Sant' Esichio II di Vienne

Vescovo

Festa: 12 novembre

Nascita-morte: † Vienne, Francia, circa 565

Nascita - morte:
† Vienne, Francia, circa 565

Festa:
12 novembre

Categoria: I santi che iniziano con la lettera E

Calendario: I santi del 12 novembre

Fù vescovo di Vienne, importante sede ecclesiastica della Gallia, nella metà del VI secolo. È una figura da distinguere con attenzione da Esichio I, vescovo della medesima città alla fine del V secolo e padre dei santi Avito di Vienne e Apollinare di Valence. La successione episcopale e le testimonianze conciliari permettono di collocare Esichio II nell'ambiente ecclesiastico franco-burgundo degli anni 549-552. Le notizie personali sono limitate: la tradizione gli attribuisce una precedente dignità civile e una sepoltura vicina a quella di Avito. Il suo culto è documentato nel calendario locale almeno dal XV secolo e fu oggetto di conferma ecclesiastica nel 1903. La memoria del 12 novembre è riportata nel Martirologio Romano, ma l'elogio che la accompagna presenta una difficoltà di identificazione, perché richiama vicende familiari proprie di Esichio I. La distinzione tra i due vescovi è quindi essenziale per ricostruire correttamente la storia della Chiesa viennese.

Biografia

A cura di Giampietro Cattini

La sede di Vienne e la successione episcopale
Vienne, nella valle del Rodano, conservò dopo la fine dell'amministrazione imperiale romana una rilevante funzione ecclesiastica. Nel VI secolo la città apparteneva a un'area attraversata dalle trasformazioni politiche dei regni burgundo e franco. La sua Chiesa custodiva una successione episcopale antica, ricostruibile attraverso cataloghi, testimonianze conciliari e tradizioni locali, ma non sempre priva di problemi di datazione.
Esichio II appartiene a questa successione e viene generalmente identificato come il vescovo attivo intorno alla metà del VI secolo. La numerazione 'II' serve a distinguerlo dall'omonimo predecessore Esichio I, vissuto alcune generazioni prima. Tale distinzione non è un dettaglio nominale: il primo Esichio fu padre di Avito, futuro vescovo di Vienne, e di Apollinare, vescovo di Valence; questi rapporti familiari non possono essere trasferiti al secondo.

Le attestazioni del VI secolo
La tradizione della successione episcopale attribuisce a Esichio II la partecipazione ai concili di Orléans del 549 e di Parigi del 552. Sono riferimenti significativi perché inseriscono il suo episcopato nell'attività collegiale dell'episcopato gallico. I concili dell'epoca affrontavano problemi disciplinari, patrimoniali e organizzativi, in una Chiesa impegnata a definire i rapporti tra autorità episcopale e poteri regi.
La partecipazione ai concili costituisce il nucleo cronologico della sua biografia, pur richiedendo attenzione alle forme dei nomi tramandate negli elenchi dei sottoscrittori e alle ricostruzioni successive. Non risultano sufficientemente accertati il giorno della sua elezione, la durata esatta del governo pastorale o una data precisa della morte. La collocazione tradizionale dell'episcopato negli anni 549-552 è pertanto più solida di una cronologia biografica completa.

Dignità civile e memoria funeraria
Un epitaffio ricordato dagli studi agiografici attribuisce a Esichio una precedente dignità di questore. La notizia, se riferita correttamente a Esichio II, indica un passaggio dal servizio pubblico alla responsabilità episcopale, possibile nel contesto dell'aristocrazia galloromana. Non consente però di ricostruire specifiche mansioni, carriere amministrative o rapporti personali non attestati.
Secondo il Liber Episcopalis Viennensis Ecclesiae attribuito a Leodegario, redatto nell'XI secolo, Esichio sarebbe stato sepolto presso la tomba di sant'Avito per iniziativa della sorella Marcellina. La testimonianza è tarda rispetto ai fatti e appartiene alla memoria storica locale: conserva un'indicazione sulla venerazione dei vescovi viennesi, ma non equivale a una testimonianza funeraria contemporanea.

