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Beato Ramón Emiliano Hortelano Gómez Martire
Festa:
28 luglio
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Cuenca, Spagna, 8 agosto 1908 - Villalba de la Sierra, Spagna, 28 luglio 1938
Appartiene alla lunga schiera dei martiri della persecuzione religiosa che colpì la Spagna durante la guerra civile. Nato a Cuenca nel 1908, fu maestro elementare, marito e padre di famiglia. Educatore stimato, visse la professione come una vera missione civile e cristiana, cercando di trasmettere ai suoi alunni valori morali oltre che competenze scolastiche. Mobilitato nell'esercito repubblicano nel 1938, conobbe il fratello marista Nemesio Cabria Andrés, con il quale instaurò una profonda amicizia fondata sulla comune fede. Proprio questa vicinanza gli costò la vita: fu ucciso il 28 luglio 1938 nei pressi di Villalba de la Sierra da miliziani che lo ritenevano un religioso o un suo collaboratore. La Chiesa ha riconosciuto la sua morte come autentico martirio in odio alla fede, beatificandolo il 13 ottobre 2013 insieme a numerosi martiri della famiglia marista e della guerra civile spagnola.
Etimologia: Ramón deriva dal germanico e significa consiglio che protegge; Emiliano proviene dal latino Aemilianus, appartenente alla gens Aemilia.
Emblema: Abiti civili, palma del martirio, libro o registro scolastico.
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Ramón Emiliano nacque a Cuenca l'8 agosto 1908 da Tomás Hortelano e Dominga Gómez, famiglia profondamente cristiana che educò i figli nella pratica religiosa. Ricevette il battesimo nella chiesa di Santiago Apostolo pochi giorni dopo la nascita e la Confermazione nel 1922. Frequentò gli studi magistrali distinguendosi soprattutto nella preparazione professionale. Superò brillantemente il concorso per l'insegnamento e iniziò la carriera di maestro, dimostrando capacità didattiche e un sincero interesse per la crescita umana degli alunni. Le testimonianze raccolte durante il processo di beatificazione lo descrivono come uomo riservato, equilibrato, onesto e dotato di un sottile senso dell'umorismo.
Maestro e cristiano L'attività di insegnante costituì il centro della sua vita. Pur operando in un contesto sempre più ostile alla presenza della religione nella scuola, continuò a vivere apertamente la propria fede senza trasformarla in motivo di scontro. I colleghi e gli alunni lo ricordarono come educatore competente, paziente e rispettoso. Considerava l'insegnamento un servizio alla società e cercava di formare giovani onesti e responsabili, unendo preparazione culturale ed esempio personale.
Il matrimonio e la famiglia Il 22 agosto 1936 sposò Rufina Ángeles Sáiz Abad, pochi mesi dopo lo scoppio della guerra civile. Il loro matrimonio durò meno di due anni. Il 23 luglio 1938 nacque il loro unico figlio. Ramón ottenne un breve permesso militare per conoscere il bambino appena nato e trascorse soltanto poche ore con la moglie e il figlio prima di rientrare al reparto. Sarebbe stato l'ultimo incontro con la sua famiglia.
Guerra civile e martirio Nel marzo 1938 fu richiamato alle armi dall'esercito repubblicano e destinato ai servizi ausiliari. Durante il servizio militare conobbe il fratello marista Nemesio Cabria Andrés, il futuro beato Julián José. Tra i due nacque una profonda amicizia, alimentata dalla comune fede e dalla reciproca stima. Il 28 luglio 1938, mentre passeggiavano insieme nei pressi di Villalba de la Sierra, furono fermati da alcuni miliziani. Ramón non apparteneva a un istituto religioso né svolgeva incarichi ecclesiastici, ma venne identificato come simpatizzante dei religiosi proprio per la sua vicinanza al marista. Entrambi furono uccisi senza processo. Secondo le testimonianze raccolte successivamente, il motivo dell'esecuzione fu esclusivamente l'odio verso la fede cristiana e l'associazione di Ramón con il suo compagno religioso. La Chiesa ha quindi riconosciuto il suo sacrificio come martirio in odium fidei.
Il riconoscimento ecclesiale La causa di beatificazione venne istruita insieme a quella di numerosi religiosi maristi e di due laici vittime della persecuzione religiosa in Spagna. Il 13 ottobre 2013, a Tarragona, papa Francesco autorizzò la beatificazione del gruppo dei martiri, celebrata durante una solenne liturgia presieduta dal cardinale Angelo Amato, prefetto della Congregazione delle Cause dei Santi. Ramón Emiliano fu riconosciuto come uno dei due laici inseriti nel gruppo dei martiri maristi.
Autore: Giampietro Cattini
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