, perché tutti legati in varia maniera a quell’imponente edificio sacro ideato da Antoni Gaudí (anche lui col processo canonico avviato). Ottenuto il nulla osta da parte della Santa Sede il 9 ottobre 2007, la fase diocesana della loro causa si è svolta dal 5 febbraio 2008 al 17 gennaio 2012.


Autore:
Emilia Flocchini

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Aggiunto/modificato il 2014-10-13

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