|
|
Newsletter
|
Per ricevere i Santi di oggi inserisci la tua mail:
|
|
E-Mail: [email protected]
|
|
|
Beato Giuseppe Gorastazu Labayen Padre di famiglia, martire
Festa:
28 luglio
|
|
>>> Visualizza la Scheda del Gruppo cui appartiene
Usi, Valle di Juslapeña, Navarra, Spagna, 30 dicembre 1907 - Griñón, Madrid, Spagna, 28 luglio 1936
E' nato a Usi-Juslapeña, Navarra (Spagna). Presto divenne orfano. I suoi
parenti lo hanno fatto entrare nell'asilo degli orfani del "Sacro
Cuore" di Madrid. In questo centro vivevano circa 250 tirocinanti, tra
gli 8 e i 18 anni serviti da 22 fratelli de La Salle. José ha imparato
presto sia per le materie teoriche di matematica, lingua, geografia,
contabilità e lingue, sia per le pratiche dei laboratori di disegno,
scarpe, sartoria, linotipia e rilegatura. Nel 1929 José Gorostazu chiese
di entrare nel Noviciado lasaliano di Griñón (Madrid). Non è riuscito a
raggiungerlo, perché si presentavano notevoli carenze che gliel'hanno
impedito: malattia del sonno e gambe carenti. Di fronte al rifiuto ha
chiesto ai superiori di ammetterlo come operatore del negozio di scarpe
della casa. Quelli che con lui hanno vissuto diranno che era molto
devoto e che frequentemente visitava Gesù Sacramentato; faceva le
preghiere con i fratelli e viveva in casa come un altro religioso. Era
una persona distaccata; aveva un gruppo di persone bisognose che aiutavo
abitualmente. Non ha mai voluto gestire i soldi, essendo H. Direttore
della Casa chi teneva ciò che guadagnava. La sera del 28 luglio 1936,
nel caldo soffocante di Griñón, José Gorostazu moriva crivellato di
proiettili e gridando con tutte le sue forze "Viva Cristo Re! ”. Fu il
protomartire di quanti morirono quel giorno per Cristo nell'esplanade
davanti alla cappella della casa di formazione di Griñón. È stato
beatificato il 13 ottobre 2013 da Papa Francesco.
Etimologia: Giuseppe deriva dall'ebraico Yosef e significa 'Dio aggiunga' oppure 'Dio accresca'.
Emblema: Abiti civili, palma del martirio, rosario, Crocifisso.
|
Giuseppe nacque il 30 dicembre 1907 a Usi, piccolo villaggio della valle navarrese di Juslapeña. Rimase presto orfano e fu affidato ai parenti, che ne favorirono l'ingresso nell'Orfanotrofio del Sacro Cuore di Madrid, retto dai Fratelli delle Scuole Cristiane. In quell'ambiente ricevette un'educazione umana e religiosa che avrebbe segnato tutta la sua vita.
La formazione tra i Fratelli delle Scuole Cristiane Nell'istituto imparò sia le materie scolastiche sia diversi mestieri artigianali, tra cui calzoleria, sartoria, disegno e rilegatura. Nel 1929 chiese di entrare nel noviziato lasalliano di Griñón, ma la richiesta non fu accolta a causa delle sue condizioni di salute, aggravate da una malattia neurologica e da problemi agli arti inferiori. L'insuccesso non diminuì il suo desiderio di consacrazione. Chiese infatti di rimanere nella casa come operaio addetto alla calzoleria. I religiosi lo considerarono sempre uno di famiglia: partecipava alle preghiere comunitarie, trascorreva lunghe soste davanti al Santissimo Sacramento e conduceva una vita austera e profondamente evangelica.
Un laico dalla fede semplice Le testimonianze raccolte durante il processo di beatificazione descrivono Giuseppe come una persona umile, generosa e distaccata dai beni materiali. Non desiderava amministrare il denaro guadagnato con il proprio lavoro, preferendo che fosse il direttore della comunità a custodirlo. Aiutava abitualmente i poveri e gli ammalati e conduceva una vita caratterizzata da grande spirito di servizio. Pur non essendo religioso professato, osservava spontaneamente il ritmo della comunità e ne condivideva gli ideali educativi e spirituali. Per questo motivo è spesso ricordato come esempio della vocazione laicale vissuta nella quotidianità.
Il contesto della persecuzione Nel luglio 1936, all'inizio della Guerra Civile Spagnola, numerose comunità religiose furono prese di mira da gruppi anticlericali. La casa di formazione lasalliana di Griñón venne assalita da miliziani appartenenti a organizzazioni rivoluzionarie. Molti religiosi erano già riusciti a mettersi in salvo, ma nella casa erano rimasti i novizi più giovani, alcuni fratelli anziani e Giuseppe, che continuava a svolgere il proprio servizio. La violenza contro edifici religiosi, sacerdoti, religiosi e laici costituì uno degli aspetti più drammatici della persecuzione anticristiana di quegli anni.
Il martirio Nel pomeriggio del 28 luglio 1936 gli assalitori devastarono la cappella, distruggendo immagini sacre e oggetti liturgici. Secondo le testimonianze, Giuseppe protestò davanti a quella profanazione. Il suo gesto bastò a scatenare la violenza dei miliziani, che lo colpirono brutalmente e infine gli spararono. Morì invocando Cristo con il grido: "Viva Cristo Re!". Fu il primo martire della casa di Griñón e il suo sacrificio precedette quello degli altri membri della comunità uccisi nello stesso luogo. La Chiesa ha riconosciuto che venne assassinato esclusivamente per odio verso la fede cristiana.
Beatificazione e culto Il decreto sul martirio fu promulgato il 19 dicembre 2011. Giuseppe Gorastazu Labayen venne beatificato il 13 ottobre 2013 a Tarragona insieme a numerosi martiri della persecuzione religiosa spagnola del XX secolo. La sua memoria liturgica ricorre il 28 luglio, anniversario della morte. La sua figura continua a essere ricordata soprattutto nell'ambiente lasalliano e nella Chiesa di Spagna quale esempio di laico che seppe trasformare il lavoro quotidiano in autentica testimonianza evangelica.
Il primo martire di Griñón La tradizione lasalliana ricorda Giuseppe come il protomartire della casa di Griñón. La sua morte segnò l'inizio dell'eccidio che coinvolse altri religiosi e collaboratori dell'istituto.
Un laico in una comunità religiosa La sua vicenda evidenzia come la santità non dipenda dallo stato di vita. Pur restando laico, condivise pienamente il carisma educativo dei Fratelli delle Scuole Cristiane, vivendo quotidianamente preghiera, servizio e carità.
La persecuzione religiosa in Spagna Il suo martirio si inserisce nella vasta persecuzione che colpì migliaia di cattolici durante la Guerra Civile Spagnola. Tra il 1936 e il 1939 furono uccisi vescovi, sacerdoti, religiosi, religiose e numerosi fedeli laici, oggi in gran parte riconosciuti come martiri dalla Chiesa.
Autore: Giampietro Cattini
|
|
|
|
Album Immagini
|