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Beato Giuseppe Jordán Blecua Sacerdote e martire

Festa: 12 agosto

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Azlor, Spagna, 27 maggio 1906 - Monzón, Spagna, 12 agosto 1936

acque ad Azlor (Huesca, Spagna) il 27 maggio 1906. Entrato a dodici anni nel Seminario di Barbastro, completò gli studi filosofici e teologici nel Seminario di Lleida. Ordinato sacerdote, fu destinato alla parrocchia di Monzón, dove per quattro anni si distinse per lo zelo pastorale, la semplicità, l'obbedienza e la carità verso i poveri. Chi lo conobbe lo ricordò come un uomo di vita esemplare, mite e animato da un costante desiderio di santità. Allo scoppio della persecuzione religiosa del 1936 accolse con fede la prospettiva del martirio. Ucciso il 12 agosto, perdonò i suoi carnefici. Nell'ultima lettera al padre scrisse: «Sono molto felice di soffrire questo martirio per la causa di Cristo». Beatificato il 13 ottobre 2013 a Tarragona.

Etimologia: Dall'ebraico Yosef, Dio aggiunga.

Emblema: Abito sacerdotale, palma del martirio, croce.


José Jordán Blecua nacque ad Azlor, nella provincia di Huesca, il 27 maggio 1906, in una numerosa famiglia cristiana. Era il penultimo di dodici figli di Domingo Jordán Latorre e Crescencia Blecua Subías. Fin dall'infanzia mostrò inclinazione alla vita religiosa e una particolare sensibilità spirituale, qualità ricordate da tutti coloro che lo conobbero.
All'età di dodici anni entrò nel Seminario di Barbastro. Successivamente proseguì gli studi filosofici e teologici presso il Seminario di Lleida, distinguendosi per disciplina, serietà e spirito di preghiera. I formatori ne sottolinearono il carattere mite, l'obbedienza e il sincero desiderio di diventare un buon sacerdote.

Il ministero sacerdotale
Dopo l'ordinazione sacerdotale fu destinato alla parrocchia di Monzón, dove rimase per circa quattro anni. Sebbene il suo ministero fosse breve, lasciò un'impronta significativa nella comunità.
Era particolarmente vicino ai poveri, ai malati e alle persone in difficoltà. Svolgeva il servizio pastorale con semplicità, senza cercare riconoscimenti, conquistando la stima dei fedeli grazie alla disponibilità, alla gentilezza e alla dedizione quotidiana. Le testimonianze raccolte nel processo di beatificazione descrivono un sacerdote profondamente equilibrato, sempre sereno e animato dal desiderio di conformare la propria vita a quella di Cristo.

La persecuzione religiosa del 1936
Nel luglio del 1936, con l'inizio della Guerra Civile Spagnola, in molte zone del Paese si sviluppò una violenta persecuzione contro sacerdoti, religiosi e laici cattolici. Numerosi ecclesiastici furono arrestati e uccisi esclusivamente a motivo della loro fede.
Anche don Giuseppe comprese rapidamente il pericolo che correva. Secondo le testimonianze raccolte dopo la guerra, non cercò di fuggire né di rinnegare la propria identità sacerdotale. Al contrario, manifestò una profonda disponibilità ad accogliere il sacrificio qualora Dio glielo avesse chiesto.

Il martirio
Il 12 agosto 1936 fu catturato e condotto alla fucilazione nei pressi di Monzón.
Le testimonianze concordano nell'affermare che affrontò la morte con straordinaria serenità, perdonando i propri carnefici, sull'esempio di Gesù crocifisso. Questo atteggiamento costituì uno degli elementi determinanti nel riconoscimento ecclesiale del martirio.
Particolarmente significativa è la sua ultima lettera indirizzata al padre, nella quale scrisse:
«Sono molto felice di soffrire questo martirio per la causa di Cristo. Mi dispiacerebbe molto se non potessi morire per Lui.»
Queste parole costituiscono una delle testimonianze spirituali più preziose lasciate dal giovane sacerdote e mostrano come egli interpretasse la propria morte quale piena fedeltà al Vangelo.

Il riconoscimento del martirio
La fama della sua morte in odium fidei rimase viva nella diocesi e tra quanti lo avevano conosciuto.
Dopo un accurato esame storico e canonico, il 10 dicembre 2010 papa Benedetto XVI autorizzò il Dicastero delle Cause dei Santi alla promulgazione del decreto sul martirio.
La beatificazione fu celebrata il 13 ottobre 2013 a Tarragona insieme ad altri numerosi martiri della persecuzione religiosa spagnola del XX secolo, durante il pontificato di papa Francesco.


Autore:
Giampietro Cattini

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Aggiunto/modificato il 2026-08-04

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