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Sant' Agabio (Agapito) di Verona Vescovo
Festa:
4 agosto
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† Verona, IV sec.
Sant'Agabio, conosciuto anche come Agapito o Agapio, appartiene al gruppo dei più antichi vescovi della Chiesa di Verona. Collocato dalla cronotassi ufficiale come nono vescovo della diocesi, dopo san Zeno e prima di san Lucio, visse con ogni probabilità nel IV secolo, ma della sua attività pastorale non sono rimaste testimonianze dirette. La sua figura è avvolta dal silenzio delle fonti, compensato tuttavia dalla continuità del culto locale, che lo ricorda come pastore mite, profondamente pio e generoso verso i poveri. Le sue reliquie, conservate dapprima nella chiesa di San Procolo e poi trasferite nella basilica di San Zeno, testimoniano la venerazione che la Chiesa veronese gli ha riservato nei secoli.
Etimologia: Dal greco agapáō, 'amare', oppure agápē, 'amore'.
Emblema: Vescovo con pastorale e mitra.
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Sant’Agabio, noto anche come Agapito o Agapio, è stato un vescovo della diocesi di Verona vissuto nel IV secolo. Nella cronotassi ufficiale della Chiesa veronese occupa il nono posto, dopo san Zeno (o Zenone), patrono della diocesi, e prima di san Lucio o Lucidio. Il nome Agapito è di origine greca e deriva dal verbo agapáō, «amare». Sebbene sia citato nell'importante documento noto come Velo di Classe con il nome Agapitus, non compare nel Carpsum, documento liturgico anteriore al XII secolo. Da ciò si deduce che il suo culto liturgico non possa essere anteriore al XII secolo. Non possediamo alcuna notizia certa sulla sua vita. Sappiamo soltanto che fu sepolto nella chiesa di San Procolo e che, in seguito alla soppressione della chiesa il 28 settembre 1806, le sue reliquie furono traslate nella cripta della basilica di San Zeno. Nel Catalogus Sanctorum Ecclesiae Veronensis, mons. Franco Segala trascrive il suo elogio tratto dal Martirologio della Chiesa veronese: «Veronae sancti Agabii eiusdem civitatis episcopi (qui pietate erga Deum et morum lenitate maxime praestans, virtutum omnium, fidei in primis ac liberalitatis in pauperes omnibus, post se futuris episcopis exempla reliquit)». «A Verona, sant'Agabio, vescovo della stessa città, il quale, eccellendo soprattutto per la pietà verso Dio e per la mitezza dei costumi, lasciò ai futuri vescovi l'esempio di tutte le virtù, in primo luogo della fede e della liberalità verso i poveri.» Un'ulteriore precisazione è offerta da mons. Dario Cervato nella sua opera Verona Agiografica, dove osserva che alcuni autori lo ritennero originario di Cesarea di Palestina, successore del vescovo Teotemo e successivamente trasferito alla sede di Verona, ma precisa che tale notizia è priva di fondamento storico. Nel martirologio diocesano sant’Agabio era commemorato il 4 agosto fino alla riforma del Proprio veronese del 1961, voluta dal vescovo, il venerabile Giuseppe Carraro, quando venne istituita una celebrazione comune per i primi santi vescovi di Verona e la sua memoria liturgica particolare fu soppressa.
Autore: Mauro Bonato
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