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Beato Donato Rodriguez Garcia Giovane laico, martire

Festa: 15 gennaio

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Santa Olalla de Valdivielso, Burgos, Spagna, 27 gennaio 1911 – Suances, Spagna, 15 gennaio 1937

Donato Rodríguez García, nativo di un piccolo paese nei pressi di Burgos, fu colpito da bambino dalla poliomielite, che tuttavia non gl’impedì di sviluppare il talento per la musica. Entrato nel Patronato di San Giuseppe, diretto a Burgos dal sacerdote Valentín Palencia Marquina, divenne maestro di solfeggio e pianoforte, nonché direttore della banda interna all’istituto. Quando don Valentín venne arrestato durante la guerra civile spagnola, il venticinquenne Donato volle condividerne la sorte insieme ad altri tre giovani, Germán García García, Zacarías Cuesta Campo ed Emilio Huidobro Corrales. Tutti e cinque vennero quindi uccisi il 15 gennaio 1937 sul monte Tramalón, nei pressi di Suances. Sono stati beatificati il 23 aprile 2016 nella cattedrale di Burgos, sotto il pontificato di papa Francesco. La loro memoria liturgica cade il 15 gennaio, giorno della loro nascita al Cielo.



Donato Rodríguez García nacque a Santa Olalla de Valdivielso presso Burgos, in Spagna, il 27 gennaio 1911, figlio legittimo di Diego Rodríguez Fernández e di Basilia García Valderrama. Venne battezzato nella parrocchia di Sant’Isidoro della medesima località e ricevette il sacramento della Confermazione nel 1923 nella Casa de Asilo di Burgos, dov’era stato ricoverato a causa della poliomielite, contratta in tenera età.
Nonostante l’invalidità, manifestò un ingegno brillante ed era particolarmente portato per la musica. Quando uscì dal ricovero, s’interessò di lui un sacerdote, don Valentín Palencia Marquina, direttore, cappellano e docente del Patronato di San Giuseppe per l’insegnamento e l’educazione dei bambini poveri. L’accolse nella sua struttura e l’incaricò di fare da maestro, notando presto che i bambini erano molto felici di stare con lui.
Il 19 novembre 1934 Donato conseguì il diploma di abilitazione all’insegnamento del pianoforte presso il Conservatorio Nazionale di Musica e Declamazione. Poco dopo, divenne direttore della banda musicale che don Valentín aveva istituito, nel Patronato, in modo da rallegrare la vita e l’istruzione dei ragazzi ospiti.
Uno dei suoi allievi ha dichiarato: «Era un buon pedagogo: nell’insegnare musica, sembrava che t’ipnotizzasse, trasmettendoti il suo entusiasmo. Insegnava solfeggio e strumento, cosicché noi, che avevamo dodici anni, leggevamo con gran facilità le partiture a prima vista. Era molto gentile coi ragazzi; ci rimproverava con lo sguardo se eravamo distratti».
Un altro testimone ha completato il suo ritratto, descrivendolo come «un bambino normale che giocava e si divertiva come un amico più dei suoi amici; non si tirava mai indietro nonostante la polio e le sue stampelle. Era un bravo studente, il primo della classe». Altri hanno assicurato che «era molto acuto e una persona molto buona; in più era molto generoso e distaccato [dai beni], dava tutto quel che aveva». «Era di buon carattere, molto buono con tutti».
Nell’estate del 1936 aveva accompagnato don Valentín, insieme ad altri musicisti della banda, per badare ai ragazzi durante la tradizionale vacanza al mare a Suances, nella comunità autonoma della Cantabria. La serenità di quel momento venne interrotta il 18 luglio, allo scoppio della guerra civile spagnola.
Don Valentín venne in seguito denunciato al Fronte Popolare e arrestato. Sei giovani vennero chiamati a deporre, ma Donato e altri tre, Germán García García, Zacarías Cuesta Campo ed Emilio Huidobro Corrales, vollero accompagnarlo più da vicino. I miliziani videro che aveva un crocifisso al collo e gli proposero di toglierselo per aver salva la vita, ma lui rifiutò, per restare fedele al Signore, ma anche a don Valentín e seguire, quindi, la sua stessa sorte. Tutti e cinque vennero quindi uccisi il 15 gennaio 1937 sul monte Tramalón, nei pressi di Suances. Donato aveva 25 anni.
La causa di beatificazione e canonizzazione di quel sacerdote e dei suoi quattro giovani, che qualcuno non a torto ha definito “martiri dell’amicizia”, ottenuto il nulla osta dalla Santa Sede il 21 agosto 1996, è stata aperta nella diocesi di Burgos il 30 settembre 1996 e conclusa il 18 marzo 1999; l’8 novembre dello stesso anno ha ottenuto la convalida. La “Positio super martyrio” è stata consegnata a Roma nel 2003.
In seguito al congresso peculiare dei Consultori Teologi della Congregazione delle Cause dei Santi, l’8 novembre 2013, e della sessione dei cardinali e vescovi membri della stessa Congregazione, papa Francesco ha autorizzato, il 30 settembre 2015, la promulgazione del decreto che riconosceva ufficialmente il martirio di Donato e dei suoi quattro compagni.
Sono stati beatificati il 23 aprile 2016 nella cattedrale di Burgos, nella celebrazione presieduta dal cardinal Angelo Amato, Prefetto della Congregazione delle Cause dei Santi, come inviato del Santo Padre. La loro memoria liturgica è stata fissata al 15 gennaio, giorno della loro nascita al Cielo.


Autore:
Emilia Flocchini

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Aggiunto/modificato il 2019-09-06

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