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Santi Cornelio e Cipriano Papa e Vescovo, martiri
Festa:
16 settembre
- Memoria
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† Cornelio: Civitavecchia, giugno 253. Cipriano: Sesti, presso Cartagine, 14 settembre 258
Cornelio e Cipriano appartengono alla generazione di pastori che guidò la Chiesa nel difficile passaggio dalla persecuzione di Decio alle nuove prove del III secolo. Cornelio fu eletto vescovo di Roma nel 251, dopo la lunga sede vacante provocata dalla morte del papa Fabiano. La sua elezione fu contestata dal presbitero Novaziano, che diede origine a uno scisma rigorista. Al centro della controversia vi era soprattutto il problema dei cristiani che, durante la persecuzione, avevano rinnegato la fede e chiedevano di essere riammessi nella comunità. A Cornelio diede un sostegno decisivo Cipriano, vescovo di Cartagine dal 249, una delle personalità più autorevoli del cristianesimo latino del suo tempo. Attraverso un'intensa corrispondenza, i due pastori difesero l'unità della Chiesa e una disciplina penitenziale capace di tenere insieme verità e misericordia. Cornelio fu costretto all'esilio a Centumcellae, l'odierna Civitavecchia, dove morì nel 253. Cipriano, dopo essere stato esiliato durante la persecuzione di Valeriano, tornò a Cartagine e affrontò il processo. Il 14 settembre 258 fu condannato alla decapitazione e affrontò la morte davanti alla propria comunità. La Chiesa li celebra insieme il 16 settembre, ricordando in due figure diverse una medesima fedeltà alla comunione ecclesiale e alla testimonianza cristiana.
Emblema: Palma
Martirologio Romano: Memoria dei santi martiri Cornelio, papa, e Cipriano, vescovo, dei quali il 14 settembre si ricordano la deposizione del primo e la passione del secondo, mentre oggi il mondo cristiano li loda con una sola voce come testimoni di amore per quella verità che non conosce cedimenti, da loro professata in tempi di persecuzione davanti alla Chiesa di Dio e al mondo.
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Cornelio, papa di Roma, e Cipriano, vescovo di Cartagine, furono tra i protagonisti della vita della Chiesa nella difficile metà del III secolo, quando le comunità cristiane erano sottoposte alle persecuzioni imperiali e attraversate da profonde discussioni sulla disciplina ecclesiastica.
24500 - SAN CORNELIO, originario di Roma, fu eletto vescovo di Roma nel 251, dopo la lunga vacanza provocata dalla persecuzione di Decio. La sua elezione fu contestata dal presbitero Novaziano, che si fece consacrare a sua volta vescovo e diede origine a uno scisma fondato soprattutto sul rifiuto di riammettere nella Chiesa i cristiani che avevano rinnegato la fede durante la persecuzione. Cornelio sostenne invece, pur attraverso un adeguato cammino penitenziale, la possibilità della riconciliazione dei penitenti. In questa posizione trovò un importante alleato in Cipriano, vescovo di Cartagine, con il quale mantenne una fitta corrispondenza.
24550 - SAN CIPRIANO, proveniente da una famiglia pagana e formatosi nella cultura retorica, si convertì al cristianesimo intorno al 246 e in breve tempo divenne presbitero e poi vescovo di Cartagine. Scrittore di grande rilievo, intervenne sulle questioni della penitenza, dell'unità della Chiesa, del ministero episcopale e della vita cristiana. Durante la persecuzione di Valeriano fu dapprima esiliato e nel 258 venne condannato a morte e decapitato. Cornelio morì invece nel 253 a Centumcellae, dove era stato esiliato. La Chiesa li celebra insieme il 16 settembre, memoria che esprime la particolare comunione spirituale e storica tra il vescovo di Roma e quello di Cartagine.
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