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> Home > Sezione I santi che iniziano con la lettera A > Beato Andrea da San Giminiano Condividi su Facebook

Beato Andrea da San Giminiano Francescano

Festa: 26 settembre

† 1455 (?)

E' una figura francescana del Quattrocento sulla quale la documentazione biografica rimane estremamente scarsa. Le fonti divulgative moderne lo ricordano come religioso dell'Ordine dei Frati Minori, originario di San Gimignano, celebre soprattutto come predicatore e più volte eletto vicario provinciale. Una tradizione raccolta dal sacerdote Umberto Meattini lo presenta inoltre come discepolo di san Bernardino da Siena, collocandolo nell'ambiente della grande stagione della predicazione osservante dell'Italia centrale. La sua morte viene generalmente posta intorno al 1455, ma la data non appare sufficientemente documentata. Il 26 settembre è il giorno nel quale Andrea è ricordato dalla tradizione francescana. La scarsità delle testimonianze impone però una netta distinzione tra ciò che può essere accolto come dato biografico e ciò che appartiene alla memoria agiografica successiva. La stessa tradizione lo descrive come predicatore dotto e conosciuto in tutta Italia, ma non sono oggi facilmente reperibili opere, sermoni o documenti contemporanei che permettano di ricostruirne concretamente l'attività.

Etimologia: Dal greco Andréas, collegato ad anḗr, andrós, 'uomo', con il significato tradizionale di 'virile', 'valoroso'.


Le notizie disponibili su Andrea da San Gimignano sono molto più limitate di quanto il titolo di beato e la fama attribuitagli dalla tradizione potrebbero far pensare. Non sono noti con sicurezza l'anno della nascita, la famiglia di origine, il momento dell'ingresso nell'Ordine dei Frati Minori, il convento nel quale compì la formazione religiosa né le principali tappe della sua vita. Anche il luogo della morte non è documentato in modo soddisfacente.
L'indicazione 'da San Gimignano' costituisce il principale elemento identificativo della figura. Il toponimo rimanda alla città toscana di San Gimignano, nell'antico territorio senese. La presenza francescana nella città è tuttavia molto più antica di Andrea: la comunità dei Frati Minori era già attiva nel XIII secolo e il convento rappresentò nel Medioevo un importante punto di riferimento religioso locale. La tradizione francescana di San Gimignano offre quindi un contesto plausibile per comprendere l'origine della figura di Andrea, ma non permette da sola di ricostruirne la biografia individuale.

Andrea e la tradizione francescana
La fonte moderna che conserva le informazioni più specifiche è il volume Santi senesi di don Umberto Meattini, pubblicato a Poggibonsi nel 1974. Secondo la testimonianza ripresa nella scheda tradizionale, Andrea sarebbe stato discepolo di san Bernardino da Siena. L'informazione è cronologicamente possibile, poiché Bernardino morì nel 1444 e Andrea viene collocato dalla stessa tradizione nel XV secolo e morto circa undici anni dopo.
Il termine 'discepolo' deve tuttavia essere interpretato con prudenza. Non è attualmente disponibile una documentazione contemporanea che permetta di stabilire in quale forma Andrea abbia seguito Bernardino, se abbia frequentato direttamente la sua predicazione o se la tradizione lo abbia inserito successivamente nella cerchia dei suoi discepoli e collaboratori. È quindi più corretto parlare di una tradizione che collega Andrea all'ambiente bernardiniano, piuttosto che trasformare tale rapporto in un episodio biografico certo.

La fama di predicatore
La tradizione attribuisce ad Andrea una notevole preparazione e una particolare fama nella predicazione. La scheda francescana ripresa dalle fonti moderne lo definisce infatti un 'dotto predicatore' conosciuto in tutta Italia.
Si tratta di un'indicazione importante per comprendere il profilo attribuito al religioso, ma difficile da verificare nei dettagli. Non sono stati individuati, nelle fonti facilmente accessibili, raccolte di sermoni, trattati teologici o altri scritti sicuramente attribuibili ad Andrea. Neppure è possibile ricostruire con sicurezza le città nelle quali avrebbe predicato.
Il contesto storico rende comunque comprensibile la particolare importanza attribuita alla predicazione. Nella prima metà del Quattrocento l'Osservanza francescana conobbe in Italia una forte espansione e la predicazione popolare divenne uno degli strumenti fondamentali della riforma religiosa promossa da figure come Bernardino da Siena e Giovanni da Capestrano. La tradizione che colloca Andrea in questo ambiente è pertanto coerente con il quadro storico generale, anche se la sua attività personale rimane scarsamente documentata.

