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Beato José Máximo Moro Briz Sacerdote e martire
Festa:
24 luglio
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Santibáñez de Béjar, Spagna, 29 maggio 1882 - El Tiemblo, Ávila, Spagna, 24 luglio 1936
Il beato José Máximo Moro Briz appartiene alla schiera dei numerosi sacerdoti uccisi durante la persecuzione religiosa che accompagnò lo scoppio della Guerra Civile Spagnola nel 1936. Parroco di Cebreros, nella diocesi di Ávila, esercitò il ministero con semplicità, dedizione pastorale e profonda vicinanza ai fedeli. Pur essendo consapevole del clima di crescente ostilità verso il clero, decise di rimanere accanto alla propria comunità. Arrestato nella notte tra il 23 e il 24 luglio 1936, fu condotto fuori dal paese e fucilato esclusivamente a motivo della sua fede e della sua condizione sacerdotale. La Chiesa ha riconosciuto il suo sacrificio come autentico martirio in odium fidei. La sua beatificazione è stata celebrata nel 2013 insieme ad altri quattro sacerdoti della diocesi di Ávila.
Etimologia: Dall'ebraico Yosef, 'Dio aggiunga'.
Emblema: Abito talare, palma del martirio, croce, Vangelo.
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José Máximo Moro Briz nacque il 29 maggio 1882 a Santibáñez de Béjar, nella provincia di Salamanca, in una famiglia profondamente cristiana. Il padre, Jorge Moro, fu per molti anni maestro del paese e contribuì a creare un ambiente familiare nel quale maturarono diverse vocazioni religiose. Tra i fratelli figurava anche suor Modesta Moro Briz, Figlia della Carità, anch'essa successivamente riconosciuta martire. Fin da giovane mostrò inclinazione per il sacerdozio e compì gli studi ecclesiastici nel seminario della diocesi di Ávila.
Il ministero sacerdotale Fu ordinato sacerdote nel 1910. Nei successivi anni prestò servizio in varie parrocchie della diocesi, distinguendosi per equilibrio, disponibilità e attenzione pastorale. Nel 1926 fu nominato parroco di Cebreros, importante centro della provincia di Ávila. Qui esercitò il ministero per circa dieci anni, dedicandosi alla predicazione, alla celebrazione dei sacramenti e all'assistenza spirituale dei fedeli. Le testimonianze raccolte durante il processo di beatificazione lo descrivono come un sacerdote prudente, generoso e profondamente stimato dalla popolazione.
La persecuzione religiosa Nel luglio 1936, con l'inizio della Guerra Civile Spagnola, numerose zone della Spagna furono interessate da una violenta persecuzione anticattolica. Sacerdoti, religiosi e laici impegnati nella vita ecclesiale divennero bersagli di arresti e uccisioni. José Máximo avrebbe potuto tentare la fuga, ma preferì rimanere nella propria parrocchia. Nella notte del 24 luglio 1936 venne arrestato da miliziani armati.
Il martirio Dopo l'arresto fu condotto in località Caño del Aburrido, poco distante da Cebreros. Senza alcun processo e senza essere accusato di reati civili o politici, venne fucilato esclusivamente per la sua identità sacerdotale e per la fede cattolica che rappresentava. La documentazione raccolta dalla Congregazione delle Cause dei Santi ha riconosciuto che la sua uccisione avvenne in autentico odium fidei.
Il culto La fama di martirio rimase viva nella diocesi di Ávila per decenni. Il 27 marzo 2013 papa Francesco autorizzò la promulgazione del decreto sul martirio di José Máximo Moro Briz e di altri quattro sacerdoti della diocesi. La beatificazione fu celebrata il 13 ottobre 2013 a Tarragona, durante la grande celebrazione dedicata a centinaia di martiri spagnoli del XX secolo.
Autore: Giampietro Cattini
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