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> Home > Sezione I santi che iniziano con la lettera A > Beato Anastasio da Milano Condividi su Facebook

Beato Anastasio da Milano Laico francescano

Festa: 7 ottobre

† Pesaro, 1472

Fu un fratello laico francescano vissuto nel XV secolo e legato alla comunità dei Frati Minori di San Giovanni Battista a Pesaro. Le notizie sulla sua vita sono molto scarse e provengono soprattutto dalla tradizione francescana e dalla memoria storica del convento pesarese. Una fonte relativa alla storia del complesso lo ricorda nel 1472 come Anastasius Mediolanensis, laico francescano, morto nell'antico convento e già considerato uomo illustre per i miracoli attribuiti alla sua intercessione. La tradizione successiva lo presenta come religioso dedito ai servizi più umili della comunità, alla preghiera e alla penitenza, e gli attribuisce diversi episodi di lotta contro le tentazioni demoniache e numerosi miracoli. Il suo culto rimase legato soprattutto all'ambiente francescano pesarese e il suo nome compare nella tradizione del martirologio francescano il 7 ottobre. Gli Acta Sanctorum lo registrano come confessore dell'Ordine di san Francesco, ma tra i personaggi 'praetermissi', cioè non trattati in una propria commemorazione agiografica.

Etimologia: Dal greco Anastasios, da anástasis, 'risurrezione'.


Anastasio era originario di Milano, come indica costantemente la denominazione latina Mediolanensis. Non sono invece documentati l'anno di nascita, la famiglia di origine, l'educazione ricevuta o le circostanze che lo condussero alla vita religiosa.
Le fonti francescane lo qualificano come laico, cioè fratello non sacerdote. Una tradizione riportata nella biografia moderna riferisce che entrò tra i Frati Minori della provincia della Marca e che si distinse soprattutto nel servizio quotidiano alla comunità, svolgendo gli incarichi più umili e faticosi.
Il suo nome è legato in modo particolare a Pesaro e al convento di San Giovanni Battista. La documentazione relativa alla storia del convento conserva infatti una testimonianza nella quale Anastasio è chiamato esplicitamente F. Anastasius Mediolanensis laicus.

La vita religiosa
La tradizione agiografica descrive Anastasio come un religioso fortemente orientato alla preghiera e alla penitenza. Gli vengono attribuite veglie notturne e frequenti pratiche di mortificazione corporale.
Questi elementi appartengono però alla tradizione agiografica e non sono accompagnati da testimonianze contemporanee indipendenti oggi note. La scarsità delle fonti impedisce di ricostruire con maggiore precisione la sua formazione religiosa, gli incarichi ricoperti nella comunità o la durata della sua permanenza a Pesaro.

Le tentazioni demoniache
Una delle tradizioni più caratteristiche riguarda una tentazione attribuita al demonio. Secondo il racconto, il demonio sarebbe comparso alla porta del convento sotto le sembianze di una donna e avrebbe chiesto del fuoco per riscaldarsi. Anastasio avrebbe preso con le mani alcuni carboni ardenti dalla cucina, senza riportarne danno, e li avrebbe gettati contro l'apparizione, riconoscendo in essa il tentatore. La figura sarebbe quindi scomparsa.
L'episodio appartiene al patrimonio agiografico trasmesso intorno ad Anastasio e non costituisce una testimonianza storica contemporanea verificabile. Il suo significato è quello tradizionale delle narrazioni francescane sulla lotta ascetica contro le tentazioni.

Anastasio a San Giovanni Battista di Pesaro
Il legame con Pesaro è attestato da una memoria settecentesca conservata nella Biblioteca Oliveriana. Il manoscritto, redatto nel 1735 raccogliendo notizie precedenti sulla storia del convento di San Giovanni Battista, afferma che il religioso era sepolto nella chiesa del convento e richiama a questo proposito gli annali dell'Ordine e il martirologio francescano.
La stessa memoria cita gli annali di un autore indicato come Aroldi, nei quali, riferendosi all'anno 1472, si legge che nell'antico convento di Pesaro morì fra Anastasio da Milano, laico, definito miraculis illustris. Un'altra indicazione dello stesso autore colloca il luogo della sua sepoltura presso San Giovanni Battista a Pesaro.
Il dato permette di collegare con una certa sicurezza Anastasio alla comunità francescana pesarese e al convento di San Giovanni Battista. Non consente invece di ricostruire gli episodi concreti ai quali fosse attribuita la sua fama di miracoloso.

