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> Home > Sezione I santi che iniziano con la lettera G > San Gelasio di Poitiers Condividi su Facebook

San Gelasio di Poitiers Vescovo

Festa: 26 agosto

Poitiers, Francia, V sec.

Quarto vescovo di Poitiers, figura nella cronotassi dopo Quinzano, ma la sua esatta collocazione resta incerta. Le fonti manoscritte divergono sul suo successore, indicato ora in Sant'Antemio, ora in San Maixent (morto nel 515), lasciando presumere che il suo episcopato si sia svolto nel V secolo. Il catalogo episcopale locale, per la parte anteriore al VI secolo, appare storicamente fragile: su ventitré presuli menzionati, il solo Sant'Ilario trova riscontri certi. Ciononostante, come notava Louis Duchesne, i codici anteriori al XIII secolo rimangono preziosi per attestare la tradizione riconosciuta dalla diocesi. Di Gelasio non possediamo alcuna notizia biografica diretta. L'unica traccia tangibile del suo culto si trova a Niort, dove nel 1109 fu eretto un importante priorato a lui intitolato.

Etimologia: Dal greco 'ghelao', 'ridere' o 'essere ilare'.

Emblema: Mitria, pastorale, libro delle Scritture.


Di San Gelasio (Gelasius, latino, Gélasie, francese, o Galasio) di Poitiers non possediamo alcuna notizia biografica diretta. Non conosciamo il luogo né la data della sua nascita, presumibilmente avvenuta in Gallia nel corso del IV secolo. Gelasio visse in un periodo storico cruciale e turbolento: l'Impero Romano d'Occidente stava avviandosi al suo definitivo declino, mentre le diocesi galliche si trovavano a fronteggiare le incursioni delle popolazioni germaniche e la necessità di consolidare l'ortodossia nicena dopo le grandi controversie ariane.
La sede episcopale di Poitiers godeva di un prestigio particolare, soprattutto per l'eredità lasciata da Sant'Ilario, il grande Dottore della Chiesa morto nel 367 e difensore della dottrina trinitaria contro l'arianesimo imperante. È probabile che Gelasio si sia formato in questo ambiente ecclesiastico di alto profilo, ereditando il compito di preservare l'unità della fede in tempi segnati dall'instabilità politica e sociale. I Visigoti, che controllavano gran parte dell'Aquitania, erano in larga parte ariani, rendendo ancora più delicata la missione dei vescovi cattolici locali.

Il catalogo episcopale e la successione
L'unica traccia documentale certa dell'esistenza di Gelasio risiede negli antichi cataloghi episcopali di Poitiers. Questi elenchi, tramandati attraverso vari manoscritti redatti prima del XIII secolo, sono stati sottoposti a rigorosa critica storica a partire dall'Ottocento, in particolare dall'erudito francese Louis Duchesne nei suoi fondamentali studi sui Fastes épiscopaux de l'ancienne Gaule.
Nella cronotassi ufficiale, Gelasio figura come il quarto successore di Sant'Ilario. Le liste lo collocano dopo i vescovi Pascenzio e Quinziano, sebbene alcune tradizioni manoscritte presentino varianti significative. La sua posizione esatta è oggetto di dibattito tra gli storici: in alcune liste, a Gelasio succede direttamente Sant'Antemio, mentre in altre il successore è San Maixent d'Agde, documentato fino alla sua morte avvenuta nel 515. Questa discrepanza ha portato gli studiosi a collocare il suo episcopato in un arco temporale che spazia dalla fine del IV secolo alla metà del V secolo.
È importante notare che, tra i ventitré vescovi di Poitiers antecedenti al VI secolo menzionati nei cataloghi, solo Sant'Ilario è storicamente documentato con certezza. Gli altri nomi mescolano probabilmente figure storiche reali a personaggi leggendari, e la critica moderna ha cercato di distinguere il nucleo storico dalle aggiunte successive.

La critica storica e gli errori di attribuzione
Nel corso dei secoli, alcuni eruditi hanno tentato di colmare le lacune biografiche su Gelasio con attribuzioni che la critica moderna ha in gran parte smentito. Un caso emblematico riguarda il celebre storico e antiquario del Poitou Jean Besly. Nella sua opera di ricostruzione delle antichità ecclesiastiche locali, Besly inserì Gelasio tra i partecipanti al primo Concilio di Orléans.
Tuttavia, questa identificazione si è rivelata anacronistica. Il Concilio di Orléans, convocato da Clodoveo dopo la sua conversione, si tenne nel 511, un periodo in cui la sede di Poitiers era probabilmente retta da altri prelati. L'errore di Besly dimostra quanto fosse forte, nel Seicento, il desiderio di conferire un ruolo di primo piano nelle grandi assemblee nazionali a tutti i vescovi locali venerati come santi, pur in assenza di riscontri documentali. La storiografia contemporanea ha definitivamente escluso la partecipazione di Gelasio a quel concilio.

La morte e la sepoltura nella basilica di Sant'Ilario
Anche le circostanze della morte di Gelasio sono ignote. È verosimile che si sia spento a Poitiers, dove aveva esercitato il suo ministero, in un'epoca imprecisata del V secolo. Secondo una tradizione consolidata, il suo corpo fu inumato nella basilica di Sant'Ilario, il principale santuario della città e luogo di sepoltura prediletto per i vescovi della diocesi.
Essere sepolti ad sanctos, ovvero vicino alle reliquie di un santo illustre come Ilario, era una pratica comune nella tarda antichità e nell'Alto Medioevo, finalizzata a porsi sotto la protezione del patrono celeste in attesa della resurrezione. Non vi sono notizie certe circa la sorte successiva delle sue spoglie, andate probabilmente disperse a causa delle vicissitudini storiche, tra cui le guerre di religione del XVI secolo e le profanazioni rivoluzionarie che hanno colpito i luoghi di culto del Poitou.

Il culto a Niort e le tracce della devozione
La traccia più tangibile della venerazione di San Gelasio si trova nella città di Niort, nella diocesi di Poitiers. Nel 1109, il nobile Raoul de Lusignan fondò in quest'area un importante priorato intitolato proprio a San Gelasio. Questa istituzione monastica testimonia la vitalità del suo culto nel Medioevo centrale e indica come la sua figura fosse sentita come un potente protettore dalla nobiltà e dal clero locale.

La questione delle date liturgiche
La memoria liturgica di San Gelasio presenta una particolarità interessante: mentre nella diocesi di Poitiers la sua festa è tradizionalmente fissata al 26 agosto, in altre tradizioni locali e in alcuni calendari agiografici la commemorazione è stata celebrata anche il 16 agosto. Dopo le riforme liturgiche postconciliari, molti santi vescovi locali di cui si erano perdute le tracce biografiche sono stati inseriti in commemorazioni comuni dei santi della diocesi.


Autore:
Enrico Quiri

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Aggiunto/modificato il 2026-08-12

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