Il vicariato provinciale
Un'altra informazione tramandata dalla tradizione riguarda il governo dell'Ordine. Andrea sarebbe stato eletto più volte vicario provinciale della provincia francescana alla quale apparteneva.
Se l'informazione è corretta, essa indicherebbe che Andrea non fu soltanto un predicatore di fama locale, ma raggiunse anche una posizione di responsabilità all'interno dell'organizzazione dei Frati Minori. È tuttavia necessario mantenere una certa cautela, perché non sono state reperite nelle fonti digitalmente accessibili le registrazioni dei capitoli provinciali o altri documenti coevi che consentano di stabilire gli anni delle sue eventuali elezioni e la precisa denominazione della provincia.
La notizia deve quindi essere conservata come dato tramandato dalla tradizione francescana, non come una sequenza cronologica già documentata.

La morte intorno al 1455
La morte di Andrea viene generalmente indicata intorno al 1455. La stessa fonte che conserva le principali notizie biografiche pone l'anno con un punto interrogativo, segno che non si tratta di una data pienamente certa.
Il 1455 costituisce dunque una data tradizionale o approssimativa e non deve essere trasformato in un giorno preciso di morte. Non sono state individuate informazioni sufficientemente solide sul luogo nel quale Andrea morì, sulle circostanze della morte o sulla sua sepoltura.
Anche questo elemento mostra quanto sia difficile ricostruire la vicenda personale del religioso. La memoria del suo prestigio come predicatore e uomo dell'Ordine sembra essere sopravvissuta più chiaramente della documentazione relativa alla sua vita concreta.

La memoria francescana
Andrea è ricordato il 26 settembre dalla tradizione francescana insieme al beato Giovanni da Prato. La memoria è attestata nelle fonti che lo inseriscono nel Martyrologium Franciscanum, repertorio della tradizione agiografica dell'Ordine. La ricorrenza del 26 settembre è inoltre mantenuta nei calendari moderni che riprendono la tradizione francescana.
Questo elemento è particolarmente importante perché permette di comprendere la natura della documentazione disponibile. Il titolo di beato attribuito ad Andrea appartiene infatti alla memoria cultuale francescana, mentre non emerge dalle fonti consultate un processo moderno di beatificazione paragonabile a quelli istituiti dalla Santa Sede per i beati dell'età contemporanea.
Il caso di Andrea va quindi letto soprattutto nel quadro della tradizione cultuale interna all'Ordine e della trasmissione dei nomi dei religiosi ritenuti degni di venerazione.

San Bernardino e la stagione della predicazione osservante
L'eventuale rapporto tra Andrea e Bernardino da Siena colloca la figura del religioso nel momento di massimo sviluppo della predicazione osservante in Italia. Bernardino, nato nel 1380 e morto nel 1444, fu uno dei principali promotori dell'Osservanza francescana e percorse numerose città italiane, utilizzando la predicazione come strumento di rinnovamento religioso e morale.
Per Andrea, tuttavia, il rapporto con Bernardino deve essere mantenuto nel livello della tradizione. Non disponiamo di elementi sufficienti per ricostruire un rapporto personale preciso tra i due. La formula 'discepolo di san Bernardino', presente nella tradizione senese, è quindi utile per collocare la sua memoria nell'ambiente bernardiniano, ma non autorizza a costruire episodi non documentati.

Il contesto francescano di San Gimignano
La presenza dei Frati Minori a San Gimignano è attestata già nel XIII secolo. Gli studi sulla storia religiosa e artistica della città ricordano una comunità francescana attiva fuori dalla porta San Giovanni e già documentata nel 1246. Il convento ebbe una lunga storia e rappresentò uno dei luoghi nei quali il francescanesimo sangimignanese poté svilupparsi.
Questo contesto è importante per Andrea perché mostra che il suo appellativo non deriva da un riferimento geografico casuale. San Gimignano disponeva di una presenza minoritica consolidata molto prima del XV secolo. Non è però possibile stabilire, sulla sola base di questa continuità istituzionale, quale convento Andrea abbia frequentato o quale incarico vi abbia eventualmente esercitato.

Il problema delle fonti
Il principale problema storico relativo ad Andrea è la sproporzione tra la fama attribuitagli e la scarsità delle testimonianze conservate. La fonte moderna più facilmente reperibile presenta infatti una biografia estremamente breve: origine sangimignanese, appartenenza francescana, rapporto con Bernardino, fama di predicatore, incarichi di vicario provinciale e morte intorno al 1455.
Non sono emerse, nella ricerca effettuata, fonti coeve sufficientemente numerose da permettere di verificare indipendentemente tutti questi elementi. Per questa ragione non è opportuno ampliare la biografia con dettagli ricavati per analogia dalla vita di altri francescani del Quattrocento.

