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> Home > Sezione I santi che iniziano con la lettera B > Beato Bartolomeo da Urbino Condividi su Facebook

Beato Bartolomeo da Urbino Diacono

Festa: 7 agosto

Urbino o dintorni, fine XIV sec. - Padova, 7 agosto 1439

Diacono francescano che nacque in una nobile famiglia marchigiana. Si trasferì a Padova per studiare diritto, distinguendosi per un ingegno eccezionale. Stabilitosi nella città veneta, accumulò ricchezze e sposò la nobile Dorotea dei conti di Panico, da cui ebbe tre figli maschi e tre femmine. Rimasto vedovo, fu colpito da una tragedia: la peste gli strappò i tre figli maschi. Di fronte a tale dolore, operò una scelta radicale. Dopo aver affidato le figlie a un monastero, abbracciò la povertà francescana, venendo ordinato diacono. Il Martyrologium Franciscanum ne loda la continua umiltà e preghiera. Predicatore efficace, attirava i fedeli con sermoni di profonda spiritualità. Morì in concetto di santità nel convento di Padova il 7 agosto 1439, data della sua memoria liturgica.

Etimologia: Dall'aramaico 'Bar-Tolmai', che significa 'figlio di Tolmai'.

Emblema: Abito francescano marrone con cappuccio, cordone francescano, libro (simbolo degli studi giuridici e della predicazione).


Le notizie sulle origini del Beato Bartolomeo sono legate alla tradizione agiografica, che lo colloca in una famiglia nobile delle terre di Urbino, nelle Marche. La data di nascita rimane incerta, ma si colloca verosimilmente nell'ultimo quarto del XIV secolo. Spinto verso le professioni liberali tipiche del suo rango, Bartolomeo si trasferì a Padova, uno dei massimi centri culturali dell'epoca, per intraprendere gli studi di diritto. Le fonti riportano che il suo ingegno fosse tale da non avere eguali tra i compagni di studio, preparandolo a una brillante carriera forense.

La vita familiare e il dramma della peste
Concluso il percorso accademico, Bartolomeo decise di stabilirsi definitivamente a Padova. La sua competenza gli garantì una posizione di rilievo e una cospicua ricchezza. In questo periodo contrasse matrimonio con Dorotea, esponente della nobile famiglia dei conti di Panico di Bologna. L'unione fu feconda: nacquero tre figli maschi e tre figlie femmine. La serenità domestica fu tuttavia spezzata da un lutto devastante. Rimasto vedovo, Bartolomeo dovette affrontare la perdita dei tre figli maschi, deceduti a causa della peste, un flagello che periodicamente colpiva le città venete. Questa successione di dolori divenne il catalizzatore di una profonda trasformazione interiore.

La scelta radicale e la vestizione francescana
Di fronte alla precarietà della vita terrena, Bartolomeo operò una scelta di rottura totale con il suo passato. Decise di ritirarsi dal mondo degli affari e, dopo aver collocato le tre figlie in un monastero fondato con il contributo della stessa Dorotea, abbracciò la regola dell'Ordine Francescano. La tradizione sottolinea come questa transizione non fu un semplice rifugio dal dolore, ma una consapevole adesione agli ideali di povertà e umiltà. Accettò di essere ordinato diacono, rinunciando a ogni pretesa di carriera ecclesiastica superiore, e si dedicò alla vita comunitaria nel convento di Padova.

Il ministero diaconale e la morte in santità
Il Martyrologium Franciscanum ricorda il Beato Bartolomeo per aver vissuto molti anni in continua e ininterrotta umiltà e preghiera. Esercitò il ministero della predicazione con grande frutto, attirando i fedeli con sermoni che univano la sua profonda cultura giuridica a una schietta spiritualità francescana. Morì in età avanzata il 7 agosto 1439, nel convento di Padova, circondato dalla venerazione della comunità per la sua santità di vita.

Il culto e la sepoltura
La memoria del Beato Bartolomeo è custodita nella storica chiesa di San Francesco Grande a Padova, dove la tradizione individua la sua sepoltura. La presenza di una tomba a lui dedicata all'interno del complesso conventuale testimonia una venerazione immediata e duratura da parte della comunità francescana locale, che ne ha tramandato il ricordo come modello di conversione e dedizione.

Criticità cronologiche nella tradizione agiografica
Un'analisi attenta delle fonti rivela una tensione cronologica. Alcune testimonianze storiche collegano la fondazione del monastero in cui furono accolte le figlie all'anno 1439, lo stesso anno della morte del Beato. Questo dato, unito all'affermazione del Martyrologium Franciscanum secondo cui visse "molti anni" in umiltà e preghiera, suggerisce due possibilità: o l'ingresso di Bartolomeo nell'Ordine avvenne in realtà alcuni anni prima, oppure la dizione "molti anni" vuole enfatizzare la durata della sua penitenza e del suo impegno spirituale, iniziata anche prima della vestizione formale.

Curiosità
La figura di Bartolomeo da Urbino si distingue nel panorama francescano per il suo background da giurista. La sua capacità di unire il rigore del diritto alla carità della predicazione lo rese un punto di riferimento per i fedeli padovani, che vedevano in lui un uomo che aveva conosciuto le massime vette del successo mondano per poi sceglierne volontariamente il totale abbandono.


Autore:
Enrico Quiri

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Aggiunto/modificato il 2026-07-30

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