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> Home > Sezione I santi che iniziano con la lettera F > San Foca di Sinope Condividi su Facebook

San Foca di Sinope Vescovo e martire

Festa: 14 luglio

† Sinope, Ponto (odierna Sinop, Turchia), 114 (o 117)

Sinope, antica città del Ponto sulla costa del Mar Nero (oggi Sinop, in Turchia), fu fondata da coloni greci nel VII secolo a.C. e divenne nei secoli un importante centro commerciale. Passata sotto il dominio persiano, fu conquistata da Alessandro Magno e, nel 47 a.C., trasformata da Giulio Cesare in colonia romana. San Foca ne fu, secondo la tradizione, vescovo nel I secolo e si distinse come coraggioso difensore della comunità cristiana, tanto da essere ricordato come il suo "avvocato". Subì il martirio durante la persecuzione di Traiano, probabilmente nel 114, secondo i Bollandisti, o nel 117 secondo altre fonti, con il supplizio del bagno bollente. Il suo culto, diffuso da Antiochia e Costantinopoli, raggiunse anche l'Occidente. È patrono dei marinai e invocato contro i naufragi e i morsi dei serpenti. La sua memoria è ancora viva a San Foca di Melendugno (Lecce), dove ogni anno si svolge una suggestiva processione in mare. La sua iconografia lo raffigura con l'àncora, il serpente e le insegne episcopali.

Etimologia: Dal greco Phōkás, probabilmente derivato da phṓkē (foca) oppure indicante un abitante della Focide.

Emblema: Ancora, serpente, palma del martirio, caldaia o bagno bollente, insegne episcopali.


Sinope era una delle principali città portuali del Ponto Eusino, l'attuale Mar Nero. Fondata da coloni greci nel VII secolo a.C., divenne un importante centro commerciale prima sotto i Persiani, poi sotto Alessandro Magno e infine dell'Impero romano. La presenza di una precoce comunità cristiana è attestata già nei primi secoli e la città divenne in seguito una sede episcopale di rilievo.

Un vescovo dei primi secoli
Le fonti antiche concordano nel ricordare Foca come vescovo di Sinope, ma non permettono di ricostruirne con precisione la biografia. La tradizione lo descrive come un pastore autorevole, particolarmente impegnato nella difesa della comunità cristiana e dei più deboli, motivo per cui gli venne attribuito l'appellativo di "avvocato" del suo popolo. Questa caratteristica appartiene soprattutto alla tradizione orientale e riflette l'immagine ideale del vescovo quale difensore della Chiesa locale.

Il martirio
Secondo la tradizione più diffusa, Foca subì il martirio durante il regno dell'imperatore Traiano. I Bollandisti collocano la sua morte nell'anno 114, mentre altre testimonianze propongono il 117. Il supplizio più frequentemente ricordato è quello del bagno d'acqua bollente, simbolo della crudeltà delle persecuzioni contro i cristiani, accusati di rifiutare il culto imperiale e degli dèi pagani. La scarsità delle fonti impedisce tuttavia di verificare i particolari dell'esecuzione, che appartengono in larga parte alla tradizione agiografica.

Il problema dell'identificazione con san Foca l'Ortolano
Uno degli aspetti più complessi della tradizione riguarda la distinzione fra san Foca vescovo e san Foca l'Ortolano, anch'egli originario di Sinope e commemorato il 5 marzo.
Nel corso del Medioevo le rispettive passioni furono spesso confuse: episodi appartenenti al martire ortolano, come l'ospitalità offerta ai soldati inviati ad arrestarlo, finirono talvolta per essere attribuiti anche al vescovo. Gli studiosi moderni tendono invece a considerare le due figure distinte, pur riconoscendo che la sovrapposizione delle tradizioni rende difficile separarne completamente le vicende.

Diffusione del culto
Il culto di san Foca ebbe una straordinaria fortuna nell'Oriente cristiano. Antiochia e Costantinopoli custodirono importanti reliquie e contribuirono alla propagazione della sua venerazione lungo le rotte commerciali del Mediterraneo.
In Occidente il suo nome compare già nell'alto Medioevo. Diverse località italiane conservarono la devozione al santo, specialmente lungo le coste adriatiche e ioniche. Particolarmente nota è la marina di San Foca, nel territorio di Melendugno (Lecce), dove ogni anno si svolge una tradizionale processione sul mare in suo onore. Anche in Friuli si sviluppò precocemente il suo culto, documentato almeno dall'VIII secolo.


Autore:
Giampietro Cattini

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Aggiunto/modificato il 2026-07-13

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