Curiosità
- Il nome Andrea deriva dal greco Andréas, collegato al termine anḗr, andrós, 'uomo', da cui il tradizionale significato di 'virile' o 'valoroso'.
- La tradizione lo collega a san Bernardino da Siena, morto nel 1444, e colloca quindi Andrea nell'ambiente della predicazione osservante della prima metà del Quattrocento.
- Andrea è ricordato il 26 settembre insieme al beato Giovanni da Prato nella tradizione del martirologio francescano.
- La documentazione attualmente reperibile non conserva una raccolta di sermoni o un'opera scritta sicuramente attribuibile ad Andrea.

Cronologia
- XIV-XV secolo: nascita di Andrea da San Gimignano, in data non documentata.
- Prima metà del XV secolo: secondo la tradizione, Andrea entra nell'ambiente francescano e viene collegato alla scuola spirituale di san Bernardino da Siena.
- XV secolo: la tradizione lo ricorda come dotto predicatore e come religioso più volte eletto vicario provinciale.
- Circa 1455: morte di Andrea, secondo la data tradizionalmente tramandata, ma con grado di certezza limitato.
- 26 settembre: memoria liturgica nella tradizione francescana.

Valutazione storico-critica
- L'identificazione di Andrea da San Gimignano come religioso francescano del XV secolo e la sua memoria al 26 settembre sono elementi stabilmente presenti nella tradizione francescana e nelle fonti moderne che ne conservano la memoria.
- La documentazione biografica diretta è estremamente scarsa. Non sono attualmente disponibili elementi sufficienti per ricostruire con sicurezza nascita, famiglia, formazione, conventi frequentati, itinerario della predicazione, morte e sepoltura.
- Il rapporto con san Bernardino da Siena è attestato dalla tradizione riportata da Umberto Meattini, ma la formula 'discepolo' non può essere precisata ulteriormente senza documentazione coeva. È quindi opportuno considerarla una tradizione biografica, non un fatto ricostruibile nei dettagli.
- La fama di predicatore e l'elezione a vicario provinciale costituiscono le principali informazioni qualitative trasmesse dalla tradizione, ma non sono state individuate testimonianze indipendenti sufficienti per ricostruirne cronologia e contenuti.
- La data del 1455 deve essere indicata come approssimativa. La stessa fonte che la tramanda la presenta con un punto interrogativo.
- Il titolo di beato appartiene alla memoria cultuale francescana. Nella ricerca effettuata non sono emersi un decreto moderno di beatificazione, una canonizzazione o una documentazione pontificia relativa a un processo formale.
- La scarsità delle fonti rende metodologicamente preferibile una scheda concentrata sulla distinzione tra dati tramandati e dati verificabili, evitando di attribuire ad Andrea episodi appartenenti alla biografia di altri francescani del Quattrocento.
- La presenza francescana a San Gimignano è invece storicamente ben documentata e fornisce il contesto istituzionale nel quale la memoria di Andrea può essere collocata.

Fonti e bibliografia essenziale
- Meattini, Umberto, Santi senesi, Poggibonsi, T.A.P. Grafiche, 1974. L'opera costituisce la principale fonte moderna indicata per la tradizione senese relativa ad Andrea da San Gimignano. La sua esistenza e i dati bibliografici sono confermati dai cataloghi bibliotecari toscani.
- Arturo da Monastero, Martyrologium Franciscanum, Parisiis, 1653. È il repertorio della tradizione francescana al quale viene ricondotta la memoria del 26 settembre; la tradizione dei martirologi francescani deve comunque essere distinta dalla documentazione biografica coeva.
- Wadding, Luke, Annales Minorum seu trium Ordinum a S. Francisco institutorum, Quaracchi, Collegio di S. Bonaventura, edizione critica moderna. Gli Annales Minorum costituiscono uno dei principali repertori storici della tradizione francescana e sono stati utilizzati come strumento di controllo della documentazione relativa ai Frati Minori.
- Santi senesi è inoltre registrato nei cataloghi delle biblioteche della Toscana con autore Umberto Meattini e luogo di pubblicazione Poggibonsi.
- Per il contesto francescano di San Gimignano: C. Borgioli, 'La croce stauroteca del monastero di Santa Chiara nel Museo di Arte Sacra a San Gimignano: proposte iconografiche e stilistiche', in Predella, 47, 2020. Lo studio documenta la presenza della comunità francescana maschile a San Gimignano già nel XIII secolo.


Autore:
Giampietro Cattini

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Aggiunto/modificato il 2026-09-15

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