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Beato Felice Pérez Portela Sacerdote e martire
Festa:
12 agosto
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>>> Visualizza la Scheda del Gruppo cui appartiene
Adanero, Spagna, 21 febbraio 1895 - Vallecas, Spagna, 12 agosto 1936
Appartiene al gruppo dei martiri della diocesi di Jaén uccisi durante la persecuzione religiosa che accompagnò l'inizio della Guerra Civile Spagnola. Nato nel piccolo paese castigliano di Adanero nel 1895, crebbe in una famiglia profondamente cristiana che trasmise ai figli una fede semplice ma intensa, alimentata dalla partecipazione alla Messa, dalla recita del Rosario e dall'attenzione verso i poveri. Dopo una brillante formazione ecclesiastica, completata anche a Roma, si dedicò con zelo al ministero sacerdotale nella diocesi di Jaén, distinguendosi per cultura, umiltà e disponibilità pastorale. Arrestato insieme al vescovo Manuel Basulto Jiménez e ad altri sacerdoti nell'agosto 1936, fu assassinato a Vallecas esclusivamente per la sua identità sacerdotale. La Chiesa lo riconosce martire in odio alla fede e lo ha beatificato nel 2013.
Etimologia: Dal latino Felix, cioè 'felice', 'fortunato', 'prospero'.
Emblema: Abito sacerdotale, palma del martirio, croce.
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Felice Pérez Portela nacque il 21 febbraio 1895 ad Adanero, nella provincia di Ávila. I suoi genitori, Miguel Pérez e Saturnina Portela, appartenevano a una famiglia di modeste condizioni economiche ma profondamente radicata nella fede cattolica. L'ambiente domestico fu determinante nella maturazione della sua vocazione. La madre desiderava ardentemente avere un figlio sacerdote e coltivò questa speranza fino alla morte, avvenuta nel 1913, poco prima che Felice partisse per Roma per proseguire gli studi ecclesiastici.
Formazione sacerdotale Manifestò presto la vocazione al sacerdozio e intraprese gli studi nel seminario, distinguendosi per intelligenza e serietà. Dopo l'ordinazione sacerdotale fu inviato a Roma, dove perfezionò la propria preparazione teologica ed ecclesiastica presso gli istituti pontifici. La permanenza nella Città Eterna gli permise di approfondire la dottrina cattolica e di maturare una visione ampia della missione della Chiesa. Terminata la formazione, fece ritorno in Spagna per mettersi al servizio della diocesi di Jaén.
Il ministero nella diocesi di Jaén Negli anni successivi esercitò il ministero sacerdotale in diversi incarichi pastorali, guadagnandosi la stima dei confratelli e dei fedeli. Era ricordato come sacerdote colto, prudente e disponibile, attento sia alla predicazione sia alla cura delle persone più semplici. La sua attività si svolse negli anni della Seconda Repubblica spagnola, caratterizzati da una crescente tensione politica e sociale. Il clima di forte anticlericalismo che si diffuse in vari ambienti avrebbe presto colpito duramente il clero e gli istituti religiosi.
La persecuzione religiosa Con lo scoppio della Guerra Civile, nell'estate del 1936, la situazione precipitò rapidamente. Numerosi sacerdoti, religiosi e laici cattolici furono arrestati e uccisi per motivi religiosi. Felice rimase accanto al proprio vescovo, Manuel Basulto Jiménez, condividendone la sorte. Arrestato insieme a lui e ad altri sacerdoti della diocesi di Jaén, fu trasferito verso Madrid sotto la custodia delle milizie repubblicane.
Il martirio Nella notte tra l'11 e il 12 agosto 1936 il convoglio fu fermato a Vallecas, nei pressi di Madrid. Il vescovo Basulto, Felice Pérez Portela e altri compagni furono fatti scendere e fucilati senza alcun processo. Secondo le testimonianze raccolte durante il processo canonico, il motivo della loro esecuzione fu esclusivamente l'appartenenza alla Chiesa cattolica e l'esercizio del ministero sacerdotale. Per questo la Chiesa ha riconosciuto la loro morte come autentico martirio in odium fidei.
La sepoltura I corpi dei martiri vennero inizialmente gettati in fosse comuni nel cimitero di Vallecas. Terminata la guerra, i loro resti furono recuperati e traslati con solenni onoranze nella Cattedrale di Jaén, dove ancora oggi riposano nella cripta del Sagrario.
Beatificazione Il processo canonico accertò il carattere martiriale della loro morte. Papa Francesco autorizzò la beatificazione del gruppo dei martiri della diocesi di Jaén, celebrata il 13 ottobre 2013 a Tarragona, insieme a numerosi altri martiri della persecuzione religiosa spagnola del XX secolo.
Il gruppo dei martiri di Jaén Felice Pérez Portela appartiene al gruppo formato dal vescovo Manuel Basulto Jiménez e da altri sacerdoti, religiosi e laici della diocesi di Jaén, tutti uccisi nel 1936 durante la persecuzione religiosa scoppiata nei primi mesi della Guerra Civile Spagnola. La beatificazione ha riconosciuto esclusivamente il carattere religioso del loro martirio, senza esprimere giudizi sulle vicende politiche del conflitto.
Autore: Giampietro Cattini
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