La morte
Anastasio morì nel 1472, nell'antico convento francescano di San Giovanni Battista a Pesaro, secondo la memoria conventuale trasmessa nel XVIII secolo e fondata sugli annali dell'Ordine.
La tradizione biografica riferisce inoltre che al momento della morte sarebbe comparsa sopra il convento una luce particolarmente intensa. Anche questo episodio appartiene alla tradizione agiografica e non è sostenuto da una testimonianza contemporanea indipendente.

Trasferimento del corpo
L'antico convento di San Giovanni Battista si trovava fuori dalle mura di Pesaro. In seguito il complesso fu demolito e la comunità francescana si trasferì all'interno della città. La memoria del 1735 afferma che il corpo di Anastasio fu trasferito dall'antico convento a quello nuovo.
La stessa fonte precisa tuttavia che nel XVIII secolo non si conosceva più il punto esatto nel quale il corpo fosse stato deposto nella nuova chiesa. La perdita dell'esatta localizzazione della sepoltura è collegata anche alle disposizioni relative alla venerazione pubblica dei corpi di persone non beatificate o canonizzate.

Il culto francescano
La memoria di Anastasio sopravvisse soprattutto nell'ambiente francescano. Gli Acta Sanctorum, nel loro indice relativo al mese di ottobre, lo registrano come 'Anastasius Mediolanensis confessor ex Ordine S. Francisci', ma lo collocano tra i Praetermissi.
Il dato è significativo perché mostra che Anastasio era conosciuto dalla tradizione erudita dei Bollandisti, ma non disponeva di una documentazione tale da giustificare una trattazione agiografica autonoma negli Acta Sanctorum.
La memoria conventuale pesarese del 1735 testimonia invece una tradizione locale consolidata: Anastasio era ricordato come religioso morto nel convento e sepolto nella chiesa di San Giovanni Battista.

Il convento di San Giovanni Battista
Il rapporto tra Anastasio e San Giovanni Battista è particolarmente importante per la ricostruzione della sua memoria. Una storia del convento pesarese ricorda la presenza dei Frati Minori Osservanti nel complesso e collega alla comunità la fama di santità di alcuni religiosi, tra i quali Anastasio da Milano.
La documentazione settecentesca conserva inoltre una tradizione secondo la quale il convento antico esisteva già nel XV secolo e il corpo di Anastasio vi era stato sepolto prima del trasferimento della comunità all'interno della città.

Curiosità
- Il nome latino con cui Anastasio è ricordato nelle memorie francescane è Anastasius Mediolanensis, cioè Anastasio milanese.
- Una fonte conventuale del 1735 conserva la formula miraculis illustris, con la quale Anastasio era ricordato come uomo divenuto celebre per i miracoli attribuiti alla sua intercessione.
- Nel XVIII secolo non era più conosciuto il punto preciso della chiesa di San Giovanni Battista nel quale sarebbe stato collocato il suo corpo dopo il trasferimento dall'antico convento.

Cronologia
- 15 secolo - Anastasio, originario di Milano, entra nell'Ordine dei Frati Minori come fratello laico.
- 15 secolo - È associato alla comunità francescana di San Giovanni Battista a Pesaro.
- 1472 - Muore nell'antico convento francescano di San Giovanni Battista a Pesaro.
- 1472 - Gli annali citati nella memoria conventuale lo ricordano come Anastasius Mediolanensis laicus miraculorum illustris.
- 16 secolo - Il corpo viene trasferito dall'antico convento al nuovo complesso francescano situato entro la città di Pesaro.
- 1735 - Una memoria del convento di San Giovanni Battista attesta la tradizione della sepoltura di Anastasio nella chiesa, ma dichiara ignota l'esatta posizione del corpo.
- 1739 - Gli Acta Sanctorum registrano Anastasio tra i confessori francescani, ma lo inseriscono tra i Praetermissi.
- 7 ottobre - La tradizione del martirologio francescano ne celebra la memoria.