Il culto e la memoria
Il culto di Esichio II risulta attestato nel calendario di Vienne del XV secolo. La venerazione dei vescovi antichi rispondeva alla continuità della memoria diocesana, nella quale il ricordo dei pastori del passato era legato alle chiese, alle tombe e alle celebrazioni locali. Il riconoscimento del culto avvenne con decreto del 9 dicembre 1903, durante il pontificato di Pio X.
Il Martirologio Romano commemora un santo Esichio vescovo di Vienne il 12 novembre. L'identificazione dell'elogio richiede però particolare prudenza: l'accenno al senatore divenuto vescovo e ai figli Avito e Apollinare appartiene alla biografia di Esichio I, mentre l'indicazione cronologica dell'indice è stata riferita a Esichio II. La sovrapposizione riflette una difficoltà nella trasmissione delle memorie dei due omonimi, non l'esistenza di una sola persona.

Biografia

A cura di Mauro Bonato

Sant’Esichio II è un vescovo di Vienne.
In alcuni elenchi dei vescovi della diocesi figura al ventunesimo posto, mentre in altri, compreso quello di Gallia Christiana, al ventiquattresimo.
Succede nella cattedra di Vienne a san Pantagato e precede san Namazio.
Fa parte di quella schiera di oltre quaranta vescovi santi di Vienne.
Si presume resse la diocesi per un ventennio tra gli anni 545 e 565.
Nel testo “Liber Episcopalis Viennensis Ecclesiae”, del vescovo Leodegario si riportano alcune notizie su questo vescovo. 
Egli prese parte ai Concili di Orléans del 549 e a quello di Parigi del 552.
Non conosciamo l’anno della sua morte, ma sappiamo che fu sepolto grazie alla cura di sua sorella Marcellina, presso la tomba del suo predecessore Sant’Avito.
Nell’epitaffio si Leodegario si dice che prima di essere consacrato vescovo era un “quaestor” del palazzo.
Il suo nome appariva nel calendario di Vienne del XV secolo. Il suo culto fu confermato da Pio X nel 1903.
La sua festa è stata fissata nel giorno 12 novembre.

Approfondimenti

La distinzione da Esichio I
Esichio I governò la sede di Vienne verso la fine del V secolo. La sua posizione familiare è ricordata soprattutto in relazione ai figli Avito, suo successore, e Apollinare di Valence. Esichio II, invece, appartiene alla metà del VI secolo. L'omonimia, la medesima sede e la successiva elaborazione dei cataloghi episcopali spiegano come notizie proprie del primo possano essere state attribuite al secondo. La testimonianza relativa ai due figli non è una prova genealogica per Esichio II.

Cronologia

- Fine del V secolo - Episcopato di Esichio I, omonimo da distinguere da Esichio II.
- 549 - Esichio II è tradizionalmente collegato al concilio di Orléans.
- 552 - È tradizionalmente collegato al concilio di Parigi.
- XI secolo - Il Liber Episcopalis Viennensis Ecclesiae tramanda notizie sulla sua sepoltura.
- XV secolo - Il calendario di Vienne attesta il culto.
- 9 dicembre 1903 - Conferma del culto durante il pontificato di Pio X.
- 12 novembre - Memoria nel Martirologio Romano.

Valutazione storico-critica

- L'identità di Esichio II è distinta da quella di Esichio I per la collocazione nella successione episcopale e nella cronologia.
- Le testimonianze conciliari costituiscono il principale riferimento per il suo episcopato nella metà del VI secolo.
- La notizia del precedente incarico di questore è collegata alla tradizione epigrafica e non permette una ricostruzione dettagliata della carriera civile.
- Il racconto della sepoltura presso Avito proviene da una fonte medievale posteriore agli eventi.
- L'elogio del Martirologio Romano presenta elementi biografici propri di Esichio I, mentre la commemorazione del 12 novembre è riferita anche a Esichio II.
- Il culto locale è attestato in età tardomedievale e fu confermato nel 1903.

Fonti e bibliografia essenziale

- Martyrologium Romanum, edizione 2004, memoria del 12 novembre.
- Filippo Caraffa, voce 'Esichio', Bibliotheca Sanctorum, volume V, 1964, colonne 90-91, dati riportati dalla tradizione bibliografica.
- Louis Duchesne, Fastes épiscopaux de l'ancienne Gaule, volume I, successione episcopale di Vienne.
- Leodegario, Liber Episcopalis Viennensis Ecclesiae, testimonianza medievale sulla successione e sulla sepoltura.
- Congregazione delle Cause dei Santi, Index ac status causarum, 1999, riferimento al culto confermato.

Aggiunto/modificato il 21 ottobre 2026