Valutazione storico-critica
- L'identità di Anastasio come laico francescano originario di Milano e legato al convento di San Giovanni Battista a Pesaro è coerente nelle principali testimonianze della tradizione francescana.
- La data della morte nel 1472 è sostenuta dalla memoria conventuale settecentesca che cita gli annali dell'Ordine e collega esplicitamente quell'anno alla morte di Anastasio.
- Non sono documentati l'anno di nascita, i nomi dei genitori, la famiglia, la formazione, la data di ingresso nell'Ordine e gli incarichi specifici svolti nel convento.
- Le notizie sulle veglie notturne, sulle penitenze, sulle tentazioni demoniache e sui miracoli appartengono alla tradizione agiografica. Gli episodi particolari non sono accompagnati da testimonianze contemporanee indipendenti.
- Il racconto della donna identificata con il demonio e dei carboni ardenti costituisce un episodio tradizionale di carattere agiografico e non può essere assunto come fatto storico verificato.
- La memoria del 1735 costituisce una testimonianza importante della tradizione cultuale pesarese, ma è una fonte tarda rispetto alla vita di Anastasio e raccoglie materiali precedenti senza fornire una documentazione contemporanea completa.
- Gli Acta Sanctorum lo qualificano come confessore dell'Ordine di san Francesco e lo collocano tra i Praetermissi, senza svilupparne una vita propria.
- Non risulta documentato un decreto pontificio di beatificazione. Il titolo di beato deriva dalla tradizione cultuale francescana e dalla memoria locale, non da una canonizzazione o da una beatificazione moderna documentata nelle fonti consultate.
- La tradizione relativa alle reliquie è legata alla chiesa di San Giovanni Battista di Pesaro. La memoria del 1735 afferma che il corpo era stato trasferito nel nuovo convento, ma dichiara sconosciuto il punto preciso della sepoltura.
- La documentazione permette quindi di riconoscere una figura storica reale della comunità francescana pesarese del Quattrocento, mentre gran parte della sua fisionomia spirituale e dei miracoli attribuitigli appartiene alla successiva tradizione agiografica.

Fonti e bibliografia essenziale
- Acta Sanctorum, October, tomus III, indice storico, voce 'Anastasius Mediolanensis confessor ex Ordine S. Francisci', tra i Praetermissi.
- Biblioteca Oliveriana di Pesaro, ms. 1230, Notizie varie del convento di San Giovanni Battista e altre memorie relative al medesimo, 1735, con le testimonianze sulla sepoltura di fra Anastasio e le citazioni degli annali francescani.
- Girolamo Genga, studi sulla chiesa di San Giovanni Battista a Pesaro, con trascrizione della memoria conventuale del 1735 e delle notizie relative ad Anastasio da Milano.
- Storia del convento di San Giovanni Battista vecchio a Pesaro, con documentazione sulla presenza dei Frati Minori Osservanti e sulla memoria di fra Anastasio da Milano.
- Tradizione del martirologio francescano relativa ad Anastasio da Milano, con festa il 7 ottobre.

Autore: Giampietro Cattini
 


 

Il beato Anastasio da Milano è un laico francescano vissuto nel Quindicesimo Secolo.
Entrò fra i francescani della provincia della Marca e la sua vita fu all’insegna del servizio agli altri frati negli uffici più umili e faticosi.
Si racconta che trascorreva le notti in preghiera e che flagellava di continuo il suo corpo.
Sul beato Anastasio, si tramanda che nonostante la sua vita di preghiera, spesso subiva le tentazioni del demonio.
Singolare è uno di questi racconti.
Un giorno il demonio gli apparve alla porta del convento sotto l’aspetto di una bellissima donna, che gli chiedeva del fuoco per riscaldarsi. Il beato Anastasio, andò in cucina, prese del carbone acceso con le sue mani senza bruciarsi e una volta raggiunta la donna gli gettò addosso i carboni accesi con queste parole: “Ecco o Satana quello che vuoi, e vattene”. In quel frangente il demonio che si vide scoperto scomparve.
Si racconta anche, che il beato Anastasio compì molti miracoli mentre era in vita e che morì nel convento francescano di Pesaro nell’anno 1472. Nel momento della sua morte sopra il convento comparve una luce chiarissima.
Nel martirologio francescano è ricordato e festeggiato nel giorno 7 ottobre.


Autore:
Mauro Bonato

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Aggiunto/modificato il 2026-09-21

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